In sintesi

La consulenza è un caso di posizionamento e strategia di marketing, non un caso clinico. Marco Gilberti — osteopata, naturopata, agopuntore e insegnante di yoga — ha avviato da circa sei mesi una scuola di Tantra con un team di professioniste (una sessuologa e una psicologa) e vuole capire come farla crescere e come integrarci il biohacking. Massimo Filippi ribalta l'impostazione del progetto attorno a una domanda sola: in quale dei tre mercati immortali (soldi, relazioni, salute) collocarsi? La sua tesi centrale è che il Tantra, per differenziarsi e diventare scalabile, va comunicato come metodo terapeutico nel mercato salute, non come esperienza relazionale o di piacere. Da qui discende tutto il resto: una comunicazione fondata sull'educazione del cliente (lo scoglio più grande), l'uso di webinar e lead magnet più che del solo libro, la costruzione di un'infrastruttura di funnel, e la valorizzazione di un dato di partenza già molto promettente — 600 euro di pubblicità che hanno prodotto un corso da 16 iscritti. Il filo conduttore è biohacking applicato al business: leggere i numeri, isolare la leva che funziona, testarla e scalarla, evitando di complicare un modello che sta già dando risultati.

Quadro del cliente

Concetti chiave

Sviluppo della consulenza

1. Presentazione del progetto e ambizione

Marco descrive il proprio background (osteopatia, naturopatia, agopuntura, yoga, formazione tantrica all'estero) e la nascita della scuola come risposta alla mancanza, in Italia, di realtà con professionalità accademica di spessore. L'ambizione è duplice: far crescere la scuola e integrarci il biohacking, elemento con cui pensa di poter essere unico in Europa. Massimo raccoglie i dati di base con una serie di domande: è una startup (sei mesi, quattro weekend), il prodotto sono i corsi dal vivo, il cliente finale è il consumatore (non un professionista) che cerca crescita personale, evoluzione della propria percezione e capacità di relazione.

2. La domanda che cambia tutto: relazioni o salute?

Il nodo emerge quando Massimo chiede se Marco si consideri nel mercato delle relazioni o in quello della salute. Marco esita: si integrano, ma propende per le relazioni. Massimo introduce allora il modello dei tre mercati immortali (soldi, relazioni, salute) e colloca il Tantra come ibrido relazioni/salute. La sua indicazione è netta: per differenziarsi conviene stare nel mercato salute, far percepire il Tantra come qualcosa che fa star bene a livello psicofisico. Non cambia ciò che si fa, ma il modello comunicativo: da esperienza relazionale a metodo terapeutico.

3. Perché la salute e non le relazioni

Massimo argomenta la scelta con tre ragioni pratiche. Primo, il mercato relazioni fatica online ed è delicato dal punto di vista pubblicitario: "Tantra" è quasi certamente una parola bloccata dalle policy di Facebook, quindi bisogna muoversi con cautela. Secondo, il tema relazionale è soggettivo e concede poca scientificità, mentre la presenza di una sessuologa e di una psicologa dà al progetto una valenza quasi sanitaria che va sfruttata. Terzo, restare nel registro relazionale significa finire nel calderone dei "love coach", tutti percepiti come uguali. La conclusione: comunicare con ganci terapeutici, sfatando l'idea che il Tantra sia solo piacere e presentandolo come cura e benessere.

4. Lo scoglio principale: educare il cliente

Il vero ostacolo non è il pubblico né il prezzo, ma la comunicazione: educare il cliente a una nuova percezione del Tantra. È lo stesso meccanismo del biohacking, che deve rompere miti radicati. I due libri già scritti diventano allora strumenti di educazione. Massimo spinge oltre: valuterebbe di togliere la parola "Tantra" e creare un metodo con un nome proprio. Marco riconosce di averci già pensato, ma solleva il contro: un nome nuovo è meno riconoscibile, mentre "Tantra" — pur ambiguo — stimola curiosità. Massimo concorda che è un rischio, valutabile solo esponendosi mediaticamente e osservando se la parola più spaventa o più incuriosisce (secondo Marco: incuriosisce l'uomo, spaventa e insieme incuriosisce la donna).

5. L'intervento di Nick: problema di salute, leva relazionale

Un altro partecipante (Nick) porta la propria esperienza: la maggior parte di chi si avvicina al Tantra non è interessata al metodo in sé, ma vuole risolvere un problema — disfunzioni erettili, difficoltà con il partner, cali di performance, calo di testosterone, eiaculazione precoce. Sono problemi di salute, ma nel cervello dell'uomo si presentano come problemi relazionali: da qui la leva comunicativa efficace ("puoi durare di più", "puoi farla godere di più"). La sintesi condivisa: si comunica sulla leva relazionale, si risolve sul piano della salute. Emerge anche una possibile nicchia: uomini con cali di performance.

6. Uomo o donna: l'equilibrio del corso e il prezzo differenziato

Marco spiega perché il prezzo è più basso per le donne: la pubblicità ha portato circa 60 richieste da uomini in una settimana contro sole 3 donne, e il corso non parte senza equilibrio di genere. La donna "è da tirare", da far sentire in un ambiente sereno e sicuro (le quattro collaboratrici donne servono anche a questo). Marco tiene molto ai corsi misti, perché gli sblocchi sono più forti; è contrario ai corsi solo femminili (tipo "divino femminino" della sua sessuologa), che a suo avviso rafforzano il problema invece di affrontarlo, tenendo le donne in un ambiente protetto. Massimo chiude il punto: uomo/donna non è un problema, ma non è d'accordo sul prezzo differenziato — 50 euro non sono un incentivo decisivo e creano un disequilibrio poco adatto al settore sanitario. Meglio un prezzo unico (esempio: 197 euro): la scrematura la si fa al telefono, non sul prezzo.

7. Il dato di partenza e il funnel da scalare

Si arriva ai numeri concreti. Con circa 600 euro di sponsorizzate su una landing page, i contatti arrivavano su WhatsApp e venivano richiamati dalla sessuologa; ne è uscito un corso da 16 iscritti (8 uomini a 200 euro, gli altri a 100-150) su due giorni. Massimo valuta il risultato come ottimo e il progetto come "molto scalabile": è un funnel da riaprire identico. Aggiunge che i contatti raccolti (oggi in un semplice file Excel, non in un CRM) vanno riutilizzati: invitare alle dirette anche chi non si è iscritto, perché già "pagati". Fa notare inoltre che il prezzo è basso rispetto al mercato — cita la scuola concorrente degli Zadra, coppia senza background accademico ma con vent'anni di esperienza e tariffe più del doppio — quindi il gioco successivo sarà alzare il prezzo e testarne il limite.

8. Gli strumenti di acquisizione: webinar, lead magnet, videocorso

Rispetto al solo libro, Massimo vede meglio i webinar / dirette regolari: un paio al mese, un'ora ciascuno, in cui spiegare bene la differenza rispetto agli altri, sponsorizzati (costo indicativo 2-5 euro per iscrizione), con offerta a fine diretta e telefonate di un consulente che chiude l'iscrizione. Il libro breve diventa un lead magnet: omaggio a chi si iscrive al webinar, ulteriore leva di educazione. In alternativa suggerisce un videocorso online low-cost (27-37 euro), non pensato per fare margine ma per presentare il metodo e poi vendere il corso dal vivo. Tra tutti gli strumenti, quello che "vede di più in assoluto" sono le serate informative.

9. L'infrastruttura a quattro funnel

Massimo delinea l'architettura di medio periodo, da costruire nel tempo e non tutta subito:

  1. un funnel per educare le persone (il webinar);
  2. un funnel per acquisire (libro gratuito → mailing list → educazione → rimando al webinar);
  3. un funnel per monetizzare (il webinar che porta all'evento dal vivo, dove si raccoglie);
  4. un funnel per acquisire organico, cioè fare pubblicità sui contenuti/post della pagina — da attivare in un terzo o quarto momento.

Sottolinea che serve un lavoro di marketing "molto fino" e un buon copywriter, e che a Marco converrebbe formarsi (anche con un corso di marketing a risposta diretta e uno di intelligenza artificiale) per costruire da sé l'infrastruttura.

10. Differenziazione: ambiente, immagine e biohacking

La differenziazione passa anche dal come viene erogato il corso. Massimo porta l'esempio dello yoga: lo stesso yoga può essere comunicato in un ambiente soffuso e "spirituale" oppure come "yoga per la cura del mal di schiena" in un ambiente quasi ambulatoriale, asettico — cambia la percezione nell'occhio delle persone. Cita il proprio caso in riflessologia: corsi di massaggio spostati dai tavoli degli hotel a una sede con lettini veri in ambiente moderno. Il biohacking rientra qui come leva di scientificità: si può inserire in molti modi (per esempio la fotobiomodulazione con lampade per far percepire la differenza di benessere, o l'integrazione specifica abbinata al massaggio). Ma il consiglio finale è di inserirlo in un secondo momento: il modello sta già funzionando e la comunicazione è già complessa, quindi prima si semplifica e si consolida.

11. Scala nazionale, non locale

Marco lamenta la difficoltà di riempire ritiri e corsi lunghi in Lombardia, dove la gente è molto dipendente dal lavoro. Massimo lo corregge sul piano mentale: quando l'interesse è serio, le persone si muovono (prendono l'aereo, spendono il doppio) — il progetto, per come è impostato, è di scala nazionale, non locale. Il problema non è da dove vengono i clienti, ma riempire il corso e far capire cosa fanno. Suggerisce di testare anche fuori dalla Lombardia (per esempio a Roma, dove il pubblico è più aperto). Ribadisce che 16 persone alla prima data sono un risultato notevole (nel suo settore ci sono voluti anni per arrivare a corsi da 25-35 persone) e che il vero potenziale è quello di un business da spingere, non di una nicchia.

12. Chiusura: supporto e prossimi passi

Interviene un altro partecipante (Stefano) che conferma l'esistenza di un mercato ampio e ancora poco esplorato sul piano delle problematiche sessuali emerse nelle consulenze. Massimo offre supporto operativo: dispone di un'agenzia interna e di collaboratori che seguono i suoi progetti, e propone a Marco una chiamata personale per impostare il piano strategico. La consulenza si chiude con l'invito a tenere aggiornato il gruppo sugli sviluppi.

Protocollo e azioni consigliate

Posizionamento e comunicazione:

Prezzo e prodotto:

Acquisizione e funnel:

Esecuzione:

Glossario

Domande di autoverifica

  1. Quali sono i tre "mercati immortali" e perché la scelta tra essi cambia tutta la strategia di comunicazione?
  2. Perché Massimo consiglia di posizionare il Tantra nel mercato salute anziché in quello delle relazioni? Elenca almeno tre ragioni.
  3. Che cosa si intende con la distinzione tra "problema reale" e "leva comunicativa", e come si applica al caso di Marco?
  4. Perché l'educazione del cliente è definita lo "scoglio principale" e in che modo i libri già scritti possono servire a superarlo?
  5. Quali sono i pro e i contro di sostituire la parola "Tantra" con un metodo dal nome proprio?
  6. Perché un corso da 200-300 euro non "sta in piedi" da solo, e che ruolo ha il prodotto di back-end?
  7. Come è strutturata l'infrastruttura a quattro funnel proposta da Massimo, e in che ordine attivarla?
  8. Che cosa dimostra il dato "600 euro di ads → 16 iscritti", e qual è la prima azione che Massimo ne fa derivare?
  9. Per quali motivi Massimo è contrario al prezzo differenziato uomo/donna, e cosa propone al suo posto?
  10. Perché il biohacking va inserito in un secondo momento, nonostante sia l'elemento differenziante che Marco desidera?

Spunti di approfondimento


Nota di qualità: alcuni nomi propri (collaboratori, scuole concorrenti, pagine social) e termini di marketing sono stati ricostruiti dal contesto perché la trascrizione automatica li rendeva in forma storpiata; dove la ricostruzione non era certa si è mantenuta una forma descrittiva senza forzature. I riferimenti temporali dell'audio non sono stati riportati.