In sintesi

Consulenza a taglio business e posizionamento, non clinico. Il cliente, Guglielmo Cornelli, vive a Cernobbio, sopra Villa d'Este, e osserva che la zona del Lago di Como concentra una clientela internazionale di altissima fascia — hotel storici e nuovi cinque stelle in costruzione — perfettamente in target con il biohacking, che nel frattempo "ha subito un'accelerata incredibile". La sua intuizione è portare servizi di biohacking dentro queste strutture; la domanda che porta a Massimo Filippi non è cosa fare ma come entrare. La consulenza è di fatto un metodo di ingresso nel mondo dell'hotellerie di lusso: si parte sempre dall'analisi del target della struttura (chi è il suo cliente medio e cosa cerca), perché è da lì che si costruisce l'offerta. Filippi distingue le strutture per vocazione — relax di lusso (Villa d'Este), health/wellness (Villa Eden Merano), sport (Quellenhof), medicale (Lanserhof) — e mostra come cambia radicalmente la proposta. Presenta poi quattro livelli di ingresso progressivi (dalla cabina dedicata all'intero centro biohacking costruito all'interno), le leve comunicative che funzionano davvero con questo pubblico (recupero, stress, estetica — non i test diagnostici) e una serie di accortezze pratiche di negoziazione. Il consiglio operativo finale: preparare una presentazione strutturata, presentarsi come "noi" (una realtà già operativa, non un singolo alle prime armi), aprire un dialogo con il vertice della struttura e non chiudere mai nessuna porta.

Quadro del cliente

Concetti chiave

Sviluppo della consulenza

1. L'intuizione del cliente e il primo giudizio del consulente

Cornelli espone l'idea: vive sopra Villa d'Este, vede una zona in forte sviluppo (nuovi cinque stelle a Bellagio e a Como) con clientela VIP internazionale, e la ritiene "veramente in target" con il biohacking, che negli ultimi tempi ha avuto un'accelerata. Vorrebbe portare servizi di biohacking dentro queste strutture — idealmente "una mini clinica all'interno della spa" — ma dubita di poterlo fare da solo, con la poca esperienza che ha. La domanda principale che porta è: come si entra.

Filippi conferma subito la bontà dell'intuizione: quello è un target molto profilato su questo tema, e l'hotellerie è un settore "sempre alla ricerca di novità, di qualcosa di nuovo". Ma pone immediatamente il metodo: con questo tipo di strutture si deve sempre partire dall'analisi del target della struttura.

2. Analisi del target: capire chi è il cliente della struttura e cosa cerca

Il concetto centrale della consulenza. Prima di costruire qualsiasi proposta occorre capire qual è il cliente medio della struttura in cui si vuole entrare — o meglio, il cliente delle strutture in cui si andrà — e che cosa ricerca, perché "in base a quello che richiede il cliente farò proposte diverse".

Filippi lo illustra con esempi reali dalla propria esperienza:

La distinzione non è astratta: definisce cosa si può proporre e come.

3. Il caso Villa d'Este vs Villa Eden Merano: relax di lusso contro health

Insieme, consulente e cliente guardano il sito di Villa d'Este. La struttura offre servizi esclusivi — persino auto d'epoca e sportive da noleggiare per la giornata — e una sezione benessere con "classici trattamenti". Potrebbe essere in target, dice Filippi, ma con un avvertimento decisivo: Villa d'Este non è una struttura pensata per il benessere, è pensata per il relax di lusso.

Il contrasto lo rende con Villa Eden Merano, struttura simile per fascia ma di tutt'altra vocazione: nel sito parla di wellness olistico, wellness gourmet, check-up medici. "Io a Villa Eden non ci vado per rilassarmi, ci vado per curarmi." Il wellness gourmet è la cartina di tornasole: il cliente di Villa Eden va in vacanza e vuole fare un detox, mangiare sano; il cliente di Villa d'Este, invece, "se deve spendere mille euro per una bottiglia di vino e bersela tutta, la spende". Stessa fascia economica, bisogni opposti. Da qui la regola: dall'analisi del target si costruisce l'offerta alla struttura.

4. I quattro livelli di ingresso nella struttura

Filippi articola l'offerta in livelli progressivi di coinvolgimento e investimento. L'offerta di fondo è costruire un piccolo centro di biohacking dentro la struttura, creando un concept — anche una replica adattata del proprio centro Vive — che la struttura poi propone ai propri clienti come segno di avanguardia.

5. Come si entra: il posizionamento "noi" invece di "io"

Il cliente chiede esplicitamente come entrare. La risposta di Filippi è insieme strategica e generosa: se Cornelli si presenta da solo — "io faccio questo, sono un biohacker, cerco una struttura" — la trattativa è più complessa e fragile. Se invece si presenta come parte di un'azienda che già gestisce un hotel cinque stelle in Tirolo e agisce da acceleratore di un concept su questo tema, la percezione di valore cambia completamente.

Filippi apre quindi alla collaborazione: Cornelli può presentarsi come Codice Massimo, usare il nome del Quellenhof come referenza ("noi siamo già lì, abbiamo già fatto questo"), parlare al plurale. Filippi può anche fare "la comparsata" a un incontro, presentare, e — se c'è interesse reale — sviluppare insieme il progetto. Ci tiene però a lasciare libero il cliente: "non voglio assolutamente rubarti l'idea; se vuoi farla da solo, falla, è una bellissima idea". Il valore che porta la collaborazione è la storicità e la referenza: poter dire "noi lo facciamo già" abbatte le barriere all'ingresso.

6. Il format di attivazione: longevity party e stress test in lobby

Cornelli propone un'idea di aggancio: entrare con l'Oligoscan (esame degli oligoelementi e dei metalli, misurato sulla mano) per fare vedere i risultati e avviare il dialogo con i clienti. Filippi la valida e la inserisce in un format collaudato: la longevity party.

Il meccanismo: verso le 18, nella lobby dell'hotel o in una zona di passaggio, il biohacker si posiziona e propone lo stress test (l'HRV, chiamata così perché il termine tecnico non dice nulla al pubblico) e un test dei micronutrienti. Le persone vengono attratte, fanno il test; se emerge qualcosa, si offre l'invito: "vieni domani al centro benessere che ti spiego meglio". Da lì si vendono pacchetti da 30 a 60 minuti di percorsi. Variante integrata con la spa: dopo un massaggio, l'operatore invia il cliente al biohacker (o esegue lui stesso l'HRV) per uno stress test post-trattamento — se il cliente risulta ancora stressato, è una leva naturale per proporre il percorso.

7. Cosa proporre e cosa no: le leve comunicative del lusso

Nella parte finale Filippi dà indicazioni operative precise sul messaggio, valide "sul 90%" delle strutture di questo tipo, riprendendo il documento che Cornelli aveva scritto.

8. Strumenti, processo di vendita e prossimi passi

Filippi chiude sul metodo di avvicinamento. Il foglio già scritto da Cornelli va bene come primo materiale ("questa per me era perfetta, non serviva un PowerPoint"), ma per l'incontro serve una presentazione strutturata e curata — suggerisce un deck ben fatto, dello stesso tipo realizzabile con strumenti come Gamma. Cornelli può svilupparla e sottoporla a Filippi via mail per un feedback ("ho scritto questa roba, cosa dici?").

Il processo: andare fisicamente sul posto, chiedere di parlare con un responsabile / il direttore della struttura — il vertice, la persona da incuriosire — presentare il progetto, prendere un appuntamento più approfondito. Sono trattative lunghe, non brevi. L'obiettivo della prima presentazione è unicamente aprire una porta, avviare un dialogo; una volta aperto, si approfondisce. Probabilmente il direttore chiederà di vedere le tecnologie o i device, o si muoverà lui per venire a vedere. La regola d'oro: non chiudere nessuna porta — qualsiasi richiesta arrivi, "la mettiamo insieme e la sviluppiamo".

La presentazione, una volta pronta, può essere inviata a più strutture della zona (e non solo): "su tutte le strutture della zona, almeno una che è interessata la trovi". Filippi è netto sul potenziale: "è un business della Madonna, se sei bravo a inserirti puoi creare tanta struttura; se ci metti il focus, guarda cosa può venire fuori". Il primo passo concreto lo prende Cornelli: preparare la presentazione e attivare la propria referente ("la connettrice") per i contatti.

Protocollo e azioni consigliate

Prima di proporre (analisi):

Posizionamento e messaggio:

Format di attivazione:

Processo di vendita:

Glossario

Domande di autoverifica

  1. Perché Filippi insiste che si debba partire sempre dall'analisi del target della struttura, prima di formulare qualsiasi proposta?
  2. In che cosa differiscono le vocazioni di Villa d'Este e Villa Eden Merano, e come cambia di conseguenza l'offerta di biohacking?
  3. Quali sono i quattro livelli di ingresso proposti e come variano per impegno e investimento della struttura?
  4. Perché presentarsi come "noi" (realtà già operativa) è più efficace che presentarsi come singolo biohacker, e quali referenze si possono usare?
  5. Quali sono le leve comunicative che funzionano con la clientela del lusso, e perché i test diagnostici non rientrano tra queste?
  6. Cosa significa "non toccare la camera, toccare la spa" e perché è un'indicazione strategica?
  7. Come funziona la longevity party come format di aggancio, e perché l'HRV viene ribattezzata "stress test"?
  8. Perché non si deve entrare in conflitto con lo chef, e come si valorizza invece il tema alimentare?
  9. Qual è il vero obiettivo della prima presentazione e perché "non chiudere nessuna porta" è la regola guida della trattativa?
  10. Come si adatta il messaggio (il "restante 10%") a strutture a vocazione sportiva, medicale o turistico-naturalistica?

Spunti di approfondimento


Nota di qualità: la trascrizione automatica (modello STT "small") rendeva in forma storpiata diversi nomi propri e termini tecnici, ricostruiti dal contesto — tra cui Quellenhof (reso "Quellenoff/Kellenhof/KL9"), Lanserhof ("Lanzenhof"), Villa Eden Merano, Oligoscan, NanoVi, il centro "Vive", "Codice Massimo", Gamma e Hugh Grant. Dove la ricostruzione non era certa (per esempio l'identità della "connettrice" e alcuni dettagli di device) il riferimento è stato mantenuto in forma descrittiva senza forzature.