In sintesi
Consulenza a taglio business e posizionamento, non clinico. Il cliente, Guglielmo Cornelli, vive a Cernobbio, sopra Villa d'Este, e osserva che la zona del Lago di Como concentra una clientela internazionale di altissima fascia — hotel storici e nuovi cinque stelle in costruzione — perfettamente in target con il biohacking, che nel frattempo "ha subito un'accelerata incredibile". La sua intuizione è portare servizi di biohacking dentro queste strutture; la domanda che porta a Massimo Filippi non è cosa fare ma come entrare. La consulenza è di fatto un metodo di ingresso nel mondo dell'hotellerie di lusso: si parte sempre dall'analisi del target della struttura (chi è il suo cliente medio e cosa cerca), perché è da lì che si costruisce l'offerta. Filippi distingue le strutture per vocazione — relax di lusso (Villa d'Este), health/wellness (Villa Eden Merano), sport (Quellenhof), medicale (Lanserhof) — e mostra come cambia radicalmente la proposta. Presenta poi quattro livelli di ingresso progressivi (dalla cabina dedicata all'intero centro biohacking costruito all'interno), le leve comunicative che funzionano davvero con questo pubblico (recupero, stress, estetica — non i test diagnostici) e una serie di accortezze pratiche di negoziazione. Il consiglio operativo finale: preparare una presentazione strutturata, presentarsi come "noi" (una realtà già operativa, non un singolo alle prime armi), aprire un dialogo con il vertice della struttura e non chiudere mai nessuna porta.
Quadro del cliente
- Chi è: Guglielmo Cornelli, piacentino, con un passato lavorativo in azienda ("qualche problemino con le aziende"), residente da tempo a Cernobbio dopo trasferimenti tra Bologna, Verona e Brescia. Si definisce biohacker singolo con poca esperienza.
- Il contesto geografico come asset: abita esattamente sopra Villa d'Este, "il posto più bello che c'è in Italia". Attorno a lui c'è un ecosistema di strutture di altissima fascia — Villa d'Este, grandi hotel di Cernobbio, un cinque stelle superiore in costruzione a Bellagio, un ex albergo in ristrutturazione superlusso a Como città (5 km da casa) con probabile ingresso di una catena internazionale. Clientela globale, tutto l'anno, con presenze da Hollywood (cita Hugh Grant).
- L'intuizione: portare il biohacking dentro queste strutture ad alto potenziale, replicando in scala ciò che Codice Massimo fa nelle proprie cliniche/centri. Sente che "come singolo faccio un po' poco" e cerca il modo di entrare con più forza.
- La leva relazionale: ha una referente ("la connettrice") che può facilitare l'accesso e fissare i contatti con le strutture, in particolare Villa d'Este.
- Materiale già prodotto: ha scritto un breve documento con le proprie idee (un foglio, non un PowerPoint) e ha "la parlantina" per presentarsi di persona.
- La richiesta reale: non chiede una diagnosi né un protocollo di salute, ma consulenza strategica su come entrare in questo mercato e se abbia senso farlo da solo o affiancato da Codice Massimo.
Concetti chiave
- Analisi del target della struttura: il punto di partenza obbligato. Prima di proporre qualsiasi cosa, occorre capire chi è il cliente medio della struttura in cui si vuole entrare e cosa ricerca, perché è la domanda del cliente a determinare l'offerta.
- Vocazione della struttura: ogni struttura ha un'identità precisa (relax di lusso, wellness/health, sport, medicale) che orienta ciò che si può proporre. Villa d'Este vende relax di lusso, non salute; Villa Eden Merano vende health e cura; il Quellenhof lo sport e lo stacco; il Lanserhof è pensato con logica di clinica.
- Costruire l'offerta sul cliente della struttura: il lavoro del biohacker in loco è ritagliare il servizio sul cliente medio reale — Filippi passa i primi due giorni a parlare con tutti per capire chi è, poi il secondo giorno "butta giù uno strategico".
- I quattro livelli di ingresso: dalla cabina dedicata (basso impegno) fino alla costruzione di un intero centro biohacking (Vive) dentro la struttura (alto impegno e investimento).
- Posizionamento "noi" non "io": presentarsi come parte di una realtà già operativa (Codice Massimo, che gestisce un hotel cinque stelle in Tirolo) dà molta più forza che presentarsi come singolo biohacker inesperto.
- Leve comunicative del lusso: recupero, riduzione dello stress, energia, estetica ("tornare a casa più belli e meno stressati"). Non i test diagnostici: il cliente in vacanza non vuole essere monitorato.
- Non toccare la camera, toccare la spa: l'innovazione va posizionata nell'ambiente spa/benessere, non nella stanza (che è terreno sensibile e non gradito).
- Longevity party / longevity week: format di attivazione — un evento nella lobby o una settimana tematica presentata agli ospiti — per far conoscere il biohacking e generare percorsi.
- HRV come "stress test": nel linguaggio con il cliente finale l'HRV va chiamata stress test, perché "l'HRV nessuno sa cos'è".
- Obiettivo della presentazione: aprire una porta: la prima presentazione serve solo ad aprire un dialogo con il vertice della struttura. Trattative lunghe; non chiudere mai nessuna porta.
Sviluppo della consulenza
1. L'intuizione del cliente e il primo giudizio del consulente
Cornelli espone l'idea: vive sopra Villa d'Este, vede una zona in forte sviluppo (nuovi cinque stelle a Bellagio e a Como) con clientela VIP internazionale, e la ritiene "veramente in target" con il biohacking, che negli ultimi tempi ha avuto un'accelerata. Vorrebbe portare servizi di biohacking dentro queste strutture — idealmente "una mini clinica all'interno della spa" — ma dubita di poterlo fare da solo, con la poca esperienza che ha. La domanda principale che porta è: come si entra.
Filippi conferma subito la bontà dell'intuizione: quello è un target molto profilato su questo tema, e l'hotellerie è un settore "sempre alla ricerca di novità, di qualcosa di nuovo". Ma pone immediatamente il metodo: con questo tipo di strutture si deve sempre partire dall'analisi del target della struttura.
2. Analisi del target: capire chi è il cliente della struttura e cosa cerca
Il concetto centrale della consulenza. Prima di costruire qualsiasi proposta occorre capire qual è il cliente medio della struttura in cui si vuole entrare — o meglio, il cliente delle strutture in cui si andrà — e che cosa ricerca, perché "in base a quello che richiede il cliente farò proposte diverse".
Filippi lo illustra con esempi reali dalla propria esperienza:
- Il Quellenhof Resort ha un target che viene "per rilassarsi, per staccare, per fare sport": non viene per stare meglio nel senso della salute.
- Il Lanserhof è un hotel pensato con logica di clinica: chi ci va, ci va con un bisogno specifico, la salute.
La distinzione non è astratta: definisce cosa si può proporre e come.
3. Il caso Villa d'Este vs Villa Eden Merano: relax di lusso contro health
Insieme, consulente e cliente guardano il sito di Villa d'Este. La struttura offre servizi esclusivi — persino auto d'epoca e sportive da noleggiare per la giornata — e una sezione benessere con "classici trattamenti". Potrebbe essere in target, dice Filippi, ma con un avvertimento decisivo: Villa d'Este non è una struttura pensata per il benessere, è pensata per il relax di lusso.
Il contrasto lo rende con Villa Eden Merano, struttura simile per fascia ma di tutt'altra vocazione: nel sito parla di wellness olistico, wellness gourmet, check-up medici. "Io a Villa Eden non ci vado per rilassarmi, ci vado per curarmi." Il wellness gourmet è la cartina di tornasole: il cliente di Villa Eden va in vacanza e vuole fare un detox, mangiare sano; il cliente di Villa d'Este, invece, "se deve spendere mille euro per una bottiglia di vino e bersela tutta, la spende". Stessa fascia economica, bisogni opposti. Da qui la regola: dall'analisi del target si costruisce l'offerta alla struttura.
4. I quattro livelli di ingresso nella struttura
Filippi articola l'offerta in livelli progressivi di coinvolgimento e investimento. L'offerta di fondo è costruire un piccolo centro di biohacking dentro la struttura, creando un concept — anche una replica adattata del proprio centro Vive — che la struttura poi propone ai propri clienti come segno di avanguardia.
- Opzione 1 — Cabina dedicata: la struttura dedica una cabina; il biohacker arriva con i propri device, prepara corsi e servizi e li propone. Costo per la struttura medio-basso, ma se i device sono del biohacker si applica una fee/royalty. In alternativa è la struttura che acquista i device, e allora si ragiona con altra logica.
- Opzione 2 — Settimana di test (longevity week): si costruisce una settimana di biohacking dentro la struttura e la si testa sugli ospiti. La struttura lancia il format con una newsletter ("faremo la Longevity Week, comprende questo e questo"); si progettano menu e trattamenti, spesso rivedendo trattamenti già esistenti in chiave biohacking (per esempio un massaggio linfodrenante riletto in logica di detossificazione). È qui che si applica il metodo dei "primi due giorni sul campo": parlare con tutti per capire il cliente medio, poi definire lo strategico.
- Opzione 3 — Investimento importante della struttura: la struttura compra tutte le attrezzature e costruisce un servizio proprio, stabile (il modello adottato dal Quellenhof).
- Opzione 4 — Costruire un Vive all'interno: replicare per intero il centro Vive dentro l'hotel. Al momento la più complessa e non immediatamente realizzabile, ma valutabile: Filippi è già in trattativa con un hotel di Lazise per costruirvi un Vive. Richiede "logiche diverse".
5. Come si entra: il posizionamento "noi" invece di "io"
Il cliente chiede esplicitamente come entrare. La risposta di Filippi è insieme strategica e generosa: se Cornelli si presenta da solo — "io faccio questo, sono un biohacker, cerco una struttura" — la trattativa è più complessa e fragile. Se invece si presenta come parte di un'azienda che già gestisce un hotel cinque stelle in Tirolo e agisce da acceleratore di un concept su questo tema, la percezione di valore cambia completamente.
Filippi apre quindi alla collaborazione: Cornelli può presentarsi come Codice Massimo, usare il nome del Quellenhof come referenza ("noi siamo già lì, abbiamo già fatto questo"), parlare al plurale. Filippi può anche fare "la comparsata" a un incontro, presentare, e — se c'è interesse reale — sviluppare insieme il progetto. Ci tiene però a lasciare libero il cliente: "non voglio assolutamente rubarti l'idea; se vuoi farla da solo, falla, è una bellissima idea". Il valore che porta la collaborazione è la storicità e la referenza: poter dire "noi lo facciamo già" abbatte le barriere all'ingresso.
6. Il format di attivazione: longevity party e stress test in lobby
Cornelli propone un'idea di aggancio: entrare con l'Oligoscan (esame degli oligoelementi e dei metalli, misurato sulla mano) per fare vedere i risultati e avviare il dialogo con i clienti. Filippi la valida e la inserisce in un format collaudato: la longevity party.
Il meccanismo: verso le 18, nella lobby dell'hotel o in una zona di passaggio, il biohacker si posiziona e propone lo stress test (l'HRV, chiamata così perché il termine tecnico non dice nulla al pubblico) e un test dei micronutrienti. Le persone vengono attratte, fanno il test; se emerge qualcosa, si offre l'invito: "vieni domani al centro benessere che ti spiego meglio". Da lì si vendono pacchetti da 30 a 60 minuti di percorsi. Variante integrata con la spa: dopo un massaggio, l'operatore invia il cliente al biohacker (o esegue lui stesso l'HRV) per uno stress test post-trattamento — se il cliente risulta ancora stressato, è una leva naturale per proporre il percorso.
7. Cosa proporre e cosa no: le leve comunicative del lusso
Nella parte finale Filippi dà indicazioni operative precise sul messaggio, valide "sul 90%" delle strutture di questo tipo, riprendendo il documento che Cornelli aveva scritto.
- L'ambiente è la spa, non la camera: "non toccargli la camera, non gli piace che la tocchi. Tocca la spa." Non parlare di dormire meglio nella stanza; parlare di innovazione nell'ambiente spa.
- Le leve giuste sono recupero, stress ed estetica: il cliente non vuole essere monitorato in vacanza e raramente fa test (il test del microbiota lo fa a casa, dal proprio medico di fiducia — a meno che non sia una struttura medica). Va detto come tornare a casa meno stressati, con più energia, meno stanchezza, con più capacità di fare sport recuperando meglio; oppure come risultare più belli ("sembri più bello di quando sei partito"). Si può parlare di ridurre l'infiammazione e migliorare il recupero.
- Il biohacking come innovazione estetica monetizzabile: venderlo come innovazione nell'ambito estetico che permette alla struttura di fare cose nuove e diverse, e quindi di monetizzare.
- Adattare il restante 10% alla vocazione: struttura legata allo sport → tema del recupero dell'atleta; struttura medicale → tema medicale; struttura legata al turismo/ambiente → percorsi naturalistici, valorizzazione del cibo locale.
- Non entrare in conflitto con lo chef: se la struttura punta alla stella Michelin, non si va dallo chef a dirgli di usare il ghee al posto dell'olio di colza — non è il suo tema. Va invece valorizzato ciò a cui la struttura già tiene: cibo del territorio, formaggi e fermentati locali, uova dalla fattoria vicina.
- Il modo migliore per capire: chiederlo direttamente. Domandare alla struttura cosa vogliono i suoi clienti; risponderanno "rilassarsi, stare bene, staccare". Lì è l'offerta da fare — "il biohacking serve a questo".
8. Strumenti, processo di vendita e prossimi passi
Filippi chiude sul metodo di avvicinamento. Il foglio già scritto da Cornelli va bene come primo materiale ("questa per me era perfetta, non serviva un PowerPoint"), ma per l'incontro serve una presentazione strutturata e curata — suggerisce un deck ben fatto, dello stesso tipo realizzabile con strumenti come Gamma. Cornelli può svilupparla e sottoporla a Filippi via mail per un feedback ("ho scritto questa roba, cosa dici?").
Il processo: andare fisicamente sul posto, chiedere di parlare con un responsabile / il direttore della struttura — il vertice, la persona da incuriosire — presentare il progetto, prendere un appuntamento più approfondito. Sono trattative lunghe, non brevi. L'obiettivo della prima presentazione è unicamente aprire una porta, avviare un dialogo; una volta aperto, si approfondisce. Probabilmente il direttore chiederà di vedere le tecnologie o i device, o si muoverà lui per venire a vedere. La regola d'oro: non chiudere nessuna porta — qualsiasi richiesta arrivi, "la mettiamo insieme e la sviluppiamo".
La presentazione, una volta pronta, può essere inviata a più strutture della zona (e non solo): "su tutte le strutture della zona, almeno una che è interessata la trovi". Filippi è netto sul potenziale: "è un business della Madonna, se sei bravo a inserirti puoi creare tanta struttura; se ci metti il focus, guarda cosa può venire fuori". Il primo passo concreto lo prende Cornelli: preparare la presentazione e attivare la propria referente ("la connettrice") per i contatti.
Protocollo e azioni consigliate
Prima di proporre (analisi):
Posizionamento e messaggio:
Format di attivazione:
Processo di vendita:
Glossario
- Analisi del target (della struttura): studio del cliente medio della struttura e dei suoi bisogni, da cui si costruisce l'offerta.
- Hotellerie: settore dell'ospitalità alberghiera di fascia alta; per Filippi, mercato "sempre alla ricerca di novità".
- Relax di lusso: vocazione di strutture come Villa d'Este, orientate al piacere e allo status più che alla salute.
- Health / wellness gourmet: vocazione di strutture come Villa Eden Merano, dove il cliente va per curarsi, fare detox e mangiare sano.
- Longevity party: evento di attivazione (tipicamente in lobby, verso le 18) per far provare test rapidi e agganciare clienti.
- Longevity week: settimana tematica di biohacking presentata agli ospiti, con menu e trattamenti dedicati; formato dell'opzione 2.
- Stress test: termine con cui si presenta l'HRV al cliente finale, perché "HRV nessuno sa cos'è".
- HRV (Heart Rate Variability): variabilità della frequenza cardiaca; qui usata come strumento di aggancio e di misura dello stress/recupero.
- Oligoscan: esame degli oligoelementi e dei metalli misurato sulla mano; proposto come aggancio dimostrativo.
- NanoVi: tecnologia di biohacking citata come esempio di dispositivo da inserire nel progetto.
- Vive: il centro biohacking di riferimento di Codice Massimo, da replicare (interamente o in versione adattata) dentro la struttura.
- Codice Massimo: la realtà/brand di Massimo Filippi, usabile come referenza e posizionamento "noi".
- Fee / royalty: compenso ricorrente per il biohacker quando porta i propri device nella struttura (opzione 1).
- Health optimization: cornice con cui presentare il biohacking come innovazione dentro la spa.
- Concept: format identitario di biohacking costruito per la specifica clientela della struttura.
Domande di autoverifica
- Perché Filippi insiste che si debba partire sempre dall'analisi del target della struttura, prima di formulare qualsiasi proposta?
- In che cosa differiscono le vocazioni di Villa d'Este e Villa Eden Merano, e come cambia di conseguenza l'offerta di biohacking?
- Quali sono i quattro livelli di ingresso proposti e come variano per impegno e investimento della struttura?
- Perché presentarsi come "noi" (realtà già operativa) è più efficace che presentarsi come singolo biohacker, e quali referenze si possono usare?
- Quali sono le leve comunicative che funzionano con la clientela del lusso, e perché i test diagnostici non rientrano tra queste?
- Cosa significa "non toccare la camera, toccare la spa" e perché è un'indicazione strategica?
- Come funziona la longevity party come format di aggancio, e perché l'HRV viene ribattezzata "stress test"?
- Perché non si deve entrare in conflitto con lo chef, e come si valorizza invece il tema alimentare?
- Qual è il vero obiettivo della prima presentazione e perché "non chiudere nessuna porta" è la regola guida della trattativa?
- Come si adatta il messaggio (il "restante 10%") a strutture a vocazione sportiva, medicale o turistico-naturalistica?
Spunti di approfondimento
- Segmentazione delle strutture ricettive di lusso: come classificare hotel e resort per vocazione (relax, wellness, sport, medicale) e mappare i bisogni del cliente medio.
- Modelli di partnership biohacking–hotellerie: confronto tra cabina in concessione (fee/royalty), settimana evento, investimento della struttura e centro dedicato (Vive) — costi, rischi e ritorni.
- Riferimenti di settore citati: Villa d'Este (Cernobbio), Villa Eden Merano, Quellenhof Resort, Lanserhof — come casi di posizionamento opposti nello stesso segmento premium.
- Marketing esperienziale in lobby/spa: format di attivazione (longevity party/week), aggancio con test rapidi e conversione in pacchetti da 30–60 minuti.
- Tecnologie di aggancio: HRV come "stress test", Oligoscan, NanoVi, test dei micronutrienti — quali usare come dimostrazione e quali come servizio ricorrente.
- Costruzione della presentazione commerciale: dal one-pager al deck strutturato (strumenti come Gamma); tono, referenze e struttura per aprire un dialogo con il vertice.
- Vendere il biohacking come innovazione estetica: framing che riduce l'attrito nel settore benessere e apre nuove linee di monetizzazione.
Nota di qualità: la trascrizione automatica (modello STT "small") rendeva in forma storpiata diversi nomi propri e termini tecnici, ricostruiti dal contesto — tra cui Quellenhof (reso "Quellenoff/Kellenhof/KL9"), Lanserhof ("Lanzenhof"), Villa Eden Merano, Oligoscan, NanoVi, il centro "Vive", "Codice Massimo", Gamma e Hugh Grant. Dove la ricostruzione non era certa (per esempio l'identità della "connettrice" e alcuni dettagli di device) il riferimento è stato mantenuto in forma descrittiva senza forzature.