In sintesi

La lezione ribalta il modo consueto di pensare agli obiettivi. Massimo Filippi sostiene che la tecnica di pianificazione (essere specifici, misurabili, dettagliati, in stile SMART) è secondaria: viene prima la consapevolezza, cioè la certezza interiore di poter raggiungere l'obiettivo anche senza sapere ancora come. Un obiettivo, dice, non si "definisce" ma si "crea": è un ideale di valore così sentito da non farti dormire la notte. Il vero lavoro consiste nel rimuovere tre resistenze — confusione, disagio e dubbio — e nel sostituire le credenze limitanti con credenze potenzianti. La visualizzazione in stato di calma (onde alfa), la descrizione scritta dell'obiettivo "come se fosse già raggiunto" e un controllo periodico orientato non al "l'ho raggiunto?" ma al "cosa mi sta avvicinando?" completano il metodo. Il tema è portato sia sul piano personale/professionale dell'aspirante biohacker, sia sul rapporto con il cliente, dove il primo compito è togliere gli alibi.

Concetti chiave

Sviluppo della lezione

Perché "l'arte" dell'obiettivo e a chi è rivolta

Filippi apre spiegando che questa è una delle lezioni normalmente riservate agli studenti della "biohacking university", resa più aperta per il periodo (fine dicembre, momento ideale per fissare gli obiettivi dell'anno nuovo) ma comunque limitata a chi appartiene ai gruppi interni: quello "business" (chi vuole fare il biohacker come professione) e quello "clienti" (chi è appassionato e vuole migliorare salute e consapevolezza). Chiarisce subito che il tema è troppo vasto per un'ora sola: questa è un'infarinatura, il "preludio" di lezioni future. La chiama "arte" perché per lui creare un obiettivo è una vera e propria arte, che richiede un percorso di consapevolezza e non un insieme di nozioni.

La consapevolezza viene prima della pianificazione

Il punto di partenza va "contro" ciò che si sente dire di solito: che per un obiettivo bisogna essere specifici, precisi, definire bene, pianificare tutto. Filippi ritiene queste indicazioni non del tutto corrette. La pianificazione è importante, ma la prima cosa da capire e da mettere per iscritto è che occorre sviluppare la consapevolezza nell'obiettivo. Senza consapevolezza non si raggiunge nulla: pianificare senza sapere davvero dove si vuole arrivare è come tracciare una rotta senza conoscere la meta. Vale sia per chi vuole diventare biohacker, sia per chi vuole semplicemente iniziare un percorso di salute o cambiare le proprie routine.

Cos'è un obiettivo: l'ideale di valore e il successo

Filippi cita la propria formazione su questo tema (Earl Nightingale, Bob Proctor e un formatore italiano suo coetaneo, molto bravo sugli obiettivi e la crescita personale — il nome nella trascrizione non è ricostruibile con certezza). Definisce l'obiettivo come un ideale di estremo valore che voglio raggiungere, riprendendo Nightingale: il successo è il raggiungimento di un ideale di valore. L'ideale di valore è qualcosa di altissimo nella nostra testa, un'idea che non ci fa dormire la notte tanto ci spinge a realizzarla: quell'idea è di fatto l'obiettivo.

Il primo requisito è che l'obiettivo sia estremamente ambizioso ma allo stesso tempo immaginabile. Con l'esempio del massaggiatore: aprire un centro massaggi l'anno prossimo è ambizioso ma immaginabile; "fare un milione di euro" in un anno può essere ambizioso e forse raggiungibile, ma se non si riesce a immaginarlo non può essere il proprio obiettivo. Non serve sapere come lo si realizzerà: serve essere in grado di immaginarlo.

L'esempio personale è l'obiettivo di abbassare la propria età biologica, portando il ritmo di invecchiamento (pace of aging) a un valore per cui, in media, si invecchia solo per una parte del tempo. È ambizioso — pochissime persone al mondo l'hanno raggiunto — e Filippi dichiara di non sapere ancora nel dettaglio come ci arriverà, ma di avere la consapevolezza di poterlo fare. Il focus attuale non è il "come" ma l'avere una fede incrollabile nel raggiungimento.

La fede incrollabile e gli "inconsapevoli"

Senza fede incrollabile, sostiene, non si pianifica nulla nella vita. Chiama "inconsapevoli" le persone che raggiungono grandi obiettivi senza saper spiegare come: non avevano pianificato, avevano una grande fede di riuscire. Filippi non sa ancora esattamente come arriverà al proprio valore-obiettivo, ma è certo che entro la fine dell'anno di riferimento lo raggiungerà. Introduce qui una lettura "energetica": l'energia non si crea né si distrugge, si trasforma; i nostri pensieri mettono in moto energia, e quando il pensiero si allinea a un certo tipo di energia, per coerenza questa si manifesta. Racconta di aver avviato l'azienda nel 2020 senza sapere come, con il solo sogno di aiutare le persone sulla prevenzione: poi "guarda caso" è arrivata la pandemia, che ha risvegliato l'attenzione sulla prevenzione, e un amico gli ha segnalato il corso in cui ha investito tutto. Eventi non pianificabili che, uniti alla fede incrollabile, hanno portato al risultato.

Il problema della confusione

La società attuale vive in un perenne stato di confusione, alimentata dalla quantità di notizie e stimoli dei social e dal "rumore" di famiglia, parenti e amici che dicono cose diverse. La confusione è la prima resistenza da affrontare: non si può essere consapevoli se si è confusi. Ci si accorge di essere confusi quando si cambia idea di continuo; si è consapevoli quando la confusione nella testa smette. Con la confusione nessuno pianifica e nessuno realizza nulla — l'esempio dei giovani che non sanno cosa fare e cambiano rotta in continuazione. Prima si risolve la confusione, poi si pianifica: bisogna entrare in uno stato di calma e rilassamento, togliere le distrazioni e capire qual è davvero la cosa che ci rende felici e che non ci farebbe dormire la notte. E non si tratta di soldi: il denaro è solo una misura facile del successo, ma è una conseguenza del raggiungimento degli obiettivi, non un obiettivo reale (altrimenti non si spiegherebbero i miliardari infelici).

Le tre resistenze da rimuovere: confusione, disagio, dubbio

Le tre forme principali di resistenza sono:

  1. Confusione — da eliminare per prima, entrando in calma.
  2. Disagio — se pensare a quell'obiettivo genera disagio, non lo si raggiungerà: va cambiato o ridimensionato. Filippi esemplifica su di sé: un valore di invecchiamento molto più spinto gli darebbe disagio perché richiederebbe di stravolgere lo stile di vita (smettere di lavorare, isolarsi); un valore più moderato invece gli è credibile e non gli crea disagio. Sul lato business: se pensare a un certo fatturato mensile ti sembra credibile e non ti crea disagio, è un obiettivo consapevole e realizzabile.
  3. Dubbio — ogni forma di dubbio va tolta. Finché non si rimuovono queste tre resistenze, pianificare non serve. È il motivo per cui i buoni propositi di gennaio (smettere di bere, andare in palestra) crollano dopo poche settimane: non era stato consapevolizzato l'obiettivo. "Andare in palestra" è un obiettivo di serie C; il vero obiettivo era "raggiungere la massima forma fisica", "sentirmi forte", "vedermi più giovane" — da cui poi si scende sul concreto.

La catena da evitare: obiettivi deboli → grandi dubbi → confusione → insuccesso.

La verità non esiste: credenze, guarigioni e scienza

Filippi insiste che, se ci sono condizionamenti mentali che impediscono di sviluppare consapevolezza sull'obiettivo, l'obiettivo non è raggiungibile. Porta il piano della salute: clienti con anamnesi e servizio pressoché uguali ottengono risultati opposti, perché la differenza non sta (solo) nelle azioni ma nelle credenze da cui la persona parte. Da qui la regola che dà ai suoi biohacker: se il cliente non è convinto e consapevole di poter raggiungere il risultato, non vendergli il servizio — sarà un cliente scontento e una fonte di problemi.

Riprende Nightingale: "la verità non esiste, la verità è ciò che crediamo". Su un dato tema (l'esempio è la crioterapia che fa bene o fa male) si possono sempre trovare articoli scientifici a favore e contro: è una questione di credenze. Racconta di una cliente con fibromialgia — patologia dolorosa e ancora poco compresa nelle origini — a cui, avendo confidenza, ha detto che se avesse deciso e sentito in ogni cellula di poter guarire, ci sarebbe riuscita. E dell'amico e collaboratore in sovrappeso che, pur lavorando dentro un'azienda di biohacking e avendo accesso a nutrizionista e test, in anni non ha perso un chilo perché non è convinto. Per rendere il concetto "più cattivo": esistono casi documentati di persone con tumori terminali guarite completamente. Se anche una sola persona in miliardi c'è riuscita, allora è fattibile — non sa dire come, ma essere convinti di poter guarire è comunque il primo passo. Questa capacità di gestire il cliente anche sul piano mentale (non fare lo psicologo, ma saper porsi per indirizzarlo ad aiutarsi) è, per Filippi, fondamentale per diventare grandi biohacker.

Sul versante scientifico cita un libro sulla "filosofia/struttura delle rivoluzioni scientifiche" (di cui in diretta non ricorda titolo e autore): la tesi è che gran parte delle rivoluzioni scientifiche è arrivata da chi era inconsapevole di come raggiungere l'obiettivo, sapendo solo di volerlo; e che molte ricerche sono condizionate dalle credenze di chi le ha condotte. Chi crea qualcosa di totalmente nuovo lo fa con l'inconsapevolezza del "come" ma la consapevolezza del "dove" arrivare.

Non vendersi scuse sulla situazione attuale

La resistenza più insidiosa è farsi vincolare dalla condizione presente. Filippi racconta di quando comprò un corso di marketing da circa 5.500 euro avendone in conto poco più di 5.800, regalo di matrimonio ricevuto poco prima, appena sposato e con una famiglia da mantenere. Sulla carta non avrebbe mai dovuto farlo; ha invece scelto di fare "all in" seguendo l'intuizione, e quel corso gli ha permesso di avviare l'azienda. La morale: spesso abbiamo paura di spendere qualche migliaio di euro senza pensare a quanto potrebbero farci capitalizzare. Le scuse tipiche (lavoro a turni, ceno fuori coi clienti, a casa di mia mamma non posso dire di no ai dolci) sono alibi che ci vendiamo per non raggiungere l'obiettivo. Se qualcuno prima di noi, magari in condizioni peggiori, ce l'ha fatta, allora la cosa è fattibile. Bisogna imparare a riconoscere il segnale d'allarme: ogni volta che viene da dire "sì, ma…", "però…", "forse…", si sta sbagliando.

Impostare gli obiettivi: personale e professionale, e l'obiettivo che li raggruppa

Fatta chiarezza sul tipo (serie A/B/C), l'obiettivo da pianificare in questo periodo dell'anno deve essere di serie A: ambizioso, di cui si è consapevoli, ma di cui non si sa bene il come, e che renda estremamente felici. Non è vietato pianificare anche gli acquisti o gli obiettivi minori (comprare l'auto, un dispositivo), ma non possono essere l'obiettivo dell'anno.

Il consiglio operativo è pianificare sempre due obiettivi: uno personale e uno professionale. Filippi porta i propri: personale, il valore-obiettivo di ritmo di invecchiamento; professionale, aprire uno dei primi centri di una catena italiana di biohacking. Si possono avere più obiettivi, ma è bene averne uno che raggruppa gli altri: per esempio l'obiettivo economico di fatturato raggruppa l'aver aperto un centro, una clinica, avviato più progetti; il valore di invecchiamento raggruppa micro-obiettivi come massa muscolare, definizione, un certo valore di VO2 max.

Immagine mentale, visualizzazione e onde alfa

Ogni obiettivo deve avere un'immagine nella mente: solo ciò che si è in grado di immaginare si è in grado di realizzare. Se si vuole aprire uno studio di biohacking, bisogna vederlo — com'è fatto, cosa ci si mette, come sarà. Filippi dice di "vedere" il proprio fatturato-obiettivo (immaginato anche come numeri sul gestionale) e i progetti, mentre non riuscirebbe a immaginare parametri astratti come la liquidità aziendale, che infatti non usa come obiettivo.

La visualizzazione va fatta in stato di calma meditativa. In termini scientifici, portare il cervello in onde alfa, uno stato di tranquillità cerebrale: solo lì si è in grado di creare e intuire. Nulla si raggiunge senza calma, perché l'universo — e quindi anche la nostra biologia — aborre l'entropia, il disordine: nel disordine non si prospera. Bisogna essere calmi nel definire l'obiettivo, certi di raggiungerlo e calmi nel processo.

Intuizione e processo creativo

Occorre imparare ad accedere al processo creativo, cioè ad attivare intuizione e creatività personali, che confusione, disturbi e dubbi tengono compressi. L'essere umano è creativo per natura: se esistono persone molto creative o con grande intuito per gli affari, non è perché sono diverse, ma perché hanno sviluppato quella capacità. Filippi collega intuizione e creatività alla longevità: il benessere cognitivo è strettamente legato a quello fisico, non si può essere longevi senza benessere mentale (né mangiando junk food). Annuncia un corso dal vivo dedicato solo allo sviluppo cognitivo/mentale.

La tecnica base per sviluppare l'intuizione è una tecnica di visualizzazione a scelta. Filippi entra in meditazione, raggiunge il massimo rilassamento e da lì visualizza; l'intuizione, per lui, arriva dopo, dalle cose che nota intorno quando è rilassato. Racconta di un imprenditore americano che teneva un taccuino sulle gambe, andava in meditazione, lasciava fluire i pensieri visualizzando l'obiettivo e, quando arrivava l'idea giusta, si fermava e la scriveva. Metodi diversi per persone diverse.

Mettere per iscritto: descrivere l'obiettivo come già raggiunto

Dopo aver visualizzato, si prende un quaderno/agenda e, ogni giorno almeno all'inizio, si descrive l'obiettivo in modo definito e sempre più dettagliato, come se fosse già stato raggiunto. È uno dei modi per aumentare la consapevolezza. Grazie alla selettività cognitiva (l'esempio dell'auto nera che, una volta desiderata, si inizia a vedere ovunque), descrivere e ripensare l'obiettivo lo rende visibile nelle occasioni quotidiane.

Poi si prende un impegno scritto al raggiungimento, formulato al passato e con gratitudine ("sono felice e grato di aver raggiunto… nel …, e di averlo fatto con calma e tranquillità"). Nella descrizione si aggiungono emozioni e pensieri: più la si rende emotiva, più reagisce il cervello profondo, ancestrale ("rettiliano"), che vive di istinti ed emozioni, attivando processi della mente subconscia. Filippi dichiara che con questo metodo, praticato da tre anni, raggiunge quasi sempre gli obiettivi annuali; quando non li raggiunge, è perché non era davvero consapevole nel momento in cui li ha fissati.

Il controllo periodico e i grandi salti

L'ultima fase — spesso trascurata, mentre la gente cura solo l'inizio — è il controllo periodico, settimanale o mensile a seconda dell'obiettivo. Il controllo non chiede "l'ho raggiunto?" ma "cosa sta succedendo che mi sta avvicinando?": è l'analisi costante di ciò che, consapevolmente o inconsapevolmente, ci avvicina. Se ci si sta allontanando, forse non si è abbastanza convinti e bisogna ritarare e trasmettere di più la visione alle persone intorno; se ci si avvicina, si prosegue.

Un concetto liberatorio: è possibile fare grandi miglioramenti in poco tempo. Fuori si dice che si procede "un centimetro alla volta": è vero, ma non è una legge. C'è chi ha fatto un chilometro alla volta, chi ha raggiunto l'obiettivo "dal giorno alla notte" (guarigioni improvvise, fama improvvisa). Non bisogna vendersi la scusa dei piccoli passi obbligati: l'importante è andare avanti, senza un limite temporale imposto. Filippi lo riporta su di sé: sa che il proprio valore di invecchiamento potrebbe raggiungerlo in 90 giorni (perché si basa su metilazione del DNA e lunghezza dei telomeri, che cambiano in circa 90 giorni), isolandosi tre mesi a dormire, allenarsi e mangiare sano. Ma non vuole farlo così: vuole raggiungerlo mantenendo il proprio stile di vita, il lavoro e le cene con gli amici. Ha dato all'obiettivo l'orizzonte dell'anno, non un termine rigido.

Digressione su longevità: pace of aging, test del DNA e vanity metrics

Rispondendo a una domanda su come misura il ritmo di invecchiamento, Filippi spiega che usa test del DNA (cita provider americani, tra cui Novos), analisi del sangue che in Italia vanno importate. Precisa però una scelta commerciale/etica: non li propone ai clienti, perché sapere di invecchiare a un certo ritmo non ha un'utilità diretta e immediata; al cliente serve sapere se ha una disbiosi o un'infiammazione da curare subito. Questi test costano molto (almeno alcune centinaia di dollari) e restituiscono un dato di per sé poco azionabile: meglio spendere meno e fare un percorso su microbiota, infiammazione intestinale, energia. Li definisce vanity metrics: indici di salute e longevità reali, ma "effimeri", riservati a chi è già a un livello molto avanzato e vuole approfondire.

Domande e risposte: credenze limitanti, relazioni, alibi e selezione dei clienti

Nella parte finale Filippi risponde alle domande.

Come lavorare sulle credenze limitanti. Non crede nella ripetizione ossessiva (guardare 30 volte lo stesso video): il cervello non funziona così. Serve immersione nell'obiettivo o nella nuova credenza, ma non 8 ore al giorno: per togliere una credenza limitante bisogna lavorarci almeno 30 giorni, circa un'ora al giorno. Soprattutto, la credenza limitante va sostituita con qualcosa di potenziante e abbondante, perché l'universo (e il nostro corpo) aborre il vuoto: quando si toglie qualcosa, va rimpiazzato. Esempio: chi "crede di non poter dimagrire perché è sempre stato grasso" deve lavorare un mese, ogni giorno, per sostituire quella convinzione.

Le relazioni. "Siamo la somma delle cinque persone che frequentiamo": frequentando persone limitanti non si combina nulla. Una relazione sana e di sostegno è condizione per raggiungere gli obiettivi; è il motivo per cui la community di biohacker viene tenuta attiva e "curata" (allontanando chi è limitante). Cita anche l'ipnosi come strumento interessante, pur non essendone esperto.

Togliere gli alibi al cliente. È un tema centrale: spesso Filippi mette il cliente davanti alle proprie affermazioni e gli mostra che sono scuse che si inventa (l'esempio della doccia fredda: "non riesco per il freddo" — milioni di persone la fanno, quindi è una barriera mentale). Va portato con calma alla consapevolezza che quella è una credenza limitante. A volte si lavora sulla dimostrazione: con un imprenditore convinto di mangiare bene e di non poter dimagrire, non serviva imporre una dieta (non l'avrebbe seguita); lo si è convinto a cambiare abitudini che abbassavano il cortisolo, ha perso un paio di chili "di botto", e allora si è aperto uno spiraglio nella sua credenza ("forse non è che non posso, forse non avevo trovato il modo"). Da lì si è potuto introdurre il digiuno intermittente (togliere la colazione) e la perdita di peso è proseguita.

Selezione dei clienti. Si possono aiutare solo le persone che ti permettono di aiutarle, che "aprono il cancello della propria mente". Chi è alle prime armi non dovrebbe seguire clienti troppo complessi o con patologie autoimmuni/fibromialgia (da affrontare eventualmente in team con medici): meglio partire da casi semplici (la persona già allineata che vuole solo stare meglio, la signora con cali di energia risolvibili con pochi accorgimenti). La presentazione dell'offerta va fatta in base all'esigenza reale del cliente: vendere solo ciò di cui ha bisogno. Filippi conclude che, nella sua esperienza di migliaia di clienti, le "rotture" sono venute sempre da clienti non consapevoli o a cui era stato dato qualcosa di cui non avevano davvero bisogno. Quindi: scegliere clienti che abbiano chiaro cosa vogliono (sarà poi il biohacker, insieme a loro, a definire il come). Chiude ringraziando e annunciando altre lezioni su mentalità e analisi, temi che può trattare solo con chi "risuona".

Protocolli e azioni pratiche

Glossario

Domande di autoverifica

  1. Perché Filippi sostiene che la consapevolezza viene prima della pianificazione, e cosa intende esattamente con "consapevolezza dell'obiettivo"?
  2. Qual è la differenza tra "definire" e "creare" un obiettivo?
  3. In cosa consistono i tre tipi di obiettivo (serie A, B, C) e perché la lezione lavora sulla serie A? Sai fare un esempio per ciascuno?
  4. Quali sono le tre resistenze da rimuovere prima di pianificare, e come riconosci ciascuna in te stesso?
  5. Cosa significa l'affermazione "la verità non esiste, la verità è ciò che crediamo", e come la collega Filippi sia alle guarigioni sia agli studi scientifici?
  6. Perché la situazione attuale non deve diventare una resistenza? Come illustra questo punto la storia del corso da 5.500 euro?
  7. Che ruolo hanno immagine mentale, visualizzazione e onde alfa nel metodo proposto?
  8. Come si scrive correttamente l'obiettivo sull'agenda, e perché è importante formularlo come già raggiunto e caricarlo di emozioni?
  9. Su cosa deve concentrarsi il controllo periodico dell'obiettivo, e perché la logica dei "piccoli passi obbligati" viene messa in discussione?
  10. Qual è il primo compito del biohacker verso il cliente, e come si lavora concretamente su alibi e credenze limitanti (con l'esempio del cortisolo)?

Da approfondire