Sessione costruita su tre casi studio portati da un bio hacker interno, discussi con l'aula.
I primi due sono imprenditori di 42-44 anni, molto facoltosi, che "fanno tutto" — camera iperbarica, IV terapia, personal trainer — e hanno un solo dato che non si muove: l'HRV, che anzi scende. Il dettaglio decisivo arriva a metà discussione: uno dei due dorme benissimo nelle case vacanza e male a casa propria. Da lì il ragionamento si sposta dalla fisiologia all'ambiente e ai nodi relazionali, con la difficoltà pratica di comunicarli a clienti cinici che vogliono numeri.
Il terzo è un calciatore di 22-23 anni con parametri invidiabili e due anni senza infortuni, che però ha iniziato ad accusare crampi dopo un'ora di partita e due giorni di dolori articolari a inizio settimana. Ha cambiato squadra, città, aria e orari — e da lì parte un protocollo molto concreto su alimentazione pre-partita e carboidrati a rilascio diversificato.
Attorno: il collagene serve davvero?, i sali di chetoni (prodotto illegale in UE, e comunque non sono chetoni esogeni), come ottimizzare un sonno già ottimo, e una guida al riconoscimento della shungite autentica.
Il principio ricorrente, formulato più volte: i fondamentali fanno l'80% dei risultati — e con questa clientela la difficoltà non è prescrivere l'iperbarica, è farli camminare sull'erba.
Sessione di circa 70 minuti, dichiaratamente interattiva: Tony espone i casi e chiede all'aula di scrivere in chat, poi commenta ogni contributo. Chi non riesce a partecipare può lasciare la domanda nel gruppo o in chat e riascoltare la registrazione.
Nota organizzativa: gli esami di certificazione non hanno ancora una data definita; per i primi iscritti dovrebbe collocarsi indicativamente a settembre, dato che parte una classe ogni tre mesi.
Il caso: una ragazza con neuropatia molto grave conseguente a un incidente, ora quasi allettata; è emerso che le ghiandole surrenali producono pochissimo cortisolo. Caso dichiaratamente patologico.
Il principio: non poter entrare nel patologico non significa che non si possa consigliare nulla. Non si lavora sulla cura della malattia — ma su tutto ciò che aiuterebbe la persona anche se non fosse malata.
Cosa si può fare:
Il confine da non superare: il momento in cui il paziente dice "mi hanno dato questo farmaco" e tu rispondi "non prenderlo più, prendi quest'altro". "Sono le cose che vanno su Striscia la Notizia: il mago, il santone che cura le malattie senza averne il titolo. Quando stai fuori da quell'ambito sei a posto."
L'obiezione della cliente: il collagene viene scisso in amminoacidi durante la digestione come qualsiasi proteina, e il corpo ne contiene quantità enormi — che senso ha integrarne 5-10 g per via orale?
Prima precisazione: non esiste il collagene vegano. Quello in commercio è un collagene booster: precursori (vitamina C, amminoacidi di origine vegetale) che promuovono la sintesi endogena, non collagene vero — che è per forza di derivazione animale.
Seconda: l'obiezione è corretta, in un mondo ideale. Il collagene è un peptide molto grosso con un profilo amminoacidico molto articolato. Se mangi sufficienti tessuti animali, hai già tutto ciò che serve a produrlo.
Ma: come fai a sapere di coprire, per ognuno degli otto amminoacidi essenziali, la quota necessaria alla produzione giornaliera di collagene? Non puoi — se non facendo analisi in continuazione.
È lo stesso ragionamento della creatina, che integro da 15 anni: teoricamente se mangi abbastanza carne e salmone non ti serve. Il fatto è che non puoi saperlo.
La conclusione operativa: 5-10 g, un misurino al mattino a colazione. Se serve, hai colmato la lacuna; se non serve, hai comunque introdotto amminoacidi che verranno riutilizzati altrove.
Il quadro: due uomini di 42-44 anni, imprenditori importanti, con livelli di stress "impregnanti sul DNA e sulla pelle". Ricercatori di tutto ciò che è all'avanguardia, con disponibilità economica: camera iperbarica, IV terapia, personal trainer — fanno tutto e lo fanno bene ("sono dei militari"). L'unico dato che non si muove è l'HRV: anzi, scende.
Il dettaglio che cambia tutto: uno dei due — un immobiliarista con una rete di agenzie e case ovunque — dorme benissimo nelle case vacanza, malissimo nella sua casa, che pure ha ogni comfort. Ha attribuito la differenza agli ioni del mare (la casa in Sardegna è a strapiombo sul mare) e ha comprato depuratore e ionizzatore: non funziona.
I contributi dell'aula e le risposte:
Le ferie. Una persona che nel cronico non stacca mai la testa non recupera. Ma attenzione: l'imprenditore non riesce a staccare al 100%, ed è normale — l'impresa è come un figlio, un pensiero in background resta sempre. "Io anni fa andavo in ferie ma continuavo a lavorare, o comunque pensavo al lavoro." L'importante è che, quando ci va, ci vada sul serio: deve lasciare spazio a quelle connessioni neurali che tutto l'anno restano occupate.
Il giorno di ferie settimanale. Anche un solo giorno (non necessariamente la domenica — può essere il mercoledì) funziona se in quel giorno si fa ciò che nel resto della settimana non si fa: camminata nel bosco, mare, grounding. La logica è anche elettrica: durante la settimana il cliente è stracarico di ioni positivi — uffici, computer, scrivanie, formaldeide — e serve un giorno in cui abbassa drasticamente la carica e si riequilibra.
La routine del sonno. La fanno, non mancano i mezzi. La domanda vera è se la fanno come un lavoro in più o perché sono innamorati di farla. "Io non riesco a non fare le mie routine serali perché sono innamorato del farle."
Il rischio del circolo vizioso: questi clienti eseguono perfettamente, ma se non vedono risultati, arriva il weekend e "si bevono il Don Pérignon e il caviale, tanto la cosa non cambia" — e poi bisogna ricominciare.
Il retest ormonale. Fatto: tutti e tre i test — crono, epigenetico, e l'infiammatorio (interleuchina-6). Risultati oggettivamente migliorati, con l'unica criticità nel crono, borderline fra le 12 e le 18 — coerente con il fatto che il cliente non recupera di notte.
Qui siamo in ambito di biohacking puro: misurando il dato, non parti per la tangente quando il cliente ti dice che non è contento. Il dato dice che stiamo lavorando bene.
La questione del tempo. "Stiamo parlando di gente che da vent'anni tiene premuto l'acceleratore." Va spiegato al cliente che vent'anni di stress cronico non si annullano in 4-6 mesi: se l'ormonale era rosso e fra tre mesi è giallo, è comunque meglio del rosso. Alcuni organismi fanno resistenza al cambiamento.
L'ipotesi psicologica — e come si comunica. La casa in Sardegna potrebbe essere un ancoraggio psicologico: lì molla i freni inibitori, abbassa le difese, e dorme. Il che apre alla possibilità che il problema sia l'ambiente domestico e le relazioni — una compagna, dei figli, una situazione che pesa.
Ma questi clienti sono cinici, si sono affidati perché vogliono dati e numeri: comunicare l'ipotesi relazionale non è semplice, rischiano di essere scettici. Il sentiero deve essere tangenziale: non si dice "cambia lavoro" o "lascia la fidanzata" — si costruisce il rapporto, si resta presenti ogni settimana o due "come farebbe il prete", finché nei mesi siano loro ad aprirsi e a dire che c'è una situazione a casa che li fa soffrire. Allora si può addentrarsi.
(Un colloquio con uno psicologo, aggiunge Tony, non è mai sbagliato — lo ha fatto lui stesso anni fa con benefici interessanti.)
Le leve ambientali sulla camera da letto:
Il ritorno ai fondamentali — e la difficoltà pratica:
C'è gente a cui fai fatica a dire "vai a camminare sull'erba". Si aspettano che tu dica "comprati un'iperbarica da 50.000 euro". Fai fatica a fargli fare le cose facili. Ma i fondamentali fanno sempre l'80% dei risultati.
La strategia di mediazione: accontentare intelligentemente la richiesta, affiancando piante adattogene in microdosaggio durante la giornata (preparati di farmacia, già in uso su questi clienti con riscontri positivi sul Whoop) e lavoro sulla respirazione — mantenendo la presenza costante come parte del servizio.
Il protocollo di allenamento proposto per una fase di stress acuto:
| Quota | Contenuto |
|---|---|
| 80% | Solo Z2 — 40-60 minuti, 2-3 volte a settimana, tapis roulant / bici / camminata in pendenza |
| 20% | Un allenamento settimanale di soli fondamentali |
Sullo Z2: "Z2 vuol dire veramente piano. E io lo so che questa gente non ce la fa ad andare piano." Da qui la richiesta esplicita: voglio vedere lo screen del Garmin o del Whoop che dimostri che hai lavorato in Z2. Se su 40 minuti 5 sono in Z3, va bene. Lo Z2 è una potente strategia di modulazione.
L'allenamento di forza: un'ora e mezza, solo fondamentali, 5×5 di squat, spalle, panca, military, stacchi. Pause di 2-3 minuti. Su 90 minuti si lavora 17-18 minuti e si recupera un'ora e un quarto: deve arrivare stanco ma non esausto. Serve a mantenere lo stimolo ipertrofico e il tono, senza aggiungere stress.
L'allenamento "non organizzato": non un giorno fisso della settimana, ma il giorno in cui il Whoop dà verde. Se oggi toccherebbe allenarsi ma il recupero è giallo, non ci si allena. Con un solo allenamento settimanale, dev'essere fatto in piena forma.
Il paradosso che vale la pena approfondire: uno dei due riferisce che quando non mangia — o mangia molto presto — il Whoop gli dà verde. Segno probabile di uno stato costante di ansia e stress, in cui la sospensione del carico digestivo permette al sistema nervoso simpatico/parasimpatico di riequilibrarsi. Da qui l'indicazione a lavorare sulla crononutrizione, cioè sugli orari.
Due risposte distinte.
Prima: il prodotto non è legale, né in Italia né in UE, perché contiene molecole non ammesse. "Non c'entra essere europeisti o meno: non è legale. Poi se lo vuoi vendere, vendilo — ma stai vendendo una cosa che non è legale."
Seconda: non sono chetoni esogeni, sono sali di chetoni — cose diverse.
Come funzionano davvero: mangi un piatto di pastasciutta, poi prendi la bustina. I sali danno l'effetto percepito della chetosi — lucidità cerebrale, una sorta di booster — per circa trenta minuti. Costo: 3-4 € a bustina.
Perché non sei in chetosi: i chetoni sono una sostanza prodotta dal fegato quando manca glucosio; il cervello, che non può vivere senza glucosio, ha imparato nei millenni a switchare su questo carburante d'emergenza. Quando percepisce chetoni in circolo, il corpo dà loro precedenza perché li interpreta come segnale di emergenza. Finito il contenuto della bustina, si torna a funzionare con la pastasciutta.
L'analogia: è come guidare la stessa macchina a benzina, gasolio o GPL. Non è meglio né peggio — è diverso, e la prima volta lo senti.
(Tony ha praticato la chetogenica dal 2017, prima che diventasse popolare in Italia nel 2022, provandone numerose varianti. La chetogenica va protocollata; la chetosi funziona; anche i chetoni esogeni veri, teoricamente, hanno senso in un contesto intelligente. Ma questi non lo sono.)
Il quadro: 22-23 anni, semiprofessionista, vuole arrivare in Serie B. Cliente da due anni, molto ottimizzato: Whoop con parametri invidiabili (HRV che arriva a 150 — con la precisazione che alta non significa automaticamente buona, come bassa non significa cattiva), due anni senza infortuni — dato notevole per un calciatore, categoria che tipicamente colleziona strappi a bicipiti femorali e gemelli. Ha fatto il corso Wim Hof, pratica Qi Gong e lavora già sulla respirazione.
I problemi nuovi:
I cambiamenti recenti — la chiave di lettura:
Le indicazioni:
Ambiente: depuratore d'aria (70-80 €, già acquistato). "Se sei cresciuto vent'anni con un certo tipo di aria e poi cambi, il corpo accusa uno stress."
Sali di qualità: necessari, dato il quadro dei crampi.
Alimentazione pre-partita in notturna — l'obiettivo è arrivare leggero a livello gastrico ma performante:
La tabella dei tempi di rilascio (spiegata con gli alimenti):
| Fonte | Tempo di ingresso in circolo |
|---|---|
| Miele | ~3 minuti — "come buttare benzina sul cerino" |
| Frutta (fruttosio) | ~15 minuti, passando dal fegato |
| Pane bianco | ~30-40 minuti |
I prodotti specifici che replicano questo profilo: Vitargo, maltodestrine, ciclodestrine.
Il recupero: allenandosi praticamente ogni giorno, ha un depauperamento costante della massa muscolare e deve ricostituire glicogeno e amminoacidi rapidamente — perché domani si allena di nuovo. Chi si allena due o tre volte a settimana può permettersi approssimazione; un professionista no.
Sui dolori articolari: lavorare con omega-3 ad alto dosaggio. Riferimento d'uso citato: fino a 5 perle al giorno (2 per mantenimento, 5 per abbassare l'infiammazione e per la salute degli occhi) — da concordare con la nutrizionista, che nel caso specifico proviene dal mondo dello sport.
Sulla respirazione: il suggerimento dall'aula di lavorare con Buteyko / esercizi tipo alta quota è pertinente. Essendo già molto ottimizzato, con lui bisogna scendere nel sofisticato.
La sintesi di Tony: al di là di cosa mangiare, la tematica chiave sono gli orari — ha cambiato stile di vita, orari, qualità dell'aria, ambiente. È lì che va fatto il lavoro.
I dati della cliente (Garmin): frequenza cardiaca a riposo 47, 1h33 di sonno profondo, 4 ore di leggero, 2 ore di REM, 11 minuti di veglia, frequenza respiratoria 12-13/min, punteggio 97/100.
La valutazione: "Sei a un punto in cui è difficile migliorare ancora."
Dove si può ancora lavorare: il sonno profondo. Perché è lì che avviene:
E perché sentirsi svegli al mattino dipende dalla quota di sonno profondo, non dalle ore dormite.
La proposta: piante e stack. Due preparati di farmacia (con codice sconto aziendale per gli studenti):
| Momento | Preparato | Funzione |
|---|---|---|
| Mattino, a colazione | n. 35 | Modulatore degli stati d'animo, ansia, stress durante la giornata |
| 30-60 min prima di dormire | n. 64 | Contiene melissa di altissima qualità: modera l'ansia, favorisce l'addormentamento e incentiva il sonno profondo |
Il criterio di valutazione: prova per un mese. Se il dato non migliora ulteriormente, sarà difficile che migliori — ma può migliorare il percepito. E se non succede nulla, si provano altre strategie.
Nota sui tempi di risposta: le piante lavorano nel cronico. C'è chi alla prima capsula ha già il verde sul Whoop la mattina dopo; per altri (Tony compreso) l'effetto arriva sul lungo periodo.
(Precisazione onesta della cliente: 97 era il dato migliore; certe volte cala, ed è il sonno profondo la componente più variabile.)
Il tipo giusto: shungite elite fullerene — composizione di carbonio particolarmente pura, che le permette di funzionare come filtro per i campi elettromagnetici.
I criteri di riconoscimento:
| Caratteristica | Shungite fullerene autentica |
|---|---|
| Lavorabilità | Nessuna. Si sgretola. Piramidi, cubi, sfere e braccialetti non possono essere fullerene |
| Forma | Pietra grezza |
| Peso | Leggerissima per le dimensioni — struttura molto alveolata, piena d'aria |
| Aspetto | Brillante, con effetto specchio, così come si trova in natura |
| Durata | Qualche anno, poi si sbriciola. Non è eterna |
| Prezzo | ~40 € per una pietra di circa 2 cm. Se te ne vendono una grande a 15 €, non è pura |
Non esiste una certificazione di purezza né un rivenditore di riferimento: si cerca "shungite elite fullerene" e si valutano le caratteristiche.
(Le varianti lavorate, di qualità inferiore, non sono inutili — sono meno efficaci.)
Su altre pietre (ossidiana, pietra vulcanica): possibile che abbiano proprietà analoghe, argomento da approfondire e condividere nel gruppo.
Con un caso patologico
Con l'imprenditore stressato
Con l'atleta in notturna
Per portare un sonno ottimo al next level