In sintesi
Sessione con due nuclei forti. Il primo è un caso studio in diretta su Tony stesso: influenza presa lavorando gomito a gomito con un collega malato, febbre a 39 il lunedì, risolta entro il mercoledì — con il racconto dettagliato del protocollo usato (riposo assoluto, suffumigi, depuratore d'aria, idratazione massiccia, zero farmaci) e la premessa memorabile: "siamo immuni ai virus, ma non siamo immuni ai coglioni".
Il secondo è il caso studio partecipato che occupa la seconda metà: un'atleta di skyrace di 42 anni con HRV che non sale, lavorato insieme all'aula per venti minuti. La conclusione è controintuitiva e diventa il messaggio centrale della sessione: la soluzione non è aggiungere, è togliere — via doccia fredda e respirazione Wim Hof, dentro respirazione di coerenza. "La cosa più difficile che puoi chiedere a un atleta non è allenarsi di più: è allenarsi di meno."
In mezzo, un blocco su quali analisi fare e quando (ormonale, microbiota, DNA) con la spiegazione del perché il test genetico "sembra non servire", il confine fra modificare il DNA e modificarne l'espressione, e una domanda diretta sul lato business del mestiere.
Contesto
Sessione di circa un'ora con Tony influenzato — circostanza che diventa essa stessa materiale didattico. Il gruppo Facebook resta il canale per raccogliere le domande durante la settimana.
Il tema di fondo, ripetuto in chiusura: la differenza non la fa la soluzione, la fanno le domande. "Le risposte te le dà la persona: gliele dai tu formalmente — sei tu che le dici di togliere la doccia fredda — ma le informazioni per arrivarci te le ha date lei, mano a mano che le fai le domande."
Concetti chiave
- L'immunità costruita non è impermeabile: si può essere molto sani e prendere comunque un virus da un'esposizione ravvicinata e prolungata. Quel che cambia è la velocità di recupero.
- Protocollo influenza in tre giorni: riposo assoluto (zero passi), esposizione al sole, depuratore d'aria acceso h24, suffumigi 3-4 volte al giorno, idratazione altissima (4-6 litri), niente farmaci — non per ideologia, ma perché non servivano.
- Non uscire di casa da malati non è prudenza sociale: è evitare di esporre un corpo indebolito ad altri patogeni.
- L'HRV come indicatore predittivo: con HRV a 130 forse quel virus non lo prendevi; a 60, dopo settimane di carico, sì.
- Fai le analisi quando le cose non vanno, non dopo averle sistemate: è quello il momento in cui la fotografia serve. Rimandare l'ormonale "finché non regolarizzo lo stile di vita" è un bias.
- Gerarchia delle analisi: ormonale = fotografia istantanea (la più urgente se lo stile di vita è sregolato); microbiota = fotografia modificabile; DNA = investimento sul futuro, massimamente utile in età pediatrica o adolescenziale.
- Il DNA "che non dice niente" è una buona notizia: le persone si aspettano dal test genetico qualcosa di eclatante, aspettativa che non hanno per ormoni o microbiota.
- Epigenetica vs modifica del DNA: il DNA non si cambia (se non con tecniche esterne tipo CRISPR); si cambia quali lampadine della catena si accendono — con alimentazione, integrazione, sonno.
- Epinutrienti prima degli integratori: la sinergia degli alimenti prima della supplementazione.
- Dare due o tre strategie, assicurandosi che ne applichi almeno una. Sovraccaricare di compiti è controproducente.
- Togliere è biohacking: sospendere doccia fredda e Wim Hof a chi è già in debito di recupero è un intervento, non una rinuncia.
- Il mercato sta maturando: fra qualche anno arriveranno clienti che "fanno già tutto" — e allora l'intervento sarà sempre più spesso sottrattivo.
- "Il bio hacker non è quello che fa la cosa bella, è quello che fa la cosa giusta."
- Attenzione a non fare gli psicologi: emergono spesso nodi relazionali; vanno riconosciuti, non trattati.
Domande affrontate
1. Caso studio su sé stesso: influenza risolta in tre giorni
La situazione: due giorni a stretto contatto con un collaboratore venuto a lavorare influenzato. Febbre a 39 il lunedì, 38,5 il martedì, nessuna febbre il mercoledì mattina. Con la premessa che Tony dichiara di non ammalarsi praticamente mai.
Il protocollo applicato:
- Riposo assoluto: nemmeno i passi quotidiani (di norma fra 8.000 e 12.000, senza contarli come allenamento).
- Esposizione al sole per quanto possibile — giornate serene a zero gradi.
- Non uscire di casa, non per prudenza sociale ma per non esporre un corpo indebolito ad altri agenti patogeni.
- Depuratore d'aria acceso h24 (di norma solo di notte), con oli essenziali di eucalipto per liberare le vie aeree: riduce drasticamente le particelle virali che si re-inspirano e l'aria stagnante.
- Suffumigi 3-4 volte al giorno — bagni di vapore con oli essenziali di origano, basilico, melissa, lavanda: liberano le vie aeree e hanno effetto calmante.
- Idratazione altissima: 4-6 litri, acqua sempre tiepida o calda, aceto di mele al mattino. "Non è facile, perché quando sei malato non hai voglia di niente, figurarsi di bere acqua."
- Respirare solo con il naso, anche di notte: cerottino sulla bocca (usato solo in quell'occasione).
- Nettalingua al risveglio, prima di bere qualsiasi cosa.
- Dry brushing: spazzolatura a secco di tutto il corpo (pratica ayurvedica), per aiutare l'eliminazione di pelle morta e tossine.
- Nessun farmaco — "non perché io sia contro i farmaci: sono per la soluzione quando serve".
La logica sottostante, esplicitata rispondendo a chi chiedeva se i suffumigi si facciano solo da sfebbrati: la domanda giusta non è "ho la febbre o no", ma "qual è la cosa invisibile che devo fare per guarire". Cioè: tenere alta l'idratazione per permettere al corpo di drenare, decongestionare le vie aeree per liberare il muco, respirare aria pulita per non re-introdurre patogeni.
E la catena di conseguenze invisibili del naso chiuso di notte: respiri con la bocca → rigirandoti nel letto "ti mangi l'aria" piena di polvere, acari e pelle morta → più i patogeni che stai continuando a rimettere in circolo nella stanza. Da qui: depuratore di notte, suffumigi prima di dormire, respirazione nasale.
2. Quali analisi fare, e in che ordine?
La domanda (da un partecipante): vorrei fare subito genetico e microbiota, e rimandare l'ormonale di un paio di mesi, perché prima devo regolarizzare lo stile di vita.
La risposta: è un bias cognitivo. "Se hai uno stile di vita malsano o da raddrizzare, è proprio adesso che devi fare l'analisi ormonale." Altrimenti vale lo stesso ragionamento per il microbiota — anche quello migliora appena inizi a mangiare meglio. Devi fotografarti nel momento in cui le cose non vanno bene: è da lì che ricavi i valori utili.
Parallelo con gli esami del sangue: andrebbero fatti una volta l'anno, ma la gente li fa quando viene fuori qualcosa — ed è appunto allora che servono.
La gerarchia:
| Analisi |
Cosa dà |
Quando |
| Ormonale |
fotografia istantanea della situazione attuale |
subito, soprattutto se lo stile di vita è sregolato |
| Microbiota |
fotografia modificabile, su cui si lavora |
subito, protocollo di integrazione molto individuale |
| DNA |
investimento sul futuro, predisposizioni |
sempre utile, ma massimamente in età pediatrica o adolescenziale |
Sul genetico, la precisazione: da adulti "la componente genetica te la sei già giocata" — contano soprattutto il fattore ambientale (epigenetica) e la metagenomica del microbiota. Farlo a 40 o a 41 anni cambia poco; farlo a un bambino o a un adolescente dà un indirizzo.
I test proposti dalla struttura (per completezza di quadro):
- Ormonali: crono (melatonina e cortisolo in quattro momenti della giornata, specifico per il sonno); stress (due campioni prima e dopo l'allenamento, utile per verificare l'overtraining negli atleti); inflammaging (infiammazione correlata all'invecchiamento, con interleuchina-6); wellness — il più proposto, perché il target è il soggetto sano che vuole stare meglio.
- Microbiota: orale, vaginale, e quello generale su campione fecale (il più proposto), per lavorare su disbiosi ed eubiosi. Recentemente aggiornato con la parte fungina e i patogeni.
- DNA: 15 moduli (tiroide, neurogenomica, cardiogenomica, metabolomica…); di base si propongono metabolico, micronutrienti e infiammazione.
3. Ho fatto il test del DNA ma non è servito a niente: perché?
L'obiezione di un partecipante: le analisi genetiche non sono state di fatto utilizzate, ci si è concentrati su microbiota ed epigenetica — anche perché il DNA non lo puoi cambiare, ed è l'ambiente a fare la differenza. Oltre i 60 anni, se non emerge nulla di rilevante, la validità sembra molto limitata.
La risposta, in tre punti:
Primo — l'aspettativa sbagliata. Le persone si aspettano che dal test del DNA venga fuori qualcosa di eclatante o strano. Non hanno questa aspettativa per microbiota, ormoni o urine. "La realtà è che, se Dio vuole, è bene che non ci sia niente di particolare."
Secondo — cosa se ne fa questa scuola. Si lavora sul DNA soprattutto attraverso gli epinutrienti, cioè con l'alimentazione: "preferiamo non dare tanti integratori, ma far lavorare la sinergia degli alimenti". Nella dieta ci sono già "gli integratori tra virgolette" che favoriscono una buona espressione genetica. Il test serve a vedere predisposizioni cui prestare attenzione e a orientare integrazioni non ovvie — Tony stesso, dopo il proprio test, ha iniziato a integrare vitamina E, zinco e N-acetilcisteina, cose che da sportivo non avrebbe altrimenti considerato.
Terzo — la controprova dal gruppo. Un altro partecipante riporta l'esperienza opposta: il test gli ha permesso di assumere integratori mirati (complesso B in forma metilata per MTHFR, zinco, vitamina D, vitamina E) e di conoscere le proprie predisposizioni. E il caso di un bio hacker della struttura che, scoperta la predisposizione paterna al diabete, ha iniziato a lavorare col glucometro — risolvendo per questa via anche problemi di pelle su cui aveva già tentato ogni test di intolleranza.
Nota di scenario: si sta formando un mercato in cui esisteranno bio hacker specializzati — chi sul sonno, chi sul microbiota, chi sulla performance, chi sui bambini — e legittimamente chi non lavorerà sul DNA.
4. Il DNA si può modificare?
La domanda: da una formazione ho capito che il DNA è informazione e come tale si può modificare.
La risposta, con la metafora delle luci di Natale: il filo con le lampadine — alcune funzionano, altre no. Con lo stile di vita non cambi il filo: decidi quali lampadine si accendono. Questa è l'epigenetica, e si fa con alimentazione, integrazione, sonno, nutrienti specifici.
Modificare davvero il DNA si può, ma dall'esterno e con tecnologie come CRISPR, che taglia e ricuce sequenze. Non è un processo che si attiva "da dentro".
E la conclusione operativa: non ti deve interessare modificarlo — ti deve interessare che i geni si esprimano in modo vantaggioso per salute e longevità.
5. Caso studio partecipato: l'atleta con l'HRV che non sale
Il caso viene lavorato con l'aula, con Tony che raccoglie ipotesi e domande.
Il quadro: donna di 42 anni, due figlie di 7-8 anni, convivente, vive in alta montagna (Trentino). Atleta di skyrace a livello nazionale. Lavora come cuoca in un asilo nido, dalle 7-8 alle 16, poi prende le bambine e va ad allenarsi. Fa bagni freddi e respirazione Wim Hof al mattino. Monitora con Oura. Ha fatto varie analisi con la struttura. Problema: l'HRV non sale.
Le domande dell'aula e le risposte:
- Orari del sonno? Regolari, come impone la gestione di due bambine.
- Qualità del sonno? Discreta, non ottima: risvegli, figlie occasionalmente malate. Migliorabile.
- Cosa mangia? Bene: atleta di livello, vive in montagna, alimentazione sana.
- Quando si allena? Tardo pomeriggio (16-18): non ideale, ma non problematico.
- Livelli di stress? Medio-alti. Persona che somatizza. Relazione con il compagno non ideale.
- Medita? No.
- Respirazione adeguata? Il parametro respiratorio dell'Oura non è buono.
- Recupero? Discreto, non ottimale.
Il fatto decisivo: nell'arco di un paio d'anni questa cliente — che "non si ammalava mai" — ha iniziato ad ammalarsi ripetutamente, con un continuo di sospensioni e riprese della doccia fredda.
La soluzione emersa: non aggiungere, togliere.
- Sospendere la doccia fredda (non per sempre: 15 giorni, poi si rivaluta).
- Togliere la respirazione Wim Hof dal mattino — è attivante, e questa persona ha bisogno dell'opposto.
- Inserire una respirazione di coerenza al mattino, ed eventualmente una pratica meditativa serale.
- Insegnare la respirazione nasale, anche in allenamento.
- Analisi microbiota e ormonale per fotografare difese immunitarie e stress.
Il principio generale: "Non sempre è 'fai qualcosa in più': molto spesso è 'ti tolgo della roba'." E il parallelo con l'atleta vero: la cosa più difficile che gli puoi chiedere non è allenarsi di più — è allenarsi di meno.
Con l'autocritica applicata a sé stesso: da metà novembre l'Oura gli segnalava di rallentare, HRV sceso da 130 a 60 — ed è in quello stato che ha preso l'influenza. "Con l'HRV a 130, forse due giorni accanto a un malato non me l'avrebbero attaccata."
Nota sul carico di consigli: erano state proposte respirazione di risonanza, meditazione e stimolazione vagale insieme. Tony corregge: potrebbe bastarne una sola. "Alle persone non possiamo dare troppa roba da fare: ha senso dare due o tre strategie, ma assicurarsi che ne applichino almeno una."
Sul journaling, proposto da un partecipante vista la conflittualità del rapporto: è una pratica che va sempre bene e le farebbe bene, ma non è la soluzione di cui ha bisogno — e a una persona già impegnata, con bambine e sveglia presta, aggiungere un compito non essenziale non è la mossa giusta in questa fase.
Nota su HRV e stagionalità (domanda collegata): se cala l'HRV, la frequenza cardiaca a riposo aumenta — è matematica, non un secondo problema. Un calo nei cambi di stagione è fisiologico (e il cambio dell'ora aggiunge stress). Deve però durare un mese, un mese e mezzo, al massimo due: se poi "si pianta giù", bisogna capire perché.
Sul confine professionale: emergono nodi relazionali (il rapporto col compagno). Vanno riconosciuti, ma "dobbiamo stare attenti a non diventare psicologi" — a meno di esserlo. È un rischio tipico di queste professioni.
6. Ma qual è il lato business di tutto questo?
La domanda, dichiaratamente schietta: il bio hacker si fa pagare per le consulenze?
La risposta: puoi fare come vuoi. Il paragone è con l'operatore olistico — ce ne sono che chiedono 80 euro l'ora e altri che fanno massaggi gratis. Si può fare una prima consulenza conoscitiva gratuita o a pagamento.
Come funziona nella struttura di riferimento: la persona arriva, si individua il percorso adatto (3, 6 o 12 mesi) in base all'obiettivo (dimagrimento, anti-aging, gestione dello stress), si indicano quali analisi fare, e poi si articolano le consulenze con le figure necessarie — nutrizionista, bio hacker, chinesiologo, osteopata.
Sul piano formale: partita IVA e codice ATECO dei servizi di assistenza alla persona (quello dell'operatore olistico), da verificare col commercialista.
7. Altre risposte brevi
- Malattie autoimmuni: lavorare sul microbiota e a stretto contatto con la nutrizionista — "l'immunità risiede nell'intestino", quindi lì si capisce perché le difese stiano attaccando l'organismo stesso.
- Approfondimenti sull'HRV: possibile una lezione dedicata con lo specialista, oppure il suo corso strutturato (una decina di lezioni, a classi programmate durante l'anno).
- Toni binaurali: usati soprattutto per il power nap pomeridiano.
- PNL e gestione del cliente: utile se la si è studiata; Tony dichiara di aver imparato soprattutto sul campo, con moltissimi clienti negli anni.
- Noi stessi come casi studio: incoraggiato apertamente. "È difficile affidarsi a un dietologo con 30 chili di grasso." Ed è anche il motivo per cui, nella struttura, ai collaboratori si chiede di fare le analisi: si vuole un collaboratore sano, e non si può parlare bene di ciò che non si è sperimentato.
Applicazioni pratiche
Protocollo influenza (adulto sano, senza complicazioni)
- Riposo assoluto — sospendere anche i passi quotidiani.
- Depuratore d'aria acceso continuativamente, con oli essenziali (eucalipto).
- Suffumigi 3-4 volte al giorno (origano, basilico, melissa, lavanda).
- Idratazione massiccia con acqua tiepida/calda; aceto di mele al mattino.
- Respirazione nasale, anche di notte (eventuale cerottino).
- Nettalingua al risveglio prima di bere; dry brushing.
- Esposizione al sole quando possibile; evitare di uscire fra la gente.
- Alimentazione semplice, eventuale digiuno intermittente.
Ordine delle analisi
- Stile di vita sregolato → ormonale subito (non dopo averlo sistemato).
- Microbiota per difese immunitarie, disbiosi, autoimmunità.
- DNA come investimento; priorità a bambini e adolescenti.
Schema di lettura di un caso "HRV che non sale"
- Orari e qualità del sonno.
- Alimentazione.
- Orario e tipo di allenamento.
- Livelli di stress percepito e contesto relazionale.
- Pratiche già in corso — e qui la domanda chiave: quante ne sta già facendo?
- Analisi ormonale e microbiota per oggettivare.
- Valutare la sottrazione prima dell'aggiunta.
Quando togliere invece di aggiungere
| Segnale |
Intervento |
| Si ammala ripetutamente pur facendo tutto "bene" |
sospendere gli stressor (doccia fredda, bagni freddi) |
| HRV cronicamente basso, stress medio-alto |
togliere pratiche attivanti (Wim Hof) e mettere respirazione di coerenza |
| Persona già oberata di impegni |
non aggiungere pratiche non essenziali |
| Atleta in stallo |
ridurre il carico, non aumentarlo |
Regola sui consigli: massimo due-tre strategie, e verificare che almeno una venga davvero applicata.
Glossario
- Suffumigi: bagni di vapore con oli essenziali per decongestionare le vie aeree.
- Dry brushing: spazzolatura a secco della pelle, pratica ayurvedica di supporto al drenaggio.
- Nettalingua: strumento (acciaio o rame) per rimuovere il biofilm batterico linguale al risveglio.
- Epigenetica: modulazione dell'espressione genica da parte di ambiente, alimentazione e stile di vita.
- Epinutrienti: nutrienti alimentari che influenzano l'espressione genica.
- CRISPR: tecnologia di editing genetico che modifica materialmente le sequenze di DNA.
- MTHFR: variante genica che condiziona il metabolismo dei folati e richiede forme metilate del complesso B.
- Metagenomica: studio del patrimonio genetico del microbiota.
- Disbiosi / eubiosi: squilibrio / equilibrio della flora intestinale.
- Inflammaging: infiammazione cronica di basso grado associata all'invecchiamento.
- Interleuchina-6: citochina pro-infiammatoria, marcatore usato nei pannelli infiammatori.
- Test ormonale crono: profilo di melatonina e cortisolo in quattro momenti della giornata.
- Respirazione di coerenza: respiro a cicli simmetrici, con effetto parasimpatico.
- Wim Hof: tecnica di iperventilazione controllata con apnee, fortemente attivante.
- Stimolazione vagale: pratiche che attivano il nervo vago e la risposta parasimpatica.
- Toni binaurali: stimolazione sonora usata per indurre stati di rilassamento o concentrazione.
- Power nap: sonnellino breve pomeridiano.
Domande di autoverifica
- Cosa dimostra il fatto che Tony si sia ammalato pur avendo un'immunità costruita negli anni?
- Elenca gli elementi del protocollo con cui ha risolto l'influenza in tre giorni.
- Perché non uscire di casa da malati, secondo la logica del biohacking?
- Qual è la catena di conseguenze del dormire con il naso chiuso?
- Perché rimandare l'analisi ormonale "finché non sistemo lo stile di vita" è un bias?
- Qual è la gerarchia fra analisi ormonale, microbiota e DNA, e perché?
- Perché un test genetico "che non dice nulla" è una buona notizia?
- In che senso si può modificare l'espressione del DNA senza modificare il DNA? Spiega la metafora delle luci.
- Cosa sono gli epinutrienti e perché vengono preferiti agli integratori?
- Nel caso dell'atleta di skyrace, quali domande sono state poste e quali informazioni hanno prodotto?
- Perché la soluzione è stata togliere e non aggiungere? Cosa è stato tolto e cosa inserito?
- Cosa segnalava il fatto che avesse iniziato ad ammalarsi ripetutamente?
- Perché "la cosa più difficile da chiedere a un atleta è allenarsi di meno"?
- Quante strategie si danno a un cliente, e con quale accortezza?
- Perché un calo di HRV nel cambio di stagione è fisiologico, e quando invece diventa un problema?
- Qual è il rischio professionale quando emergono nodi relazionali del cliente?
Spunti di approfondimento
- Gestione non farmacologica delle infezioni respiratorie: suffumigi, oli essenziali, purificazione dell'aria, idratazione.
- Respirazione nasale diurna e notturna: mouth taping, effetti su sonno e recupero.
- HRV come indicatore predittivo di vulnerabilità immunitaria.
- Test ormonali salivari: profilo cronologico cortisolo-melatonina, marcatori di overtraining.
- Metagenomica del microbiota e rapporto con l'immunità e le malattie autoimmuni.
- Nutrigenomica ed epinutrienti: come l'alimentazione modula l'espressione genica.
- MTHFR e folati metilati: implicazioni pratiche dell'integrazione mirata.
- CRISPR e confine fra editing genetico ed epigenetica.
- Ormesi e sovraccarico: quando il freddo e le tecniche attivanti diventano stressor eccessivi.
- Respirazione di coerenza vs Wim Hof: profili opposti di attivazione autonomica.
- Deprescrizione e sottrazione come strategia di intervento nei soggetti già iper-ottimizzati.
- Inquadramento professionale del bio hacker: codici ATECO, confini con le professioni sanitarie e psicologiche.