7baebebc09
Co-Authored-By: Claude Fable 5 <noreply@anthropic.com>
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<h2>In sintesi</h2>
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<p>La lezione è un'introduzione alla genetica pensata per il biohacker e per chi
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opera nel campo della salute, dello sport e della nutrizione di precisione. Il
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relatore, un ex biologo molecolare oggi impegnato nello sviluppo di protocolli
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di medicina di precisione, parte dalle basi (che cos'è un gene, come è fatto il
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DNA, come si passa da DNA a proteine) per arrivare all'uso pratico dei test
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genetici. La tesi centrale è che <strong>non esiste un determinismo genetico</strong>: i
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nostri geni non "decidono" da soli chi siamo. Il fenotipo, cioè ciò che siamo
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concretamente, nasce dall'interazione fra il patrimonio genetico (che non
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cambia) e l'ambiente inteso in senso ampio — alimentazione, attività fisica,
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inquinanti, stress, microbiota. Conoscere le proprie varianti genetiche non
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serve a rassegnarsi a un destino, ma a scegliere con precisione su quali leve
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ambientali agire. È questo il ponte fra la genetica e il biohacking.</p>
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<h2>Concetti chiave</h2>
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<ul>
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<li><strong>Medicina di precisione.</strong> Estremizzazione della personalizzazione applicata
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a salute, nutrizione e sport: dallo standard uguale per tutti a una strategia
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costruita sul singolo individuo.</li>
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<li><strong>Genetica come ereditarietà.</strong> Trasmissione di caratteri, peculiarità e
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abilità dai genitori alla progenie attraverso il codice genetico.</li>
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<li><strong>Caratteri qualitativi vs quantitativi.</strong> Mendel studiava caratteri netti
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(verde/giallo, liscio/rugoso); la maggior parte dei caratteri reali è invece
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quantitativa, con una gamma continua di espressioni e più geni coinvolti.</li>
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<li><strong>Dogma centrale della biologia molecolare.</strong> Il flusso dell'informazione va
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da DNA a RNA a proteine, tramite replicazione, trascrizione e traduzione.</li>
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<li><strong>Assenza di determinismo genetico.</strong> Il sequenziamento del genoma umano non
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ha permesso di "curare tutto": la sola sequenza non basta a spiegare le
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malattie e i tratti.</li>
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<li><strong>Genotipo × Ambiente = Fenotipo.</strong> Il genotipo è fisso; l'ambiente (stile di
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vita) lo modula; il risultato osservabile è il fenotipo.</li>
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<li><strong>DNA non codificante.</strong> Solo l'1,5% del genoma codifica proteine; il restante
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98,5%, un tempo detto "DNA spazzatura", è oggi riconosciuto come fondamentale
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per la regolazione e l'espressione dei geni.</li>
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<li><strong>SNP (polimorfismo a singolo nucleotide).</strong> Variazione di una singola base in
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una posizione fissa del genoma; ereditabile e irreversibile, può alterare o
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meno la proteina finale.</li>
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<li><strong>Epigenetica.</strong> "Cuscinetto" fra ambiente esterno e genoma: modula
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l'espressione dei geni senza cambiarne la sequenza.</li>
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<li><strong>Genoma + microbioma (olobionte).</strong> Non siamo un genoma isolato ma un
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superorganismo in simbiosi con i microrganismi che vivono in noi.</li>
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<li><strong>Poligenic risk score.</strong> Punteggio statistico che combina molte varianti per
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stimare un rischio individuale con potere predittivo molto maggiore della
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singola variante.</li>
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</ul>
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<h2>Sviluppo della lezione</h2>
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<h3>1. Il relatore e il senso della medicina di precisione</h3>
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<p>Il docente si presenta come ex biologo molecolare con circa quindici anni di
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ricerca nel campo delle biotecnologie, con esperienze in dipartimenti di
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medicina sperimentale, scienze agrarie e forestali e chimica. Oggi, insieme a un
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gruppo di ex ricercatori, progetta e sviluppa protocolli di medicina di
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precisione, ed è amministratore di una società di servizi in questo ambito.</p>
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<p>La medicina di precisione, spiega, non va vista come qualcosa di estraneo alla
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nostra esperienza né come dominio esclusivo dei medici. È piuttosto un
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<strong>approccio spinto all'estremo</strong> verso un argomento: si può parlare di
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nutrizione di precisione, di sport di precisione, di medicina di precisione. Il
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termine "precisione" segnala proprio l'estremizzazione della personalizzazione,
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l'ultimo passo di un percorso che negli anni si è chiamato prima medicina
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preventiva, poi medicina personalizzata. L'obiettivo della lezione è aprire "una
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finestrona" sulla genetica messa in relazione con lo stile di vita:
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l'alimentazione, lo sport, la salute.</p>
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<p>Per mostrare la portata pratica del lavoro, cita atleti seguiti dalla sua rete,
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professionisti ma anche amatoriali estremi. L'esempio più forte è quello di <strong>Max
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Calderan</strong>, seguito dal 2010, che alle soglie della pandemia ha attraversato a
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piedi circa 1.100 km in 18 giorni nel deserto del Rub' al-Khali (il "Quarto
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Vuoto"), un'impresa mai riuscita prima, in un ambiente con dune alte anche fino a
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400 metri.</p>
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<h3>2. I concetti fondamentali della genetica</h3>
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<p>La genetica è definita come l'area della biologia che si occupa
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dell'ereditarietà, cioè del cosiddetto <strong>patrimonio genetico</strong>: il passaggio di
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caratteristiche e abilità verso la progenie attraverso il codice genetico. Da
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questa definizione, osserva il relatore, si aprono molti scenari, anche di
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natura etica.</p>
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<p>Introduce la distinzione, cruciale per capire il resto della lezione, fra
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<strong>caratteri qualitativi e quantitativi</strong>. Mendel lavorava su caratteri
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qualitativi, cioè netti e a due stati (un pisello o verde o giallo, la buccia o
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liscia o rugosa). La maggior parte dei caratteri reali è però quantitativa: fra
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il verde e il giallo esiste tutta una gamma di sfumature intermedie. Questi
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caratteri sono governati da più geni e richiedono uno studio molto più
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complesso.</p>
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<p>Il relatore accenna anche al fatto che, studiata in modo puramente oggettivo e
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privata della dimensione etica, la biologia può portare a derive inaccettabili
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(la selezione di caratteri "senza difetti"). È un richiamo consapevole al fatto
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che oggi la medicina permette di far vivere e riprodurre individui che in
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passato non sarebbero sopravvissuti, e che con loro si conservano anche geni
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legati a malformazioni: un dato biologico da tenere presente, senza cedere a
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letture disumane.</p>
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<h3>3. Le tappe storiche: da Mendel al genoma umano</h3>
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<p>Il padre della genetica è <strong>Gregor Mendel</strong>, un frate che nel 1866, incrociando
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piante di pisello nell'orto del monastero, formulò le leggi della genetica
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(tre leggi tuttora valide, indicate come utile approfondimento).</p>
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<p>Nel 1953 <strong>Watson e Crick</strong> pubblicano la struttura a doppia elica del DNA. Il
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relatore sottolinea con forza il ruolo, a lungo non riconosciuto, di <strong>Rosalind
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Franklin</strong>, la cui immagine cristallografica fu determinante e che rimase invece
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anonima nel lavoro: un doveroso atto di giustizia storica.</p>
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<p>Segue la tecnica di sequenziamento di <strong>Frederick Sanger</strong> (metà anni Settanta),
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che per la prima volta permette di "leggere" il codice genetico e gli vale il
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premio Nobel per la chimica. Negli anni Ottanta <strong>Kary Mullis</strong> (Nobel 1993,
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personaggio eclettico) inventa la <strong>reazione a catena della polimerasi (PCR)</strong>,
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una reazione chimica che rivoluziona la genetica: permette di amplificare, cioè
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duplicare molte volte (2 elevato al numero di cicli termici), una zona specifica
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del genoma individuata da primer complementari, così da renderla leggibile con
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altre tecniche come il sequenziamento di Sanger. La PCR è la stessa tecnica che
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tutti abbiamo conosciuto con i tamponi molecolari per il Covid, prova della sua
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attualità.</p>
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<p>La data cardine, però, è il <strong>2000</strong>: Craig Venter (Celera Genomics) e Francis
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Collins (direttore dello Human Genome Project, poi direttore del NIH americano),
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alla Casa Bianca insieme al presidente Bill Clinton, annunciano al mondo la prima
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bozza — ancora incompleta — del genoma umano, resa disponibile a tutti. La
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sequenza sarà completata solo molti anni dopo (lavoro concluso attorno al
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2021-2022). Da quel momento si parla di <strong>era della genomica</strong>, e da lì partono
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progetti come 1000 Genomes.</p>
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<h3>4. Il tramonto del determinismo genetico</h3>
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<p>Con l'era della genomica si diffonde una grande aspettativa: si pensava che
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leggere il genoma avrebbe permesso di comprendere le cause di gran parte delle
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malattie e quindi di curarle. Lo stesso Collins parlava, su una rivista di primo
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piano come il New England Journal of Medicine, di una nuova era della medicina;
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il relatore richiama anche Pasteur, per cui il valore della scoperta sta nelle
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sue applicazioni pratiche.</p>
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<p>Questa visione, spiega, si è però presto scontrata con la realtà. La quantità di
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dati prodotti era enorme e, nella sua apparente semplicità, così variabile e
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complessa da superare la nostra capacità di analisi e comprensione. La
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conclusione è netta: <strong>non esiste, e non è mai esistito, un vero determinismo
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genetico</strong>. La genetica da sola non basta a spiegare le malattie né le alte
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performance; le cause vanno cercate anche altrove.</p>
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<h3>5. La struttura della cellula e dove risiede il DNA</h3>
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<p>Il codice genetico risiede nel <strong>nucleo</strong> delle nostre cellule, ed è identico in
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tutte le cellule nucleate del corpo. Quando il codice si modifica si parla di
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<strong>mutazione</strong>, evento che avviene sotto la pressione di <strong>agenti mutageni</strong>:
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radiazioni ultraviolette, radiazioni gamma, o sostanze xenobiotiche mutagene.</p>
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<p>Il relatore ricorda la differenza fra tipi di cellula. I <strong>batteri</strong> sono
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procarioti: una "sacca" con tutto mescolato all'interno (proteine, enzimi,
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lipidi, DNA). La <strong>cellula animale</strong> è invece eucariotica e compartimentata, con
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una membrana esterna (ma senza la parete tipica della cellula vegetale) e
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strutture ben definite: il <strong>nucleo</strong> che contiene il DNA, il <strong>reticolo
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endoplasmatico</strong> con i <strong>ribosomi</strong> dove si producono le proteine, i
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<strong>mitocondri</strong> che generano energia, e il <strong>citoplasma</strong> che riempie la cellula
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e dove le proteine assumono la loro struttura tridimensionale (secondaria,
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terziaria, quaternaria).</p>
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<h3>6. Il cariotipo, i cromosomi e il "DNA non codificante"</h3>
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<p>Il <strong>cariotipo</strong> è l'ordinamento dell'insieme dei nostri cromosomi. Ne abbiamo
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<strong>22 coppie più una coppia di cromosomi sessuali</strong> (XX nella donna, XY
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nell'uomo). Il genoma è lungo circa <strong>3 miliardi di paia di basi</strong>, con
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approssimativamente <strong>25.000 geni</strong>.</p>
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<p>Il dato che il relatore invita a interiorizzare è che <strong>solo circa l'1,5% del
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genoma codifica</strong> effettivamente per proteine (il DNA cosiddetto esonico); il
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restante <strong>98,5%</strong> non produce direttamente proteine o enzimi. Per anni questa
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grande porzione fu liquidata come "<strong>DNA spazzatura</strong>", come se il DNA importante
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fosse solo la piccola quota codificante. Negli ultimi vent'anni si è scoperto
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invece che questo DNA è <strong>fondamentale</strong>: regola l'espressione dei geni,
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sostiene tutti i fenomeni dell'epigenetica, la variabilità e le diverse versioni
|
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degli stessi geni. Non è affatto spazzatura, è funzionale all'espressione del
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genoma stesso.</p>
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<h3>7. Il DNA mitocondriale e l'eredità materna</h3>
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<p>Un elemento genetico a parte è il <strong>DNA mitocondriale</strong>, contenuto nei
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mitocondri. La teoria più diffusa è quella <strong>endosimbiotica</strong>: il mitocondrio
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sarebbe stato in origine un organismo procariotico (un batterio capace di
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produrre energia) inglobato e conservato dalla cellula eucariotica nel corso
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dell'evoluzione, diventando la sua "centrale energetica".</p>
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<p>Il DNA mitocondriale ha una caratteristica notevole: <strong>si trasmette solo per via
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materna</strong>. Mentre padre e madre concorrono ciascuno al 50% del DNA nucleare,
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tutto il DNA mitocondriale arriva dalla madre. Il motivo è che nel concepimento
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lo spermatozoo non porta con sé il citoplasma con i propri mitocondri: quando il
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gamete maschile si fonde con quello femminile, i mitocondri presenti sono quelli
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dell'ovocita. Ciò ha numerose ripercussioni, perché la madre trasmette al figlio
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caratteristiche uniche rispetto al padre.</p>
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<h3>8. Struttura del DNA e dogma centrale (DNA → RNA → proteine)</h3>
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<p>La doppia elica è formata da un'<strong>ossatura</strong> costituita da gruppi di <strong>fosfato</strong>
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e da uno <strong>zucchero a cinque atomi di carbonio (pentoso)</strong> che si alternano; a
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questa si agganciano i "mattoncini colorati", le <strong>basi azotate</strong>, che si
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appaiano fra i due filamenti secondo regole precise di complementarità.</p>
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<p>Il relatore riepiloga il <strong>dogma centrale della biologia molecolare</strong>, che lega
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DNA, RNA e proteine:</p>
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<ul>
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<li><strong>Replicazione</strong>: quando le cellule si dividono, il DNA si raddoppia generando
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una copia di sé stesso.</li>
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<li><strong>Trascrizione</strong>: da un tratto di doppia elica si forma una copia a singolo
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filamento di RNA messaggero (interviene l'RNA polimerasi/trascrittasi).</li>
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<li><strong>Traduzione</strong>: l'RNA messaggero, giunto al reticolo endoplasmatico rugoso,
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viene letto dal <strong>ribosoma</strong>, che il relatore paragona a una "stampante
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tridimensionale" biologica microscopica: legge la sequenza a gruppi di tre
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basi (<strong>triplette</strong>) e a ciascuna fa corrispondere un amminoacido, componendo
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la proteina.</li>
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</ul>
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<p>Descrive infine l'<strong>impacchettamento</strong> del DNA: la doppia elica si avvolge
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attorno a proteine chiamate <strong>istoni</strong>, formando i <strong>nucleosomi</strong> ("come una
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collana di perle"), che a loro volta si super-avvolgono fino a compattarsi nella
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struttura dei <strong>cromosomi</strong>, visibili nella tipica forma a X durante la divisione
|
||
cellulare.</p>
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<h3>9. Genotipo, ambiente e fenotipo</h3>
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<p>Il <strong>fenotipo</strong> è l'espressione di un carattere: per il colore degli occhi, ad
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esempio, può essere "occhi azzurri" o "occhi marroni". Dietro al fenotipo c'è un
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<strong>genotipo</strong>, la componente genetica. Il genotipo, per un dato carattere, può
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essere di tre tipologie: <strong>omozigote</strong> (due alleli uguali) in due varianti, o
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<strong>eterozigote</strong> (due alleli diversi). Nel classico esempio del colore degli occhi,
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l'allele "marrone" è <strong>dominante</strong> su quello "azzurro", che è <strong>recessivo</strong>:
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servono due alleli recessivi per avere gli occhi azzurri. Padre e madre
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contribuiscono ciascuno con un allele; dalla fusione dei due gameti (da n + n si
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forma un corredo 2n) si stabilisce il rapporto di dominanza.</p>
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<p>Il concetto operativo centrale è espresso da un'equazione:</p>
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<blockquote>
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<p><strong>Genotipo × Ambiente = Fenotipo</strong></p>
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</blockquote>
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<p>Il genotipo (i geni contenuti nei nuclei di tutte le cellule) <strong>non cambia mai</strong>;
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l'<strong>ambiente</strong> invece è tutto ciò che circonda e attraversa quel genotipo: lo
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stile di vita, ciò che mangiamo e la qualità del cibo, la presenza di inquinanti
|
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nell'aria e nell'acqua, l'attività fisica, il livello di stress, l'età, le fasi
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fisiologiche. Dall'interazione fra un genotipo fisso e ambienti diversi nascono
|
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"tante versioni" della stessa persona. L'esempio è quello della performance in
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una corsa di 10 km: a parità di corredo genetico, il tempo finale dipende da come
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ci si è allenati, alimentati e preparati. È qui che risiede il valore
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dell'analisi genetica: conoscere il fattore genetico permette di capire quanto e
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come l'ambiente può spostare il risultato.</p>
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<h3>10. Perché serve l'analisi genetica: l'esempio del sovrappeso</h3>
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<p>Il relatore applica l'equazione al <strong>sovrappeso</strong>. Esiste un <strong>rischio genetico</strong>
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(con quanta facilità una persona prende peso, deducibile guardando i familiari o,
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meglio, con un'analisi genetica) e un <strong>ambiente</strong> (cosa e quanto si mangia,
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quanta attività fisica si fa). L'incrocio dei due determina il rischio effettivo:</p>
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<ul>
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<li>Predisposizione genetica alla magrezza + buona alimentazione → probabilità di
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ingrassare bassissima.</li>
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<li>Predisposizione al sovrappeso + cattiva alimentazione → probabilità di obesità
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molto elevata.</li>
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<li>Situazioni intermedie → rischio medio.</li>
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||
</ul>
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<p>L'utilità dell'analisi sta proprio qui: individuare chi ha un alto rischio
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genetico permette di <strong>lavorare sull'ambiente</strong> per ridurre la predisposizione e
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impedire che una condizione di medio rischio evolva in sovrappeso o obesità. Il
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relatore ricorda anche che la genetica dell'obesità è solo uno dei molti fattori
|
||
in gioco: microbiota intestinale, attività fisica, nutrizione, livelli
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||
ormonali, inquinamento, trattamenti medici, modalità del parto concorrono tutti
|
||
al fenotipo.</p>
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<h3>11. Dalla medicina tradizionale alla medicina di precisione</h3>
|
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<p>Per introdurre la medicina di precisione, il relatore cita un articolo del 2017
|
||
(studio statunitense, nato dalla collaborazione fra un ospedale e un'università,
|
||
condotto in Arkansas su un ampio gruppo eterogeneo di persone). Applicando
|
||
strategie personalizzate anziché standardizzate si ottennero una <strong>riduzione
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||
della mortalità</strong> e un <strong>risparmio economico</strong> notevole. Il paradosso è che
|
||
questi approcci faticano a diffondersi perché la prima applicazione richiede un
|
||
grosso investimento iniziale.</p>
|
||
<p>Distingue quindi tre livelli:</p>
|
||
<ul>
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||
<li><strong>Medicina tradizionale</strong>: una stessa terapia standardizzata applicata a una
|
||
popolazione eterogenea, data per omogenea. Ma la popolazione non è mai
|
||
omogenea: si stima che una procedura generalizzata abbia un'efficacia media fra
|
||
il 30% e il 60%. Nel migliore dei casi almeno il 40% delle persone non risponde
|
||
(fallimento terapeutico) o addirittura subisce un <strong>evento avverso</strong>, un danno.</li>
|
||
<li><strong>Medicina stratificata</strong> (livello intermedio): si suddivide la popolazione in
|
||
sottogruppi (per sesso, marcatori, profili di rischio, caratteristiche
|
||
demografiche) e si applicano strategie specifiche a ciascun gruppo.</li>
|
||
<li><strong>Medicina di precisione</strong>: si inserisce uno <strong>step di analisi sul singolo
|
||
individuo</strong> e si costruisce la terapia adatta a quella persona, "con il suo
|
||
nome", puntando a un'efficacia vicina al 100% per ciascuno.</li>
|
||
</ul>
|
||
<h3>12. Genoma, microbioma ed epigenoma: il superorganismo</h3>
|
||
<p>Oggi la specie umana non è più vista come entità isolata dal contesto, ma come
|
||
una specie che <strong>vive in simbiosi</strong> con altri organismi, soprattutto i
|
||
microrganismi che ci abitano. Non esiste solo il <strong>microbiota intestinale</strong> (il
|
||
più noto), ma anche quello della <strong>pelle</strong>, <strong>urinario</strong> e della <strong>bocca</strong>: i
|
||
microrganismi popolano distretti, organi e apparati diversi, traendone vantaggio
|
||
e dandone a noi.</p>
|
||
<p>Per questo non si parla più di singolo genoma ma di <strong>genoma più microbioma</strong>,
|
||
tanto che si usa il termine <strong>superorganismo</strong> (o <strong>olobionte</strong>). Questo insieme
|
||
interagisce con l'ambiente esterno (quando e come si mangia, se e come ci si
|
||
allena, il sonno, la qualità del cibo, gli inquinanti, l'equilibrio mentale, lo
|
||
stress sociale). Fra ambiente e genoma si colloca l'<strong>epigenetica</strong>, descritta
|
||
come un vero e proprio <strong>cuscinetto</strong>: l'espressione dei nostri geni varia in
|
||
funzione dell'interazione con l'ambiente. Il <strong>fenotipo</strong> è la "chiusura" di
|
||
questa catena, la parte visibile che risulta dall'interazione di genoma,
|
||
microbioma ed epigenoma con l'ambiente. Il relatore insiste sul fatto che lo
|
||
<strong>stress</strong> non è un elemento secondario: è oggi uno dei principali responsabili
|
||
di squilibri ormonali, infiammazione e problematiche con forte impatto
|
||
fisiologico, tanto quanto l'alimentazione o l'attività fisica.</p>
|
||
<h3>13. Il test genetico: cosa si analizza davvero</h3>
|
||
<p>Un punto di consapevolezza fondamentale: quando si fa un'analisi genetica si
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||
studia <strong>solo una piccola parte</strong> dei nostri 3 miliardi di basi, ma una parte
|
||
particolarmente informativa. Per far capire quanto siamo simili, il relatore
|
||
propone un gioco: quanto differiscono geneticamente due persone di etnie molto
|
||
diverse (per esempio un afroamericano e un asiatico)? La risposta sorprende: sono
|
||
uguali circa al <strong>99,9%</strong> del genoma, differendo solo per lo <strong>0,1%</strong>, pari a
|
||
circa <strong>3 milioni di basi</strong>. Da qui due conseguenze importanti: <strong>non esistono le
|
||
razze</strong> (siamo tutti la stessa specie), e condividiamo circa il <strong>95%</strong> del
|
||
genoma persino con lo scimpanzé.</p>
|
||
<p>L'analisi genetica va quindi a studiare le <strong>varianti di singole basi</strong>: nello
|
||
stesso gene, nella stessa posizione, il cambiamento (per esempio) da una base A a
|
||
una G. Il relatore usa l'immagine delle "catene di ferro" con delle "forcine",
|
||
cioè punti di debolezza all'interno di una sequenza che codifica per un
|
||
amminoacido, per un enzima, per una proteina.</p>
|
||
<h3>14. SNP, mutazioni e codice degenerato</h3>
|
||
<p>Con tre esempi il relatore mostra il rapporto fra variazione del DNA e proteina
|
||
finale, ricordando la <strong>degenerazione del codice genetico</strong>: esistono circa
|
||
<strong>20-21 amminoacidi</strong> ma <strong>64 triplette</strong> possibili, per cui uno stesso
|
||
amminoacido può essere codificato da più triplette (fino a diverse sequenze
|
||
sinonime).</p>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Persona 1</strong>: sequenza "normale" del gene A → ribosoma → sequenza corretta di
|
||
amminoacidi → proteina funzionante.</li>
|
||
<li><strong>Persona 2</strong>: mutazione in terza posizione della tripletta. Per effetto della
|
||
degenerazione, l'amminoacido non cambia (per esempio resta alanina): è una
|
||
<strong>mutazione silente</strong>, cambia la sequenza genetica ma non quella proteica.</li>
|
||
<li><strong>Persona 3</strong>: mutazione in seconda posizione. In questo caso la singola
|
||
mutazione porta a un <strong>cambio di amminoacido</strong> (nell'esempio, arginina al posto
|
||
di lisina). Se quell'amminoacido occupava una posizione strategica per la
|
||
struttura della proteina, il risultato è una proteina con struttura e
|
||
<strong>funzione diverse</strong> (dal "trifoglio" alla "ruota seghettata"): tipicamente una
|
||
perdita o riduzione di funzione, che può tradursi in un problema fisiologico.</li>
|
||
</ul>
|
||
<p>Queste variazioni di singola base si chiamano <strong>SNP (Single Nucleotide
|
||
Polymorphism)</strong>, sono <strong>ereditabili</strong> e <strong>irreversibili</strong> (si trasmettono da
|
||
genitore a figlio). La metafora è quella di una <strong>parola</strong> il cui significato
|
||
cambia sostituendo una sola lettera in una posizione strategica.</p>
|
||
<p>Come esempio estremo cita l'<strong>acondroplasia</strong>, una malattia <strong>autosomica
|
||
dominante</strong> dovuta al gene <strong>FGFR3</strong> (sul cromosoma 4), che codifica un recettore
|
||
del tessuto connettivo coinvolto nella crescita ossea. La sostituzione di una
|
||
sola base porta, in posizione 380, la <strong>glicina</strong> a diventare <strong>arginina</strong>: basta
|
||
un solo allele "sbagliato" (eterozigosi) perché la condizione si manifesti (nota
|
||
in modo improprio come "nanismo"), mentre l'omozigosi dell'allele sbagliato è
|
||
<strong>letale</strong> prima della nascita. Una sola base fa la differenza.</p>
|
||
<h3>15. Le tecnologie di analisi e il campionamento</h3>
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||
<p>Ragionando in scala logaritmica sulla lunghezza del genoma (da miliardi a
|
||
migliaia di basi), il relatore descrive le opzioni tecniche:</p>
|
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<ul>
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||
<li><strong>SNP genotyping</strong> per poche mutazioni, con tecniche relativamente semplici
|
||
come la <strong>real-time PCR</strong>.</li>
|
||
<li><strong>Sequenziamento di geni interi</strong> (qualche milione di basi).</li>
|
||
<li><strong>Sequenziamento dell'esoma</strong> (la parte codificante, circa l'1,5%).</li>
|
||
<li><strong>Sequenziamento dell'intero genoma</strong>.</li>
|
||
</ul>
|
||
<p>La strategia con il miglior rapporto costi/benefici è quella degli <strong>array</strong> che
|
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leggono circa <strong>1 milione di varianti</strong> significative. Il ragionamento: poiché
|
||
siamo uguali circa al 99,9%, la variabilità rilevante corrisponde a circa 3
|
||
milioni di basi; leggerne un milione, selezionate fra quelle validate, permette
|
||
di cogliere la variabilità utile. Andare sotto significa analizzare troppo poche
|
||
varianti; andare molto sopra significa leggere zone che variano troppo raramente
|
||
o senza ruolo sul fenotipo. Cita come esempio il <strong>Global Screening Array</strong>
|
||
(versione R24 / v2), che presenta sul supporto centinaia di migliaia di varianti
|
||
(nell'ordine di 665.000) provenienti da consorzi internazionali, tutte studiate e
|
||
validate per il loro ruolo sul fenotipo, sulla salute e sul benessere.</p>
|
||
<p>Sul <strong>campionamento</strong>: oggi l'analisi si fa quasi sempre su <strong>campione salivare</strong>,
|
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non invasivo e sufficiente, non più sul sangue. Si raccolgono le cellule della
|
||
<strong>mucosa boccale</strong> con uno <strong>swab</strong> (tampone) strofinato a destra e a sinistra e
|
||
appoggiato sulla lingua. Requisito importante: nei <strong>30 minuti</strong> precedenti la
|
||
bocca deve restare "intonsa", cioè non si deve mangiare, bere, fumare, masticare
|
||
né (per le donne) applicare rossetto. In laboratorio si amplifica la sola
|
||
frazione umana e la si legge sull'array. Il dato può essere sequenziato,
|
||
<strong>criptato e archiviato</strong> una volta per tutte: si analizza poi un'area specifica
|
||
alla volta, generando report su un tema, e in seguito si possono studiare altre
|
||
parti del genoma già disponibili, senza rifare il campionamento.</p>
|
||
<h3>16. Le aree applicative dell'analisi genetica</h3>
|
||
<p>Con un esercizio pratico (immaginare cinque profili diversi — un ragazzo 16-22
|
||
anni non sportivo, una donna dopo la gravidanza, un ragazzo magro che vuole
|
||
crescere muscolarmente, un adulto di mezza età, una donna in menopausa — e
|
||
assegnare a ciascuno uno-tre obiettivi), il relatore fa emergere un punto: al di
|
||
là delle differenze, <strong>il controllo del peso e il metabolismo ricorrono quasi
|
||
sempre</strong> come tema comune. La genetica del metabolismo (anabolismo e catabolismo
|
||
dei macronutrienti, disponibilità di micronutrienti, intolleranze) è trasversale
|
||
a quasi tutti gli obiettivi.</p>
|
||
<p>Elenca poi le principali <strong>aree studiabili</strong> con l'analisi genetica:</p>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Predisposizione all'infiammazione</strong> (componente valida per molti distretti:
|
||
pelle, orticaria, dermatite atopica, tessuti), legata anche a longevità e
|
||
immunità.</li>
|
||
<li><strong>Anti-aging</strong>, con il metabolismo dei folati, dell'omocisteina, della
|
||
metilazione (vitamine del gruppo B, gene MTHFR).</li>
|
||
<li><strong>Detossificazione (detox)</strong>: genetica degli enzimi di fase 1 e fase 2 del
|
||
fegato, che ci ripuliscono da sostanze esterne, metalli pesanti e inquinanti.</li>
|
||
<li><strong>Neurogenomica</strong>: genetica di dopamina, serotonina, BDNF e dei nutrienti
|
||
legati al benessere mentale e nervoso.</li>
|
||
<li><strong>Genetica dei farmaci</strong> (farmacogenomica).</li>
|
||
<li><strong>Genetica del cuore</strong>: predisposizione ad aterosclerosi, ipertensione,
|
||
trombosi.</li>
|
||
<li><strong>Genetica della tiroide</strong>: tiroiditi, infiammazioni, alterazioni della
|
||
funzione e del metabolismo degli ormoni tiroidei.</li>
|
||
<li><strong>Genetica degli estrogeni</strong> (soprattutto per la donna), aromatasi e disfunzioni
|
||
correlate.</li>
|
||
<li><strong>Alterazioni genetiche su pelle e ossa.</strong></li>
|
||
<li><strong>Nutrizione</strong> (elemento trasversale, presente in circa l'80-85% degli
|
||
obiettivi): metabolismo dei macronutrienti, carenze di micronutrienti,
|
||
predisposizioni a intolleranze.</li>
|
||
<li><strong>Sport di precisione</strong>: predisposizione agli infortuni (tendini, legamenti,
|
||
muscoli, articolazioni) e alla performance, particolarmente utile nei giovani.</li>
|
||
</ul>
|
||
<h3>17. Esempi concreti: metabolismo, micronutrienti, intolleranze</h3>
|
||
<p>Il relatore mostra come si legge un modulo genetico, partendo dal <strong>metabolismo
|
||
dei carboidrati</strong>:</p>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>GCK (glucochinasi)</strong>: se si ha la variante sfavorevole aumenta il rischio di
|
||
<strong>iperglicemia</strong>. La glucochinasi catalizza la reazione del glucosio con l'ATP
|
||
formando glucosio-6-fosfato (glucosio "attivato"), che permette la formazione
|
||
del <strong>glicogeno</strong>, la riserva di glucosio in muscoli e fegato. Con la variante
|
||
sfavorevole aumentano il rischio di infiammazione (per glicazione delle
|
||
proteine nel sangue), la fame (per l'alto rilascio di insulina), l'accumulo di
|
||
grasso (il glucosio in eccesso viene convertito in grasso) e, a valle, il
|
||
rischio di <strong>diabete di tipo 2</strong>, dislipidemia e aterosclerosi.</li>
|
||
<li><strong>TCF7L2</strong>: gene molto studiato, legato all'aumento della glicemia post-pasto e
|
||
al fenomeno dell'<strong>insulino-resistenza</strong>.</li>
|
||
<li><strong>PPAR gamma</strong>: gene per certi versi contrapposto a TCF7L2, con effetti più
|
||
protettivi. La combinazione delle varianti fra questi geni può orientare, per
|
||
esempio, la scelta fra una dieta low-carb e una chetogenica spinta in ambito di
|
||
dimagrimento.</li>
|
||
<li><strong>Metabolismo degli amminoacidi ramificati</strong> (valina, leucina, isoleucina):
|
||
una variante che riduce questo metabolismo comporta il rischio di tossicità da
|
||
sovraccarico proteico, per cui conviene ridurre la componente proteica (o
|
||
sostituire gli integratori di ramificati/essenziali), anche laddove in
|
||
condizioni standard si sarebbe aumentata la quota proteica per mettere massa.</li>
|
||
<li><strong>Poligenic risk score</strong> (per dislipidemia e livelli di colesterolo): algoritmi
|
||
statistici di secondo livello che valutano il rischio combinando molte varianti.
|
||
Una singola variante può incidere per il 2-3% su un parametro; combinandone 20,
|
||
30 o 40, il potere predittivo cresce molto. Graficamente si ragiona sulla curva
|
||
gaussiana della popolazione: oltre la seconda deviazione standard si colloca
|
||
circa il 2,5% dei soggetti, e una concatenazione di varianti sfavorevoli sposta
|
||
l'individuo verso la coda ad alto rischio.</li>
|
||
</ul>
|
||
<p>Sul versante dei <strong>micronutrienti</strong>, il relatore spiega perché la genetica dice
|
||
cose che il semplice dosaggio ematico non coglie:</p>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Vitamina D</strong>: anche con livelli ematici nella norma si possono avere sintomi
|
||
da carenza, perché varianti su geni come il <strong>VDR</strong> (recettore della vitamina
|
||
D), o su geni del suo catabolismo o dei sistemi di trasporto, ne riducono
|
||
l'effetto a livello cellulare. In questi casi il livello va alzato pur essendo
|
||
"normale".</li>
|
||
<li><strong>Folato / MTHFR</strong>: in presenza di varianti sfavorevoli su MTHFR occorre
|
||
integrare non con <strong>acido folico</strong> ma con <strong>L-metilfolato</strong> (la forma già
|
||
attiva), altrimenti l'integrazione risulta inefficace. Il folato è legato al
|
||
metabolismo di serotonina e dopamina, alla maturazione dei globuli rossi e alla
|
||
regolazione dell'omocisteina.</li>
|
||
<li><strong>Zinco</strong> (controllo del peso, crescita muscolare) e <strong>selenio</strong> (funzionalità
|
||
tiroidea): una carenza su base genetica può dare sintomi anche con esami "nella
|
||
norma", e va corretta favorendo assorbimento e integrazione mirata.</li>
|
||
<li><strong>Allergie e intolleranze</strong>: oggi si valuta la predisposizione genetica verso
|
||
nichel, lattosio, istamina, solfiti, favismo, celiachia e sensibilità al
|
||
glutine.</li>
|
||
</ul>
|
||
<h3>18. La genetica dello sport: performance e infortuni</h3>
|
||
<p>La genetica dello sport, avverte il relatore, è "selettiva e poco democratica":
|
||
la componente genetica può pesare fino all'<strong>80%</strong> sulla performance fisica. In
|
||
altre parole, se non si è "fatti" per un certo tipo di sport, l'allenamento da
|
||
solo non basta. L'esempio citato è quello di una grande maratona in cui, su una
|
||
quindicina di atleti keniani presenti, ben 12 si classificarono nelle prime 25
|
||
posizioni (circa il 93%), mentre fra oltre mille atleti di un altro Paese uno
|
||
solo entrò nelle prime 25 (una frazione minima).</p>
|
||
<p>A livello sportivo è ormai riconosciuta una <strong>genetica della performance</strong>, sia
|
||
di potenza sia di resistenza, che è una concatenazione di più geni legati alla
|
||
contrazione muscolare, al metabolismo del lattato e al trasporto dell'ossigeno,
|
||
studiati anche su atleti olimpici. Esiste inoltre una <strong>genetica
|
||
dell'infortunio</strong>: individuando il fattore genetico di predisposizione (per
|
||
esempio alla rottura del legamento crociato o a tendiniti) si possono applicare
|
||
strategie protettive, osservative o potenziative. Sul modulo delle lesioni, il
|
||
relatore porta l'esempio di una variante (associata al metabolismo dell'AMP nel
|
||
muscolo) che favorisce un affaticamento precoce e la formazione di crampi e
|
||
lesioni: una volta identificata, può essere compensata con una strategia semplice
|
||
come l'<strong>integrazione di ribosio</strong>, che aiuta a riequilibrare la carenza.</p>
|
||
<p>Chiude ribadendo che il fattore genetico è <strong>uno dei quattro aspetti principali</strong>
|
||
della medicina di precisione e che il biohacker, anche se non esegue direttamente
|
||
i test, deve saper leggere e interpretare i referti, distinguendo un'analisi di
|
||
qualità (per esempio basata sul sequenziamento del milione di varianti) da una di
|
||
basso livello.</p>
|
||
<h2>Protocolli e azioni pratiche</h2>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Interiorizza l'equazione operativa</strong>: Genotipo × Ambiente = Fenotipo. Prima
|
||
di ogni intervento, chiediti su quale leva stai agendo (il genotipo è fisso,
|
||
l'ambiente è la tua area di lavoro).</li>
|
||
<li><strong>Non trattare la genetica come un destino</strong>: usala per capire dove concentrare
|
||
gli sforzi ambientali (dieta, allenamento, integrazione, gestione dello stress).</li>
|
||
<li><strong>Per un'analisi genetica di qualità</strong>, orientati verso array che leggono circa
|
||
un milione di varianti validate, non verso pannelli con poche varianti.</li>
|
||
<li><strong>Preparazione al campionamento salivare</strong>: mantieni la bocca "intonsa" per
|
||
almeno 30 minuti prima del prelievo — niente cibo, bevande, fumo, masticazione
|
||
o rossetto.</li>
|
||
<li><strong>Sfrutta l'archiviazione del dato genetico</strong>: una volta sequenziato e criptato,
|
||
il genoma si può rianalizzare per aree diverse nel tempo, senza ripetere il
|
||
campionamento.</li>
|
||
<li><strong>In presenza di variante sfavorevole su MTHFR</strong>, integra con L-metilfolato, non
|
||
con acido folico.</li>
|
||
<li><strong>In caso di sintomi da carenza con esami ematici "normali"</strong> (es. vitamina D,
|
||
selenio), considera la componente genetica di recettori/trasporto e valuta di
|
||
alzare comunque i livelli.</li>
|
||
<li><strong>Con predisposizione genetica all'iperglicemia (es. GCK)</strong>: riduci i cibi ad
|
||
alto indice glicemico, aumenta le fibre, associa proteine e grassi buoni
|
||
(olio extravergine d'oliva, omega-3), privilegia cibi ricchi di antiossidanti,
|
||
valuta digiuno intermittente e attività fisica aerobica e ad alta intensità.</li>
|
||
<li><strong>Con variante che riduce il metabolismo degli amminoacidi ramificati</strong>: riduci
|
||
la quota proteica e sostituisci gli integratori di ramificati/essenziali.</li>
|
||
<li><strong>Nello sport, valuta la predisposizione prima di puntare su una disciplina</strong>:
|
||
usa i moduli su performance e infortuni per impostare strategie protettive; in
|
||
caso di predisposizione a lesioni muscolari, considera l'integrazione di ribosio.</li>
|
||
<li><strong>Come biohacker, allena la capacità di leggere un referto genetico</strong>:
|
||
distingui un'analisi di alta qualità da una di basso livello prima di basarci
|
||
decisioni.</li>
|
||
</ul>
|
||
<h2>Glossario</h2>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Medicina di precisione</strong>: approccio che caratterizza il singolo individuo e
|
||
costruisce su di lui una strategia mirata, superando lo standard uguale per
|
||
tutti.</li>
|
||
<li><strong>Genotipo</strong>: l'insieme dei geni di una persona, contenuto nel nucleo di tutte
|
||
le cellule; non cambia nel corso della vita.</li>
|
||
<li><strong>Fenotipo</strong>: l'espressione osservabile di un carattere, risultato
|
||
dell'interazione fra genotipo e ambiente.</li>
|
||
<li><strong>Allele</strong>: una delle varianti alternative di un gene in una data posizione.</li>
|
||
<li><strong>Omozigote / Eterozigote</strong>: individuo con due alleli uguali / con due alleli
|
||
diversi per un dato gene.</li>
|
||
<li><strong>Dominante / Recessivo</strong>: carattere che si esprime con un solo allele / che si
|
||
esprime solo in presenza di due alleli uguali.</li>
|
||
<li><strong>Cromosoma</strong>: struttura in cui il DNA si compatta; l'uomo ne ha 22 coppie più
|
||
una coppia sessuale (XX/XY).</li>
|
||
<li><strong>Cariotipo</strong>: l'ordinamento e la rappresentazione dell'intero corredo
|
||
cromosomico.</li>
|
||
<li><strong>Base azotata</strong>: unità informativa del DNA; le basi si appaiano fra i due
|
||
filamenti della doppia elica.</li>
|
||
<li><strong>Gene</strong>: tratto di DNA che porta l'informazione per un prodotto (tipicamente
|
||
una proteina o un enzima).</li>
|
||
<li><strong>Esone / DNA esonico</strong>: porzione codificante del genoma (circa l'1,5%).</li>
|
||
<li><strong>DNA non codificante</strong>: il restante ~98,5%, un tempo detto "DNA spazzatura",
|
||
in realtà fondamentale per la regolazione dell'espressione genica.</li>
|
||
<li><strong>Dogma centrale</strong>: flusso dell'informazione biologica da DNA a RNA a proteine.</li>
|
||
<li><strong>Replicazione / Trascrizione / Traduzione</strong>: raddoppio del DNA / copia in RNA
|
||
messaggero / conversione dell'RNA in sequenza di amminoacidi.</li>
|
||
<li><strong>Ribosoma</strong>: complesso che traduce l'RNA messaggero in proteina, leggendo le
|
||
triplette.</li>
|
||
<li><strong>Tripletta (codone)</strong>: gruppo di tre basi che codifica per un amminoacido.</li>
|
||
<li><strong>Degenerazione del codice</strong>: la proprietà per cui più triplette possono
|
||
codificare lo stesso amminoacido (64 triplette per ~20-21 amminoacidi).</li>
|
||
<li><strong>Mutazione silente</strong>: variazione del DNA che non cambia l'amminoacido finale.</li>
|
||
<li><strong>Mutazione missenso</strong>: variazione che cambia l'amminoacido e può alterare la
|
||
proteina.</li>
|
||
<li><strong>SNP (polimorfismo a singolo nucleotide)</strong>: variazione ereditabile di una
|
||
singola base in una posizione fissa del genoma.</li>
|
||
<li><strong>PCR (reazione a catena della polimerasi)</strong>: tecnica che amplifica una zona
|
||
specifica del DNA rendendola leggibile.</li>
|
||
<li><strong>Esoma</strong>: l'insieme di tutte le regioni codificanti del genoma.</li>
|
||
<li><strong>Array / chip di genotipizzazione</strong>: supporto che legge simultaneamente molte
|
||
varianti (fino a circa un milione).</li>
|
||
<li><strong>Mitocondrio</strong>: organello che produce energia, dotato di DNA proprio a
|
||
trasmissione materna.</li>
|
||
<li><strong>Teoria endosimbiotica</strong>: ipotesi per cui il mitocondrio deriva da un batterio
|
||
inglobato dalla cellula eucariotica.</li>
|
||
<li><strong>Microbiota / Microbioma</strong>: l'insieme dei microrganismi che vivono in simbiosi
|
||
con noi / il loro patrimonio genetico.</li>
|
||
<li><strong>Olobionte / Superorganismo</strong>: l'unità formata dall'organismo umano insieme al
|
||
suo microbioma.</li>
|
||
<li><strong>Epigenetica / Epigenoma</strong>: la regolazione dell'espressione genica in risposta
|
||
all'ambiente, senza modifica della sequenza del DNA.</li>
|
||
<li><strong>Poligenic risk score</strong>: punteggio statistico che combina molte varianti per
|
||
stimare un rischio individuale.</li>
|
||
<li><strong>Acondroplasia</strong>: malattia autosomica dominante (gene FGFR3) dovuta alla
|
||
sostituzione di un singolo amminoacido.</li>
|
||
<li><strong>MTHFR</strong>: gene chiave nel metabolismo dei folati; alcune varianti richiedono
|
||
integrazione con L-metilfolato.</li>
|
||
<li><strong>VDR</strong>: gene del recettore della vitamina D.</li>
|
||
</ul>
|
||
<h2>Domande di autoverifica</h2>
|
||
<ol>
|
||
<li>Perché il relatore afferma che non esiste un determinismo genetico, e quali
|
||
conseguenze ha questa affermazione per il lavoro del biohacker?</li>
|
||
<li>Spiega con parole tue l'equazione "Genotipo × Ambiente = Fenotipo" e fai un
|
||
esempio applicativo diverso da quelli della lezione.</li>
|
||
<li>Che differenza c'è fra caratteri qualitativi e quantitativi, e perché questi
|
||
ultimi sono più difficili da studiare?</li>
|
||
<li>Descrivi il dogma centrale della biologia molecolare, distinguendo
|
||
replicazione, trascrizione e traduzione.</li>
|
||
<li>Che cos'è un SNP? Spiega la differenza fra una mutazione silente e una
|
||
mutazione che cambia l'amminoacido, richiamando la degenerazione del codice.</li>
|
||
<li>Perché il DNA mitocondriale si trasmette solo per via materna, e perché è
|
||
rilevante?</li>
|
||
<li>Quali sono i tre livelli di medicina (tradizionale, stratificata, di
|
||
precisione) e in che modo si differenziano nell'efficacia attesa?</li>
|
||
<li>Cosa si intende per "olobionte" e perché oggi non si parla più di solo genoma
|
||
ma di genoma più microbioma?</li>
|
||
<li>Se una persona ha livelli ematici di vitamina D nella norma ma sintomi da
|
||
carenza, come può la genetica spiegare la contraddizione?</li>
|
||
<li>In che senso la genetica dello sport è "poco democratica", e come si usano i
|
||
moduli su performance e infortuni in un'ottica di precisione?</li>
|
||
</ol>
|
||
<h2>Da approfondire</h2>
|
||
<ul>
|
||
<li><strong>Le tre leggi di Mendel</strong>: il relatore le indica esplicitamente come
|
||
approfondimento consigliato e non banale.</li>
|
||
<li><strong>Watson, Crick e Rosalind Franklin</strong> (1953): la scoperta della doppia elica e
|
||
il ruolo misconosciuto di Franklin.</li>
|
||
<li><strong>Frederick Sanger</strong> e il metodo di sequenziamento; <strong>Kary Mullis</strong> e
|
||
l'invenzione della PCR (Nobel 1993).</li>
|
||
<li><strong>Human Genome Project</strong>, Craig Venter (Celera Genomics) e Francis Collins;
|
||
progetti successivi come <strong>1000 Genomes</strong> e il completamento della sequenza del
|
||
genoma umano (2021-2022).</li>
|
||
<li><strong>Studio dell'Arkansas (2017)</strong> sull'efficacia degli approcci di precisione
|
||
(riduzione della mortalità e risparmio economico): reperire il riferimento
|
||
originale.</li>
|
||
<li><strong>Teoria endosimbiotica</strong> dell'origine dei mitocondri.</li>
|
||
<li><strong>Global Screening Array</strong> (versione R24 / v2) come esempio di array a ~1
|
||
milione di varianti.</li>
|
||
<li><strong>Poligenic risk score</strong>: metodologia statistica per la stima del rischio da
|
||
varianti multiple.</li>
|
||
<li><strong>Geni citati</strong> da esplorare singolarmente: GCK (glucochinasi), TCF7L2, PPAR
|
||
gamma, FGFR3 (acondroplasia), MTHFR, VDR; il gene del metabolismo degli
|
||
amminoacidi ramificati (valina/leucina/isoleucina) e quello legato alle lesioni
|
||
muscolari/metabolismo dell'AMP.</li>
|
||
<li><strong>Micronutrienti su base genetica</strong>: vitamina D, folato, zinco, selenio.</li>
|
||
<li><strong>Integrazione con ribosio</strong> per la compensazione di carenze legate al
|
||
metabolismo energetico muscolare.</li>
|
||
<li><strong>Digiuno intermittente</strong>: il relatore rimanda esplicitamente ad altri relatori
|
||
del corso specializzati sul tema.</li>
|
||
</ul>
|