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Co-Authored-By: Claude Fable 5 <noreply@anthropic.com>
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<h2>In sintesi</h2>
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<p>Il deck, dal titolo <em>"Microbiota, sport e stile di vita — Strumenti innovativi per migliorare la performance e promuovere il benessere"</em> di Matteo Cerboneschi (PhD, CEO di NEXT Genomics), parte da una premessa di <strong>medicina di precisione</strong>: ogni individuo va caratterizzato non solo per il proprio genoma, ma per l'integrazione di genotipo, fenotipo, epigenoma e microbioma. Fra i tre livelli di caratteri che ci definiscono — genetici, epigenetici e metagenomici — l'ultimo è quello <strong>reversibile nell'arco di mesi</strong>, e quindi il più interessante come leva di biohacking. La lezione introduce la <strong>metagenomica</strong> come analisi diretta del DNA totale estratto da un campione, illustra la tecnica di sequenziamento del gene <strong>16S rRNA</strong> che permette di censire anche i batteri non coltivabili, e mostra come si passa dai <em>reads</em> alla classificazione tassonomica (phylum → classe → ordine → famiglia → genere → specie) e al profilo funzionale. Da qui il focus si sposta sul <strong>microbiota intestinale</strong>: la sua composizione lungo il tratto gastroenterico, i fattori che lo modellano (dieta, farmaci, sport, età, modalità del parto), il legame con l'<strong>asse intestino-cervello</strong> e con gli <strong>psicobiotici</strong>, e soprattutto il ruolo dell'<strong>infiammazione di basso grado</strong> — mediata dalla <strong>disbiosi</strong>, dal <em>leaky gut</em> e dalle endotossine batteriche (<strong>LPS</strong>) — nella genesi di insulino-resistenza, obesità e disturbi dell'umore. La parte applicativa ("Microbiota per Biohacker") traduce la teoria in domande operative — perdere peso, ridurre il gonfiore, migliorare la performance, gestire lo stress — con esempi di referto reale e una rassegna finale degli strumenti di modulazione: <strong>probiotici, prebiotici, simbiotici, psicobiotici e postbiotici</strong>.</p>
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<h2>Concetti chiave</h2>
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<li><strong>Medicina di precisione</strong>: studio delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche (ambiente, stile di vita, ecc.) di ogni singolo individuo, con lo scopo di integrare tali informazioni per diagnosticare e curare in modo più efficiente (definizione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, FRRB).</li>
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<li><strong>Genoma, epigenoma, microbioma</strong>: i tre strati "interni" dell'individuo, avvolti dal fenotipo che risente di stile di vita, attività fisica, alimentazione, inquinanti, stressor sociali e salute mentale.</li>
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<li><strong>Tre classi di caratteri</strong>: <strong>genetici</strong> (ereditabili, irreversibili, es. SNP), <strong>epigenetici</strong> (ereditabili via metilazione, reversibili in minuti/secondi), <strong>metagenomici</strong> (non necessariamente ereditabili, reversibili in mesi). Le due dimensioni di lettura sono <strong>ereditabilità</strong> e <strong>reversibilità</strong>.</li>
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<li><strong>Metagenomica</strong>: analisi diretta del DNA totale estratto da un campione ambientale, con lo scopo non solo di definire i genomi di tutti gli abitanti microbici di quell'ambiente, ma anche le loro <strong>funzioni potenziali</strong>.</li>
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<li><strong>16S rRNA</strong>: gene ribosomiale usato come "codice a barre" tassonomico dei batteri; amplificato via PCR e sequenziato permette di identificare le popolazioni presenti, anche quelle <strong>non coltivabili</strong>.</li>
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<li><strong>Microbiota</strong>: l'insieme di tutti i microrganismi che vivono stabilmente in simbiosi con noi. Le loro cellule sono molto più numerose (fino a ~10×) di quelle umane.</li>
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<li><strong>Disbiosi</strong>: alterazione qualitativa e quantitativa del microbiota, con perdita di diversità, che innesca permeabilità intestinale e infiammazione.</li>
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<li><strong>LPS (lipopolisaccaridi)</strong>: rivestono la parete dei batteri Gram-negativi e agiscono come <strong>endotossine</strong>; superando la barriera intestinale compromessa (<em>leaky gut</em>) causano endotossiemia metabolica e infiammazione sistemica di basso grado.</li>
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<li><strong>SCFA (acidi grassi a catena corta)</strong>: metaboliti della fermentazione delle fibre da parte dei batteri del colon (acetato, propionato, butirrato in testa); mantengono l'integrità della barriera, stimolano il muco e proteggono dall'infiammazione.</li>
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<li><strong>Asse intestino-cervello</strong>: comunicazione diretta (nervo vago) e indiretta (ormoni, neurotrasmettitori, sistema immunitario) tra microbiota e sistema nervoso centrale.</li>
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<li><strong>Enterotipi</strong>: profili di microbiota associati al pattern alimentare prevalente (proteine/grassi animali vs carboidrati/fibre).</li>
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<li><strong>Biotica (i "biotici")</strong>: probiotici, prebiotici, simbiotici, psicobiotici e postbiotici come strumenti di modulazione del microbiota.</li>
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</ul>
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<h2>Sviluppo</h2>
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<h3>1. Medicina di precisione: prendere le misure dell'individuo</h3>
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<p>Il filo narrativo si apre con la citazione di Carl Gustav Jung, <em>"Tutto comincia con l'individuo"</em>, e con la definizione FRRB di medicina di precisione: non un protocollo uguale per tutti, ma lo studio integrato delle caratteristiche <strong>genotipiche e fenotipiche</strong> di ogni persona (ambiente e stile di vita compresi), così da conferire tratti unici a patologie complesse e renderle più diagnosticabili e curabili. Lo schema circolare della <em>Personal NEXT Precision Medicine</em> è centrale: al cuore l'individuo, avvolto da <strong>microbioma, genoma ed epigenoma</strong>; attorno, come determinanti del <strong>fenotipo</strong>, sei settori — stressor sociali, stile di vita, attività fisica, alimentazione, inquinanti e salute mentale. La metafora del sarto ("prendi le misure del tuo cliente… con i giusti strumenti") introduce l'idea di misurazione personalizzata.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-01-precision-medicine.png" alt="Schema circolare della medicina di precisione">
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<figcaption>Il modello Personal NEXT Precision Medicine: al centro l'individuo con i suoi tre strati interni (microbioma, genoma, epigenoma); nella corona esterna i sei determinanti del fenotipo — stressor sociali, stile di vita, attività fisica, alimentazione, inquinanti e salute mentale.</figcaption>
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</figure><p>La slide dei <strong>tre livelli di caratteri</strong> è la chiave concettuale della lezione. I <strong>caratteri genetici</strong> sono ereditabili e irreversibili (gli SNP, le varianti puntiformi del DNA). I <strong>caratteri epigenetici</strong> sono ereditabili tramite metilazione ma reversibili in tempi rapidissimi (minuti/secondi). I <strong>caratteri metagenomici</strong> — cioè il microbiota — non sono necessariamente ereditabili e sono reversibili nell'arco di <strong>mesi</strong>: è proprio questa plasticità a renderli il bersaglio ideale del biohacking. Le due strumentazioni Illumina citate segnano la differenza tecnologica: l'<strong>iScan</strong> per la genetica (genotipizzazione), il <strong>MiSeq</strong> per la metagenomica (sequenziamento).</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-02-caratteri-ereditabilita-reversibilita.png" alt="Tabella dei tre livelli di caratteri per ereditabilità e reversibilità">
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<figcaption>I tre livelli di caratteri a confronto: genetici (ereditabili e irreversibili, es. SNP), epigenetici (ereditabili via metilazione, reversibili in minuti/secondi) e metagenomici (non necessariamente ereditabili, reversibili in mesi). Le due dimensioni di lettura sono ereditabilità e reversibilità.</figcaption>
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</figure><h3>2. Metagenomica: origini, tecnica e lettura del dato</h3>
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<p>La definizione adottata è quella del Prof. Marcello Pagliai (Accademia dei Georgofili di Firenze): <em>l'analisi diretta del DNA totale estratto da un campione ambientale</em>, con lo scopo di definire i genomi di tutti gli abitanti microbici e le loro funzioni potenziali. Lo schema dei quattro ambienti (Spazio, Suolo, Acqua, Tessuti) mostra che il campione — qualunque sia la sua origine — confluisce nello stesso <em>workflow</em>: estrazione del DNA in piastra, preparazione, sequenziamento, analisi bioinformatica.</p>
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<p>Il <strong>"come funziona"</strong> è illustrato con gli ingredienti della <strong>PCR</strong> (campione di DNA, <em>primers</em>, nucleotidi, Taq polimerasi, <em>mix buffer</em>, provetta, termociclatore) accanto alla cellula batterica che evidenzia i <strong>ribosomi</strong> e il gene <strong>16S rRNA</strong>.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-03-pcr-16s-rrna.png" alt="Ingredienti della PCR e cellula batterica con il gene 16S rRNA">
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<figcaption>Gli "ingredienti" della PCR (campione di DNA, primers, nucleotidi, Taq polimerasi, mix buffer, provetta e termociclatore) e la cellula batterica in cui si trova, nei ribosomi, il gene 16S rRNA usato come marcatore tassonomico.</figcaption>
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</figure><p>Il flusso per calcolare le popolazioni batteriche è: estrazione del DNA dai genomi dei microrganismi del campione → <strong>amplificazione PCR del gene 16S rRNA</strong> → sequenziamento → <strong>allineamento e assegnazione tassonomica</strong> confrontando i <em>reads</em> con genomi noti (restano quote di <em>unknown genome</em>).</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-04-workflow-popolazioni-batteriche.png" alt="Flusso di calcolo delle popolazioni batteriche dal DNA all'assegnazione tassonomica">
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<figcaption>Il flusso operativo: dai genomi dei microrganismi del campione si estrae il DNA, si amplifica per PCR il gene 16S rRNA, si sequenzia e infine si allineano i reads a genomi noti per l'assegnazione tassonomica (una quota resta "unknown genome").</figcaption>
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</figure><p>Il cladogramma circolare mostra come l'identificazione scenda lungo i ranghi <strong>Phylum → Class → Order → Family → Genus</strong>, con l'abbondanza relativa (1–20%) codificata dall'intensità del colore; tra i phyla mostrati compaiono Bacteroidetes, Firmicutes, Tenericutes, Thermotogae, Synergistetes. Lo strumento di confronto delle sequenze citato è <strong>BLAST</strong> (NCBI).</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-05-cladogramma-tassonomico.png" alt="Cladogramma circolare tassonomico con abbondanza relativa">
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<figcaption>Cladogramma circolare che scompone la comunità lungo i ranghi tassonomici (Phylum → Classe → Ordine → Famiglia → Genere); l'intensità di colore codifica l'abbondanza relativa (1–20%). Tra i phyla in legenda: Bacteroidetes, Firmicutes, Tenericutes, Thermotogae, Synergistetes.</figcaption>
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</figure><p>La sintesi del microbiota intestinale distingue due binari di analisi: il <strong>taxonomic profiling</strong> (albero tassonomico e istogrammi di abbondanza per taxon) e il <strong>gene & function profiling</strong> (assemblaggio delle sequenze, predizione dei geni tra <em>start codon</em> ATG e <em>stop codon</em>, catalogo genico interrogato contro database funzionali come <strong>KEGG, SEED, COG</strong>). Un istogramma a barre impilate esemplifica lo studio delle <strong>variazioni quali-quantitative</strong> delle popolazioni in un microcosmo nel tempo (mesi diversi), con phyla come Verrucomicrobia, Proteobacteria, Cyanobacteria, Chloroflexi, Bacteroidetes, Actinobacteria.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-06-taxonomic-function-profiling.png" alt="Schema del taxonomic profiling e del gene and function profiling">
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<figcaption>I due binari dell'analisi metagenomica: il taxonomic profiling (albero tassonomico e istogrammi di abbondanza per taxon) e il gene & function profiling (assemblaggio delle sequenze, predizione dei geni fra start codon ATG e stop codon, catalogo genico interrogato contro database funzionali come KEGG, SEED e COG).</figcaption>
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</figure><p>Alla domanda <em>"Solo batteri intestinali?"</em> la mappa corporea tratta da <em>Science</em> (2014) risponde di no: ogni distretto cutaneo (oleoso, umido, secco) ha una firma di <strong>regni</strong> (batteri, eucarioti, virus) e generi propri — Propionibacterium, Corynebacterium, Staphylococcus tra i batteri, Malassezia tra i funghi.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-07-microbioma-cutaneo.png" alt="Mappa corporea del microbioma cutaneo per distretto">
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<figcaption>Topografia del microbioma cutaneo (Science, 2014): per ogni distretto corporeo — oleoso, umido o secco — la composizione di regni (batteri, eucarioti, virus) e generi (Propionibacterium, Corynebacterium, Staphylococcus, Malassezia) cambia in modo caratteristico.</figcaption>
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</figure> La slide sul **micobioma** completa il quadro: generi fungini come Candida, Aspergillus, Fusarium, Cryptococcus colonizzano cavità orale, polmoni, tratto gastrointestinale e pelle; quando l'equilibrio si perturba, la Candida può proliferare (candidosi, mughetto) e alterazioni del micobioma commensale intestinale sono state implicate nell'esacerbazione di disturbi come il morbo di Crohn.<h3>3. I batteri: una storia molto antica</h3>
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<p>L'inquadramento evolutivo passa dall'<strong>albero della vita a tre domini</strong> (Bacteria, Archaea, Eukaryota) e dal confronto tra cellula animale, vegetale e batterica. La cellula batterica viene anatomizzata: membrana plasmatica, parete cellulare, DNA nucleoide, ribosomi, <strong>plasmide</strong>, pili, flagello, citoplasma; la scala dimensionale colloca i batteri tra il micrometro e la decina di micrometri, al confine tra microscopia ottica ed elettronica.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-08-cellula-batterica.png" alt="Anatomia della cellula batterica e scala dimensionale">
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<figcaption>Anatomia della cellula batterica (membrana plasmatica, parete, DNA nucleoide, ribosomi, plasmide, pili, flagello, citoplasma) e scala dimensionale delle cellule e dei loro componenti: i batteri si collocano tra ~1 e 10 µm, al confine tra microscopia ottica ed elettronica.</figcaption>
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</figure> I batteri sono presentati come gli organismi più antichi conosciuti (**~3,5 miliardi di anni fa**), diffusisi ovunque grazie alla semplicità organizzativa e alla mancanza di competizione con gli eucarioti, ma anche **estremamente specializzati** (adattati a un ambiente specifico non sopravvivono in condizioni diverse). Gli **Archea** esemplificano la vita in condizioni estreme: la zona geotermica di **Dallol**, nella depressione della **Danakil** (Etiopia), con ~100 °C, acidità estrema e altissime concentrazioni di sali e metalli pesanti.<p>Due slide spiegano perché sia "impossibile competere" con i batteri sul piano genetico. La <strong>coniugazione batterica</strong> (plasmide F, pilo, trasferimento di DNA dal donatore al ricevente) illustra il <strong>trasferimento genico orizzontale</strong>: le innovazioni genetiche derivano sia da mutazioni casuali sia dallo scambio di geni vantaggiosi che entrano stabilmente nel genoma.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-09-coniugazione-batterica.png" alt="Schema della coniugazione batterica in quattro fasi">
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<figcaption>La coniugazione batterica in quattro fasi: la cellula donatrice estende un pilo verso la ricevente, il plasmide F viene copiato (relaxasoma/transferasoma e DNA polimerasi) e trasferito, finché anche la ricevente diventa donatrice. È il meccanismo di trasferimento genico orizzontale con cui i batteri scambiano geni vantaggiosi.</figcaption>
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</figure><p>Il rovescio della medaglia è l'<strong>antibiotico-resistenza</strong>: i geni di resistenza (res A, B, C) veicolati su plasmidi rendono i microrganismi <strong>multi-resistenti</strong>, oggi tra le principali cause di morte in ambito ospedaliero.</p>
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<h3>4. Apparato gastroenterico: studiare l'ambiente</h3>
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<p>Prima di parlare di chi lo abita, la lezione descrive l'"habitat". Il tratto digerente viene mappato con i suoi <strong>gradienti di pH</strong>: masticazione e deglutizione a <strong>pH 6–7</strong>, stomaco (digestione meccanica e chimica) a <strong>pH 1–3</strong>, intestino tenue (digestione chimica e assorbimento) a <strong>pH 3–6</strong>, intestino crasso (assorbimento e formazione delle feci) a <strong>pH 6–8</strong>. La <strong>demolizione</strong> dei macronutrienti è schematizzata per idrolisi successive: proteine → peptoni → peptidi → <strong>aminoacidi</strong>; polisaccaridi → disaccaridi → <strong>monosaccaridi</strong>; grassi → emulsione (bile) → <strong>acidi grassi, monogliceridi, glicerolo</strong>. L'<strong>assorbimento</strong> avviene sulla superficie amplificata di villi e microvilli, con i nutrienti convogliati tramite la <strong>vena porta epatica</strong> al fegato.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-10-apparato-gastroenterico-ph.png" alt="Apparato gastroenterico con i gradienti di pH">
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<figcaption>L'apparato gastroenterico e i suoi gradienti di pH: masticazione e deglutizione a pH 6–7, digestione gastrica a pH 1–3, digestione e assorbimento nel tenue a pH 3–6, assorbimento e formazione delle feci nel crasso a pH 6–8.</figcaption>
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</figure><h3>5. Il microbiota intestinale: la pratica</h3>
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<p>L'analisi del microbiota è presentata come <em>"un esame molto semplice"</em>: raccolta di un campione di <strong>feci</strong>, analisi di <strong>tutti</strong> i batteri presenti (anche i non coltivabili, grazie al sequenziamento), valutazione di un eventuale stato di <strong>disbiosi/infiammazione</strong> e, sulla base del referto, applicazione di terapia <strong>probiotica, prebiotica o micoterapica</strong>. La procedura di autocampionamento domiciliare è dettagliata: tampone cotonato strofinato <strong>solo su feci solide</strong> (evitando contaminazione con le urine), inserimento nella provetta con liquido di conservazione, rottura del tampone al segno rosso, applicazione del codice a barre, conservazione a 4 °C se la spedizione supera le quattro settimane.</p>
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<h3>6. Il microbiota intestinale: la teoria</h3>
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<p>Ripresa la definizione (l'insieme dei microrganismi in simbiosi stabile con noi) e il dato di scala (cellule microbiche fino a ~10× più numerose delle umane), la lezione distingue <strong>flora "buona" e "cattiva"</strong>: tra i benefici <strong>Bifidobacteria</strong> (regolano gli altri batteri, modulano l'immunità, producono vitamine), i <strong>Lactobacilli</strong> (vitamine, difese, protezione da agenti cancerogeni) ed <strong>Escherichia coli</strong> (produzione di vitamina K2, ma alcuni ceppi patogeni); tra i problematici <strong>Campylobacter</strong>, <strong>Enterococcus faecalis</strong> (infezioni post-chirurgiche) e <strong>Clostridium difficile</strong> (particolarmente nocivo dopo cicli di antibiotici).</p>
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<p>Il microbiota <strong>non è uniforme lungo il tratto</strong>: nello stomaco 10¹–10³ CFU/ml (Lactobacillus, Streptococcus, Staphylococcus, Enterobacteriaceae), nel duodeno valori simili, in digiuno e ileo 10⁴–10⁷ CFU/ml (compaiono Bifidobacterium e Bacteroides), nel <strong>colon 10¹⁰–10¹¹ CFU/ml</strong> (Bacteroides, Eubacterium, Clostridium, Peptostreptococcus, Bifidobacterium, Fusobacterium, Lactobacillus). Il gradiente segue la caduta della <strong>pressione parziale di ossigeno</strong> (pO₂ da ~77 a <33 mmHg) e la risalita del pH: l'ambiente diventa progressivamente anaerobio e densamente popolato.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-11-microbiota-tratto-cfu.png" alt="Composizione del microbiota lungo il tratto gastrointestinale">
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<figcaption>Il microbiota non è uniforme lungo il tratto: dallo stomaco (10¹–10³ CFU/ml, pO₂ ~77 mmHg) al colon (10¹⁰–10¹¹ CFU/ml, pO₂ <33 mmHg) crescono carica batterica e anaerobiosi, con specie dominanti diverse in ciascun distretto.</figcaption>
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</figure><p><strong>Quali elementi modificano il microbiota:</strong></p>
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<li><strong>Dieta ed enterotipi</strong> (Arumugam et al., MetaHIT, <em>Nature</em> 2011): <strong>Enterotipo 1</strong> — dieta ricca di proteine e grassi animali, metabolismo <em>putrefattivo</em>; <strong>Enterotipo 2</strong> — dieta ricca di carboidrati e fibre, metabolismo <em>fermentativo</em>; <strong>Enterotipo 3</strong> — profilo poco stabile, ricco di carboidrati e fibre.</li>
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<li><strong>Dieta restrittiva</strong> (Seganfredo et al., <em>Obes. Rev.</em> 2017): diminuiscono batteri benefici come <em>Lactobacillus</em> spp. e <em>Bifidobacterium</em> spp., aumentano batteri proinfiammatori come i Proteobacteria.</li>
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<li><strong>Farmaci</strong> (Imhann et al., <em>Gut Microbes</em> 2017): antibiotici e <strong>inibitori di pompa protonica</strong> (anti-acidi gastrici) alterano la composizione.</li>
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<li><strong>Stile di vita e sport</strong> (Clarke et al. 2014): l'attività fisica <strong>aumenta la diversità batterica</strong> e batteri benefici come <em>Akkermansia</em> spp.</li>
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<li><strong>Gravidanza, parto e allattamento</strong>: in gravidanza aumentano Proteobacteria e Actinobacteria; il <strong>parto cesareo o naturale</strong> condiziona il microbiota dei primi 3 mesi; il <strong>latte materno</strong> lo modula, mentre il latte artificiale (privo di IgA) favorisce i batteri patogeni.</li>
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<li><strong>Età</strong>: gli anziani tendono ad avere una <strong>ridotta abbondanza di Bifidobatteri</strong>.</li>
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<p>L'<strong>asse intestino-cervello</strong> entra qui: la carenza di Bifidobatteri abbassa triptofano e <strong>serotonina</strong>, la carenza di Lattobacilli può alzare la <strong>chinurenina</strong>; da qui gli <strong>psicobiotici</strong>. Questi ultimi sono una classe di probiotici capaci di produrre composti bioattivi — neurotrasmettitori come <strong>GABA, serotonina, catecolamine, acetilcolina</strong> — che, secreti nell'intestino, attivano cellule dell'epitelio che a loro volta rilasciano molecole capaci di influenzare il cervello e il comportamento. Agiscono inoltre sull'<strong>asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA)</strong>, che nello stress cronico si disregola alterando la produzione ritmica di cortisolo, e per via <strong>anti-infiammatoria</strong>, riducendo l'infiammazione di origine intestinale che alimenta depressione e disturbi cognitivi. Il <em>"re degli psicobiotici"</em> è il <strong>Lactobacillus rhamnosus</strong>; è citato anche il <strong>Lactobacillus casei</strong> ceppo <strong>Shirota</strong> (in bevande fermentate come il kefir), che in uno studio su studenti di medicina stressati ha impedito l'aumento del cortisolo e alzato la serotonina.</p>
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<p><strong>A cosa serve il microbiota</strong>, in sintesi: protegge dai microrganismi <strong>patogeni</strong>; previene allergie e intolleranze, migliora la sensibilità al glutine e i sintomi allergici; aiuta la <strong>digestione</strong>, produce <strong>vitamine</strong> e concorre a regolare il <strong>peso</strong>; migliora l'<strong>umore</strong> e aiuta a gestire lo <strong>stress</strong>.</p>
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<h3>7. Infiammazione intestinale: "l'inizio della fine"</h3>
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<p>La sezione lega disbiosi e infiammazione. La modificazione del tessuto è resa dal confronto tra mucosa sana (villi integri) e mucosa danneggiata (celiachia). Due schemi mostrano la <strong>disbiosi</strong>:</p>
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<li><strong>Paziente obeso</strong> (Cell Metabolism 2016): riduzione della diversità batterica, sbilanciamento <strong>Firmicutes > Bacteroidetes</strong>, calo delle sIgA, passaggio di <strong>LPS</strong> attraverso l'epitelio, aumento della permeabilità e attivazione di segnalazioni infiammatorie (TLR4, NOD1, NLRP3; IL-1β, IL-6, IL-12, IL-18, IL-23). Gli <strong>effetti</strong>: riduzione della barriera di mucina, sintesi di citochine infiammatorie (IL-6), aumento della permeabilità intestinale, <strong>infiammazione sistemica di basso grado</strong> e <strong>impossibilità a perdere peso</strong>.</li>
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<li><strong>Paziente infiammato / IBD</strong> (Int. J. Mol. Sci. 2020): dall'omeostasi (equilibrio Treg/Th17, barriera di muco intatta) si passa alla disbiosi con <em>pathobionts</em>, tossine, citochine proinfiammatorie e reclutamento immunitario.</li>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-12-disbiosi-obeso.png" alt="Confronto tra intestino sano e disbiosi nel paziente obeso">
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<figcaption>Dall'intestino magro ("lean", alta diversità e segnalazione fisiologica) alla disbiosi del paziente obeso: calo della biodiversità, sbilanciamento Firmicutes > Bacteroidetes, passaggio di LPS attraverso l'epitelio, aumento della permeabilità e attivazione delle vie infiammatorie (TLR4, NOD1, NLRP3; IL-1β, IL-6, IL-12, IL-18, IL-23), fino all'infiammazione sistemica di basso grado e all'impossibilità a perdere peso.</figcaption>
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</figure><p>Il meccanismo molecolare è affidato agli <strong>LPS</strong>: i lipopolisaccaridi rivestono la membrana esterna dei Gram-negativi (con l'O-polisaccaride, il core e il <strong>lipide A</strong>) e sono vere e proprie <strong>endotossine</strong>.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-13-lps-struttura.png" alt="Struttura dei lipopolisaccaridi nella membrana esterna dei Gram-negativi">
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<figcaption>Architettura della parete dei Gram-negativi: gli LPS della membrana esterna sono formati da O-polisaccaride, core e lipide A (la porzione tossica), affiancati da porine, lipoproteine e peptidoglicano. Grandi molecole che in condizioni normali non attraversano l'epitelio, ma penetrano in circolo quando la barriera è compromessa.</figcaption>
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</figure> Sono molecole grandi che in condizioni normali non attraversano l'epitelio; ma quando l'intestino diventa **permeabile** (*leaky gut*, con le *tight junctions* "sbloccate" da AEA, LPS e citochine), penetrano nel sangue, dove attivano recettori (**TLR**) che allertano il sistema immunitario. Ne segue il rilascio di citochine infiammatorie e un'**endotossiemia metabolica** con ricadute su fegato (insulino-resistenza, steatosi, produzione di glucosio), muscolo e **tessuto adiposo** (macrofagi che invadono gli adipociti, alterata adipogenesi, ridotta termogenesi).<h3>8. Microbiota per Biohacker: istruzioni per l'uso</h3>
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<p>La parte applicativa è organizzata per domande.</p>
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<p><strong>Può aiutare a perdere peso?</strong> La slide <em>"Disbiosi e Sovrappeso"</em> chiude il cerchio con la sezione precedente: gli LPS rilasciati dai Gram-negativi (Bacteroidetes), penetrando grazie al <em>leaky gut</em>, inducono infiammazione di basso grado sistemica, fattore predisponente per insulino-resistenza e obesità; i batteri intestinali regolano il tessuto adiposo anche tramite una famiglia di <strong>microRNA</strong> (Virtue et al., <em>Science Translational Medicine</em>). Il confronto <strong>obeso vs magro</strong> mostra nel primo bassa varietà di specie, <strong>bassa produzione di SCFA</strong> e uso lento delle macromolecole; l'<strong>esercizio</strong> sposta il profilo verso quello del soggetto magro.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-14-esercizio-obeso-magro.png" alt="Confronto del microbiota tra soggetto obeso e magro con l'esercizio">
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<figcaption>Il gut microbiome tra persona obesa e magra: il primo ha bassa varietà di specie, bassa produzione di SCFA e uso lento delle macromolecole; l'esercizio fisico (insieme a dieta, farmaci, inquinanti e genetica) sposta il profilo verso quello del soggetto magro, ad alta diversità e ricca produzione di SCFA.</figcaption>
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</figure><p>Gli <strong>SCFA (acidi grassi a catena corta)</strong> meritano una slide dedicata: acido acetico, propionico, isobutirrico, butirrico, isovalerico, valerico, caproico, lattico e succinico. Sono prodotti soprattutto durante la <strong>fermentazione delle fibre</strong> (amido resistente, pectina) da parte dei batteri del colon; assorbiti nell'intestino e veicolati al fegato tramite la vena porta (sono idrosolubili). Acetato, propionato e <strong>butirrato</strong> sono i più abbondanti: mantengono l'integrità della barriera intestinale, influenzano la produzione di muco e proteggono dall'infiammazione.</p>
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<p><strong>Può ridurre la pancia gonfia?</strong> L'esempio clinico di <strong>Filippo (30 anni)</strong> mostra un referto reale con gonfiore addominale: a livello di phyla i <strong>Proteobacteria</strong> sono troppo alti e, tra le specie, la <strong>Prevotella copri</strong> copre una quota abnorme (~33%), associata a <em>"infiammazione ed autoimmunità"</em>. La slide ricorda che in un soggetto sano i phyla dominanti sono <strong>Bacteroidetes e Firmicutes in equilibrio</strong>, mentre Fusobacteria e Proteobacteria devono restare in quantità limitata. Nella tabella delle "prime sette specie" figurano batteri benefici (<em>Bacteroides xylanisolvens</em>, <em>B. plebeius</em>, <em>Faecalibacterium prausnitzii</em>, <em>Butyrivibrio proteoclasticus</em>) e altri associati a infiammazione intestinale (<em>Bacteroides vulgatus</em>).</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-15-referto-filippo.png" alt="Referto reale del microbiota del caso Filippo, 30 anni">
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<figcaption>Il caso clinico di Filippo (30 anni) con gonfiore addominale: a livello di phyla i Proteobacteria sono troppo alti rispetto al soggetto sano; nella tabella delle prime sette specie la Prevotella copri copre una quota abnorme (~33%), associata a infiammazione e autoimmunità, mentre le altre includono specie benefiche e proinfiammatorie.</figcaption>
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</figure><p><strong>Può migliorare la performance?</strong> La rassegna <em>"Probiotici e sport"</em> è onesta sui limiti dell'evidenza:</p>
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<li><em>Lactobacillus plantarum</em> TWK10 in runner (8+8): <strong>nessun effetto sul VO₂max</strong>, ma aumento del tempo prima dell'affaticamento (Huang et al. 2018).</li>
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<li><em>L. rhamnosus</em> IMC 501 + <em>L. paracasei</em> IMC 502 in ciclisti (12+12): nessun incremento di performance, ma migliore bilancio ossidativo (dROM più basso, BAP più alto dopo l'esercizio) (Martarelli et al. 2011).</li>
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<li>Miscela (<em>L. acidophilus</em>, <em>L. delbrueckii bulgaricus</em>, <em>Bifidobacterium bifidum</em>, <em>Streptococcus salivarius thermophilus</em>) in nuotatrici (23+23): <strong>incremento del VO₂max</strong>, ma nessun miglioramento del tempo sui 400 m (Salarkia et al. 2013).</li>
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</ul>
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<p>Uno schema riassuntivo lega <strong>attività moderata + dieta sana</strong> a più biodiversità, più SCFA, meno LPS, meno NF-κB e più mTOR → sintesi proteica, biogenesi mitocondriale, forza muscolare e VO₂max; l'opposto (allenamento carente/eccessivo + dieta scorretta) porta a disbiosi, LPS elevati, NF-κB e FOXO alti, atrofia e calo di performance.</p>
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<img src="/campus/assets/slide/slide-microbiota-metagenomica/fig-16-esercizio-performance-schema.png" alt="Schema del legame tra microbiota, esercizio e performance muscolare">
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<figcaption>Le due traiettorie a confronto: (A) attività moderata e dieta sana → più biodiversità e SCFA, meno LPS, ↓NF-κB e ↑mTOR → sintesi proteica, biogenesi mitocondriale, forza e VO₂max; (B) allenamento carente/eccessivo e dieta scorretta → disbiosi, LPS e stress ossidativo, ↑NF-κB e FOXO, ↓mTOR → atrofia muscolare e caduta della performance.</figcaption>
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</figure><p><strong>Aiuta a combattere lo stress?</strong> Torna l'<strong>asse intestino-cervello</strong>: intestino e cervello comunicano direttamente (nervo vago) e indirettamente (sistema endocrino, ormoni intestinali, neurotrasmettitori). Propionato e butirrato aumentano la produzione intestinale di glucosio e inibiscono enzimi coinvolti in disturbi neuropsichiatrici (depressione, schizofrenia, Alzheimer). Gli SCFA modulano inoltre la <strong>neuroinfiammazione</strong> e il sistema immunitario, e stimolano il rilascio di ormoni intestinali — <strong>grelina</strong> (fame), <strong>insulina</strong>, <strong>leptina</strong> (bilancio energetico) — coinvolti nella funzione cerebrale e nelle risposte al cibo.</p>
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<h3>9. Modifica il tuo microbiota: i "biotici"</h3>
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<p>La rassegna finale definisce gli strumenti di modulazione:</p>
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<li><strong>Probiotici</strong>: microrganismi <strong>vivi</strong> che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio all'ospite rafforzando l'ecosistema intestinale.</li>
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<li><strong>Prebiotici</strong>: sostanze organiche <strong>non digeribili</strong> (tipicamente oligosaccaridi come <strong>inulina</strong> e <strong>frutto-oligosaccaridi/FOS</strong>) che stimolano selettivamente crescita e attività dei batteri salutari.</li>
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<li><strong>Simbiotici</strong>: prodotti che contengono <strong>simultaneamente</strong> microrganismi probiotici e substrati prebiotici.</li>
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<li><strong>Psicobiotici</strong>: probiotici che modulano la connessione cervello-intestino con possibili effetti su ansia e umore; agiscono sul <strong>nervo vago</strong>, sul <strong>BDNF</strong> (<em>Brain-Derived Neurotrophic Factor</em>, plasticità neuronale) e sui livelli di cortisolo. Il <strong>Lactobacillus rhamnosus</strong> riduce stress e ansia potenziando l'azione inibitoria del <strong>GABA</strong> sui suoi recettori (dimostrato su modelli murini).</li>
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<li><strong>Postbiotici</strong>: <strong>metaboliti</strong> di ceppi probiotici che agiscono in modo indiretto sui tessuti dell'ospite e/o su altri ceppi batterici; derivano dai batteri rilasciati durante la fermentazione delle matrici alimentari e si profilano come frontiera contro infiammazioni e infezioni croniche.</li>
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</ul>
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<h2>Protocolli e azioni pratiche</h2>
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<p><strong>Autocampionamento del test del microbiota (a domicilio):</strong></p>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Lavare le mani; aprire la busta con tampone e provetta senza versare il liquido di conservazione.</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Prelevare <strong>solo da feci solide</strong>, evitando il contatto con le urine; strofinare il tampone fino a formare un sottile film (il cambio di colore da bianco a marrone conferma il prelievo).</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Inserire il tampone nella provetta fino al segno rosso, ruotarlo per rilasciare il materiale, spezzarlo lontano dal viso e chiudere.</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Applicare il codice a barre; conservare a 4 °C se la spedizione non avviene entro quattro settimane; spedire a temperatura ambiente.</li>
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</ul>
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<p><strong>Modulare il microbiota con la dieta e lo stile di vita:</strong></p>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Privilegiare <strong>fibre fermentabili</strong> (amido resistente, pectina, inulina/FOS) per sostenere la produzione di SCFA e l'integrità della barriera.</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Praticare attività fisica regolare e moderata (aumenta diversità e batteri benefici come <em>Akkermansia</em>).</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Evitare diete eccessivamente restrittive e l'abuso di antibiotici e inibitori di pompa protonica quando non necessari.</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Considerare alimenti fermentati (es. kefir con <em>L. casei</em> Shirota) come fonte di psicobiotici.</li>
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</ul>
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<p><strong>Leggere un referto di microbiota (chiavi di lettura dalle slide):</strong></p>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Verificare l'equilibrio a livello di <strong>phyla</strong>: Bacteroidetes e Firmicutes preponderanti e bilanciati; Proteobacteria e Fusobacteria contenuti.</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Segnalare come sospetti: <strong>Proteobacteria elevati</strong> e sovra-rappresentazione di <em>Prevotella copri</em> (associata a infiammazione/autoimmunità).</li>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Nel sovrappeso/disbiosi valutare lo sbilanciamento <strong>Firmicutes > Bacteroidetes</strong>, la caduta della diversità e i segni di <em>leaky gut</em>/infiammazione.</li>
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</ul>
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<p><strong>Strategia dei "biotici":</strong></p>
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<li><input disabled="" type="checkbox"> Probiotici per introdurre ceppi vivi; prebiotici per nutrire i batteri buoni già presenti; simbiotici per combinarli; psicobiotici e postbiotici come leve su umore, stress e infiammazione.</li>
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</ul>
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<h2>Glossario</h2>
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<li><strong>Medicina di precisione</strong>: approccio che integra caratteristiche genotipiche e fenotipiche del singolo individuo per diagnosi e terapie personalizzate.</li>
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<li><strong>Genoma / Epigenoma / Microbioma</strong>: rispettivamente il patrimonio genetico, le modificazioni ereditabili ma reversibili dell'espressione genica, e l'insieme dei genomi microbici associati all'ospite.</li>
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<li><strong>SNP (Single Nucleotide Polymorphism)</strong>: variante di un singolo nucleotide nel DNA; carattere genetico ereditabile e irreversibile.</li>
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<li><strong>Metilazione</strong>: modificazione epigenetica del DNA, ereditabile ma reversibile.</li>
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<li><strong>Metagenomica</strong>: analisi diretta del DNA totale di un campione ambientale per definire genomi e funzioni potenziali della comunità microbica.</li>
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<li><strong>16S rRNA</strong>: gene ribosomiale batterico usato come marcatore tassonomico ("codice a barre") nel sequenziamento delle comunità.</li>
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<li><strong>PCR (Polymerase Chain Reaction)</strong>: reazione di amplificazione del DNA mediante primers, nucleotidi e Taq polimerasi in termociclatore.</li>
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<li><strong>Shotgun / gene & function profiling</strong>: approccio che, oltre a "chi c'è", stima "cosa fanno" i microbi, tramite catalogo genico e database funzionali (KEGG, SEED, COG).</li>
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<li><strong>BLAST</strong>: strumento bioinformatico (NCBI) per allineare sequenze e assegnarle a genomi noti.</li>
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<li><strong>Ranghi tassonomici</strong>: Phylum, Classe, Ordine, Famiglia, Genere, Specie.</li>
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<li><strong>Microbiota / Microbioma</strong>: l'insieme dei microrganismi simbionti (microbiota) e dei loro geni (microbioma).</li>
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<li><strong>Micobioma</strong>: la componente fungina del microbiota (Candida, Aspergillus, Fusarium, Cryptococcus, Malassezia).</li>
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<li><strong>Firmicutes / Bacteroidetes / Proteobacteria</strong>: principali phyla batterici intestinali; il loro rapporto è indicatore di equilibrio o disbiosi.</li>
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<li><strong>Prevotella copri</strong>: specie che, se sovra-rappresentata, viene associata a infiammazione e autoimmunità.</li>
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<li><strong>Akkermansia</strong>: genere batterico benefico, favorito dall'attività fisica.</li>
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<li><strong>Disbiosi</strong>: squilibrio quali-quantitativo del microbiota con perdita di diversità.</li>
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<li><strong>Leaky gut (permeabilità intestinale)</strong>: allentamento delle <em>tight junctions</em> che consente il passaggio di molecole (es. LPS) nel sangue.</li>
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<li><strong>LPS (lipopolisaccaridi)</strong>: endotossine della membrana esterna dei Gram-negativi; il <strong>lipide A</strong> è la porzione tossica.</li>
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<li><strong>Endotossiemia metabolica</strong>: infiammazione di basso grado indotta dal passaggio di LPS in circolo.</li>
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<li><strong>SCFA (Short-Chain Fatty Acids)</strong>: acidi grassi a catena corta (acetato, propionato, butirrato, ecc.) da fermentazione delle fibre.</li>
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<li><strong>Enterotipo</strong>: profilo di microbiota associato al pattern dietetico prevalente (putrefattivo vs fermentativo).</li>
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<li><strong>Asse intestino-cervello</strong>: rete di comunicazione bidirezionale tra microbiota e SNC (nervo vago, ormoni, neurotrasmettitori, immunità).</li>
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<li><strong>Asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene)</strong>: sistema di risposta allo stress che regola il cortisolo; si disregola nello stress cronico.</li>
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<li><strong>Probiotici / Prebiotici / Simbiotici / Psicobiotici / Postbiotici</strong>: rispettivamente microrganismi vivi benefici; substrati non digeribili che li nutrono; combinazioni dei due; probiotici attivi sull'umore; metaboliti batterici a effetto indiretto.</li>
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<li><strong>BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor)</strong>: fattore neurotrofico implicato nella plasticità neuronale, modulato dagli psicobiotici.</li>
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<li><strong>GABA</strong>: neurotrasmettitore inibitorio la cui azione è potenziata da <em>L. rhamnosus</em>.</li>
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<h2>Domande di autoverifica</h2>
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<li>In che cosa si distinguono i caratteri genetici, epigenetici e metagenomici quanto a ereditabilità e reversibilità, e perché il microbiota è la leva privilegiata del biohacking?</li>
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<li>Che cos'è la metagenomica e quale vantaggio offre il sequenziamento del 16S rRNA rispetto alla coltura batterica tradizionale?</li>
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<li>Quali sono i passaggi che portano da un campione al profilo tassonomico di una comunità (dalla PCR all'assegnazione tassonomica), e che cosa aggiunge il <em>gene & function profiling</em>?</li>
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<li>Come varia il microbiota lungo il tratto gastroenterico in termini di carica (CFU/ml), pO₂ e specie dominanti, e perché il colon è il distretto più popolato?</li>
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<li>Quali fattori modellano il microbiota intestinale (dieta, farmaci, sport, età, parto) e con quali effetti sui principali gruppi batterici?</li>
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<li>Che cosa sono gli enterotipi e in che modo la dieta ne determina il profilo putrefattivo o fermentativo?</li>
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<li>Per quali vie il microbiota comunica con il cervello (asse intestino-cervello) e che ruolo hanno serotonina, chinurenina e gli psicobiotici?</li>
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<li>Qual è il meccanismo con cui la disbiosi, il <em>leaky gut</em> e gli LPS portano a infiammazione di basso grado, insulino-resistenza e difficoltà a perdere peso?</li>
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<li>Come vengono prodotti gli SCFA e quali funzioni svolgono butirrato, acetato e propionato per la salute intestinale e sistemica?</li>
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<li>Che cosa mostra il caso di "Filippo (30 anni)" e quali segnali di un referto (a livello di phyla e di specie) indicano un quadro disbiotico/infiammatorio?</li>
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<li>Che cosa dice realmente l'evidenza sull'uso dei probiotici nello sport (VO₂max, tempo di affaticamento, stress ossidativo)?</li>
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<li>Qual è la differenza tra probiotici, prebiotici, simbiotici, psicobiotici e postbiotici?</li>
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</ol>
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<h2>Spunti di approfondimento</h2>
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<li><strong>Progetto MetaHIT ed enterotipi</strong> — Arumugam et al., <em>Nature</em> 473 (2011): definizione dei tre enterotipi del microbiota umano.</li>
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<li><strong>Microbioma cutaneo e topografia corporea</strong> — <em>Science</em> 346 (2014): distribuzione di batteri e funghi nei diversi distretti della pelle.</li>
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<li><strong>Dieta restrittiva e microbiota</strong> — Seganfredo et al., <em>Obesity Reviews</em> (2017): interventi di perdita di peso e variazioni del microbiota.</li>
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<li><strong>Farmaci e microbiota</strong> — Imhann et al., <em>Gut Microbes</em> (2017): effetto degli inibitori di pompa protonica e di altri farmaci comuni.</li>
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<li><strong>Esercizio e diversità microbica</strong> — Clarke et al., <em>Gut</em> (2014): impatto dello sport e degli estremi dietetici sulla diversità.</li>
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<li><strong>Gravidanza, parto e allattamento</strong> — Toscano et al. (2017), Levi Mortera et al. (2016), Rutayisire et al. (2016): sviluppo del microbiota neonatale.</li>
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<li><strong>Asse microbiota-intestino-cervello</strong> — Sherwin et al., <em>CNS Drugs</em> (2016): "lati luminosi e oscuri" dell'asse in neuropsichiatria.</li>
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<li><strong>Microbiota, tessuto adiposo e microRNA</strong> — Virtue et al., <em>Science Translational Medicine</em>: regolazione dell'infiammazione del tessuto adiposo bianco e dell'obesità.</li>
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<li><strong>Probiotici e performance sportiva</strong> — Huang et al. (2018, <em>L. plantarum</em> TWK10), Martarelli et al. (2011), Salarkia et al. (2013): endurance, stress ossidativo e VO₂max.</li>
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<li><strong>Definizione di metagenomica</strong> — Prof. Marcello Pagliai, Accademia dei Georgofili di Firenze.</li>
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<li><strong>Strumenti bioinformatici e database funzionali</strong>: BLAST (NCBI), KEGG, SEED, COG.</li>
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<li><strong>Psicobiotici e stress</strong> — studio sul <em>L. casei</em> Shirota (kefir) in studenti stressati; effetti del <em>L. rhamnosus</em> sui recettori GABA (modelli murini).</li>
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<p><em>Nota di qualità: alcuni nomi di specie e riferimenti bibliografici sono stati normalizzati rispetto alla resa grafica delle slide (es. "Chineurenina" → chinurenina, "Streptococcus salivarus thermnophilus" → Streptococcus salivarius thermophilus); dove la slide riportava dati numerici o percentuali di referto, sono stati mantenuti come illustrati senza estrapolazioni.</em></p>
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