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Luca Serleto
Corrado Malanga

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Introduzione :
Questa ricerca nasce dall’unione dello studio sui frattali del Professor Corrado 
Malanga, traslando la parte teorica in un sistema applicativo dei frattali nei mercati 
finanziari. Unendo l’esperienza del trader Luca Serleto, è stato creato uno strumento 
che sfrutta i frattali come base della creazione, con l’obiettivo di portare una nuova 
consapevolezza individuale attraverso l’esperienza di non lasciarsi dominare dalla 
ricerca del guadagno a tutti i costi o dalla paura della sua mancanza. 
Il denaro dovrebbe essere uno strumento al servizio delle persone, non il contrario. 
Senza ipocrisie, oggi il denaro rappresenta il condizionamento del 90% delle 
nostre scelte; per questo, sviluppare un rapporto sano con il denaro permette di 
evitare di cadere nell’ansia dell’accumulo o nella frenesia del consumo. 
Essere liberi dal dominio del denaro consente di prendere decisioni più 
consapevoli e in linea con i propri valori, mantenendo sempre il controllo senza 
oscillare nella dualità e comprendendo infiene la vera natura del denaro, ovvero 
essere un’estensione di noi stessi, non uno strumento di divisione.

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Il Sottile Confine tra Magia e Scienza: 
La Predizione del Futuro tra Arti Magiche e Probabilità Quantistica
Predire il futuro è stato da sempre un obiettivo di molte persone che, per  vari 
scopi, hanno basato la loro esistenza su maldestri tentativi di sopravvivenza, 
affidanzo ad ipotetiche facoltà paranormali ad altrettante improbabili leggi della 
fisica, la possibilità di prevedere eventi futuri. La ragione che sipingeva l’uomo 
a cercare di indovinare il futuro era legata all’incapacità di prendere su di sè le 
responsabilità degli accadimenti del presente che, se malamente gestiti, avrebbero 
condotto l’uomo ad un invivibile futuro. Conoscere ciò che accadrà sarebbe stato 
fondamentale per evitare di commettere errori decisionali nel presente. Se da 
un lato i sostenitori delle arti magiche si affidavano alle divinazioni di qualche 
mago, la scienza non faceva di megli o affidandosi alla possibilità che la statistica 
metteva a disposizione. Da una parte avevamo un approccio totalmente animico 
attraverso il quale, alcuni soggetti producevano visioni del futuro collegandosi a 
loro dire con le forze del cosmo che essi stessi sarebbero stati in grado di leggere. 
Tal e approccio, da un punto di vista totalmente femminile per la psicoanalisi, 
metteva in atto un processo di sensibilizzazione della propria parte animica che 
“leggeva” gli eventi del futuro, non avendo essa stessa nozione del tempo. Infatti 
se la parte animica rappresentava l’archetipo del femminile e se essa non aveva 
consapevolezza del tempo che leggeva in modo o “non locale” , essa sarebbe stata 
in grado di vedere l’asse del tempo come un solo evento costruito da tanti eventi, 
tutti copresenti nel presente. Facendo focalizzare l’attenzione del soggetto solo 
su uno di quegli eventi, sia che esso appartenesse al passato od al presente, esso 
si sarebbe materializzato nella zona del cervello che produce le immagini (Kosslin) 
e si sarebbe reso manifesto cioè leggibile ed interpretabile dal cervello umano.
Tale tipo di approccio sarebbe stato possibile perché il tempo, per la fisica 
quantistica moderna, non esisterebbe e si manifesterebbe come una proprietà 
non locale dell’Universo Virtuale (Alan Aspect). 
Sostenere a priori che questo tipo di approccio fosse impraticabile
si è rivelato profondamente errato ed, a dimostrazione di ciò, basta
analizzare alcuni rapporti scientifici segreti oggi declassificati con
il FOIA della CIA che portano alla luce studi sulle ricerche segrete
delle attività cerebrali effettuati dall’Istituto Monroe. In tali studi si
evidenziava la capacità di alcune zone del cervello di leggere il tempo
in modo olografico (Karl Pribram) in accordo con la visione olografica
della fisica moderna (Bohm) che sosteneva che il cervello stesso altro
non fosse che un lettore di ologrammi.

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Del resto la storia dell’umanità è piena di racconti nei qualil si narra
di previsioni di eventi poi realmente verificatisi, prodotte da stati di
consapevolezza “allargati” sovente prodotti da pratiche meditative,
da stati di ipnosi, da sostanze a llucinogene eccetera . Andava però
considerato il fatto che in molte altre situazioni, le previsioni fatte non
si fossero verificate o si fossero “quasi verificate” , mettendo in luce
l’ipotesi che in realtà, quando esse si verificavano s i trattasse di un
caso fortunato. Un errore di un improbabile metodologia scientifica è quello di 
pensare che se su dieci eventi predetti, nove non si verifichino ed il decimo accada, 
allora il sistema predittivo non funziona potrebbe non essere totalemnte corretto. 
Infatti la fisica quantistica ha portato ad una  rivoluzione culturale importante che 
comporta l’idea che non esista la certezza che un evento possa accadere ma che 
esista la probabilità che un evento possa accadere.
Dalla Probabilità alla Certezza: 
Un Nuovo Approccio per la Predizione del Futuro
Se applichiamo questo paradigma ai risultati del nostro esperimento dovremmo 
dedurre non che il sistema per predire il futuro sia errato ma che esso ha la 
probabilità del 10% di accadere. 
Ciò cambia tutto perché se il sistema predittivo è errato esso non funzionerà mai 
ma se il sistema predittivo è corretto al 10% possiamo trovare il parametro che 
trasformi tale probabilità nella certezza che l’evento sia correttamente sempre 
previsto con una prevedibilità del 100%.
Ciò significa che ci possiamo mettere a cercare quelle condizioni per
cui il risultato finale prima o poi verrà raggiunto. 
Come si può capire da tutto ciò, in questo approccio al problema, non sono 
importanti le formule matematiche ma il modo di porsi di fronte al problema da 
risolvere, il ché sarebbe come dire: Se si può fare, in qualche modo lo faremo!
Se in questa ipotesi iniziale, il nostro approccio fosse corretto, ciò 
porterebbe alla   conclusione che cercare le condizione perchè 
la prevedibilità di un evento diventi certezza, non sarebbe tempo 
perso. Questo approccio sarebbe identificato da un punto di vista 
psicoanalitico, un approccio femminile al problema cioè un approccio 
che lasciamo sviluppare dall’emisfero destro del nostro cervello, 
dedicato alla creatività, alla fantasia, alla mancanza di comportamenti 
convenzionali, alla inutilità della esistenza di regole, alla imprevedibilità 
delle azioni, ad una visione atemporale della Realtà Virtuale.

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La seconda tipologia di approcciò è una visione psicoanalitica maschile che si 
sviluppa nel cervello sinistro e che prevede la necessità che esista una certezza di 
descrivere la Virtualità attraverso osservazione continua di essa e la susseguente 
descrizione, attraverso un opportuno algoritmo, della stessa. La scienza chiama 
impropriamente questo modello di approccio, modello galileiano.
In questo contesto ciò che appare è misurabile e se misurabile, può essere trattato 
come un algoritmo. In realtà tale approccio scientifico risulta anch’esso imperfetto 
perchè per tale approccio si potrebbe dimostrare che l’Universo non esiste i n 
quanto non ripetibile come evento quindi non studiabile poichè non descrivibile 
attraverso algoritmi. 
La Scienza come Religione: Limiti della Matematica e la 
Deresponsabilizzazione dell’Uomo
Questo approccio ha dunque la neccessità di essere assistito da formule ed il suo 
punto debole è che le formule sono matematiche e la matematica è un linguaggio; 
come tutti i linguaggi anche esso è imperfetto.
Inoltre da un punto di vista psicologico, l’affidarsi a regole di matematica cioè 
del linguaggio rappresenta l’incapacità di assumersi la responsabilità di poter 
osservare l’Universo in modo personale, al di là di quello che dice la scienza ma 
percependo l a falsità di certe formule che agli o cchi del moderno sperimentatore 
diventano solo esercizi ideologici senza capo né coda. Tale aspetto dell’approcio 
scientifico mette in atto un processo di deresponsabilizzazione della parte 
maschile dell’essere umano che demanda tutta la responsabilità di ciò che nel 
mondo accade all’esistenza o meno di un algoritmo matematico. Sarebbe come 
dire che: Se le mele cascano per terra è perché esiste la formula di Newton che lo 
dice e se essa no esistesse, le mele cascherebbero dove gli pare.
In realtà le mele se ne fregano della esistenza della formula di Newton. 
Esse fanno ciò che la Realtà Virtuale gli impone di fare non ciò che gli dicono le
formule che invece vengono dopo la Realtà Virtuale e non la comandano 
ma tentano di descriverla. Se uno scienziato perde di vista questo 
paradigma ecco che trasforma la scienza in religione dove prima ci 
sono le regole e poi il comportamento del Cosmo. Dio ha fatto le regole 
ed il cosmo le segue. Per la scienza prima nasce il cosmo e poi vengono 
le regole che lo descrivono.
Dunque quale può essere l’approccio scientifico messo in atto dal 
cervello maschile per prevedere il futuro se non l’uso della statistica?

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Oltre l’Algoritmo: 
L’Errore del Buon Senso e il Ruolo della Coscienza
La statistica è una scienza esatta, si osa dire, quando tratta dei grandi numeri, 
cioè quando ci sono tanti dati sperimentali che descrivano un fenomeno, si dice 
che esiste un algoritmo che può descrivere il fenomeno e questo algoritmo, pur 
essendo una approssimazione della Virtualità è abbastanza preciso da poterla 
descrivere.
Tale approccio prevede di osservare un fenomeno per molto tempo e cercare di 
capire se parti di questo fenomeno tendano a riprodursi nel tempo e se sì, con 
quale algoritmo lo fanno. Ma quali sono i presupposti che mi diranno che le mie 
osservazioni sono state condotte in modo corretto? Ammettiamo che esista un 
gruppo di scienziati che osserva e studia la vita delle pulci ed abbia notato che esse 
hanno la tendenza a saltare sulle loro zampe e credendo che ci sia una relazione 
tra l’azione del saltare e la morfologia delle zampette delle pulci, cominciano a 
studiarle.
Gli scienziati scoprono che togliendo una zampetta alle pulci esse saltano su tre 
zampette ma mostrano qualche difficoltà. Tolgono un’altra zampetta alle pulci 
ed esse pur saltando ancora, saltano con maggiore difficoltà e di meno. Tolgono 
la terza zampetta e le pulci pur con una sola zampa continuano a volte a saltare. 
Togliendo l’ultima zampa le pulci non saltano più.
Il risultato di tale studio scientifico ha portato gli scienziati a scoprire che se togli 
tutte le zampe alle pulci esse non hanno più voglia di saltare. Questo esempio 
mostra né più né meno quello che è accaduto con il Covid-19 durante gli ultimi tre 
anni e sta tutt’ora accadendo.
A questo punto possiamo introdurre quel parametro che fa la differenza tra un 
osservatore e l’altro osservatore. A tale parametro alcuni scienziati hanno cercato 
di dare un nome per definirlo ma la cosa appare decisamente sfuggevole.
I fisici moderni hanno chiamato questo parametro coll’appellativo di “nascosto” , 
intendendo con questo termine un parametro sicuramente tangibile in futuro ma 
per ora non identificato nel mondo della Virtualità,che sicuramente in futuro 
verrà compreso.
Per ora tale parametro non appare e non può apparire mai, secondo noi, 
perché il fisico commette un errore ontologico di partenza sostenendo
che questo sia un parametro fisico, quando non ne ha alcuna certezza.
In parole povere la scienza vende la pelle dell’orso prima di averlo 
catturato.

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Alcuni identificano questo parametro misterioso con il “ buon senso” , intendendo 
con tale appellativo che, se non si ha buon senso nell’esaminare la realtà della 
Virtualità, ecco che essa ci può apparire completamente falsata. Se un problema 
matematicamente mi dà due soluzioni ma una delle due è improponibile ecco 
che il buon senso mi fa scegliere solo quella attuabile e mi fa scartare l’altra. Ma ci 
dobbiamo chiedere perché la matematica mi avrebbe fornito due soluzioni mentre
la realtà ne mostra solo una? I casi sono due: o l’algoritmo matematico è imperfetto, 
cioè descrive in modo errato la Realtà Virtuale, o io faccio un errore nel non 
considerare una seconda soluzione anch’essa plausibile e del tutto esistente. Così 
è successo ad Einstein che nella sua celebre formula E= mc2 ci si dimentica di
considerare i valori di energia negativi, dicendo a quei tempi, che non aveva senso 
e prendendo una grossa cantonata. Anche il buon senso a volte fa acqua da tutte 
le parti. In questo lavoro proponiamo che il parametro nascosto sia la Coscienza 
Umana.
Il Ritorno degli Eventi: 
Circolarità del Tempo e Consapevolezza della Coscienza
La nostra analisi dunque si differenzierà da tutte le altre analisi per l’introduzione 
di questo parametro, che non è descrivibile matematicamente se non con 
qualche trucco, ma di questo parleremo in seguito. Riprendiamo ora il percorso 
dell’emisfero sinistro del nostro cervello.
L’ a n a l i s i s t a t i s t i c a d i u n f e n o m e n o s e g u e u n c o m p o r t a m e n t o
incredibile. Essa mostra come tutti gli eventi dell’universo abbiano un modo di 
comportarsi che alla lunga diviene ripetibile. In meccanica hamiltoniana il teorema 
di ricorrenza di Henri Poincaré stabilisce che, nell’evoluzione d i un sistema 
dinamico che ha uno spazio delle fasi limitato, il sistema può trovarsi in uno stato 
arbitrariamente vicino a quello di partenza dopo un tempo sufficentemente lungo 
(https://youtube.com/shorts/OnM09uMCS50? si=wkwknlOAWpBWB0e1).
Questa osservazione ci permette di capire che gli eventi della fisica nel tempo, 
stabiliscono che il tempo, se esso è una misura degli spazi percorsi 
appare circolare e non lineare. Per il momento dunque sappiamo che 
gli eventi sono ricorrenti anche se per ora non sappiamo come i diversi 
percorsi con cui l’evento ricorre, siano relazionati fra loro. Una cosa 
accadura qualche tempo fa tornerà ad accadere e questo ci spinge a 
determinare l e modalità con cui ciò accadrà, visto che sicuramente 
ciò avverrà. Dunque non stiamo sprecando tempo nel cercare d i 
verificare s e il futuro p o s s a essere veramente predetto con algoritmi 
matematici.

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L’approccio coscenziale alla Virtualità, prevede di conoscere esattamente come 
l’Universo sia stato creato. Rimandiamo in questa sede tale descrizione alla 
consultazione di alcune nostre opere precedentemente pubblicate che tendono a
mostrare come l’Uomo è il Creatore di tutto ma, allo stato attuale della sua 
consapevolezza, egli non se ne può accorgere.
(Corrado Malanga in “io e Dio” e “Trilogia della Coscienza” Ed. Spazio Interiore, 
Roma).
Sebbene la Coscienza non sia misurabile perchè appartenente al mondo della 
Realtà Reale, essa proietta nella virtualità la sua “ombra” per così dire, che abbiamo 
chiamato Consapevolezza di sé. La Coscienza è rappresentabile con l’entropia “S” , 
parametro proprio del secondo principio della termodinamica, che rappresenta 
l’ordine, la simmetria, l’informazione attraverso il teorema di Shannon. Così il
valore totale dell’ entropia non può essere calcolato perché all’inizio dei tempi non 
eravamo lì a calcolarlo.
Ammettendo che all’inizio dell’Universo regnasse il totale Caos e che alla fine 
dell’universo tutto sarà tornato al suo posto, possiamo dire che all’inizio il valore 
dell’entropia sia meno infinito ed alla fine il suo valore, espresso dalla equazione 
di Boltzmann (S = -lgW) sarà 0, (dove W sono i microstati in cui si trova la materia).
Ciò porta a concludere che l’entropia totale dell’universo vale infinito.
La consapevolezza, in questa ottica, viene definita come la differenza di entropia
tra un istante e quello successivo ed essendo che essa autmenta sempre, ciò 
significa che essa è misurabile e dalla fine dell’universo essa sarà pari ad infinito.
Dunque quello che aumenta in realtà per il secondo principio della
termodinamica non è S ma il ΔS cioè la consapevolezza della Coscienza
L’approccio al trading coscenziale
Il trading è l’attività pratica che segue l’analisi. L’analisi è la fase preliminare in cui 
un trader o un investitore raccoglie informazioni, studia i dati e valuta la situazione
del mercato per fare previsioni sui futuri movimenti dei prezzi.Nel 
nostro caso, l’indicatore frattale, come vedremo in seguito, ci dà dei 
riferimenti precisi sul presente e sul futuro, ma questi riferimenti non 
hanno un piano applicativo poiché lo scopo dell’analisi non è quello di 
avere un piano esecutivo, ma di avere dei riferimenti sul futuro.
Il trader che vuole esercitare il suo ruolo deve essere in grado di 
percepire in qualche modo, attraverso la propria consapevolezza, 
cosa accadrà i n futuro usando un approccio c h e metta d’accordo il

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modus operandi d e l l a parte animica e quello della parte spirituale.
In altre parole deve integrare due metodi di lettura della virtualità in modo aspaziale 
ed atemporale. L’uni co sistema a nostra disposizione per ottenere questo risultato 
è integrare le due parti del Sé con la consapevolezza dell’essere.
Per fare ciò bisogna prima dimostrare che questo percorso può essere effettuato 
sia su base animica che spirituale, cioè sia con il percepire l’universo che nel 
calcolarne gli algoritmi. La prima osservazione che facemmo risale ormai a 
diversi anni addietro, quando ci accorgemmo che esisteva un pattern in grado di 
rappresentare una unità costruttiva dell’Universo.
Lo spunto ci venne fornito dagli studi di Hartman e Curry, che lievemente modificati 
hanno dato vita al indicatore frattale, questo indicatore sembrava descrivere 
l’Universo intero. Praticamente eravamo di fronte ad una struttura tridimensionale 
costruita sui numeri Universali che sembrava costruire tutti gli oggetti della 
virtualità.
In altre parole potevamo sostenere che l’Universo fosse sì un ologramma ma di 
conseguenza avesse struttura frattalica. Se ciò era vero, con questa struttura 
che si ripeteva all’infinito avremmo potuto costruire un grafico del trading con 
caratteristiche di ripetibilità, che poteva descrivere l’andamento di alcuni asset 
finanziari partendo dall’osservazione del passato, verificando che il modello si 
produceva nel presente e d estrapolando il modello al futuro. I n questa fase va
sottolineato come la matematica del nostro pianeta si basa sui numeri.
La nostra numerologia prevede che i numeri servano per contare gli oggetti: e 
questo approccio è corretto nel senso che è applicabile a tutti i punti dell’Universo. 
Quando però il numero identifica una misuraecco che sorge il problema di 
sottolineare come le nostre unità di  misura non siano valide in tutto il sistema.
Inoltre s e l’Universo viene considerato un ologramma frattalico va da sè che non 
esistono unità di misura a causa della adimensionalità dell’ologramma. Posso 
infatti dire che l’ologramma è composto da N pezzi ma non ha senso dare delle 
dimensioni ad un unico pezzo.
L’Universo in questo contesto sarebbe a dimensionale anche se al 
nostro cervello appare dimensionabile. Ciò accade perché il cervello
sarebbe un lettore di ologrammi, dove le dimensioni ce le metterebbe
lui.

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La Mappa non è il Territorio: 
Percezione, Consapevolezza e il Potenziale del Trading
La percezione non è la realtà così come per la Programmazione Neuro Linguistica, 
la mappa non è il territorio. Noi infatti percepiamo l’esterno come, ignari creatori 
del Tut to, crediamo che esso debba essere creato. E nel crearlo in quel modo, l o 
percepiremo in quello stesso modo. Cambiare consapevolezza del Tutto significava 
crearlo in modo diverso e conseguentemente percepirlo in modo diverso. Ciò 
mette in evidenza come il trader fino ad oggi andava solamente dietro gli asset 
finanziari in modo passivo.
Quando abbiamo a disposizione dei dati per vedere il futuro, ciò non è garanzia 
di successo, poichè il futuro si costruisce un momento presente dopo l’altro, e in 
termini pratici ciò vuol dire: se oggi l’indicatore frattale mi dice che domani mattina 
il prezzo dell’oro arriverà a 2700 e io compro l’oro, m e n t r e in una prima fase il 
prezzo scende, per evitare ulteriori p e r d i t e , decido d i chiudere la posizione. 
Successivamente, nelle ore seguenti, il prezzo arriva a 2700. In questo caso, il 
prezzo è arrivato al target, m a io non ho guadagnato nonostante sapessi che nel 
futuro il prezzo sarebbe andato a 2700. Quando si fa trading, il potenziale futuro 
che intercettiamo va contestualizzato in base al time frame, alla consapevolezza 
dell’asset, alla leva finanziaria (se la sto utilizzando) e ad altri fattori. Il nostro punto 
di vista è che in una certa qual misura, noi stessi creiamo il futuro ma ciò accade 
solo se ne abbiamo consapevolezza. Questo si chiama “essere” , questo vuol dire 
diventare un’estensione d i noi stessi e questo è ciò che intendiamo.
La Dualità della Coscienza: 
Oltre l’Indeterminazione di Heisenberg
Tale approccio è in realtà sotto gli occhi di tutti i fisici che peraltro, non considerando 
il famoso parametro nascosto coscenizle, non riescono a comprendere il vero 
significato delle formule da loro stessi trovate. Un esempio per tutti è rappresentato 
dalla indeterminazione di Heisenberg che non è un principio come erroneamente
detto sulla maggior parte dei libri di testo di fisica moderna ma una 
formula ricavata da altri principi irriducibili.
Per Heisenberg una misura che riguardi qualcosa che ha a che fare
con lo spazio-tempo non può essere effettuata contemporaneamente
ad una misura sull’asse delle energie di qualcosa che riguarda questa
grandezza. Ciò porta erroneamente i fisici a sostenere che esiste una
incertezza nelle misurazioni d i questo tipo per cui ne scaturisce u n
piccolo errore determinabile in multipli o sottomultipli della costante
di Planck.

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In questo contesto non si può prevedere neanche il presente perché ci sarà un 
errore nella nostra previsione inversamente proporzionale alla accuratezza della 
previsione. I n realtà se noi siamo i costruttori del Tutto, non avrebbe senso 
che costruissimo un Universo che poi non sappiamo gestire, a meno che non 
introducessimo il paramentro coscenziale. In questo contesto il discorso da 
farsi è un altro. La formula è corretta ma bisogna tener conto del suo intrinseco    
significato. Noi siamo venuti in questo universo per comprendere le cose che 
non abbiamo compreso e l’unica cosa che la Coscienza primordiale, di cui siamo 
emanazione, non capisce è la dualità, essendo Essa una cosa sola. Studiare la
dualità porta a capirla facendone esperienza: e l’esperienza si può fare in un 
laboratorio che va creato. Questo laboratorio si chiama Universo. In questo 
contesto la Coscienza crea l’uomo che non può avere la capacita di vedere tutto 
assieme, altrimenti non potrebbe sperimentare la dualità. Egli ha a disposizione
un cervello, quale lettore d i ologrammi, che osserva il piano spazio- temporale 
e ne fa una misura. Subito dopo e non contemporaneamente effettua una misura 
della energia di quel punto dello spazio-tempo. Avendo a disposizione un solo 
strumento non è in grado di fare le due misure assieme. Dunque non si tratterebbe 
di una deficienza dell’uomo ma di una necessità della Coscienza non permettersi, 
in questa fase di apprendimento, di vedere tutto assieme. Se così fosse infatti, non 
esisterebbe la separazione e non potremmo viverla nella dualità.
Dualità e Consapevolezza: 
Superare i Limiti della Percezione nella Creazione dell’Universo
Consci ora di questo, cioè avendone preso consapevolezza ecco che si 
comprendono molti più aspetti della Virtualità. Si comprende infatti come mai la 
teoria dello ZPE (zero point energy) risulta non rispettare l’indeterminazione di
Heisenberg che infatti non è una indeterminazione ma una limitazione 
imposta dalle condizioni al contorno, che l’uomo stesso si impone, 
creando l’Universo. Nella ZPE infatti si dice che l’Universo non è 
vuoto nei punti dove non c’è nulla ma è pieno di tutto ed anti-tutto. Le 
particelle così si annichilirebbero in un mare di particelle virtuali ed il 
nulla ed il tutto, alla fine dei giochi, sarebbero la stessa cosa. Ciò, se 
da una parte mostra l’evidenza che la Dualità che noi siamo venuti a 
sperimentare, in realtà è solo prodotta artificialmente, dalla Coscienza 
pur non essendo mai esistita. 

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Ma d’altro canto si dimostra come in quel punto in cui non c’è niente perché il tutto 
ed il suo contrario si annichiliscono, si conoscono perfettamente le coordinate
spazio-temporali ed il valore nullo della energia. Dunque non esiste nessuna 
incertezza sulla doppia misura.
Un altro aspetto che limita l’osservazione da parte dell’uomo creatore dell’Universo 
da lui creato è espresso dal secondo teorema di Shannon che dimostra di come, 
per poter descrivere un fenomeno oscillante nel tempo, ad una certa frequenza, 
bisogna applicare alle capacità osservative dell’osservatore, una frequenza doppia 
di quella che caratterizza l’osservabile.
In parole semplici quando osserviamo i cerchioni di una auto che parte noteremo 
che ad un certo punto della accelerazione, il cerchione sembra fermarsi per poi 
iniziare a ruotere al contrario. Ciò accade perchè quando la frequenza di rotazione 
del cerchione è  euguale a quella dell’occhio umano, il nostro cervello percepirà
erroneamente il cerchione fermo. Per evitare tutto ciò bisogna
aumentare il numero di fotogrammi che il nostro cervello produce nel fenomeno 
della visualizzazione. Dunque se tutto può essere descritto come qualcosa che 
vibra (Louis de Broglie) la nostra Coscienza crea l’Universo con una certa frequenza 
vibratoria che può essere al massimo la stessa che la nostra Coscienza mette in 
atto in un processo osservativo del suo Creato.
In realtà per poter osservare il Creato da noi stessi costruito ci vorrebbe una 
frequenza doppia. Tut to ciò non è però da considerars una limitazione ma una 
necessità che ci permette di comprendere la separazione all’interno dell’Universo, 
in questo caso tra creato e creatore. Una volta acquisita la consapevolezza che 
le cose stanno così, attraverso il parametro nascosto della Coscienza, l’uomo sa 
cosa sta osservando conoscendo i limiti della sua percezione e sa anche come 
modificare la propria percezione per vedere oltre.

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Il Trading come Specchio: 
Comprendere il Mercato per Comprendere Sè Stessi
Quindi nella osservazione di un fenomeno, si devono mettere in conto due punti 
di  vista: quello coscenziale animico, che percepisce un universo atemporale 
e quello spirituale che concepisce un universo senza spazio. Tutti e due questi 
punti di vista possiedono una idea della energia completamente differente e ciò 
produce l’assenza di una teoria del Tutto che i fisici vanno bramando da sempre ma 
che le loro limitazioni coscenziali non permettono di approcciare correttamente. 
Ricordiamo che il metodo scientifico galileiano prevede che se una cosa non si 
vede e non si può misurare, essa è come se non esistesse perché si suppone non
interagisca con il sistema che stiamo studiando. Dunque siccome la Coscienza 
per definizione, non è misurabile, non solo non esiste ma non interagisce nella 
creazione e non conterebbe nulla. Così pensando l’uomo si taglia di netto la 
possibilità di capire sè stesso applicando il paradigma che se la Coscienza esiste 
essa è fuori di lui e quindi senza possibilità di interazione attiva. Il nostro approccio 
al trading per la prima volta, vuole il trader al centro dell’universo e non il mercato 
finanziario. Nessuno fino ad oggi ha costruito un approccio consapevole al trading, 
il che non vuol essere dire consapevole delle leggi del mercato ma consapevole 
del trader stesso. Ciò porta l’uomo al centro del problema e ci ricorda come per 
la fisica quantistica moderna, nella interpretazione di Von Neumann, non esiste 
separazione tra lo sperimentatore e la sperimentazione.
Oltre che a sottolineare ancora una volta che comprendere che la separazione in 
verità non esiste o meglio appare solo fino al momento in cui si capisce che essa 
non esiste, si comprende come capire le regole del mercato è come fare un
viaggio dentro se stessi poiché quello che studiamo altro non è che uno specchio 
che creiamo al di fuori di noi per comprendere la parte di noi stessi che non 
abbiamo ancora compreso.
Appare evidente che il trader consapevole si deve subito chiedere perché sta 
facendo quel lavoro. Capire che il target finale non è fare soldi ma capire sè stessi
vuol dire crescere in consapevolezza e siccome l’assenza di 
consapevolezza garantirà il fallimento del raggiungimento del target, 
è necessario che il trader, prima di affrontare qualsiasi azione sul 
mercato abbia capito la sua vera essenza. Il problema del target si 
manifesta nell’uomo moderno in molti campi della sua esistenza e 
la consapevolezza può mettere a nudo alcuni errori che si fanno nel 
credere che i nostri obiettivi siano quelli corretti.

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Per esempio se un uomo è malato può erroneamente credere che il suo obbiettivo 
sia guarire e pur avendo consapevolezza che lui stesso, per qualche motivo 
inconscio è stato l’artefice della sua malattia, pensa che il suo scopo sia guarire. 
Quello che accade in questi casi è che il soggetto, per quanti sforzi faccia non 
guarirà mai. La cosa accade perché il soggetto ha sbagliato bersaglio, che non 
era guarire ma capire perché si è ammalato. Il verbo ammalarsi è riflessivo. Non si 
dice: tu mi hai ammalato ma io mi sono ammalato, sottolineando che il processo è 
personale.
Nell’istante in cui il soggetto comprende che si è ammalato e che lui 
stesso comprendendo che la malattia è una opportunità che lui stesso si è 
inconsapevolmente dato per comprendere, ecco che capirà anche che il target è 
comprendere non guarire perché la guarigione arriverà da sola, automaticamente 
dopo la comprensione. Da questo punto di vista il percorso del trader non sarebbe 
diventare ricco ma conoscere sè stesso ed attraverso le regole del trading, farsi 
domande sulla propria natura.
La comprensione dei meccanismi universali
Per comprendere sè stessi si può cercare di analizzare come abbiamo costruito 
l’Universo che, essendo una nostra creazione rappresenterà di noi, anche uno 
specchio. A metà del 1600 il matematico Fourier trova un modo per descrivere 
un evento che abbia una sua funzione con un abile trucco. Egli sosteneva che 
ogni funzione continua poteva essere scomposta in molte funzioni continue 
caratterizzate dalla possibilità di essere descritte come seni o coseni di qualcosa.


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In parole povere qualsiasi tratto di penna su un foglio, per quanto complicato
possibile, sarebbe stato considerato come somma di sinusoidi semplici.
Era evidente che con questo sistema, qualsiasi andamento di qualsiasi funzione 
continua, poteva essere scomposto nelle sue componenti sinusoidali.
Tali componenti potevano essere analizzate con semplicità ed essere considerate 
quali semplici componenti della intera  funzione che aveva un grado di complicazione 
apparentemente intrattabile. Le diverse funzioni sinusoidali potevano essere 
dunque descritte nel tempo a seconda della frequenza che possedevano ed in 
ampiezza.
L’ algoritmo che descrive la trasformata in una dimensione dipende solo da una 
variabile che chiameremo “x” . la somma di tutte le funzioni che va analizzata da 
più infinito a meno infinito prende forma di integrale, cioè di somma delle aree 
sottese dalle singole funzioni. Il termine esponenziale in base “e” è caratterizzato 
dalla informazione matematica che dice: tutte le volte che incontri una funzione 
che si ripete ogni 2 π volte, tienine conto.
In questo contesto l’algoritmo vede all’interno di una qualsiasi funzione
continua i possibili componenti che la costituiscono che si ripetono nel 
tempo, se essi esistono e li intercetta, separandoli. Così per esempio 
un’onda quadra, analizzata con la trasformata, viene scomposta in 
sinusoidi di cui si conoscerà tutto. Appare evidente che se l’andamento
di un asset finanziario sembra complesso, la trasformata di Fourier lo
scompone i n tutti i suoi pezzi e permette l’analisi di ogni componente, 
che, essendo ripetitiva nel tempo, potrebbe essere facilmente 
intercettata nel tempo futuro.


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Da un altro punto di vista prettamente geometrico, ogni funzione sinusoidale è 
descrivibile come una circonferenza il cui raggio di lunghezza “r” viene ad essere 
caratterizzato da una sua lunghezza e da una frequenza di rotazione attorno al 
suo centro, come una rotellina che gira ad una opportuna velocità. Tutte queste 
rotellline sono però fra loro legate e fanno parte di un ingranaggio più complicato.
Bisogna notare come tale approccio è valido matematicamente non solo per valori 
di frequenza positivi (rotazioni dei raggi dei cerchietti in senso orario) ma anche 
per frequenze negative (rotazioni antiorarie). La trasformata di Fourier può essere 
utilizzata per movimenti indietro nel tempo e non solo in avanti in quanto i risultati 
sarebbero indistinguibili tra loro e le funzioni sinusoidali ottenute, sarebbero 
indistinguibili, come si può notare dal grafico riportato qui sopra. Le applicazioni 
di questo algoritmo sono praticamente infinite.
Per esempio l’analisi fotografica per il miglioramento delle foto o l’analisi di 
particolari che nelle foto devono essere messi in evidenza si ottiene proprio con la 
trasformata di Fourier, così come l’analisi dei suoni. 
In parole povere tutto ciò che è onda può essere analizzato e siccome 
de Broglie sostiene che in questo universo tutto è onda ecco che 
la trasformata ne diviene un descrittore. In altre parole potremmo 
dire che se faccio una foto dell’universo e sottopongo il risultato 
all’algoritmo di Fourier, esso scompone l’universo in tutte le sue 
parti che considererà come variabili che si ripetono nel tempo con 
opportune frequenze. 

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Da un punto di vista coscenziale ciò ci riporta alle antiche credenze induiste. Gli 
antichi infatti sostenevano che l’universo fosse una gigantesca ruota chiamata 
Chakra.
Questa ruota era la parte di un immenso ingranaggio fatto di tanti Chakra più piccoli. 
Ad ogni giro della grande ruota, le altre ruotine più o meno piccole componenti d 
e l gigantesco meccanismo, facevano diversi giri con valori di frequenza multipli 
di quella della grande ruota. Dunque quest’ultima osservazione, contiene un 
importante aspetto che caratterizza l’universo intero. Attraverso la trasformata 
di Fourier dell’universo potremmo dire che qualsiasi evento accade all’interno di 
esso è per forza di cose collegato al tutto e che prima o poi tenderà a ripresentarsi 
come era all’inizio dei tempi come sostiene il teorema di ricorrenza di Poincaré 
citato in precedenza.


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Ciò, per un trader ha un solo significato: il mercato attuale si ripeterà in futuro: o 
per meglio dire: alcuni parametri del mercato o dierno si stanno già ripetendo e 
possiamo prevedere il futuro.
Questa visione però è ancora semplicistica poiché descrive un universo armonico 
che in realtà non esiste. Infatti se è vero che tutti gli eventi che descrivono l’universo 
costituiscono un gigantesco ingranaggio di cui se si conosce la frequenza di una 
rotella, si può ricavare la  frequenza di qualsiasi altra parte dell’ingranaggio, almeno 
da un punto di vista teorico, bisogna supporre che i diversi ingranaggi siano fatti 
di gomma. In altre parole essi subiscono alterazioni durante il movimento della 
grande ruota primaria, alterando con la alterazione della propria geometria, anche 
il movimento frequenziale di tutte le altre ruote. 
Questa alterazione di forma dipende dalla consapevolezza che noi abbiamo di 
tutti questi processi e di conseguenza della armonia dell’intero sistema. M a 
come entra il parametro, ora evidenziato, della consapevolezza nella formula di 
Fourier? La cosa è veramente semplice. Tale parametro infatti è dato dal numero 
N di cerchietti che compongono la trasformata stessa. Infatti se io ricostruisco 
la mia funzione complessa a piacere con pochi sub-elementi, per esempio una 
decina, avrò una ricostruzione approssimativa della mia funzione finale; ma se io 
sono in grado di distinguere duecento componenti sinusoidali che compongono 
la funzione che sto studiando, ecco che il disegno di tale funzione, cioè il grafico 
che definisce le variabili del sistema sarà più accurato.
In altre parole è la nostra consapevolezza del fenomento che sto osservando che 
stabilisce il numero N di sottofunzioni. Il nostro cervello, nel mettere a fuoco la 
visione della Virtualità mette in opera una trasformata di Fourier della Vir tual i tà, 
scomponendola in tutti i suoi componenti.
C’è chi è capace di osservare la Virtualità in modo da ottenere un numero N di 
componenti elevato, rispetto ad altri che vedono la realtà con un numero N non 
sufficiente ad avere una mappa del territorio che assomigli abbastanza alla Realtà 
delle cose. Ebbene, il parametro N è una misura della consapevolezza. Nel caso
specifico il trader che non è in grado di osservare con consapevolezza 
l’andamento del suo asset è destinato ad avere una previsione del 
futuro poco attinente a quella che in futuro s i mostrerà. Da un punto 
di vista teorico e solamente speculativo, è probabile che l’Universo 
abbia un numero di subcomponenti non infinito che sia eguale al 
numero di Avogadro (N =6.022x1023) . Tale osservazione condurrebbe 
anche ad ammettere che l’Universo è finito e frattalico, dove il numero 
degli oggetti contenuti è un numero preciso e dove ogni oggetto è

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costituito da un numero di oggetti più piccoli che è sempre lo stesso numero, 
come il numero di molecole di un gas ideale contenute i n una mole di sostanza 
in condizioni standard od il numero di elettroni che passa in un filo elettrico in un
secondo e che sviluppa u n Farad d i corrente elettrica o il numero di galassie 
nell’Universo eccetera.
La Trasformata di Fourier nel Trading: 
Il Ruolo della Consapevolezza oltre l’Algoritmo
Impiegare la trasformata in campo finanziario era già stato tentato in passato con 
scarsi risultati a causa della mancanza della applicazione del famoso parametro 
nascosto che noi indichiamo con il termine di “consapevolezza” . Tal e parametro 
ci permette di non lasciare la valutazione delle proiezioni dell’andamento futuro 
del mercato semplicemente ad una macchina che calcola un algoritmo ma ci 
permette di interagire con il software in modo diretto per compensare la mancata 
consapevolezza coscienziale che un computer non potrà mai replicare, nemmeno 
con i sofisticati moderni sistemi di A.I.
La trasformata d i Fourier per esempio è una fotografia del presente e per poterla 
usare come proiezione per il futuro ha bisogno della consapevolezza che il presente 
è la somma di due equazioni d’onda che rappresentano il passato ed il futuro. La 
termodinamica quantistica moderna prevede che, esistendo solo il presente, esso 
conterrà tutte le informazioni del passato e del futuro che costruiscono il continuo
presente.
Una volta si diceva che esisteva un principio di causa-effetto secondo il quale se 
nel passato faccio una azione, ecco che nel presente ci sarà una reazione a quella 
azione. Oggi si dice che le azioni del passato e del futuro costruiscono l’unica 
realtà esistente che è il presente. Dunque per poter costruire il tracciato di un asset 
come proiezione futura bisogna analizzare l’immediato passato e confrontarlo con 
il presente per estrarre il futuro. Questa operazione prevede consapevolezza del 
trading che va acquisita attraverso l’esperienza. Se da un lato ciò significa che non
si deve lasciare al computer la decisione di come andrà il mercato, 
perché questo atteggiamento poco coscenziale prevedrebbe lo 
scarico di responsabilità di un eventuale fallimento al computer 
stesso; si dovrà fare in modo che il computer tenga in qualche modo 
conto dell’immediato passato perchè li ci saranno le informazioni per  
costruire il frattale del futuro . Inoltre, nell’esaminare i primi risultati 
ottenuti come proiezioni del futuro, ci siamo accorti che ancora 
qualcosa era perfettibile.

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Infatti ogni tanto la trasformata d i Fourier segnalava correttamente l’andamento 
dell’asset preso in considerazione ma ad esso si sommava un segnale imprevisto 
che non avrebbe dovuto esserci. Tale segnale rappresenta un “disturbo” le cui 
cause non possono che essere volute appositamente da chi gestisce il mercato 
e vengono messe in atto probabilmente per evitare che il trader non consapevole 
non riesca a trovare un algoritmo proiettivo corretto.
La nostra idea, basata sulla nostra esperienza, ci faceva credere in quella fase 
della ricerca, che chi comanda il mondo, sappia perfettamente le leggi c h e lo 
governano e siccome il denaro viene utilizzato solo come strumento divisivo, c h e 
abbatte l’entropia, cioè la coscienza dell’umanità, e r a evidente che da parte della 
Elite, qualunque essa fosse, c’era la necessità di creare disturbi perturbativi che 
avessero lo scopo di fuorviare anche Fourier.
La trasformata però segnalava queste perturbazioni e l’idea che anche esse fossero 
prevedibili, essendo parte comunque del meccanismo generale che regola 
l’universo, ci ha permesso di constatarnela prevedibilità e la corrispondente forma 
frattalica su tutti gli asset da noi analizzati.
La Coscienza crea la virtualità
In questa carrellata di osservazioni coscenziali e geometrico- matematiche 
bisogna sottolineare come si parta dall’idea che siamo noi i creatori del Tutto ed 
anche quindi del presente. Se ciò fosse vero, noi comunque, nel mettere in atto un 
tentativo di previsione dei nostri asset, non faremmo altro che inconsapevolmente
crearli come crediamo che essi debbano essere creati. Ancora una volta la causa e 
l’effetto verrebbero a sovrapporsi costruendo un unico evento. Sono io che con la mia 
coscienza prevedo l’evento futuro oppure mentre cerco di prevederlo lo costruisco? 
La risposta estatta è che accadono contemporaneamente  entrambe le cose.
Il trader cosciente deve conoscere questo aspetto della realtà e
per questo esso deve qui essere dimostrato e per farlo dobbiamo 
analizzare l’equazione di Erwin Shroedinger, premio Nobel per
la fisica nel 1933. La sua equazione calcolava l’energia di una
p a r t i c e l l a s u b a t o m i c a , p e r e s e m p i o u n e l e t t r o n e , a l l ’ i n t e r n o d i u n
orbitale molecolare prendendo in esame la variazione della equazione
d’onda attribuita alla particella elementare nello spazio e nel tempo.

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Come si può notare, l’equazione generica è fatta di due parti: la prima che riguarda 
l’energia cinetica della particella ed una seconda che riguarda l’energia potenziale 
che per processi spontanei è nulla (vedi l’esempio della pallina che spontaneamente 
cade a valle partendo da una posizione più in alto.
Notare che spontaneamente non succede il contrario). Notare inoltre come la 
parte seconda della formula, che indica l’energia cinetica ha un segno “meno” 
proprio come disegnato nella equazione della energia libera di Gibbs per quanto 
riguarda il termine -TΔS. Notare infine che l’energia totale dipende dal tempo ma 
la cinetica assume la forma della derivata seconda della funzione d’onda. Tale 
derivata seconda ha il significato geometrico di piegatura della stessa funzione 
d’onda ed è l’equivalente einsteiniano di una accelerazione ed in questa sede, senza 
approfondire il discorso, dobbiamo ricordare che in un’altro studio da noi fatto, 
abbiamo dimostrato come la costante della forza di gravità universale “G” è un 
aspetto della Coscienza. (https:// youtu.be/hHig- PP4Mcs?si=IKVKLqtn6KrI69UW). 
Ma che cosa rappresenta la funzione d’onda?

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Essa è la rappresentazione formale di una sola delle componenti di una ipotetica 
trasformata di Fourier che descrive un sistema complesso di oggetti che 
potrebbero essere le componenti di un atomo.


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Si noterà che esistono due componenti una caratterizzata dal coseno, componente 
reale e l’altra descritta come seno nel campo immaginario.
Da qui la necessità di Shroedinger di moltiplicare l’energia totale per -i, dove i è la 
radice di -1, per rendere reale il risultato della sua equazione.
La funzione Ψ rappresenta l’ampiezza della funzione d’onda mentre Ψ2 rappresenta 
la probabilità nello spazio di trovare l’onda stessa.
Dunque appare evidente che il termine entropico della equazione di Gibbs 
corrisponda esattamente al   termine che identifica l’energia cinetica della 
equazione di Heisenberg.


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Ma tutto ciò ha un solo significato; essendo infatti che l’entropia è la 
rappresentazione della consapevolezza umana e che il ΔS della equazione di Gibbs 
rappresenta l a consapevolezza, è chiaro che la consapevolezza è la variabile che 
stabilisce la forma e la probabilità che l’equazione d’onda dell’elettrone esista.
In altre parole siamo noi i creatori di tutto, siamo noi che diamo forma alle 
cose e ne stabiliamo l’energia e la variazione nello spazio. In questo contesto, il 
significato di probabilità di un evento è strettamente legato alla misura della 
propria consapevolezza. Infatti se lanciamo una moneta per aria senza alcuna 
consapevolezza, essa mostrerà una probabilità del 50% di cadere come testa 
o come croce sul pavimento. Ma se noi fossimo coscienti di essere i creatori di 
tutto, come descritto dalla equazione di Shroedinger, lanciando la moneta per 
aria potremmo sempre decidere al 100% prima di conoscere il risultato del lancio, 
cosa accadrà. Dunque la probabilità ancora una volta è solo una misura della nostra 
consapevolezza c h e dipende dall’entropia d e l sistema.
Tutto questo conduce ad una sola ed inevitabile conclusione. Il futuro non solo 
può essere da noi previsto ma può essere da noi creato. Mai prima d’ora era stato 
tentato un approccio simile a riguardo del trading.
Il problema della inversione del pattern
Durante la costruzione della proiezione del pattern del presente nel futuro ci siamo 
sperimentalmente accorti che tale unità di realtà andava ulteriormente manipolate 
con tre operazioni geometriche.
Infatti sovente parti di pattern dovevano essere “rovesciate” specularmente 
rispetto all’asse verticale e rispetto all’asse orizzontale e ridimensionate. La teoria 
che stava dietro queste operazioni geometriche dipende dalla struttura stessa 
dell’universo evideonico.
L’universo evideonico si definisce come un luogo di punti caratterizzati 
da tre assi fondamentali che rappresentano lo spazio, il tempo e 
l’energia di tutto il sistema.

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Questi assi hanno valori precisi che ricalcano i numeri dell’universo e non quelli 
della nostra matematica. Tali numeri sono: la sezione aurea, Pigreco, il numero di 
Eulero, la radice di 2 eccetera. Tal i numeri sono infatti irrazionali e trascendenti 
nel senso che trascendono la comprensione umana ma hanno dentro di sé tutte  
le informazioni dell’universo intero. Tal i numeri rappresentano tutte le costanti 
universali che noi comunemente utilizziamo nella nostra matematica.
La relazione tra le nostre costanti universali e i veri numeri dell’universo è espressa 
da un triangolo rettangolo che contiene tutte queste informazioni, i cui lati 
contengono dati su espressioni di Velocità.

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Tali dati opportunamente rielaborati mostrano come tutte le costanti che noi 
utilizziamo per i calcoli di fisica sono in realtà multipli di quei numeri irrazionali e 
trascendenti elencati prima.
Come si nota basta infatti moltiplicare i valori dei lati del triangolo simile creato 
con valori di π e φ per il valore della temperatura assoluta di Kelvin/100 per ottenere 
il triangolo che contiene tutte le nostre costanti universali. Tale triangolo va 
introdotto nel modello di universo evideonico ed adattato agli assi dello spazio-
tempo ed energia, moltiplicando i cateti per opportuni coefficienti sempre basati 
sul numero di Nepero e pigreco. Per una più profonda ed accurata descrizione 
dell’Evideon si può vedere la seguente conferenza esplicativa della sua struttura 
(https://youtu.be/ HTIYZBrzZbM?si=PHf7HWGOASm-8s_Z).
Nella descrizione dell’universo e videonico bisogna tener presente 
che, essendo l’universo un frattale, l’oggetto più piccolo dell’universo 
stesso è il fotone che avrà la stessa struttura del Tutto.

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137.0359 x (л)^(0.5)/2= 121.449
266.87 x 1/(e^0.5)= 161.86
741
528
852
639
396
417
Se il fotone rappresenta il Tutto, in questa sede va sottolineato come esso risulti 
caratterizzato da un piano spazio-temporale rigido e da un asse delle energie 
mobile che oscilla in continuazione facendo in modi di convertire il fotone nella 
sua immagine speculare così velocemente da non poter essere detectato.
Quello che si vedrà in queste condizioni è solo un fotone virtuale senza massa 
e carica che sarà l’ibrido di risonanza tra le due forme limiti di risonanza, cioè il 
fotone e l’anti fotone. Se si identifica il fotone come un unico tensore, esso avrà 
un dominio di esistenza a forma di doppio cono, nel dominio di spazio, tempo, 
energia. Tale oggetto possiede dunque una frequenza oscillatoria nel tempo e 
deve rispettare l a simmetria CPT (carica, parità e tempo). 
Il comportamento del fotone nel tempo sarà lo stesso del grafico di 
un asset perché tutti e due gli oggetti sono collocati all’interno dello
stesso universo e frattalicamente rispondono alle stesse regole
geometriche.
Nella analisi dei frattali del trading vedremo, quando passeremo alla 
parte pratica contenente i dati che permettono di operare  sul frattale 
che, una volta individuato un frattale, esso verrà proiettato nel futuro

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dopo un processo di “capovolgimento” che rappresenta una operazione 
geometrica ben precisa.
Inoltre verrà “schiacciato” o “dilatato” sull’asse orizzontale che noi chiamiamo 
tempo, Tale
manipolazione deriva dalla conoscenza della struttura dell’Evideon.
Prendiamo infatti un punto A sul cono dell’Evideon ed ammettiamo che scorra 
il tempo velocemente. L’Evideon si trasformerà in modo tale che il punto A del 
passato diventerà il punto E del futuro, dove il  punto Cn rappresenta il presente. 
Si noterà che il punto E altro non è che il punto A che ha subito una operazione 
geometrica detta“ c e n t r o d i inversione”corrispondente a due operazioni di 
“piano speculare” una sull’asse verticale e l’altra sull’asse orizzontale.


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Riportiamo ora tale operazione su un ipotetico asset semplice, costituito da una 
sola funzione seno di x.
In una situazione più complessa l’operatore trader, nell’individuare 
l’inizio di un pattern potrebbe individuare quei nodi delle componenti
del pattern complesso che in quel punto sono effettivamente a zero ma 
magari, ci sono alcune componenti che in quel punto non si azzerano.
Questo porta alla considerazione che non è sempre facile trovare i 
punti dove tutte indistintamente l e componenti della trasformata di
Fourier si azzerino.
Come si può notare, due rotazioni del pattern equivalgono ad una  traslazione 
temporale del pattern stesso che, a prima vista sembra che nel riprodursi, cioè 
nel ripresentarsi nel futuro, si sia semplicemente riprodotto traslando. In realtà 
l’operazione geometrica che sta dietro questa proiezione dell’asset è più complessa 
e nella realtà evideonica, essa si rappresenta con una unica operazione geometrica, 
identificabile come centro di inversione. Ma quando si prende in considerazione 
il pattern in un tempo sottomultiplo del tempo di partenza, il punto A di   partenza 
si trasforma nel punto D su l cono evideonico e questo punto D ha una proiezione 
sul piano spaziotemporale, che non corrisponde a l punto 5, come nel caso del 
punto E, ma da origine al punto 4. Nello spaziotempo, il vettore C-4 è più corto del 
corrispondente vettore C-5 e questo corrisponde a una contrattura del pattern 
che subirà deformazioni, sia sull’asse del tempo che sull’asse delle energie, cioè 
l’asse verticale dell’asset, analogamente con lo stesso meccanismo  opposto si 
potranno generare dilatazioni sui due assi; ma tutto ciò sarà ben visibile nella parte 
pratica di questo trattato.
Bisogna sottolineare come nel semplice esempio di una sinusoide riportato sopra, 
siamo stati in grado di vedere coscienzialmente l’inizio del pattern e la fine del 
ciclo, perché tali punti rappresentano i nodi della funzione seno, cioè i punti reali 
di inizio e fine temporale del pattern.

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Sarà frequente non riuscire, se non operiamo con consapevolezza, alocalizzare 
quei punti in cui tutte le frequenze delle componenti della trasformata, si azzerino
ma l’importante è sapere, e d ora lo sappiamo, perché ciò accade.
Infatti utilizzando una grande dose di consapevolezza/esperienza, sarà possibile 
riuscire in questa impresa soprattutto calcolando pattern corti nel tempo, perché in 
tempi brevi non tutte le componenti della trasformata fanno in tempo ad azzerarsi. 
In quel caso potremmo verificare che la proiezione temporale del pattern si dilata 
su uno solo dei due assi e si restringe sull’altro. L’importnante in questa sede è 
però sapere, cioè essere coscienti, del perché ciò accade e noi ora qui forniamo 
una chiave di lettura in accordo con la teoria che  permette di sostenere il nostro 
modello geometrico.
Una ulteriore osservazione sulla equazione di Shroedinger
L’equazione ha sostanzialmente tre termini. Vol endo ammettere che il trading 
si esprima come la somma di tanti parametri da considerarsi, come prima 
approssimazione, spontanei, in questo contesto il termine “V” di energia potenziale 
che rappresenta l’Entalpia di un qualsiasi processo, va considerato nullo. Si nota 
così come il termine che contiene una derivata seconda, cioè la variazione della 
derivata prima della funzione d’onda, rappresenti una “piegatura” che, nella 
accezione comune sarebbe la piegatura dello spazio-tempo, considerato come
un unico componente, che nella equazione abbiamo indicato con “x” .


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In realtà la piegatura corrisponderebbe a quella dello schermo olografico sul quale 
si proiettano le immagini della realtà virtuale (Verlinde, Maldacena). Tale formula 
descrive l’andamento nello spazio-tempo del trading indicando che la probabilità 
che un evento accade, appare legata alla consapevolezza stessa che l’operatore  
ha dell’evento. Praticamente q u e s t o termine descrive l’andamento del trading 
lungo l’asse delle ascisse. I n questo contesto “m” rappresenterebbe una massa 
fittizia del “volume d’affari” , una sorta di grandezza che rappresenterebbe l a 
quantità di operazioni effettuate nell’unità di tempo e di spazio. L’identificazione 
di questo numero non è importante ai nostri fini perché può essere considerato 
una costante essendo sempre molto grande. L’al t ro termine invece prevede che ci
sia la derivata prima della funzione d’onda sull’asse delle energie che è un asse 
immaginario all’interno dell’Evideon.
Da qui si nota come l’entropia, c i o è la consapevolezza sia la responsabile anche 
della altezza delle “candele”all’interno del grafico sull’andamento del trading. In 
parole povere, la nostra consapevolezza influenza anche le variazioni in altezza 
sull’asse delle ordinate. Il segno “meno” è legato alle convenzioni utilizzate dalla 
fisica termodinamica, dove l’energia e l’entropia, per ragioni storiche e religiose 
hanno segno contrario.
L’ampiezza della funzione d’onda rappresenterebbe l’altezza delle 
“candele” e l’espansione in verticale del grafico di trading.
Dietro questo concetto appare l’evidenza che, se da un lato una  
grandezza immaginaria non può essere direttamente identificata nel
campo reale, è pur vero che essa modifica la parte reale alterando la
rotazione del vettore rotazione di Pointing, di cui noi però possiamo
evidenziarne la proiezione finale sul piano dello spazio-tempo (parte 
reale).

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Una ulteriore finale osservazione v a effettuata sulla finestra di Overton che 
determina l’osservazione del presente. Abbiamo infatti detto che per comprendere 
il futuro bisogna avere informazioni sul passato e manipolarle nel presente per 
estrapolare il futuro, tenendo conto che nel presente esiste sia il passato che il 
futuro a livello di contributo entropico. I n realtà l’osservazione del presente come 
tale nel nostro universo è resa impossibile dalla limitazione della velocità della 
luce che, per quanto elevata, ci permette solo di vedere un passato molto vicino al 
presente ma non il vero presente.
Tenendo conto di questa insignificante approssimazione, possiamo dire di 
osservare il presente anche se realmente ciò non sia affatto vero. In questo 
contesto ci dobbiamo chiedere quanto dura effetivamente il presente di cui 
abbiamo consapevolezza.
Infatti sapendo che il nostro programma che calcola le trasformate di Fourier come 
proiezioni del presente e passato nel futuro, dobbiamo chiarire che nella scelta che 
si fa, esiste un parametro, detto finestra di Overton, che rappresenta la lunghezza 
sull’asse delle ascisse del parametro “x” cioè l’apertura dello spazio-tempo che noi 
“arbitrariamente” consideriamo presente. Una volta identificata la frequenza di 
Overton impiegata, è evidente che la stessa finestra verrà utilizzata per prendere 
informazioni dal passato per produrre una identica finestra del futuro. “L’apertura 
sintetica” di questa finestra è proporzionale alla qualità delle previsioni effettuate;
infatti più l’apertura considerata è larga, più dati vengono computati dalla 
trasformata di Fourier e più preciso sarà il dato proiettivo nel futuro. In pratica 
tale apertura corrisponde alla lunghezza di una antenna radar di un satellite che 
osserva oggetti sulla superficie terrestre.
Più grande è l’antenna più piccola sarà l a dimensione dell’oggetto visibile nella 
foto satellitare. Ricordiamo in questa sede che il Radar ad Apertura Sintetica SAR 
produce una trasformata di Fourier dei dati acquisiti, dove la stessa trasformata 
rappresenta la capacità di mettere a fuoco un determinato target.
La nostra Coscienza con lo stesso meccanismo osserva le curve di trading ed è
evidente che alcuni operatori hanno più consapevolezza
di altri e riusciranno ad ottenere immagini messe a fuoco con maggior
definizione di altri, provvedendo a previsioni più reali Infine il termine 
di energia potenziale V(Ψ) che rappresenta l’energia potenziale e che 
appare sempre essere una funzione d’onda cioè appare sempre essere 
sotto controllo dell’Entropia, rappresenta quel fattore non spontaneo 
che produce alterazioni nelle previsioni d i spontaneità che la
funzione finale di trading dovrebbe avere.

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È evidente che questo fattore rappresenta una perturbazione provocata 
artificialmente nel trading da componenti esterne che possono produrre 
alterazioni sulle previsioni di spontaneità dei grafici d i trading. È altresì evidente 
che per quanto possa sembrare assurdo, queste alternazioni dalla spontanietà 
rientrono sempre in una prevedibilità dettata dalla trasformata di Fourier. In altre 
parole, chiunque tenti disperatamente di modificare il percorso degli eventi 
in qualsiasi campo o asset, sarà costretto a d usare sempre l e stesse leggi di 
ripetibilità dell’Universo e ciò significa che le sue azioni “disturbanti” appariranno 
solo ad un primo esame di tipo randomizzate ma seguiranno obbligatoriamente 
un percorso descrivibile da una o più funzioni trigonometriche. Da un punto di 
vista matematico formale, si dovrebbe obiettare che non è possibile, in linea di 
principio, eguagliare una derivata ad un differenziale o ad una differenza.
Dalla parte sinistra dell’equazione di Shroedinger paragonata alla equazione d i 
Gibbs, abbiamo termini che indicano come varia una equazione d’onda mentre 
dalla parte destra abbiamo una funzione di stato che è indipendente dalla sua 
variazione o nel tempo o nello spazio-tempo ma dipende solo dai suoi valori iniziali 
e finali, cioè dallo stato iniziale e finale della entropia ma non da come essa varia 
durante la sua variazione. In realtà l’equazione così scritta ci dice che la derivata 
seconda della funzione d’onda nello spazio-tempo alla fine ed all’inizio dell’analisi 
è la rappresentazione della probabilità che l’evento sia accaduto e tale valore, solo 
alla fine dell’evento, è sempre eguale d1, indipendentemente dallo svolgimento 
degli accadimenti; e tutto ciò rende i due termini dell’equazione compatibili
tra loro, solo se essi calcolano l’inizio e la fine dell’evento nella sua completezza,
rendendo il valore d i ΔS sostanzialmente dipendente solo dal valore 
di “m” .
Nel trading ciò significa che una previsione a lungo termine viene 
considerata da noi come un evento iniziato e finito dove siamo sicuri 
del valore finale della funzione su ascisse e coordinate. Noi cioè 
sappiamo che, a lungo termine, il mercato porterà a quella variabile 
con quel valore finale ma non siamo sicuri di come quel valore sarà 
raggiunto, perché, nel tempo, la consapevolezza dell’evento e di noi 
che lo stiamo creando, cambia.

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Dunque l’operatore, avendo a disposizione la sicurezza della fine dell’evento o 
pustolandola tale, nelle condizioni al contorno del problema, potrà ricalcoare 
la trasdormata di Fourier in sotto campi spazio-temporali più corti, dove la 
trasformata verrà via via modificata, per adattarsi alle condizioni cioè alle 
informazioni del passato e del presente per proiettarle in un futuro il cui punto 
finale è obbligatoriamente fissato dalle condizioni iniziali del problema.
Giunti alla fine della previsione a lungo termine, integrata dalle sotto previsioni 
a breve termine, si deve considerare l’evento terminato e si ripartirà con un altro 
evento. Considerando così il trading una serie di eventi compiuti,
si potrà sostenere che la derivata seconda della funzione d’onda,  che caratterizza 
questo percorso, abbia sempre probabilità fissa ed identificabile, di accadere. In 
termini matematici ciò significa che: qualsiasi percorso abbia compiuto la funzione 
d’onda per arrivare al suo punto finale dell’evento preso in considerazione, l’area 
descritta dalla sua probabilità finale sarà sempre la   stessa, il  ché  significa che 
l’integrale di tale funzione sarà, alla fine, indipendente dalla forma della funzione 
ma dipenderà solo dal punto di partenza e da quello di arrivo, come nell’esempio 
seguente:


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rendendo compatibile il formale segno δ con il segno Δ, nella nostra eguaglianza. 
Analogamente il significato dell’eguaglianza tra il primo termine a sinistra della 
equazione di Shroedinger, che indica l’energia totale del sistema, quale entità 
immaginaria eguagliata al termine entropico - TΔS, va a sottolineare come, anche 
in questo caso, all’inizio ed alla f ine di un evento, la quantità di energia messa 
in gioco, sia sempre l a stessa in un sistema isolato (vedi teoria dello Zero Point 
Energy).
Per chiarire questo ulteriore aspetto coscienziale della realtà virtuale, facciamo 
l’esempio della vita. Un soggetto viene inconsapevolmente al mondo avendo 
lo scopo (inconsapevole) di capire la dualità che lo porterà, partendo da zero 
energia, al tempo zero, ad arrivare a zero energia al tempo finale t. Il suo percorso 
sarà nella ipotesi più semplice una gaussiana più o meno accentuata a seconda 
della capacità di mirare il t a rget finale d a raggiungere n e l minor sforzo possibile,
sempre avendo a disposizione lo stesso tempo.


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In questo grafico, a seconda del percorso che uno decide di fare (il più diretto è 
il più consapevole lungo le ascisse che rappresentano l’asse del tempo, mentre il  
più tortuoso prevede innalzamenti e cambi di direzione), si vede che la derivata 
prima della funzione d’onda rappresenta la pendenza delle curve.
Questo paramentro indica quanto noi si sia in grado di centrare lìobiettivo finale, 
divagnafo il meno possibile.
Dunque, ancora una volta, siamo di fronte ad un parametro di consapevolezza che 
ci dice come il valore della derivata prima della funzion e d’onda rappresenta la 
pendenza delle curve.
Questo parametro indica quanto noi si sia in grado di centrare l’obiettivo finale, 
divagando il meno possibile. Dunque, ancora una volta, siamo di fronte ad un 
parametro di consapevolezza che ci dice come il valore della derivata prima della 
funzione d’onda, all’inizio ed alla fine del percorso sia, in modulo, sempre lo stesso, 
dove il segno + o -, indica invece se ci stiamo allontanando od avvicinando al valore
finale/iniziale dell’energia. Praticamente l’ordinata di ogni punto del nostro 
percorso di consapevolezza, indica di quanto siamo distanti dal percorso più 
breve, energeticamente parlando, per ottenere la fine dell’esperienza. Ma ora che 
la teoria ci dice che il nostro modello è in grado di prevedere qualitativamente e 
quantitativamente il futuro, possiamo applicare tutto ciò con consapevolezza alla 
pratica, che verrà qui di seguito esposta con esempi pratici.

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FrattaliFrattali

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Cosa sono i frattali
I frattali sono strutture geometriche complesse che presentano  un pattern 
ripetitivo a diverse scale. Questa proprietà è nota come autosimilarità. 
I frattali sono interessanti sia per la loro bellezza naturale sia per le loro applicazioni 
pratiche in vari campi della scienza e della tecnologia e nella finanza.
Origine e Sviluppo
Il termine “frattale” fu coniato dal matematico Benoît Mandelbrot nel 1975. 
Mandelbrot ha introdotto questo concetto mentre cercava di descrivere forme 
geometriche irregolari e frammentate che non potevano essere rappresentate 
dalle tradizionali figure della geometria euclidea.


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Caratteristiche dei Frattali
- Autosimilarità: I frattali mostrano dettagli simili a se stessi su scale diverse. Ad 
esempio, ingrandendo una parte di un frattale, si troverà una struttura simile a 
quella più grande.
- Struttura a Scale Multiple : Un frattale contiene dettagli su scale che variano 
enormemente. Questa proprietà li rende utili per modellare fenomeni naturali che 
presentano forme complesse a diverse dimensioni, come le coste, le nuvole o i 
sistemi di vasi sanguigni.
- Dimensione Frattale  : I frattali sono spesso caratterizzati da una “dimensione 
frattale” , che è una misura statistica della loro complessità. La dimensione frattale 
può essere un numero non intero, a differenza delle dimensioni convenzionali.
Questa spiegazione generica ha l’obiettivo di introdurre il concetto di base dei 
frattali applicati ai mercati finanziari, dove il denaro, con tutti i suoi aspetti duali 
di avidità e paura, altera e complica i concetti alla base del frattale. Questo non 
avviene tanto per la complessità operativa dell’applicazione, ma perché pone le 
persone d i fronte a se stesse, alle limitazioni della personalità e ai condizionamenti 
che l’essere umano subisce costantemente. È importante considerare che i frattali
influenzano tutti gli ambiti della nostra vita; così come in altri settori, anche il 
mercato finanziario ha origini frattale. Tuttavia, l’impatto dei frattali nella finanza 
è immediato e ci porta a rapidi aumenti di entropia che richiedono di vivere in 
tensamente il momento presente e di sentire il peso dell’apprendimento mentre 
se ne fa esperienza.
Nei frattali che incontriamo nella vita quotidiana, spesso non abbiamo modo di 
comprendere appieno queste esperienze, poiché il tempo di sviluppo del frattale 
è rallentato e le distrazioni e i condizionamenti impediscono di percepire questo 
cambiamento, finchè lo stesso cambiamento non è già avvenuto nella nostra vita.


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Sulla base del lavoro presentato dal Professor Corrado Malanga nel 2018 a Pescara 
durante il XCongress, è stato introdotto per la prima volta il pattern H-C. Questo 
pattern è stato applicato al grafico dell’euro-dollaro per identificare l’impatto del 
frattale nel passato, che contiene l’informazione necessaria per prevedere il futuro 
andamento del mercato.
Questa scoperta senza precedenti nel mercato finanziario è significativa perché, 
dopo aver cercato in vari canali d’informazione e su YouTube nel campo del trading, 
si nota che questo concetto dei frattali non è mai stato presentato pubblicamente, 
nonostante il mercato stesso abbia un’origine frattale.
Ci siamo chiesti il perché, e la risposta è risultata abbastanza evidente: nessuno 
ha mai adottato un’altra prospettiva, ovvero quella di vedere il mercato finanziario 
con un approccio coscienziale. Questo approccio non pone il guadagno come 
obiettivo principale, ma lo considera una conseguenza del risultato ottenuto.
Combinando l’esperienza da trader di Serleto con questa nuova visione, 
ci siamo subito accorti della limitazione imposta dal tempo: più il 
tempo è dilatato, meno è probabile fare l’esperienza di comprensione 
e di predittività del frattale futuro. Al contrario, se il tempo è ridotto, la 
predizione del frattale futuro è meno affidabile poiché l’informazione 
non è completa. Possiamo pensare al tempo come a una serie di 
ingranaggi (esempio). In letteratura finanziaria si trovano diversi lavori 
che hanno tentato di applicare questi metodi, ma il tempo troppo 
ridotto o troppo dilatato non ha portato a risultati replicabili.

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Da pattern HC a indicatore frattale
La prima parte del lavoro è stata quella di trasformare il disegno del pattern H-C 
in un algoritmo che, in base alla consapevolezza di chi lo utilizza, permette di 
individuare la scala di applicazione corretta rispetto al contesto. Questo include 
l’identificazione della consapevolezza dell’asset, il tempo di movimento dell’asset 
all’interno del pattern, e la fusione di livelli di massimi e minimi con linee temporali 
di accelerazione.
Scala di applicazione:
Grazie all’algoritmo che incorpora i dati del frattale, identificando un massimo 
e un minimo importanti, è possibile estendere il frattale nel futuro, risolvendo il 
problema della discrezionalità sul trend, ovvero su come adattare l’inclinazione 
del pattern su un grafico dinamico. In ogni caso, il risultato dell’estensione 
dell’indicatore è determinato dalla consapevolezza individuale, che consente 
di identificare i massimi e i minimi più appropriati rispetto agli obiettivi che si 
vogliono raggiungere.


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Consapevolezza dell’asset:
La consapevolezza dell’asset è ciò che nei mercati finanziari viene chiamata 
volatilità, ma identificata con una percentuale definita e diversa per ogni asset. 
Infatti, sebbene sia possibile prevedere l e strutture future, queste si formano 
con un disegno simile ma con un’estensione diversa. È essenziale che il pattern 
sia parametrato correttamente per ogni asset in base alla sua percentuale di 
consapevolezza.
Tempo: Il tempo è identificato come il time frame scelto per utilizzare il pattern, 
poiché ogni candela è determinata dal time frame . Ad esempio, su un grafico a 
15 minuti, in un’ora avremo 4 candele, mentre se scegliamo il time frame di 1 ora, 
avremo solo una candela. Questa differenza influisce sul risultato dell’estensione 
dell’indicatore frattale. Per un’analisi d i breve termine, è funzionale il time frame 
da 1 ora, mentre per un’analisi di più lungo termine è più efficace il time frame 
giornaliero. Bisogna tenere in considerazione un fattore essenziale: l’analisi non
è il trading, e comprendere che, anche se abbiamo un’indicazione di un prezzo 
futuro di un asset, esso non è garanzia di guadagno.  L’indicatore frattale è uno 
strumento per analizzare e prevedere il comportamento futuro in termini di 
accelerazioni a l rialzo o al ribasso e prevedere i punti di contatto di massimi e 
minimi delle proiezioni dei frattali.
Analisi: L’analisi è la fase preliminare in cui un trader o un investitore raccoglie 
informazioni, studia i dati e valuta la situazione del mercato per fare previsioni sui 
futuri movimenti dei prezzi. Nel nostro caso, l’indicatore frattale, come vedremo in
seguito, c i dà dei riferimenti precisi sul presente e sul futuro, ma questi riferimenti 
non hanno un piano applicativo poiché lo scopo dell’analisi non è quello di avere 
un piano esecutivo, ma di avere dei riferimenti sul futuro.
Trading: Il trading è l’attività pratica che segue l’analisi. Ci sono varie filosofie e 
stili di trading, e una delle grandi lacune è che non si può fare trading se questo 
non è una nostra estensione. Avere a disposizione dei dati per vedere il futuro, non 
è garanzia di successo, poiché il futuro si costruisce un momento presente dopo
l’altro, e in termini pratici vuol dire: se oggi l’indicatore frattale mi 
dice che domani mattina il prezzo dell’oro arriverà a 2500 e io compro 
l’oro mentre , in una prima fase, il prezzo scende, e, per evitare ulteriori 
perdite, io decido di chiudere la posizione. Successivamente, nelle 
ore seguenti, il prezzo arriva a 2500. In questo caso, il prezzo è arrivato 
al target, ma io non ho guadagnato nonostante sapessi che nel futuro 
il prezzo sarebbe andato a 2500.

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Quando si fa trading, il potenziale futuro che intercettiamo va contestualizzato 
in base al time frame, alla consapevolezza dell’asset, alla leva finanziaria (se la sto 
utilizzando) e ad altri fattori. La padronanza di questi e altri concetti si chiama 
Consapevolezza, e l’applicazione di questa consapevolezza n e l momento presente 
ti permette d i sapere quando e quanto comprare. Se la posizione che ho aperto è 
in passivo, so come gestirla in attesa del target futuro. Questo si chiama “essere” ,
questo vuol dire diventare un’estensione di noi stessi e  questo è ciò che intendiamo 
quando utilizziamo il termine “trading” in questa ricerca.
Indicatore frattale
L’algoritmo dell’indicatore frattale è disponibile sulla piattaforma TradingView 
tramite una licenza dedicata. L’indicatore frattale viene tracciato da un minimo a 
un massimo e, in questa sequenza, raccoglie i dati del frattale passato ed estende 
5 sezioni in cui sono racchiusi tutti i dati del frattale.
Questi dati vengono espressi in:
- Linee verticali : Le linee verticali indicano cambiamenti ciclici all’interno del 
frattale. Ci sono 25 linee verticali all’interno di 588 candele, che, in base al time 
frame, possono essere 1H (588 ore), 1D (588 giorni), ecc. Il 90% di queste linee 
segnala un’accelerazione, quindi un aumento di volatilità, mentre il restante 10% 
indica un’eventuale lateralizzazione. È importante considerare che, se si usa un time 
frame di 1H o 4H, dalla data e ora precisa in cui si verifica la linea verticale, bisogna 
considerare una tolleranza di 3 ore prima e dopo, durante le quali l’accelerazione 
può anticipare o ritardare.
- Linee inclinate (blu) : Queste linee indicano aree di supporto e resistenze 
condizionate dal tempo. Ogni linea indica che, quando il prezzo interagirà con 
ognuna di esse, ci sarà un arresto (se il prezzo viene da una salita) o una ripartenza 
(se il prezzo viene da una discesa).
- Cerchi bianchi: I cerchi seguono l’andamento dei prezzi sui mercati in forma
circolare, in base al frattale. Quando il  prezzo entra in contatto 
con un cerchio e proviene da un rialzo, il prezzo può arrestarsi 
momentaneamente; al rialzo come prossimo obiettivo. Se invece 
veniamo da una discesa, il prezzo può arrestarsi momentaneamente e 
possiamo considerare il cerchio successivo al ribasso come prossimo 
obiettivo. Utilizzando singolarmente o simultaneamente questi 
riferimenti, è possibile prevedere con precisione aumenti d i volatilità, 
massimi e minimi futuri. 

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L’accratezza di questi riferimenti può variare in base a chi li utilizza. Ricordiamo che 
il frattale si estende tra due punti, minimo e massimo, e questa azione è influenzata 
dalla consapevolezza personale. Quindi, possiamo affermare che il risultato 
dell’indicatore frattale cambia a seconda della consapevolezza di chi lo utilizza.

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Trasformata Trasformata 
di Fourierdi Fourier

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Parte Didattica
Successivamente all’indicatore frattale, il professor Corrado Malanga ha introdotto 
nel lavoro che avevamo svolto fino a quel momento la trasformata di Fourier 
(spiegazione). Luca Serleto l’ha poi adattata con parametri di mercato specifici, 
calibrando le scale corrette e considerando le varie consapevolezz e dell’asset. Da 
qui è nato qualcosa di straordinario: ci siamo accorti che potevamo identificare 
pattern nascosti che non erano immediatamente visibili. 
Isolando i fattori sia emotivi che applicativi che contraddistinguono gli operatori 
di mercato, si riesce a risolvere, una dopo l’altra, tutte le incertezze, arrivando a un  
risultato senza precedenti.
Il Tempo : Come prima cosa, abbiamo dovuto risolvere il problema del tempo. 
Inserendo la trasformata di Fourier e identificando diverse sequenze temporali 
in cui avviene la costruzione dei frattali, abbiamo isolato le varie componenti di 
frequenza. In una fase successiva, abbiamo cercato di rimuovere il rumore di fondo 
per isolare i pattern, ma i risultati non erano corretti. Lavorandoci sopra, ci siamo 
resi conto che quando si seleziona un range temporale in una costruzione frattale
in un momento specifico, i dati del passato sembrano scomparire, senza più 
influenzare la creazione di pattern frattalici futuri. È come dire che l’esperienza fatta 
a un anno di vita è registrata in noi, ma oggi quel passato non ha alcuna influenza 
sulla creazione del nostro futuro nel momento presente.
Risolto questo problema e identificato il tempo corretto, aggiungendo delle 
variabili di dati alla trasformata di Fourier, siamo riusciti non solo a isolare il 
tempo che non aveva influenza sulla costruzione del frattale nel futuro, ma anche a 
identificare diversi pattern che si ripetono su tutti i mercati del mondo.
In questa applicazione useremo i grafici di Bitcoin, Ethereum, Oro, Argento, contro 
il dollaro ma potremo usare qualsiasi asset del mondo. Inizieremo a prendere 
come riferimento il pattern che nel book dei frattali estrapolato dalla trasformata 
di fourier in allegato è il numero 1:

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Pattern 1
Bitcoin: h 00:00 del 28 agosto 24 (time frame 15m)
Ethereum: h 00:00 del 28 agosto 24 (time frame15m)


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Oro: h14:30 del 29 agosto 24 (time frame 15m)
Argento : h18:15 del 17 luglio 24 (time frame 15m)


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Pattern frattalici: Come possiamo vedere in questo esempio, su asset di natura 
diversa, abbiamo lo stesso pattern,tenendo in considerazione che possono 
esistere diversi pattern simili che possono variare per inclinazione, ampiezza o 
numero di candele.
Il pattern che abbiamo utilizzato nel primo esempio, identificato nel libro come 
“Pattern 1” , non è così chiamato perché sia il primo in assoluto, ma perché i pattern 
possono essere riconosciuti i n base al tempo, che in questo caso è rappresentato 
dalle candele al suo interno.
Questa tipologia di pattern può estendersi fino a 6 candele, per questo motivo 
nel libro i pattern sono identificati con range da 3 a 6, da 6 a 12, da 12 a 24, da 24 a 
39 e da 39 a 56. Oltre al tempo, il pattern può variare anche nell’inclinazione, pur 
mantenendo l a stessa forma. Queste caratteristiche non alterano la proiezione 
futura del frattale, poiché la figura rimane l a stessa, ma cambiano i tempi i n cui 
avviene la proiezione.
Se prendiamo ora in considerazione i Pattern 2 e 3, abbiamo la stessa costruzione 
frattale ma c o n u n numero diverso d i candele, sempre appartenenti allo stesso 
range da 3 a 6, con inclinazioni e curvature differenti.


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Proiezioni dei pattern: Dopo aver compreso la natura del frattale e come le forme, 
sebbene uguali in termini di costruzione, possano essere differenti in termini di 
variabili, è bene comprendere che queste variabili non condizionano il risultato in
termini di proiezione, ma possono influenzare l’operatività in termini applicativi, 
che approfondiremo in seguito. La proiezione del frattale è già ben definita nella 
natura della sua costruzione e viene determinata dall’ampiezza tra il punto più 
basso della struttura e la linearità più alta della costruzione della struttura. L’es 
tens ione della proiezione avviene sempre con una costruzione frattale che, anche
se utilizziamo il pattern dello stesso range, il target sarà sempre quello definito 
all’interno del frattale, ma il modo in cui si raggiunge può essere diverso. La 
piattaforma di Pythagoras, che integra la trasformata di Fourier, può analizzare 
questo con i dati del presente e fornire tempi e proiezioni più dettagliate.
Tuttavia, n e l contesto attuale, stiamo applicando i dati forniti dalla trasformata di 
Fourier, ma non sono adattati ai dati del presente in cui verranno utilizzati.
Pertanto, possiamo vedere le strutture dei frattali grazie al libro dei frattali, 
possiamo conoscere il potenziale futuro, ma non siamo in grado di determinare un 
range di tempo definito per applicarlo, a meno che non si abbia una consapevolezza 
tale da poterlo determinare.
Questo, nell’ambito della ricerca e dell’analisi, non ha alcun impatto,
poiché non si ha lo scopo di trarre profitto da uno scenario di mercato.
Tuttavia, se questo strumento verrà utilizzato per il trading e per 
drenare liquidità dal sistema, è essenziale unire questi dati con quelli 
presenti al momento dell’utilizzo. Per questo, Pythagoras diventa 
importante per chi ha tali obiettivi.

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Esempi:
Bitcoin: h 18:30 del 27 agosto 24 (time frame15m)
Ethereum: h 18:30 del 27 agosto 24 (time frame15m)


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Oro: h 08:45 del 30 agosto 24 (time frame15m)
Argento: h 18:15 del 17 Luglio 24 (time frame15m)


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Come si evince dagli esempi, abbiamo identificato su asset diversi le stesse 
strutture, che si caratterizzano per un numero minimo di candele che varia da 3 
a 6 in questo caso, ma si differenziano per variabili di inclinazione, ampiezza e 
curvatura. Tuttavia, in ogni caso, il target si ripete sempre allo stesso modo. Come 
si può vedere dalle immagini con le proiezioni in giallo sulla sinistra, il pattern 
appare nitido, mentre sul grafico, solo disponendo dei dati della struttura, inizia a 
visualizzarsi.
Questo accade perché, quando si osserva sul grafico, il pattern è collegato ad altre 
strutture frattale che hanno già completato la loro proiezione e rende complessa 
la sua individuazione.
Frattali complessi : Nel Book dei frattali troviamo diverse figure e diversi range. 
Tutti i pattern superiori a 6 candele iniziano a diventare frattali complessi, ovvero 
agganciano al frattale altri pezzi di frattale, portando alla creazione di figure 
complesse. La complessità della struttura, che richiede un tempo più dilatato 
per attivare la sua proiezione, è irrilevante a scopo di studio, ricerca e analisi di 
mercato, mentre a scopo operativo può avere un impatto significativo. Prendendo 
ad esempio il pattern che nel Book è indicato come 13, scomponendolo, troviamo 
al suo interno il pattern 3.
Pattern 3 Pattern 11
Pattern 13


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L’ innovazine di queste conoscenze, portata dall’introduzione della trasformata 
di Fourier nei mercati finanziari, cambia completamente il paradigma. Non solo 
possiamo individuare il prezzo futuro di un asset identificando le singole strutture, 
ma unendo i frattali possiamo creare strutture complesse che permettono una 
predizione del prezzo con una percentuale d i accuratezza molto più elevata, in 
alcuni casi anticipando anche notizie di geopolitica e molto altro.
Attentato a Donald Trump, 14 luglio 2024:
Molti commentatori s i sono divisi sulla veridicità di questo evento, ma con questa 
ricerca possiamo dimostrare scientificamente che il mercato, nello specifico il 
grafico della DJT Trump Media & Technology Group Corp quotata al NASDAQ, già 
in data 12 luglio 2024, un venerdì prima della chiusura dei mercati, aveva creato 
un frattale complesso con indicazione di rialzo. Questo frattale escludeva la 
possibilità di un evento negativo, e solo dopo 2 giorni siamo venuti a conoscenza
dell’attentato a Trump, dal quale è uscito illeso.
Grafico Trump Media & Technology Group Corp

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Pattern 15


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Come si evince chiaramente dalle foto, sovrapponendo il pattern 15, abbiamo lo 
stesso identico pattern.
In questo caso, cambia leggermente la visualizzazione delle candele, poiché il 
pattern 1 5 è graficamente estrapolato d a un time frame di 15 minuti nel mercato 
crypto, che è sempre aperto, mentre quello di Trump Media & Technology Group 
Corp è un grafico giornaliero, con ore di chiusura giornaliera delle contrattazioni.
Trovando strutture complesse nei mercati finanziari, dove passa tutto ciò che 
accade e si muove nel mondo, e portando avanti questa nuova conoscenza e 
consapevolezza, è possibile che un giorno, quando le persone riusciranno a 
vedere il “chiodo nel muro” , potranno evitare di essere vittime di manipolazioni 
ed eventi, comprendendo il significato delle manipolazioni e dei condizionamenti 
che, direttamente o indirettamente, c i influenzano.
Tornando al frattale che abbiamo preso in esame precedentemente il Pattern 13 
con la sua proiezione e andiamo a fare alcune dimostrazioni:
Pattern 13
Bitcoin: h 23:15 del 24 agosto 24 (time frame15m)


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Ethereum: h 23:45 del 24 agosto 24 (time frame15m)
Oro: h 16:45 del 2 agosto 24 (time frame15m)


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Argento: h 16:45 del 2 agosto 24 (time frame15m)
Come si evince dai dati forniti e verificabili, prendendo i frattali dal libro e 
applicandoli alla data e ora specifica, troviamo il frattale con le sue proiezioni. 
Questo dovrebbe far sorgere una domanda: sei trader, gli operatori di mercato e 
tutti gli investitori comprano in maniera indipendente i n mercati apparentemente 
differenti e con fondamentali diversi, come è possibile che si creino sempre le 
stesse strutture con le stesse proiezioni?
La risposta che ci siamo dati è che gli operatori di mercato non compiono azioni 
consapevoli, e quindi i loro acquisti e vendite sono condizionati da fattori esterni 
in maniera organizzata. Partendo da questi presupposti e  applicando un aspetto 
consapevole a queste informazioni, si può velocizzare l’aumento dell’entropia 
attraverso l’esperienza di utilizzare il denaro come strumento per acquisire una 
conoscenza di noi stessi che non abbiamo ancora compreso.
Questi dati sono interamente estrapolati dalla trasformata di Fourier 
e hanno uno scopo didattico; richiedono applicazione e studio 
per associare correttamente tutte le  strutture e applicarle in modo 
ripetitivo e automatico per prevedere i prezzi futuri. Questo modello 
didattico, se non si ha una conoscenza approfondita, permette sì di 
prevedere il prezzo futuro ed eventualmente di comprendere eventi,
come ad esempio quello di Trump, ma è difficile trarne profitto 
finanziario poiché, come abbiamo visto, anche se partiamo da un 
frattale semplice, la visione della costruzione del frattale complesso
sarà sempre in ritardo.

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Trasformata Trasformata 
di Fourier:di Fourier:
La soluzione La soluzione 
PythagorasPythagoras

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Pythagoras è la piattaforma che incorpora al suo interno, attraverso algoritmi 
proprietari, la Trasformata di Fourier. La sua peculiarità, applicata su diversi asset, 
è che può essere utilizzata nel presente prendendo istantaneamente i dati del 
passato e del presente, proiettando i potenziali prezzi futuri attraverso le strutture 
frattali.
Oltre a questo potentissimo strumento, la piattaforma offre la possibilità di 
studiare e aumentare la propria consapevolezza attraverso corsi dedicati alla 
comprensione dei frattali e all’utilizzo di soluzioni innovative che possono rendere 
il trading un’estensione del nostro essere.
Pythagoras Automatic MODE:
La piattaforma dispone di una funzione automatica che permette ai neofiti, che non 
hanno ancora la capacità di identificare i frattali, di selezionare un asset a propria 
scelta con il time frame specifico (15 minuti, 1 ora, o 4 ore) e attivare la Trasformata di 
Fourier, la quale identificherà automaticamente il frattale e proietterà il potenziale 
futuro.
Step 1: selezionare la modalità automatica è uno tra gli asset disponibili.


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Step 2: Attivare la trasformata di Fourier cliccando sul tasto “Predict” .
Step 3: Attendere il caricamento.


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Step 4: In giallo si avrà il potenziale futuro a diposizione con i potenziali futuri
La modalità automatica è molto efficace e offre un grande supporto a chi inizia ad 
approcciarsi al mondo del trading con un aspetto consapevole. È bene sottolineare 
che, anche se si conosce un potenziale futuro, questo non è garanzia di guadagno.
Solo la consapevolezza del trader, basata sull’esperienza, potrà trasformare la 
predizione di un  potenziale futuro in un profitto concreto.


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Pythagoras Manual MODE:
La piattaforma dispone anche di una Funzione Manuale che permette al trader 
che ha già acquisito una certa consapevolezza e un proprio modello operativo di   
selezionare il frattale, che può trovare nel book dedicato, individuandolo con il 
tempo specifico e attivare la trasformata di Fourier. Sostanzialmente, la modalità 
manuale differisce da quella automatica poiché il frattale viene individuato in 
base alla consapevolezza del trader.
Step 1: selezionare la modalità manuale è uno tra gli asset disponibili.
Step 2: Selezionare il frattale attraverso le date e attivare la trasformata di Fourier 
cliccando sul tasto “Predict” .


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Step 3: Attendere il caricamento
Step 4: La trasformata identica il pattern e proietta i potenziali futuri


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Il primo output rappresenta il futuro senza alterazioni, evidenziato in giallo, con la 
sua proiezione accompagnata da linee blu tratteggiate.
Poiché il futuro può essere alterato dal condizionamento attraverso diversi fattori 
che impattano sull’essere umano, la Trasformata di Fourier, utilizzando i dati del 
passato e del presente, tiene già conto di queste alterazioni e fornisce ulteriori 
potenziali futuri basati su possibili variazioni. Questo consente al trader non solo 
di visualizzareun frattale complesso, ma anche di essere in grado di gestire tali 
alterazioni.
Questi due strumenti permettono di accompagnare il trader nel suo percorso di 
apprendimento e conoscenza, nella scoperta di sé stesso, utilizzando il denaro 
come strumento di evoluzione.
Oltre a questi strumenti, è possibile utilizzare il book dei frattali, che
contiene tutte le strutture necessarie per intercettare i frattali semplici
e complessi. L’obiettivo di questo lavoro non è necessariamente quello 
di guadagnare più soldi, ma di utilizzare il denaro per fare esperienza
personale e aumentare la propria consapevolezza. Forse un giorno,
dopo aver fatto questa esperienza, il denaro non avrà più alcuna 
importanza.