_copy_tasks_to_version non copiava le righe VisionReferenceImage del
task sorgente: il task copiato perdeva le immagini di riferimento del
grafo di visione. Ora copia le righe sul task nuovo, stesso path e
stessi metadati (stesso file su disco, non duplicato).
Di conseguenza il file va cancellato solo se nessun'altra riga
VisionReferenceImage referenzia lo stesso path: nuova
vision_service.file_still_referenced(), usata dalla route DELETE
prima di remove_reference_file.
Test: copy-on-write elenca l'immagine sulla nuova versione; DELETE di
una delle due righe lascia il file; DELETE dell'ultima lo rimuove.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
upgrade head partiva dalla 001, che sa solo aggiungere colonne a tabelle
che assume gia' esistenti: su un DB davvero vuoto falliva subito. Nuova
000_base_schema.py (revision "000_base", down_revision None) crea lo
schema pre-001 esplicitamente (create_table, non Base.metadata.create_all,
che porterebbe gia' le colonne di 001-013 e farebbe fallire 001 su
"Duplicate column"). No-op se la tabella recipes esiste gia'
(sa.inspect(bind).has_table("recipes")). 001 ora ha down_revision =
"000_base".
setup.py: init-db e reset-db, dopo create_all/drop_all+create_all,
eseguono l'equivalente di "alembic stamp head" (nuovo _stamp_head(),
command.stamp con la config di src/backend/migrations/alembic.ini) cosi'
un DB nato da create_all non ritenta le migrazioni 001-013 al prossimo
deploy.
Test: catena upgrade head su SQLite vuoto, tabelle/colonne confrontate
con Base.metadata; DB con recipes gia' nello stato pre-001 -> upgrade
head non fallisce (000 no-op). _stamp_head si appoggia a
migrations/env.py, che costruisce una connessione propria da
settings.database_url (non modificabile dai test tramite l'engine
patchato di setup.py): nei test di setup.py e' quindi no-op via
monkeypatch, cosi' init-db/reset-db continuano a girare su SQLite senza
toccare un MySQL vero.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Il Content-Type del client non era verificato: un file "x.html" dichiarato
image/png veniva salvato e poi servito per estensione come text/html,
eseguito dal browser. Nuova detect_file_type() (PNG/JPEG/GIF/WebP/PDF) in
files.py, usata anche dal logo in settings.py; l'estensione salvata segue
sempre il tipo rilevato, mai il nome file dichiarato dal client. Il logo
rifiuta SVG a prescindere (puo' portare script). Upload letti a blocchi da
1MB, interrotti appena superano il limite invece di bufferizzare tutto
prima di controllare la dimensione.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
api/routers/production.py: open/cycle/remeasure/pause/resume/close accettavano
qualunque utente autenticato (get_current_user). Nuova dipendenza locale
_require_run_operator (MeasurementTec o Supervisor o admin) sui sei endpoint
di ciclo vita; le letture (current, {run_id} GET) restano aperte a tutti gli
autenticati. Per pause/resume/close si aggiunge al controllo esistente delle
credenziali del supervisore in corpo, che riguarda un'altra persona (chi
autorizza), non chi opera.
services/production_service.py open_run: nessun controllo su recipe.active ne'
sull'assegnazione ricetta-stazione. Nuovo _require_recipe_assigned_to_station:
se la stazione ha almeno un'assegnazione (StationRecipeAssignment), la ricetta
deve esserci, altrimenti 409; una stazione senza alcuna assegnazione resta
libera - stessa regola del filtro in lettura di station_service.list_station_recipes
(join che senza righe non filtra nulla). Ricetta non active -> 409.
NON TOCCATO: src/frontend/flask_app/blueprints/measure.py (stesso filtro sul
lato Flask, lotto B2) e test_measure_station_filter.py - altro agente ci
lavora in parallelo sulla stessa cartella.
Test: src/backend/tests/test_production_runs.py, 6 nuovi test (ruolo su
open/pause, assegnazione rifiutata/accettata/libera, ricetta inattiva).
PROVA: uv run --extra server --extra dev pytest src/backend/tests/test_production_runs.py -q -> 34 passed
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
#4 - api/routers/tasks.py: update_task, delete_task, create_subtask,
update_subtask, delete_subtask controllavano solo is_current, non
version_has_measurements: la versione con misure veniva modificata sul posto,
cambiando i limiti di quote gia' giudicate pass/fail. Nuovi helper
_task_for_write / _subtask_for_write riusano recipe_service.create_new_version
(lo stesso copy-on-write di create_task): se la versione ha misure creano una
nuova versione, ritrovano il task per order_index e la quota per marker_number
(chiavi che _copy_tasks_to_version preserva), e la scrittura va sulla copia.
La versione misurata resta intatta.
Trovato e corretto nello stesso punto: il task ritrovato nella copia non ha
.version precaricato (new_version.tasks viene da selectinload, che non popola
il backref figlio->genitore), e TaskResponse.recipe_id legge task.version.recipe_id
- senza assegnare esplicitamente candidate.version = new_version, update_task
va in MissingGreenlet (lazy load fuori da un await) invece di rispondere 200.
#26 - models/api/task.py: nuovo validate_tolerance_order (ltl<=lwl<=nominal<=
uwl<=utl sui soli campi valorizzati), usato come model_validator su
SubtaskCreate e richiamato dal router in update_subtask sui valori risultanti
(esistenti + parziali) prima del flush, perche' SubtaskUpdate non ha un insieme
fisso di campi da validare da solo.
Test: src/backend/tests/test_tasks.py, TestCopyOnWriteOnEdit (5) e
TestToleranceOrder (4); adattato test_update_subtask esistente (nominal 12.0
violava il nuovo ordine contro utl=10.5 invariato).
PROVA: uv run --extra server --extra dev pytest src/backend/tests/test_tasks.py -q -> 16 passed
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
roles e is_admin sono NOT NULL nel DB ma Optional nello schema: {"roles":
null} o {"is_admin": null} passava la validazione Pydantic e falliva al
flush con un 500 non gestito. Ora 422 esplicito. Aggiunta anche la
protezione sull'ultimo admin: un admin non puo' togliersi is_admin da solo
(409) - unico caso raggiungibile via API dato che solo un admin puo'
chiamare l'endpoint, quindi rimuovere il flag a qualcun altro lascia sempre
il chiamante; il controllo sul conteggio resta comunque come difesa in
profondita'.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
json.JSONDecodeError e' un ValueError: KeyError/JSONDecodeError sulla
risposta del modello finivano nell'except ValueError del router (pensato
per i nostri errori di configurazione, es. API key mancante) e uscivano
come 400 invece di 502. Nuova AIResponseError dedicata in ai_service.py
per contenuto malformato o JSON non valido; recipes.py la traduce in 502,
toccato solo per questo except.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
save_reference_image scrive il file dopo il flush riuscito; il router
lo cancella se il commit successivo fallisce. Aggiunti GET
/api/vision/reference-images?task_id= (lista, Maker) e DELETE
/api/vision/reference-images/{id} (cancella riga e file, Maker).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
action era action=f"{method} {path}" senza limite: un path lungo falliva
l'INSERT (String(100)), inghiottito dal try/except generico, e la riga di
audit spariva in silenzio. Troncata a 100 caratteri. ip_address usava
request.client.host, che dietro Nginx/Flask e' sempre il proxy: ora usa
RateLimitMiddleware._client_ip(request), lo stesso risolutore proxy-aware
del rate limiter (X-Forwarded-For con trusted_proxy_count).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
execute_task rifiuta 422 se il task non è camera_measure, 409 se la
versione non è corrente o la ricetta non è attiva; production_run_id,
quando presente, è validato con measurement_service.validate_run_for_version
(stessa regola di una lettura manuale). Router: lot_number/serial_number
max_length=100, production_run_id gt=0.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
login_user riusa l'api_key esistente invece di rigenerarla ad ogni
login: due postazioni collegate con lo stesso utente restavano
altrimenti disconnesse a vicenda. logout_user diventa no-op sulla key
a meno di all_sessions=True (nuovo parametro, passato da
POST /api/auth/logout?all_sessions=true nel router).
authenticate_user esegue comunque bcrypt.checkpw contro un hash fittizio
quando lo username non esiste, per non rivelare col tempo di risposta
se uno username è registrato.
PUT /api/users/{id}/password azzera l'api_key dell'utente dopo il
cambio, come già fa setup.py:634.
Non introdotto in questa issue: hashing o scadenza della api_key
(annotato come MANCA nel rapporto del lotto).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Il controllo ruolo di GET /api/measurements/export/csv ignorava is_admin:
un admin senza MeasurementTec/Metrologist assegnato prendeva 403, a
differenza di ogni altro endpoint che passa da require_role (ruolo o admin).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
_check_password confrontava la password con !=, ora hmac.compare_digest.
Nuova guardia _require_not_initialised: se esiste già un admin,
reset-db, seed, manage-user, change-user-password e init-db rispondono
403 "setup already completed", a meno di settings.setup_allow_after_init
(nuovo, env SETUP_ALLOW_AFTER_INIT, default False). create-admin,
list-users e toggle-user-active restano fuori dalla guardia.
GET /api/setup/status senza password valida restituisce solo
{"initialised": bool}; l'elenco tabelle solo con la password.
Adeguati i test esistenti che seedavano un admin e poi richiamavano un
endpoint ora guardato (test_setup.py, test_station_seed.py: bypassano
la guardia con setup_allow_after_init quando serve testare altro).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Worker: Image.open().convert() in try/except (422 "image is not
decodable"); il grafo deve essere un dict (422 altrimenti); run_graph
distingue costruzione (GraphBuildError -> 422) da esecuzione (500 con
motivo). Router: verifica dei magic bytes (PNG/JPEG/BMP/TIFF/WebP/GIF)
prima di chiamare il worker.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
DELETE /api/files/{path} non aveva nessun legame con ricetta/proprietario:
un Maker poteva cancellare qualunque file sotto uploads, compresi i CSV di
statistica di produzioni altrui. Ora: statistics/, reports/, logos/ sono
403 sempre (il logo si cambia da PUT /api/settings/logo); un file di
ricetta (task.file_path, subtask.image_path, recipe.image_path) e' 409 se
referenziato da una versione non corrente o che ha gia' misurazioni - un
file non referenziato resta cancellabile. GET di statistics/* e reports/*
richiede Metrologist, Supervisor o admin (prima bastava essere autenticati).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Il secchio "login" del rate limit valeva solo per /api/auth/login. Un
capoturno può ora essere attaccato a forza bruta anche via
/api/measurements/{id}/authorise e /api/production-runs/{id}/pause|
resume|close, senza mai toccare il bucket più permissivo "general".
_is_login_bucket_request confronta il path con un'espressione regolare,
non con ==, perché l'id in mezzo varia per richiesta.
Include anche la parte di #9 che riguarda questo stesso file: i path
sotto /api/setup/ entrano nello stesso secchio, indipendentemente dal
metodo (GET /api/setup/status accetta ora una password opzionale).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
_client_ip usava il primo elemento di XFF, impostabile dal client. Ora
usa l'elemento a -trusted_proxy_count (nuova impostazione, default 1,
env TRUSTED_PROXY_COUNT), quello aggiunto dal proxy fidato più esterno.
Con trusted_proxy_count=0 XFF e X-Real-IP sono ignorati.
Aggiunta anche web_concurrency (env WEB_CONCURRENCY, default 1): i
bucket del rate limit sono per processo, con --workers N il limite
configurato viene diviso per N (arrotondato per eccesso, minimo 1) in
_effective_limit.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
lot_number, serial_number (export manuale e di produzione), station.code,
recipe.code, subtask.description finivano nel CSV cosi' come arrivavano:
un lotto '=HYPERLINK(...)' apriva un link vivo in Excel/LibreOffice. Nuova
neutralise_csv_cell() in production_export_service.py, importata da
measurements.py: se il campo (spazi iniziali esclusi) comincia con =, +, -,
@, TAB o CR antepone un apice, cosi' resta testo letterale. Applicata solo
ai campi testuali, mai ai numeri.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
PUT /api/settings/ non validava nulla: un csv_delimiter vuoto o di piu'
caratteri arrivava intatto nel DB e faceva fallire csv.writer con TypeError
dentro close_run (500, run mai chiuso). Aggiunta validazione per chiave nota
(csv_delimiter 1 carattere fra , ; TAB |, csv_decimal_separator ',' o '.',
auto_logout_minutes vuoto o intero 1-480, company_name/company_logo_path
non vuoti) -> 422 sui valori fuori dominio. Chiavi non note passano senza
validazione (store generico).
Difesa in profondita' in production_export_service._csv_format: un
csv_delimiter gia' sporco nel DB (scritto prima di questa validazione) non
fa piu' fallire close_run, usa ';' e logga un WARNING.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
/execute, /preview e /reference-images leggevano l'immagine senza
limite di tipo o dimensione, e /reference-images scriveva su disco con
estensione .png fissa qualunque fosse il tipo reale. Riusa la
convenzione già esistente in files.py (ALLOWED_IMAGE_TYPES,
validate_file_size) invece di inventarne una seconda: tipo controllato
dall'header prima di leggere, dimensione controllata sul corpo letto,
un PDF non è qualcosa che un grafo di visione può misurare.
save_reference_image ora scrive con l'estensione del tipo reale
dell'upload.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
_copy_tasks_to_version copiava una lista esplicita di campi che ometteva
vision_json e vision_output: la prima modifica a una ricetta con misure
produceva una versione nuova con i task camera senza grafo. Stessa
famiglia di bug nei percorsi di creazione (POST /api/recipes/{id}/tasks,
POST /api/tasks/{id}/subtasks): i campi erano dichiarati negli schemi ma
mai passati ai costruttori ORM, quindi l'API rispondeva 200 senza
salvare nulla. TDD: test_vision_copy_on_write.py fallisce prima del fix,
passa dopo.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
VisionReferenceImage (migration 013, chained after 012_vision_results):
task_id, path, station_id, device_code, calibration_snapshot,
engine_version, note, expected_json, acquired_at. station_id/device_code/
calibration_snapshot/engine_version/expected_json stay nullable - nessun
endpoint di questo task li popola ancora, arrivano coi Piani 1b/2/4.
save_reference_image salva sotto settings.upload_path (non upload_dir,
come production_export_service). preview esegue il grafo e non salva
niente - comporre non e' misurare, lo asserisce il test.
POST /api/vision/reference-images e /api/vision/preview su require_maker
(non require_measurement_tec di execute): comporre e provare sono lavoro
del Maker, non misure.
Suite intera su Python 3.11.15 locale (uv run pytest -q, SQLite
in-memory per il backend): 1 failed, 373 passed, 4 skipped in 82.35s.
Il fallimento e' quello preesistente e non correlato di
test_no_first_party_script_calls_out (fabric-debug.js locale,
git-ignored) - 371 passed prima di questo task, +2 qui.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Aggiunge POST /api/vision/execute: route l'immagine al worker di visione,
mappa le uscite del grafo sulle quote e le salva con save_measurement -
stesso verdetto, stesso gate del fuori tolleranza di ogni altra misura.
Nuova tabella vision_results (una riga per acquisizione, non per quota) e
input_method 'camera' su measurements.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Punto 10. Sceglere una ricetta apriva la lista completa dei task e chiedeva
all'operatore di decidere da dove cominciare prima ancora di aver fatto
qualcosa. Ora AVVIA IN SEQUENZA porta dentro il primo task; la lista resta,
un livello sotto, per quando serve vederla tutta o tornare indietro.
- nuova rotta /measure/start/<ricetta>: memorizza lotto e seriale (prima lo
faceva la lista, che ora si salta), verifica la tracciabilità obbligatoria
e apre il primo task
- GET /api/measurements/task-progress: quante quote ha già preso ogni task di
misura, contate per quota e non per tentativo, delimitate dalla produzione
aperta o, fuori produzione, dall'operatore
- la lista distingue «Incompiuto 1/3» da «Completato 3/3»: un task lasciato a
metà non somigliava più a uno mai aperto
- «Visualizza singolo TASK» non è più riservato al Maker — dire «incompiuto»
senza dare la strada per tornarci sarebbe una lamentela, non una funzione
- nel task «Riepilogo» diventa «Completato» e si apre solo quando il ciclo è
chiuso: altrimenti sarebbe la scorciatoia che rende facoltative le quote
- «Fine ciclo misura» si vede da subito, spento, e dice quante quote mancano;
prima compariva a task già finito, quando non serviva più saperlo
Il pulsante verde del footer diventa «Task successivo»: due bottoni con la
stessa parola addosso sono uno di troppo.
Test: 334 (erano 309). Il side effect dei mock del client Flask ora risponde
per endpoint invece che per turno — una lista posizionale si rompe appena una
pagina fa una domanda in più al server, che è come crescono tutte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Il punto 5 c'era a meta': la schermata apriva il modale del capoturno e bloccava
l'avanzamento automatico, ma il modale si chiudeva con Annulla o con un click
sullo sfondo, la misura era gia' salvata, e `pendingAdvance` veniva impostato e
non letto da nessuno. Era una conferma, non uno sbarramento.
Ora l'autorizzazione finisce sulla misura: due colonne, chi ha autorizzato e
quando. Finche' una quota e' fuori tolleranza e nessuno l'ha autorizzata, il
server rifiuta la misura della quota successiva e la chiusura del ciclo. Non e'
la schermata a impedirlo: la schermata risparmia solo il viaggio.
Rimisurare la stessa quota resta possibile — il calibro scivola, il pezzo si
riposiziona — e una seconda lettura in tolleranza libera il blocco, perche' conta
l'ultima lettura di ogni quota. Quante volte si possa riprovare e' il punto 4, e
tutte le letture restano comunque a registro. Un warning non blocca: fuori dai
limiti di attenzione ma dentro la tolleranza e' dentro la tolleranza.
Ricaricare la pagina era il modo piu' semplice per scavalcare il vecchio gate.
Non lo e' piu': la schermata chiede al server, all'apertura, se una quota sta
aspettando, e si ritrova davanti lo stesso blocco.
Sparisce /validate-supervisor, che verificava le credenziali e buttava via la
risposta. Al suo posto un endpoint che le credenziali le usa per scrivere
l'approvazione dove serve. Il controllo del capoturno si sposta in auth_service,
accanto al resto delle credenziali: fermo linea, chiusura e fuori tolleranza
fanno la stessa domanda, e solo una delle tre riguarda la produzione.
Il file di statistica guadagna authorised_by e authorised_at: mostrava il
fallimento e non la decisione, che e' la meta' che un auditor chiede.
Migrazione 010: due colonne nullable sulle misure. Le righe esistenti restano
nulle — retrodatare un'autorizzazione mai avvenuta sarebbe inventarsi un record
di audit, e quelle produzioni sono chiuse da un pezzo.
Test: +18 (309). Coprono il rifiuto della quota successiva, la rimisura ammessa,
il rilascio del blocco con una lettura buona, il ciclo che non si chiude, il
capoturno registrato sulla misura, le credenziali sbagliate e chi capoturno non
e', il file di statistica, e il fatto che una produzione chiusa non blocchi la
successiva. Aggiunto uploads/statistics/ al gitignore: i test che chiudono una
produzione scrivevano nel repository.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua
nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le
schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un
ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si
ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al
primo task di misura da qualunque schermata si trovi.
Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo
chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto
misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e'
configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui
a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione
(measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi
di sapere dove riportare l'operatore.
Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso
ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due
letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono.
Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la
banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo
cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla.
Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina
locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella
strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra.
Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e
remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non
registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare
una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007.
Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql.
La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la
misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la
usa invece di riscriverla.
Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non
sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura
esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 2 del documento modifiche del 28/07, prima richiesta di Menoncin.
Il sistema distingueva un task di misura da uno documentale deducendolo: se aveva
quote era una misura, altrimenti una nota. Conseguenza: un task di misura a cui le
quote non erano ancora state inserite veniva trattato come nota, e il sistema si
comportava in modo diverso a seconda di quanto fosse completa la ricetta.
Nuovo campo task_type su recipe_tasks (migrazione 007) con nota, misura e disegno,
piu' xf_compare e camera_measure gia' nell'enum: allargare un enum MySQL piu' avanti
e' un ALTER su tabella viva, e non costa nulla prevederli adesso.
Il backfill riproduce la classificazione che era a schermo, cosi' nessuna ricetta
cambia comportamento all'aggiornamento: i task con quote diventano 'measure'; quelli
senza quote ma con un disegno allegato diventano 'drawing' e non 'note', perche' e'
gia' cio' che mostravano - chiamarli note sarebbe stato l'unico punto in cui questa
migrazione cambiava le carte in tavola.
Il tipo viene copiato esplicitamente nel copy-on-write del versioning: una nuova
versione che lo perdesse riclassificherebbe in silenzio tutti i task alla prima
modifica di una ricetta. Il task "Technical Drawing" creato d'ufficio quando si
carica un disegno su una ricetta senza task nasce come 'drawing'.
Lato operatore decide ora il tipo, non il conteggio delle quote: fermo linea, fine
produzione, avvio produzione e la barra di produzione seguono il tipo. Dove servono
davvero delle quote da mostrare - elenco marker, tastierino, fine ciclo misura -
resta anche il controllo che ce ne sia almeno una, e un task di misura ancora privo
di quote lo dichiara invece di somigliare a una nota. Nella lista task compare il
tipo, cosi' si vede prima di aprire.
La 007 e' stata eseguita su SQLite usa e getta con tre righe costruite apposta - una
con quote, una col solo disegno, una nota secca - e il backfill le classifica come
atteso. Il backfill girera' sui dati reali del cliente, provarlo a mano non bastava.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 6 del documento modifiche del 28/07. I due pulsanti esistevano, chiedevano
correttamente l'autorizzazione del capoturno, e poi ricadevano su un commento:
"handled by GAIA integration (future)". E' la riga di apertura del documento.
Ora agiscono sulla produzione aperta: fermo linea sospende e congela il conto alla
rovescia, la ripresa lo fa ripartire restituendo il tempo del fermo, fine
produzione chiude ed emette il file di statistica. Le credenziali del capoturno
vanno direttamente all'endpoint, che le verifica e registra sulla traccia della
produzione chi ha autorizzato cosa: validarle a parte non lascerebbe traccia, e
sarebbe un giro in piu'.
In interfaccia il pulsante di fermo diventa "Riprendi" quando la linea e' ferma, e
una banda dichiara lo stato con il valore congelato a video: una linea ferma che
sembra in marcia e' il modo in cui si salta un intervallo di misura senza
accorgersene.
Il file di statistica ha richiesto di legare le misure alla produzione (migrazione
006): Measurement conosceva solo versione, lotto e seriale, nessuno dei quali
separa una produzione dalla successiva sulla stessa ricetta e sullo stesso lotto,
quindi "le misure dell'intera produzione" non era una query. Il CSV rispetta i
separatori configurati in system_settings e porta con se' i limiti di tolleranza:
senza quelli un esito pass/fail non e' piu' ricalcolabile dal file a distanza di
anni, che e' il senso di un documento per audit. Le misure esportate vengono
marcate synced_to_csv. Se la produzione non ha misure non viene scritto nulla: un
file vuoto sarebbe rumore nella cartella, non evidenza.
L'invio a GAIA resta assente e non abbozzato, con il punto d'innesto dichiarato in
close_run: una chiamata vuota che sembra collegata e' peggio di niente. Tutto il
resto del punto 6 non dipende dal gestionale e funziona adesso.
Anche la 006 e' stata eseguita su SQLite usa e getta prima di essere considerata
buona, e anche qui la prova ha trovato un difetto: aggiungere una colonna con
foreign key fa emettere ad alembic un ALTER di vincolo, che SQLite rifiuta. Ora usa
batch_alter_table con il vincolo nominato, che su MySQL resta un ALTER normale e su
SQLite ricostruisce la tabella - cosi' la chiave esterna non va persa per far
contento il dialetto dei test.
Corretto anche il proxy di salvataggio misura, che chiamava /api/measurements senza
slash finale e pagava un redirect 307 a ogni singola misura.
Traduzioni: pybabel aveva di nuovo indovinato sette voci marcandole fuzzy, e in
italiano "Linea ferma" era diventato "Lingua Preferita" su una banda di sicurezza.
Tradotte per esteso in IT ed EN e tolti i flag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 1 del documento modifiche del 28/07, il prerequisito su cui poggiano i
punti 3, 4 e 6.
Lo stato di una produzione viveva dentro una pagina del browser: timer, conteggio
cicli e flag "produzione avviata" erano variabili Alpine di task_execute.html, e
la navigazione fra task e' un ricaricamento completo, quindi cambiando task si
perdeva tutto. Da qui il loop di misura che non reggeva, il fermo linea che non
aveva nulla da fermare e l'assenza di storico.
Nuove tabelle production_runs e production_events (migrazione 005), endpoint REST
senza stato in memoria di processo - con un'app di stazione installata su ogni PC
il database e' l'unico posto condiviso - e il frontend che legge lo stato
all'apertura invece di tenerlo in memoria.
Tre scelte di modello:
- la scadenza e' un timestamp assoluto (next_measurement_at), non un contatore:
il countdown si ricalcola da li' a ogni caricamento, e lasciarne andare la
differenza sotto zero dara' gratis il contatore del ritardo del punto 3. Al
client vanno i secondi gia' calcolati, non il timestamp: un datetime naive
verrebbe letto nel fuso del browser e il conto sarebbe sfasato dell'offset UTC;
- l'intervallo di misura e' copiato sulla produzione, non referenziato: modificare
la ricetta a produzione avviata non deve spostare una scadenza in corso;
- active_station_id rispecchia la stazione finche' la produzione e' aperta e va a
NULL alla chiusura. Con un vincolo unico sopra, "una stazione = una produzione
aperta" e' una garanzia del database e non un controllo soggetto a race; i NULL
non collidono, quindi le produzioni chiuse si accumulano senza disturbo.
Il fermo linea congela il conto alla rovescia e alla ripresa la scadenza viene
traslata della durata del fermo, non ricalcolata: un fermo non regala ne' toglie
tempo all'operatore. L'autorizzazione del capoturno passa da authenticate_user e
non da un login, che rigenererebbe la sua API key buttando giu' la sessione che ha
aperta altrove.
La migrazione e' stata eseguita davvero, non solo scritta, su uno SQLite usa e
getta: upgrade e downgrade girano e le colonne coincidono con i modelli. La prova
ha trovato un difetto - create_unique_constraint dopo create_table e' un ALTER,
che SQLite rifiuta - ora il vincolo e' dichiarato dentro create_table.
Fuori da questo commit, per stare nei confini del punto 1: l'API espone gia'
pause, resume e close, ma i pulsanti fermo linea e fine produzione restano da
collegare (punto 6), e il rientro forzato sulla misura allo scadere e' il punto 3.
Corretti due difetti trovati strada facendo: env.py non importava ne' Station ne'
ProductionRun, quindi l'autogenerate di Alembic era gia' cieco sulle stazioni; e
task_execute.html, lo schermo con piu' JavaScript dell'applicazione, non era
coperto dal test di sintassi. Aggiungerlo ha richiesto di correggere l'helper, che
validava le espressioni Alpine solo come espressione singola e bocciava
@click="a = false; b = true", forma che Alpine accetta: ora prova entrambe le
letture e fallisce solo se cadono tutte e due.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 7 del documento modifiche del 28/07, terza richiesta di Menoncin.
GET /api/stations ora usa StationWithRecipesResponse, che era gia' definita nello
schema senza che nessun endpoint la usasse. Non costa query in piu':
Station.assignments e' gia' selectin-loaded. In lista compaiono le sole ricette
attive, coerente con cio' che l'operatore vede davvero a quella stazione.
DELETE /api/stations/{id}/recipes azzera le assegnazioni di una stazione senza
eliminarla, cosi' si riassegna da capo. E' idempotente: azzerare una stazione gia'
vuota risponde removed=0, non 404. In tabella e' un pulsante per riga, con
conferma perche' l'azione e' distruttiva.
Il cambio stazione al volo (?station=CODE, override in sessione) serve al
collaudo: senza, provare N stazioni richiede N PC. E' dietro il flag
STATION_SWITCH_ENABLED, default 0. Non e' legato al ruolo admin perche'
/measure/select richiede MeasurementTec, e gatearlo su is_admin avrebbe escluso
proprio chi fa il collaudo. In fabbrica l'identita' della stazione viene
dall'installazione locale, e misurare contro le ricette di un'altra stazione
romperebbe in silenzio la tracciabilita': per questo il codice richiesto e'
validato prima di essere memorizzato - un refuso lascia l'operatore sulla
stazione configurata con un messaggio, invece di incastrarlo su una stazione
inesistente - e quando l'override e' attivo la pagina lo dichiara, con il codice
configurato accanto e un link per ripristinare.
Le traduzioni: pybabel update aveva indovinato dieci voci da stringhe simili
marcandole fuzzy, in entrambi i cataloghi. "Azzera Stazione" era diventato "Crea
Stazione", l'opposto, su un dialogo distruttivo. Non si vedeva perche' la
compilazione salta le fuzzy e ricade sul sorgente italiano, ma sarebbe emerso al
primo build con --use-fuzzy. Tradotte per esteso le 17 stringhe nuove in IT ed EN
e tolti i flag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 12 del documento modifiche del 28/07. L'installazione a Trafilo e'
on-premise su rete di produzione isolata: finche' Alpine.js, Plotly, PDF.js,
Fabric.js e i Google Fonts venivano scaricati da CDN a ogni apertura di pagina,
senza internet l'interfaccia non partiva affatto (Alpine governa tutta la UI).
Le librerie passano in static/vendor/ con la versione nel nome del file, e la
CSP del backend si chiude a solo-origine. Il worker di PDF.js e' ripuntato in
tutti e quattro i template che lo usano: ripuntando solo lo script principale la
libreria si carica in locale ma il worker continua a cercare internet, e sembra
funzionare finche' non si apre un disegno.
Alpine e' pinnato a 3.15.12, cioe' la versione a cui "3.x.x" risolveva oggi: il
congelamento non cambia il comportamento di quanto e' gia' in esercizio, e toglie
il fatto che l'applicazione cambiasse da sola a ogni rilascio degli autori -
rilevante per le evidenze ISO 9001 / IATF 16949.
Inter e JetBrains Mono sono font variabili: un solo woff2 per subset copre tutti
i pesi, dove Google serviva lo stesso file sotto otto URL. Tenuti i soli subset
latin e latin-ext, che coprono per intero italiano e inglese.
Provenienza, versioni e impronte SHA-256 in static/vendor/VERSIONS.md.
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