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e8d21b78a9 |
fix(csv): export dal browser legge nominale/tolleranze/descrizione da m.subtask (#31)
buildMeasurementCSV leggeva m.subtask_name/unit/nominal/tolerance_plus/ tolerance_minus/operator_name: nessuno di questi campi esiste su MeasurementResponse. I dati reali stanno annidati in m.subtask (description, unit, nominal, utl, ltl - misurati.py:task_complete() li allega lato server). tolleranza + = utl-nominal, tolleranza - = nominal-ltl, solo quando entrambi i lati sono presenti (nessun NaN su tolleranza a un lato solo). Unità dalla quota, "mm" solo se assente. Operatore: measured_by (id), l'unico campo reale - non esiste un nome operatore da nessuna parte in questi dati. Test node in tests/js/test_csv_export.js (stesso pattern di test_numpad.js). Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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1bb00b14f2 |
fix(measure): riepilogo fine task filtrato per lotto/seriale/operatore, pagina oltre 500 (#30)
task_complete(): GET /api/measurements ora porta lot_number/serial_number (sessione) + measured_by (utente corrente), invece del solo version_id - una seconda produzione sulla stessa versione non pesca più le misure di altre stazioni/giorni. Risposte oltre 500 misure vengono cicliche per pagina invece di troncate al primo per_page=500. production_run_id sarebbe il filtro più preciso ma GET /api/measurements non lo accetta (lotto A3) e task_execute.html non lo passa in query (lotto B1): MANCA, annotato nel codice. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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befdce5e6a |
fix(measure): filtro stazione anche su barcode, avvio sequenza e task_execute (#24)
_recipe_allowed_at_station() riusa get_station_recipes() (stessa fonte di /measure/select) per lookup_barcode, start_sequence e task_execute: prima solo l'elenco filtrava, il barcode e i link diretti lasciavano misurare ricette non assegnate alla stazione. Ricetta non assegnata -> abort(403) con messaggio "ricetta non assegnata a questa stazione" (pagine, come già fa role_required) o JSON 403 (lookup-barcode). Aggiornati i test esistenti che ora richiedono get_station_recipes/STATION_CODE mockati. Backend (ruoli sui run, StationRecipeAssignment su open_run) resta al lotto A1. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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f739f963c7 |
fix(base): auto-logout ignora le letture del solo calibro (#37 punto 2)
L'inattività contava mousemove/mousedown/keypress/touchstart/scroll. Il numpad fa preventDefault() su ogni cifra/Enter letta dal calibro USB, il che sopprime anche il keypress successivo: un operatore che lavora solo di calibro non generava alcuna attività e veniva disconnesso a metà task. Aggiunto 'keydown' alla lista: scatta comunque, a prescindere dal preventDefault() di un handler successivo sullo stesso evento. Test: rendering di una pagina con auto_logout_minutes impostato, verifica che l'elenco eventi contenga 'keydown'. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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c8caf40af9 |
fix(task_execute): lotto/seriale in |tojson invece di letterale JS (#32)
lotNumber/serialNumber erano '{{ lot_number or '' }}': autoescape HTML dentro
uno <script>, non escaping JS/JSON. '&' diventava '&' e finiva salvato nel
DB a ogni misura e a production/start; un lotto con backslash rompeva la
sintassi JS della pagina. |tojson produce un letterale JSON valido sia come JS
che come HTML, come già fa refuseWhileBlocked() più sotto nello stesso file.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
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d40c74870e |
fix(numpad): segno perso e raffica HID concatenata a cifre manuali (#11, #27)
toggleSign() usciva subito a display vuoto: il segno del calibro, che arriva prima delle cifre, veniva scartato. Ora '-'/'+' impostano il segno in modo esplicito (non toggle) quando arrivano da tastiera/HID; toggleSign() (bottone manuale +/-) funziona anche a vuoto. _trackBurst riconosce l'inizio di una raffica solo dal secondo carattere: prima ripuliva il display in ritardo, concatenando cifre digitate a mano. Ora la raffica ripulisce il display fino al proprio inizio quando la pausa prima di essa è > 300ms. Parte intera oltre 6 cifre: rifiutata con evento numpad-error invece di essere troncata in silenzio. Test node in tests/js/test_numpad.js, lanciato da pytest (tests/test_numpad_js.py, skip se node manca). Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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92f130479a |
fix(auth): SECRET_KEY di default rifiutato, session.permanent, logout solo POST (#33)
config.py: guard_default_secret_key, verificata a ogni richiesta (prima di create_app, TESTING/DEBUG non sono ancora impostati dai fixture di test) — rifiuta con RuntimeError se CLIENT_SECRET_KEY è rimasto al default committato fuori da debug/testing. auth.py: session.permanent=True al login (senza, PERMANENT_SESSION_LIFETIME non aveva mai effetto); /auth/logout solo POST, con CSRF. Aggiornati i tre punti che lo chiamavano: profile.html e navbar.html (link -> form POST), auto-logout JS in base.html (fetch POST + redirect al login). Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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1fee29358f |
fix(auth): 401 dal backend svuota la sessione e segnala session_expired (#25)
api_client._handle_response: su 401 pulisce la sessione Flask e marca g.session_expired. Un solo after_request (app.py) trasforma le pagine HTML rimaste in piedi con un errore generico in un redirect al login con flash; le route JSON/AJAX che già inoltrano il dict di api_client (measure.py, statistics.py) ricevono session_expired nel corpo insieme al 401. Backend (riuso della key, bcrypt a tempo costante) resta al lotto A2. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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925ed196dd |
fix(csrf): token valido quanto la sessione, errorhandler JSON per fetch (#12)
WTF_CSRF_TIME_LIMIT=None: la pagina di misura resta aperta ore, il token a 1h scadeva a metà turno. Aggiunto errorhandler(CSRFError) in app.py: risposte JSON/fetch (Accept, Content-Type, X-Requested-With) ricevono 400 JSON con csrf_expired, le altre un flash + redirect. Lato B1 (task_execute.html) resta da gestire client-side, fuori da questo commit. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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51f3fe32d4 |
fix(xss): dati query in x-data passano da tojson_attr, non interpolazione JS (#10)
select_recipe.html e recipe_list.html interpolavano recipe/lot/serial/search dentro un letterale JS con apici singoli: un valore con `'` chiudeva la stringa e iniettava chiavi nell'oggetto x-data (CSP con unsafe-eval). Anche recipe_list.html:222 (toLocaleDateString) aveva lo stesso schema su current_language. Fix: |tojson_attr ovunque. Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com> |
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39a6f62089 |
fix(test): prima parte vuol dire tracciato, non fuori da vendor
Il controllo sui riferimenti esterni scandiva anche i file che git non conosce. Una copia di comodo di una libreria lasciata in static/js/ -- fabric-debug.js -- sembrava codice nostro e faceva fallire la prova con gli URL nei propri commenti, ma non sta nel repository e in reparto non ci arriva mai. Su un checkout pulito la prova passava: falliva solo su chi aveva quel file, cioe' proprio su chi stava lavorando. Il filtro ora e' la tracciabilita', non il percorso. Non i pattern di .gitignore, che non dicono nulla su un file gia' tracciato. Se git non risponde si scandisce tutto come prima: una prova-guardia che ammutolisce quando perde l'appoggio e' peggio di una che grida al lupo. Verificato che morda ancora: un fetch verso un CDN in un file tracciato la fa fallire. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU |
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c4a429d952 |
feat(offline): la policy arriva dove le pagine si aprono davvero
Punto 12. Le cinque librerie erano già state portate in casa (
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78816dfe8c |
fix(ui): una cornice sola, e smette di spostarsi sotto le dita
Punto 14. La segnalazione dell'operatore del 28/07 non era stata circoscritta sul codice: «le dimensioni delle viste cambiano a seconda del menu». Sono quattro meccanismi distinti, tutti leggibili senza avere il tablet in mano. Ogni vista si dichiarava la propria larghezza: sette valori diversi su diciassette template, e nessuno coincideva con quello della navbar, che sta a max-w-7xl su tutte. Il contenuto era quindi disallineato dalla barra sopra di sé, e il disallineamento cambiava a ogni pagina. Il percorso dell'operatore faceva 1280 → 1024 → tutto schermo → 1280 in quattro passaggi. Il padding verticale mescolava py-8 e py-6 fra viste consecutive, così la prima card cambiava altezza a ogni schermata. La barra di scorrimento è classica da 8px e occupa spazio: una pagina lunga la mostrava, una corta no, e la schermata di misura la toglie sempre. A ogni navigazione tutto il contenuto centrato — navbar compresa — si spostava di 8px. La schermata di misura era alta 100vh, che su Android e iOS è l'altezza con la barra dell'indirizzo nascosta: su un tablet il piede, dove stanno «Fine ciclo misura» e il tastierino, finiva sotto il bordo. Ora: .tmf-page e .tmf-page-narrow in themes.css, con i valori esatti della navbar; scrollbar-gutter: stable; 100dvh dove serve. Due larghezze in tutto il prodotto al posto di sette, e il criterio è il tipo di pagina — liste, tabelle e tele stanno larghe, i moduli stanno stretti. Login e schermata di misura tengono la loro geometria, per i motivi scritti in docs/architecture/LAYOUT.md e ripetuti in EXEMPT dentro il test: la prima non ha navbar a cui allinearsi, la seconda non deve scorrere mentre si misura. Il test è statico e guarda i sorgenti: la vista scritta domani copierà la cornice dalla vicina, ed è lì che la deriva ricomincia. Resta da chiedere all'operatore su quale schermo l'ha vista: in verticale su un tablet quasi tutte quelle larghezze collassano e il difetto non si nota. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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98b1c5ae85 |
feat(measure): l'operatore entra nella sequenza, non in un elenco
Punto 10. Sceglere una ricetta apriva la lista completa dei task e chiedeva all'operatore di decidere da dove cominciare prima ancora di aver fatto qualcosa. Ora AVVIA IN SEQUENZA porta dentro il primo task; la lista resta, un livello sotto, per quando serve vederla tutta o tornare indietro. - nuova rotta /measure/start/<ricetta>: memorizza lotto e seriale (prima lo faceva la lista, che ora si salta), verifica la tracciabilità obbligatoria e apre il primo task - GET /api/measurements/task-progress: quante quote ha già preso ogni task di misura, contate per quota e non per tentativo, delimitate dalla produzione aperta o, fuori produzione, dall'operatore - la lista distingue «Incompiuto 1/3» da «Completato 3/3»: un task lasciato a metà non somigliava più a uno mai aperto - «Visualizza singolo TASK» non è più riservato al Maker — dire «incompiuto» senza dare la strada per tornarci sarebbe una lamentela, non una funzione - nel task «Riepilogo» diventa «Completato» e si apre solo quando il ciclo è chiuso: altrimenti sarebbe la scorciatoia che rende facoltative le quote - «Fine ciclo misura» si vede da subito, spento, e dice quante quote mancano; prima compariva a task già finito, quando non serviva più saperlo Il pulsante verde del footer diventa «Task successivo»: due bottoni con la stessa parola addosso sono uno di troppo. Test: 334 (erano 309). Il side effect dei mock del client Flask ora risponde per endpoint invece che per turno — una lista posizionale si rompe appena una pagina fa una domanda in più al server, che è come crescono tutte. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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e2aae88858 |
feat(measure): il fuori tolleranza si autorizza, non si chiude
Il punto 5 c'era a meta': la schermata apriva il modale del capoturno e bloccava l'avanzamento automatico, ma il modale si chiudeva con Annulla o con un click sullo sfondo, la misura era gia' salvata, e `pendingAdvance` veniva impostato e non letto da nessuno. Era una conferma, non uno sbarramento. Ora l'autorizzazione finisce sulla misura: due colonne, chi ha autorizzato e quando. Finche' una quota e' fuori tolleranza e nessuno l'ha autorizzata, il server rifiuta la misura della quota successiva e la chiusura del ciclo. Non e' la schermata a impedirlo: la schermata risparmia solo il viaggio. Rimisurare la stessa quota resta possibile — il calibro scivola, il pezzo si riposiziona — e una seconda lettura in tolleranza libera il blocco, perche' conta l'ultima lettura di ogni quota. Quante volte si possa riprovare e' il punto 4, e tutte le letture restano comunque a registro. Un warning non blocca: fuori dai limiti di attenzione ma dentro la tolleranza e' dentro la tolleranza. Ricaricare la pagina era il modo piu' semplice per scavalcare il vecchio gate. Non lo e' piu': la schermata chiede al server, all'apertura, se una quota sta aspettando, e si ritrova davanti lo stesso blocco. Sparisce /validate-supervisor, che verificava le credenziali e buttava via la risposta. Al suo posto un endpoint che le credenziali le usa per scrivere l'approvazione dove serve. Il controllo del capoturno si sposta in auth_service, accanto al resto delle credenziali: fermo linea, chiusura e fuori tolleranza fanno la stessa domanda, e solo una delle tre riguarda la produzione. Il file di statistica guadagna authorised_by e authorised_at: mostrava il fallimento e non la decisione, che e' la meta' che un auditor chiede. Migrazione 010: due colonne nullable sulle misure. Le righe esistenti restano nulle — retrodatare un'autorizzazione mai avvenuta sarebbe inventarsi un record di audit, e quelle produzioni sono chiuse da un pezzo. Test: +18 (309). Coprono il rifiuto della quota successiva, la rimisura ammessa, il rilascio del blocco con una lettura buona, il ciclo che non si chiude, il capoturno registrato sulla misura, le credenziali sbagliate e chi capoturno non e', il file di statistica, e il fatto che una produzione chiusa non blocchi la successiva. Aggiunto uploads/statistics/ al gitignore: i test che chiudono una produzione scrivevano nel repository. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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5aa3d595ad |
feat(recipes): la ricetta decide cosa pretendere e come si misura
Tre cose che prima non erano di nessuno diventano regole della ricetta, decise da chi la scrive e fatte valere dal server. Punto 8 — tracciabilita' obbligatoria. Lotto e seriale si dichiarano obbligatori sulla ricetta. L'operatore li inserisce alla selezione, dove il pulsante non si attiva finche' mancano, e la stessa regola vale sulla lista task, raggiungibile anche per link diretto, e sul barcode: uno sbarramento che dura solo finche' qualcuno prende in mano il lettore non e' uno sbarramento. La produzione non si apre e la misura non si salva senza cio' che la ricetta pretende, perche' un valore senza il suo lotto non e' riconducibile a niente, e accorgersene dopo significa accorgersene tardi. Punto 9 — inserimento manuale. Una ricetta puo' vietare i valori digitati, ed e' il valore predefinito: il calibro e' lo strumento, digitare e' cio' che va concesso. Dove e' vietato il tastierino non viene disegnato (non nascosto con i CSS: il markup nascosto e' markup che si puo' rimostrare) e restano correzione e conferma, perche' una lettura sbagliata va cancellata. Il controllo vero e' sul server: una regola che vive solo nel frontend e' un consiglio. Migliorato al passaggio il riconoscimento del calibro. Contava solo la raffica di cifre, cosi' una lettura corta come "9.5" — tre battute — finiva registrata come digitata a mano; ora conta anche l'Invio che il wedge manda dentro la stessa raffica. Senza questa correzione il divieto avrebbe respinto misure legittime. Punto 11 — formattazione delle descrizioni. A capo e grassetto sopravvivono: chi scrive le ricette incolla dal PDF della scheda tecnica e il testo arrivava appiattito, da risistemare a mano ogni volta. Nessun HTML viene accettato o salvato — il testo viene escapato e gli unici tag nel risultato sono quelli prodotti dal renderer. La sanificazione e' questa: non c'e' niente da sanificare perche' non si accetta niente. Le stesse due regole in Jinja e in JS, cosi' una descrizione si legge uguale ovunque. E la descrizione ora si vede anche in esecuzione: era scritta per l'operatore e la vedeva solo chi la scriveva. Migrazione 009: tre colonne sulla ricetta. Le due di tracciabilita' partono false, che e' il comportamento di oggi; l'inserimento manuale parte *vero* sulle ricette gia' esistenti — il default della colonna e' falso, quindi le ricette nuove sono solo-calibro, ma spegnerlo d'ufficio su quelle in uso fermerebbe una linea alla misura successiva. Chi possiede la ricetta lo decide dall'editor. Test: +26 (291). Coprono il rifiuto sul server per lotto, seriale e valore digitato, il calibro sempre ammesso, le regole che sopravvivono alla nuova versione, il tastierino assente in pagina, l'Avvia sbarrato, e il renderer delle descrizioni compreso il caso in cui si prova a farci passare un tag. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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bde8fafd77 |
feat(production): la misura torna a cercare l'operatore
Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al primo task di misura da qualunque schermata si trovi. Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e' configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione (measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi di sapere dove riportare l'operatore. Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono. Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla. Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra. Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007. Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql. La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la usa invece di riscriverla. Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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7bc3c1f938 |
feat(production): fermo linea e fine produzione fanno finalmente qualcosa
Punto 6 del documento modifiche del 28/07. I due pulsanti esistevano, chiedevano correttamente l'autorizzazione del capoturno, e poi ricadevano su un commento: "handled by GAIA integration (future)". E' la riga di apertura del documento. Ora agiscono sulla produzione aperta: fermo linea sospende e congela il conto alla rovescia, la ripresa lo fa ripartire restituendo il tempo del fermo, fine produzione chiude ed emette il file di statistica. Le credenziali del capoturno vanno direttamente all'endpoint, che le verifica e registra sulla traccia della produzione chi ha autorizzato cosa: validarle a parte non lascerebbe traccia, e sarebbe un giro in piu'. In interfaccia il pulsante di fermo diventa "Riprendi" quando la linea e' ferma, e una banda dichiara lo stato con il valore congelato a video: una linea ferma che sembra in marcia e' il modo in cui si salta un intervallo di misura senza accorgersene. Il file di statistica ha richiesto di legare le misure alla produzione (migrazione 006): Measurement conosceva solo versione, lotto e seriale, nessuno dei quali separa una produzione dalla successiva sulla stessa ricetta e sullo stesso lotto, quindi "le misure dell'intera produzione" non era una query. Il CSV rispetta i separatori configurati in system_settings e porta con se' i limiti di tolleranza: senza quelli un esito pass/fail non e' piu' ricalcolabile dal file a distanza di anni, che e' il senso di un documento per audit. Le misure esportate vengono marcate synced_to_csv. Se la produzione non ha misure non viene scritto nulla: un file vuoto sarebbe rumore nella cartella, non evidenza. L'invio a GAIA resta assente e non abbozzato, con il punto d'innesto dichiarato in close_run: una chiamata vuota che sembra collegata e' peggio di niente. Tutto il resto del punto 6 non dipende dal gestionale e funziona adesso. Anche la 006 e' stata eseguita su SQLite usa e getta prima di essere considerata buona, e anche qui la prova ha trovato un difetto: aggiungere una colonna con foreign key fa emettere ad alembic un ALTER di vincolo, che SQLite rifiuta. Ora usa batch_alter_table con il vincolo nominato, che su MySQL resta un ALTER normale e su SQLite ricostruisce la tabella - cosi' la chiave esterna non va persa per far contento il dialetto dei test. Corretto anche il proxy di salvataggio misura, che chiamava /api/measurements senza slash finale e pagava un redirect 307 a ogni singola misura. Traduzioni: pybabel aveva di nuovo indovinato sette voci marcandole fuzzy, e in italiano "Linea ferma" era diventato "Lingua Preferita" su una banda di sicurezza. Tradotte per esteso in IT ed EN e tolti i flag. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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55e5e0153f |
feat(production): dai una vita propria alla produzione, lato server
Punto 1 del documento modifiche del 28/07, il prerequisito su cui poggiano i punti 3, 4 e 6. Lo stato di una produzione viveva dentro una pagina del browser: timer, conteggio cicli e flag "produzione avviata" erano variabili Alpine di task_execute.html, e la navigazione fra task e' un ricaricamento completo, quindi cambiando task si perdeva tutto. Da qui il loop di misura che non reggeva, il fermo linea che non aveva nulla da fermare e l'assenza di storico. Nuove tabelle production_runs e production_events (migrazione 005), endpoint REST senza stato in memoria di processo - con un'app di stazione installata su ogni PC il database e' l'unico posto condiviso - e il frontend che legge lo stato all'apertura invece di tenerlo in memoria. Tre scelte di modello: - la scadenza e' un timestamp assoluto (next_measurement_at), non un contatore: il countdown si ricalcola da li' a ogni caricamento, e lasciarne andare la differenza sotto zero dara' gratis il contatore del ritardo del punto 3. Al client vanno i secondi gia' calcolati, non il timestamp: un datetime naive verrebbe letto nel fuso del browser e il conto sarebbe sfasato dell'offset UTC; - l'intervallo di misura e' copiato sulla produzione, non referenziato: modificare la ricetta a produzione avviata non deve spostare una scadenza in corso; - active_station_id rispecchia la stazione finche' la produzione e' aperta e va a NULL alla chiusura. Con un vincolo unico sopra, "una stazione = una produzione aperta" e' una garanzia del database e non un controllo soggetto a race; i NULL non collidono, quindi le produzioni chiuse si accumulano senza disturbo. Il fermo linea congela il conto alla rovescia e alla ripresa la scadenza viene traslata della durata del fermo, non ricalcolata: un fermo non regala ne' toglie tempo all'operatore. L'autorizzazione del capoturno passa da authenticate_user e non da un login, che rigenererebbe la sua API key buttando giu' la sessione che ha aperta altrove. La migrazione e' stata eseguita davvero, non solo scritta, su uno SQLite usa e getta: upgrade e downgrade girano e le colonne coincidono con i modelli. La prova ha trovato un difetto - create_unique_constraint dopo create_table e' un ALTER, che SQLite rifiuta - ora il vincolo e' dichiarato dentro create_table. Fuori da questo commit, per stare nei confini del punto 1: l'API espone gia' pause, resume e close, ma i pulsanti fermo linea e fine produzione restano da collegare (punto 6), e il rientro forzato sulla misura allo scadere e' il punto 3. Corretti due difetti trovati strada facendo: env.py non importava ne' Station ne' ProductionRun, quindi l'autogenerate di Alembic era gia' cieco sulle stazioni; e task_execute.html, lo schermo con piu' JavaScript dell'applicazione, non era coperto dal test di sintassi. Aggiungerlo ha richiesto di correggere l'helper, che validava le espressioni Alpine solo come espressione singola e bocciava @click="a = false; b = true", forma che Alpine accetta: ora prova entrambe le letture e fallisce solo se cadono tutte e due. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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a159eb2b8b |
feat(stations): ricette in lista, reset per riga e cambio stazione al volo
Punto 7 del documento modifiche del 28/07, terza richiesta di Menoncin.
GET /api/stations ora usa StationWithRecipesResponse, che era gia' definita nello
schema senza che nessun endpoint la usasse. Non costa query in piu':
Station.assignments e' gia' selectin-loaded. In lista compaiono le sole ricette
attive, coerente con cio' che l'operatore vede davvero a quella stazione.
DELETE /api/stations/{id}/recipes azzera le assegnazioni di una stazione senza
eliminarla, cosi' si riassegna da capo. E' idempotente: azzerare una stazione gia'
vuota risponde removed=0, non 404. In tabella e' un pulsante per riga, con
conferma perche' l'azione e' distruttiva.
Il cambio stazione al volo (?station=CODE, override in sessione) serve al
collaudo: senza, provare N stazioni richiede N PC. E' dietro il flag
STATION_SWITCH_ENABLED, default 0. Non e' legato al ruolo admin perche'
/measure/select richiede MeasurementTec, e gatearlo su is_admin avrebbe escluso
proprio chi fa il collaudo. In fabbrica l'identita' della stazione viene
dall'installazione locale, e misurare contro le ricette di un'altra stazione
romperebbe in silenzio la tracciabilita': per questo il codice richiesto e'
validato prima di essere memorizzato - un refuso lascia l'operatore sulla
stazione configurata con un messaggio, invece di incastrarlo su una stazione
inesistente - e quando l'override e' attivo la pagina lo dichiara, con il codice
configurato accanto e un link per ripristinare.
Le traduzioni: pybabel update aveva indovinato dieci voci da stringhe simili
marcandole fuzzy, in entrambi i cataloghi. "Azzera Stazione" era diventato "Crea
Stazione", l'opposto, su un dialogo distruttivo. Non si vedeva perche' la
compilazione salta le fuzzy e ricade sul sorgente italiano, ma sarebbe emerso al
primo build con --use-fuzzy. Tradotte per esteso le 17 stringhe nuove in IT ed EN
e tolti i flag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
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3f03ec8ab1 |
feat(measure): memorizza tempo di inserimento misura (input_duration_ms)
Colonna nullable su measurements + migration 003, campo opzionale negli schemi API (create singola e batch), passthrough nel proxy Flask e timer lato client in task_execute: parte all'attivazione del subtask, si resetta su auto-advance e navigazione manuale. Co-Authored-By: Claude Fable 5 <noreply@anthropic.com> |
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fb96bad000 |
fix(tests): align stale tests with current API + bypass identity-map cache
- test_recipes: split update test into in-place vs copy-on-write paths (PUT now updates in-place when current version has no measurements). Added _seed_measurement() helper to force copy-on-write where needed. - test_tasks::reorder: expunge_all() between POST and GET so the shared test session re-fetches RecipeVersion.tasks instead of returning the cached collection. Prod uses one session per request, so identity-map staleness only affects tests. - test_measure::save_measurement_proxy: payload aligned to current API (version_id is required; pass_fail/deviation are computed server-side). All 179 tests green. Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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2a2d40bec9 |
fix(admin): two more apostrophe-in-translation regressions + UX rework
UX rework — recipe assignment modal on /admin/stations
- Replace the single "select recipe + Assegna" dropdown with a two-
column layout: Ricette disponibili (left) and Assegnate alla
stazione (right), each row with an inline action button. Top search
filter narrows both columns at once. Empty states explain *why* the
list is empty (no recipes in system, all already assigned, no match
for the filter).
- Rationale: the old dropdown silently hid every option once a recipe
was assigned, leaving the user unable to tell whether the system
was broken or simply out of unassigned recipes.
Apostrophe regressions
- /admin/stations alert/errorMsg literals reworded with double-quoted
outer JS strings ("Errore nella eliminazione" / "...assegnazione").
- /admin/users toggle confirm modal: x-text expression contained
'{{ _('… l\'utente') }}'. Inside a Jinja-rendered HTML attribute,
the apostrophe in "l'utente" closed the JS literal early, killing
the binding. Fixed by using " as the JS string delimiter so
the inner apostrophe is harmless.
Alpine x-if templates can't host nested templates
- Replaced two nested-template empty-state blocks with x-text bound
to computed getters (unassignedEmptyMessage,
assignedEmptyMessage). Alpine errored with
"Cannot set properties of null (setting '_x_dataStack')" when the
outer template's child wasn't a single root element.
Test guard widened
- src/frontend/flask_app/tests/test_template_js_syntax.py now also
parses every Alpine attribute (x-*, @*, :*) on the rendered HTML
and runs `node --check` on each expression wrapped in `void (…)`.
Previously it only inspected inline <script> bodies, which is why
the x-text bug on /admin/users slipped through. Verified the
extended test catches the original l'utente regression by reverting
+ running + restoring.
Layout regression — UPLOAD_DIR defaulted to server/uploads
- The previous .env.example shipped UPLOAD_DIR=server/uploads, which
matched the V1.x layout but pointed outside the new project tree.
Updated to UPLOAD_DIR=uploads so files land in the project-root
uploads/ volume that src/backend/config.py.upload_path resolves.
- Added uploads/general/ to .gitignore (per-user uploads, not source).
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>
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fix(admin): apostrophe-in-translation broke /admin/stations Alpine bindings
Two error messages on /admin/stations rendered Italian translations
that contain an apostrophe inside a single-quoted JS literal:
alert(result.detail || '{{ _("Errore nell\'eliminazione") }}');
Jinja outputs the apostrophe verbatim, so the JS string closed
prematurely:
alert(result.detail || 'Errore nell'eliminazione');
That syntax error blew up the entire <script> block, which means
stationManagement() was never defined and EVERY Alpine binding on the
page failed silently. Symptom: clicking "Nuova Stazione" did nothing,
DevTools showed "Alpine Expression Error: openCreateModal is not
defined".
Fix: swap outer JS quotes to double quotes and reword the IT string so
the apostrophe disappears anyway ("Errore nella eliminazione",
"Errore nella assegnazione"). Same for the assignment-error path.
Regression guard: src/frontend/flask_app/tests/test_template_js_syntax.py
renders /admin/stations and /admin/users with the IT locale forced,
extracts every inline <script>, and runs `node --check` on each. The
test is skipped if `node` is not on PATH so CI without Node still
passes. Verified the test catches the original bug (revert + run +
fail) before re-applying the fix.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>
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chore(v2): restructure monorepo to src/ layout with uv
Aligns the repo with the python-project-spec-design.md template chosen for V2.0.0. Big move, no logic changes. The 3 pre-existing test failures (test_recipes::test_update_recipe, test_recipes:: test_recipe_versioning, test_tasks::test_reorder_tasks, plus the client test_save_measurement_proxy) survive unchanged. Layout changes - server/ -> src/backend/ - server/middleware/ -> src/backend/api/middleware/ - server/routers/ -> src/backend/api/routers/ - server/models/ -> src/backend/models/orm/ - server/schemas/ -> src/backend/models/api/ - server/uploads/ -> uploads/ (project root, mounted volume) - server/tests/ -> src/backend/tests/ - client/ -> src/frontend/flask_app/ (Flask kept; React deroga is documented in CLAUDE.md, justified by tablet UX, USB caliper/barcode workflow and Fabric.js integration) Tooling - pyproject.toml: monorepo with [project] core deps and optional-dependencies server / client / dev. Replaces both server/requirements.txt and client/requirements.txt. - uv.lock + .python-version (3.11) committed for reproducible builds. - Dockerfile (root, backend) and Dockerfile.frontend rewritten to use uv sync --frozen --no-dev --extra server|client; legacy Dockerfiles preserved as Dockerfile.legacy for reference but excluded from build context via .dockerignore. - docker-compose.dev.yml + docker-compose.yml: build context now ".", dockerfile pointing to the root files. Code adjustments forced by the move - Every "from config|database|models|schemas|services|routers|middleware import ..." rewritten to its src.backend.* equivalent (50+ files including indented inline imports inside test bodies). - src/backend/migrations/env.py: insert project root into sys.path so alembic can resolve src.backend.* imports regardless of cwd. - src/backend/config.py: env_file ../../.env (was ../.env), upload_path resolves project root via parents[2]. - src/backend/tests/conftest.py + tests: import ... from src.backend.* instead of bare names; old per-directory pytest.ini files removed in favor of root pyproject.toml [tool.pytest.ini_options]. - .gitignore: uploads/ at root, src/frontend/flask_app/static/css/ tailwind.css path; .dockerignore tightened. - CLAUDE.md: rewrote sections "Layout del repository", "Comandi di Sviluppo", "Database & Migrations", "Test", "i18n", and all path references throughout the architecture sections. Verified - uv lock resolves 77 packages; uv sync --extra server --extra client --extra dev installs cleanly. - uv run pytest: 171 passed, 4 pre-existing failures. - uv run alembic -c src/backend/migrations/alembic.ini check loads config and metadata (errors only on the absent local MySQL). Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com> |