8d7fa9a12a3895d2d734478bf24133e731d5b3dd
4 Commits
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35f46926a9 |
API key come hash SHA-256, una per sessione, TTL rinnovabile (#41)
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5.5 <noreply@anthropic.com> |
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5aa3d595ad |
feat(recipes): la ricetta decide cosa pretendere e come si misura
Tre cose che prima non erano di nessuno diventano regole della ricetta, decise da chi la scrive e fatte valere dal server. Punto 8 — tracciabilita' obbligatoria. Lotto e seriale si dichiarano obbligatori sulla ricetta. L'operatore li inserisce alla selezione, dove il pulsante non si attiva finche' mancano, e la stessa regola vale sulla lista task, raggiungibile anche per link diretto, e sul barcode: uno sbarramento che dura solo finche' qualcuno prende in mano il lettore non e' uno sbarramento. La produzione non si apre e la misura non si salva senza cio' che la ricetta pretende, perche' un valore senza il suo lotto non e' riconducibile a niente, e accorgersene dopo significa accorgersene tardi. Punto 9 — inserimento manuale. Una ricetta puo' vietare i valori digitati, ed e' il valore predefinito: il calibro e' lo strumento, digitare e' cio' che va concesso. Dove e' vietato il tastierino non viene disegnato (non nascosto con i CSS: il markup nascosto e' markup che si puo' rimostrare) e restano correzione e conferma, perche' una lettura sbagliata va cancellata. Il controllo vero e' sul server: una regola che vive solo nel frontend e' un consiglio. Migliorato al passaggio il riconoscimento del calibro. Contava solo la raffica di cifre, cosi' una lettura corta come "9.5" — tre battute — finiva registrata come digitata a mano; ora conta anche l'Invio che il wedge manda dentro la stessa raffica. Senza questa correzione il divieto avrebbe respinto misure legittime. Punto 11 — formattazione delle descrizioni. A capo e grassetto sopravvivono: chi scrive le ricette incolla dal PDF della scheda tecnica e il testo arrivava appiattito, da risistemare a mano ogni volta. Nessun HTML viene accettato o salvato — il testo viene escapato e gli unici tag nel risultato sono quelli prodotti dal renderer. La sanificazione e' questa: non c'e' niente da sanificare perche' non si accetta niente. Le stesse due regole in Jinja e in JS, cosi' una descrizione si legge uguale ovunque. E la descrizione ora si vede anche in esecuzione: era scritta per l'operatore e la vedeva solo chi la scriveva. Migrazione 009: tre colonne sulla ricetta. Le due di tracciabilita' partono false, che e' il comportamento di oggi; l'inserimento manuale parte *vero* sulle ricette gia' esistenti — il default della colonna e' falso, quindi le ricette nuove sono solo-calibro, ma spegnerlo d'ufficio su quelle in uso fermerebbe una linea alla misura successiva. Chi possiede la ricetta lo decide dall'editor. Test: +26 (291). Coprono il rifiuto sul server per lotto, seriale e valore digitato, il calibro sempre ammesso, le regole che sopravvivono alla nuova versione, il tastierino assente in pagina, l'Avvia sbarrato, e il renderer delle descrizioni compreso il caso in cui si prova a farci passare un tag. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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bde8fafd77 |
feat(production): la misura torna a cercare l'operatore
Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al primo task di misura da qualunque schermata si trovi. Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e' configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione (measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi di sapere dove riportare l'operatore. Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono. Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla. Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra. Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007. Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql. La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la usa invece di riscriverla. Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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1a0431366f |
chore(v2): restructure monorepo to src/ layout with uv
Aligns the repo with the python-project-spec-design.md template chosen for V2.0.0. Big move, no logic changes. The 3 pre-existing test failures (test_recipes::test_update_recipe, test_recipes:: test_recipe_versioning, test_tasks::test_reorder_tasks, plus the client test_save_measurement_proxy) survive unchanged. Layout changes - server/ -> src/backend/ - server/middleware/ -> src/backend/api/middleware/ - server/routers/ -> src/backend/api/routers/ - server/models/ -> src/backend/models/orm/ - server/schemas/ -> src/backend/models/api/ - server/uploads/ -> uploads/ (project root, mounted volume) - server/tests/ -> src/backend/tests/ - client/ -> src/frontend/flask_app/ (Flask kept; React deroga is documented in CLAUDE.md, justified by tablet UX, USB caliper/barcode workflow and Fabric.js integration) Tooling - pyproject.toml: monorepo with [project] core deps and optional-dependencies server / client / dev. Replaces both server/requirements.txt and client/requirements.txt. - uv.lock + .python-version (3.11) committed for reproducible builds. - Dockerfile (root, backend) and Dockerfile.frontend rewritten to use uv sync --frozen --no-dev --extra server|client; legacy Dockerfiles preserved as Dockerfile.legacy for reference but excluded from build context via .dockerignore. - docker-compose.dev.yml + docker-compose.yml: build context now ".", dockerfile pointing to the root files. Code adjustments forced by the move - Every "from config|database|models|schemas|services|routers|middleware import ..." rewritten to its src.backend.* equivalent (50+ files including indented inline imports inside test bodies). - src/backend/migrations/env.py: insert project root into sys.path so alembic can resolve src.backend.* imports regardless of cwd. - src/backend/config.py: env_file ../../.env (was ../.env), upload_path resolves project root via parents[2]. - src/backend/tests/conftest.py + tests: import ... from src.backend.* instead of bare names; old per-directory pytest.ini files removed in favor of root pyproject.toml [tool.pytest.ini_options]. - .gitignore: uploads/ at root, src/frontend/flask_app/static/css/ tailwind.css path; .dockerignore tightened. - CLAUDE.md: rewrote sections "Layout del repository", "Comandi di Sviluppo", "Database & Migrations", "Test", "i18n", and all path references throughout the architecture sections. Verified - uv lock resolves 77 packages; uv sync --extra server --extra client --extra dev installs cleanly. - uv run pytest: 171 passed, 4 pre-existing failures. - uv run alembic -c src/backend/migrations/alembic.ini check loads config and metadata (errors only on the absent local MySQL). Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com> |