Migrazione 014 (batch_alter_table, nome del vincolo esistente letto con
sa.inspect invece di indovinato) e stessi ondelete nei modelli ORM.
Cancellare un task con esecuzioni o immagini di riferimento non fallisce
più su un vincolo FK MySQL.
MANCA: i file delle immagini di riferimento su disco non vengono
rimossi alla cancellazione del task - tasks.py::delete_task (NON
TOCCARE da questo lotto) cancella con `db.delete(task)` diretto, senza
un punto unico in vision_service da agganciare. `_copy_tasks_to_version`
(recipe_service.py) non copia le immagini di riferimento nel
copy-on-write: nemmeno questo si tocca qui.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
save_reference_image scrive il file dopo il flush riuscito; il router
lo cancella se il commit successivo fallisce. Aggiunti GET
/api/vision/reference-images?task_id= (lista, Maker) e DELETE
/api/vision/reference-images/{id} (cancella riga e file, Maker).
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Prima Cp/Cpk usava stdev campionaria e Pp/Ppk la population stdev: stesso
indice due volte, proporzionale. Ora Cp/Cpk (capability a breve termine)
usa sigma_within dalla moving range dei valori consecutivi in ordine
cronologico; Pp/Ppk (performance complessiva) resta sulla stdev campionaria
(n-1). MRbar == 0 -> Cp/Cpk None. Stessa sigma_within per UCL/LCL della
carta di controllo a valori individuali (mean +/- 2.66*MRbar), non piu la
stdev globale che allargava i limiti e nascondeva la deriva.
Aggiunto campo opzionale std_dev_within a CapabilityData.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
MeasurementCreate.input_method accetta solo usb_caliper|manual anche se
l'enum ORM e il database permettono ormai camera. È voluto: una misura
da camera deve nascere in vision_service.execute_task, mai da un client
che posta JSON direttamente - non c'è dietro né immagine, né grafo, né
engine_version. Commento aggiunto perché non venga "corretto" tornando
alla lettera dell'enum.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
VisionReferenceImage (migration 013, chained after 012_vision_results):
task_id, path, station_id, device_code, calibration_snapshot,
engine_version, note, expected_json, acquired_at. station_id/device_code/
calibration_snapshot/engine_version/expected_json stay nullable - nessun
endpoint di questo task li popola ancora, arrivano coi Piani 1b/2/4.
save_reference_image salva sotto settings.upload_path (non upload_dir,
come production_export_service). preview esegue il grafo e non salva
niente - comporre non e' misurare, lo asserisce il test.
POST /api/vision/reference-images e /api/vision/preview su require_maker
(non require_measurement_tec di execute): comporre e provare sono lavoro
del Maker, non misure.
Suite intera su Python 3.11.15 locale (uv run pytest -q, SQLite
in-memory per il backend): 1 failed, 373 passed, 4 skipped in 82.35s.
Il fallimento e' quello preesistente e non correlato di
test_no_first_party_script_calls_out (fabric-debug.js locale,
git-ignored) - 371 passed prima di questo task, +2 qui.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Aggiunge POST /api/vision/execute: route l'immagine al worker di visione,
mappa le uscite del grafo sulle quote e le salva con save_measurement -
stesso verdetto, stesso gate del fuori tolleranza di ogni altra misura.
Nuova tabella vision_results (una riga per acquisizione, non per quota) e
input_method 'camera' su measurements.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Punto 10. Sceglere una ricetta apriva la lista completa dei task e chiedeva
all'operatore di decidere da dove cominciare prima ancora di aver fatto
qualcosa. Ora AVVIA IN SEQUENZA porta dentro il primo task; la lista resta,
un livello sotto, per quando serve vederla tutta o tornare indietro.
- nuova rotta /measure/start/<ricetta>: memorizza lotto e seriale (prima lo
faceva la lista, che ora si salta), verifica la tracciabilità obbligatoria
e apre il primo task
- GET /api/measurements/task-progress: quante quote ha già preso ogni task di
misura, contate per quota e non per tentativo, delimitate dalla produzione
aperta o, fuori produzione, dall'operatore
- la lista distingue «Incompiuto 1/3» da «Completato 3/3»: un task lasciato a
metà non somigliava più a uno mai aperto
- «Visualizza singolo TASK» non è più riservato al Maker — dire «incompiuto»
senza dare la strada per tornarci sarebbe una lamentela, non una funzione
- nel task «Riepilogo» diventa «Completato» e si apre solo quando il ciclo è
chiuso: altrimenti sarebbe la scorciatoia che rende facoltative le quote
- «Fine ciclo misura» si vede da subito, spento, e dice quante quote mancano;
prima compariva a task già finito, quando non serviva più saperlo
Il pulsante verde del footer diventa «Task successivo»: due bottoni con la
stessa parola addosso sono uno di troppo.
Test: 334 (erano 309). Il side effect dei mock del client Flask ora risponde
per endpoint invece che per turno — una lista posizionale si rompe appena una
pagina fa una domanda in più al server, che è come crescono tutte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Il punto 5 c'era a meta': la schermata apriva il modale del capoturno e bloccava
l'avanzamento automatico, ma il modale si chiudeva con Annulla o con un click
sullo sfondo, la misura era gia' salvata, e `pendingAdvance` veniva impostato e
non letto da nessuno. Era una conferma, non uno sbarramento.
Ora l'autorizzazione finisce sulla misura: due colonne, chi ha autorizzato e
quando. Finche' una quota e' fuori tolleranza e nessuno l'ha autorizzata, il
server rifiuta la misura della quota successiva e la chiusura del ciclo. Non e'
la schermata a impedirlo: la schermata risparmia solo il viaggio.
Rimisurare la stessa quota resta possibile — il calibro scivola, il pezzo si
riposiziona — e una seconda lettura in tolleranza libera il blocco, perche' conta
l'ultima lettura di ogni quota. Quante volte si possa riprovare e' il punto 4, e
tutte le letture restano comunque a registro. Un warning non blocca: fuori dai
limiti di attenzione ma dentro la tolleranza e' dentro la tolleranza.
Ricaricare la pagina era il modo piu' semplice per scavalcare il vecchio gate.
Non lo e' piu': la schermata chiede al server, all'apertura, se una quota sta
aspettando, e si ritrova davanti lo stesso blocco.
Sparisce /validate-supervisor, che verificava le credenziali e buttava via la
risposta. Al suo posto un endpoint che le credenziali le usa per scrivere
l'approvazione dove serve. Il controllo del capoturno si sposta in auth_service,
accanto al resto delle credenziali: fermo linea, chiusura e fuori tolleranza
fanno la stessa domanda, e solo una delle tre riguarda la produzione.
Il file di statistica guadagna authorised_by e authorised_at: mostrava il
fallimento e non la decisione, che e' la meta' che un auditor chiede.
Migrazione 010: due colonne nullable sulle misure. Le righe esistenti restano
nulle — retrodatare un'autorizzazione mai avvenuta sarebbe inventarsi un record
di audit, e quelle produzioni sono chiuse da un pezzo.
Test: +18 (309). Coprono il rifiuto della quota successiva, la rimisura ammessa,
il rilascio del blocco con una lettura buona, il ciclo che non si chiude, il
capoturno registrato sulla misura, le credenziali sbagliate e chi capoturno non
e', il file di statistica, e il fatto che una produzione chiusa non blocchi la
successiva. Aggiunto uploads/statistics/ al gitignore: i test che chiudono una
produzione scrivevano nel repository.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Tre cose che prima non erano di nessuno diventano regole della ricetta, decise da
chi la scrive e fatte valere dal server.
Punto 8 — tracciabilita' obbligatoria. Lotto e seriale si dichiarano obbligatori
sulla ricetta. L'operatore li inserisce alla selezione, dove il pulsante non si
attiva finche' mancano, e la stessa regola vale sulla lista task, raggiungibile
anche per link diretto, e sul barcode: uno sbarramento che dura solo finche'
qualcuno prende in mano il lettore non e' uno sbarramento. La produzione non si
apre e la misura non si salva senza cio' che la ricetta pretende, perche' un
valore senza il suo lotto non e' riconducibile a niente, e accorgersene dopo
significa accorgersene tardi.
Punto 9 — inserimento manuale. Una ricetta puo' vietare i valori digitati, ed e'
il valore predefinito: il calibro e' lo strumento, digitare e' cio' che va
concesso. Dove e' vietato il tastierino non viene disegnato (non nascosto con i
CSS: il markup nascosto e' markup che si puo' rimostrare) e restano correzione e
conferma, perche' una lettura sbagliata va cancellata. Il controllo vero e' sul
server: una regola che vive solo nel frontend e' un consiglio.
Migliorato al passaggio il riconoscimento del calibro. Contava solo la raffica di
cifre, cosi' una lettura corta come "9.5" — tre battute — finiva registrata come
digitata a mano; ora conta anche l'Invio che il wedge manda dentro la stessa
raffica. Senza questa correzione il divieto avrebbe respinto misure legittime.
Punto 11 — formattazione delle descrizioni. A capo e grassetto sopravvivono: chi
scrive le ricette incolla dal PDF della scheda tecnica e il testo arrivava
appiattito, da risistemare a mano ogni volta. Nessun HTML viene accettato o
salvato — il testo viene escapato e gli unici tag nel risultato sono quelli
prodotti dal renderer. La sanificazione e' questa: non c'e' niente da sanificare
perche' non si accetta niente. Le stesse due regole in Jinja e in JS, cosi' una
descrizione si legge uguale ovunque. E la descrizione ora si vede anche in
esecuzione: era scritta per l'operatore e la vedeva solo chi la scriveva.
Migrazione 009: tre colonne sulla ricetta. Le due di tracciabilita' partono
false, che e' il comportamento di oggi; l'inserimento manuale parte *vero* sulle
ricette gia' esistenti — il default della colonna e' falso, quindi le ricette
nuove sono solo-calibro, ma spegnerlo d'ufficio su quelle in uso fermerebbe una
linea alla misura successiva. Chi possiede la ricetta lo decide dall'editor.
Test: +26 (291). Coprono il rifiuto sul server per lotto, seriale e valore
digitato, il calibro sempre ammesso, le regole che sopravvivono alla nuova
versione, il tastierino assente in pagina, l'Avvia sbarrato, e il renderer delle
descrizioni compreso il caso in cui si prova a farci passare un tag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua
nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le
schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un
ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si
ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al
primo task di misura da qualunque schermata si trovi.
Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo
chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto
misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e'
configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui
a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione
(measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi
di sapere dove riportare l'operatore.
Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso
ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due
letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono.
Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la
banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo
cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla.
Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina
locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella
strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra.
Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e
remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non
registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare
una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007.
Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql.
La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la
misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la
usa invece di riscriverla.
Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non
sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura
esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 2 del documento modifiche del 28/07, prima richiesta di Menoncin.
Il sistema distingueva un task di misura da uno documentale deducendolo: se aveva
quote era una misura, altrimenti una nota. Conseguenza: un task di misura a cui le
quote non erano ancora state inserite veniva trattato come nota, e il sistema si
comportava in modo diverso a seconda di quanto fosse completa la ricetta.
Nuovo campo task_type su recipe_tasks (migrazione 007) con nota, misura e disegno,
piu' xf_compare e camera_measure gia' nell'enum: allargare un enum MySQL piu' avanti
e' un ALTER su tabella viva, e non costa nulla prevederli adesso.
Il backfill riproduce la classificazione che era a schermo, cosi' nessuna ricetta
cambia comportamento all'aggiornamento: i task con quote diventano 'measure'; quelli
senza quote ma con un disegno allegato diventano 'drawing' e non 'note', perche' e'
gia' cio' che mostravano - chiamarli note sarebbe stato l'unico punto in cui questa
migrazione cambiava le carte in tavola.
Il tipo viene copiato esplicitamente nel copy-on-write del versioning: una nuova
versione che lo perdesse riclassificherebbe in silenzio tutti i task alla prima
modifica di una ricetta. Il task "Technical Drawing" creato d'ufficio quando si
carica un disegno su una ricetta senza task nasce come 'drawing'.
Lato operatore decide ora il tipo, non il conteggio delle quote: fermo linea, fine
produzione, avvio produzione e la barra di produzione seguono il tipo. Dove servono
davvero delle quote da mostrare - elenco marker, tastierino, fine ciclo misura -
resta anche il controllo che ce ne sia almeno una, e un task di misura ancora privo
di quote lo dichiara invece di somigliare a una nota. Nella lista task compare il
tipo, cosi' si vede prima di aprire.
La 007 e' stata eseguita su SQLite usa e getta con tre righe costruite apposta - una
con quote, una col solo disegno, una nota secca - e il backfill le classifica come
atteso. Il backfill girera' sui dati reali del cliente, provarlo a mano non bastava.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 6 del documento modifiche del 28/07. I due pulsanti esistevano, chiedevano
correttamente l'autorizzazione del capoturno, e poi ricadevano su un commento:
"handled by GAIA integration (future)". E' la riga di apertura del documento.
Ora agiscono sulla produzione aperta: fermo linea sospende e congela il conto alla
rovescia, la ripresa lo fa ripartire restituendo il tempo del fermo, fine
produzione chiude ed emette il file di statistica. Le credenziali del capoturno
vanno direttamente all'endpoint, che le verifica e registra sulla traccia della
produzione chi ha autorizzato cosa: validarle a parte non lascerebbe traccia, e
sarebbe un giro in piu'.
In interfaccia il pulsante di fermo diventa "Riprendi" quando la linea e' ferma, e
una banda dichiara lo stato con il valore congelato a video: una linea ferma che
sembra in marcia e' il modo in cui si salta un intervallo di misura senza
accorgersene.
Il file di statistica ha richiesto di legare le misure alla produzione (migrazione
006): Measurement conosceva solo versione, lotto e seriale, nessuno dei quali
separa una produzione dalla successiva sulla stessa ricetta e sullo stesso lotto,
quindi "le misure dell'intera produzione" non era una query. Il CSV rispetta i
separatori configurati in system_settings e porta con se' i limiti di tolleranza:
senza quelli un esito pass/fail non e' piu' ricalcolabile dal file a distanza di
anni, che e' il senso di un documento per audit. Le misure esportate vengono
marcate synced_to_csv. Se la produzione non ha misure non viene scritto nulla: un
file vuoto sarebbe rumore nella cartella, non evidenza.
L'invio a GAIA resta assente e non abbozzato, con il punto d'innesto dichiarato in
close_run: una chiamata vuota che sembra collegata e' peggio di niente. Tutto il
resto del punto 6 non dipende dal gestionale e funziona adesso.
Anche la 006 e' stata eseguita su SQLite usa e getta prima di essere considerata
buona, e anche qui la prova ha trovato un difetto: aggiungere una colonna con
foreign key fa emettere ad alembic un ALTER di vincolo, che SQLite rifiuta. Ora usa
batch_alter_table con il vincolo nominato, che su MySQL resta un ALTER normale e su
SQLite ricostruisce la tabella - cosi' la chiave esterna non va persa per far
contento il dialetto dei test.
Corretto anche il proxy di salvataggio misura, che chiamava /api/measurements senza
slash finale e pagava un redirect 307 a ogni singola misura.
Traduzioni: pybabel aveva di nuovo indovinato sette voci marcandole fuzzy, e in
italiano "Linea ferma" era diventato "Lingua Preferita" su una banda di sicurezza.
Tradotte per esteso in IT ed EN e tolti i flag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 1 del documento modifiche del 28/07, il prerequisito su cui poggiano i
punti 3, 4 e 6.
Lo stato di una produzione viveva dentro una pagina del browser: timer, conteggio
cicli e flag "produzione avviata" erano variabili Alpine di task_execute.html, e
la navigazione fra task e' un ricaricamento completo, quindi cambiando task si
perdeva tutto. Da qui il loop di misura che non reggeva, il fermo linea che non
aveva nulla da fermare e l'assenza di storico.
Nuove tabelle production_runs e production_events (migrazione 005), endpoint REST
senza stato in memoria di processo - con un'app di stazione installata su ogni PC
il database e' l'unico posto condiviso - e il frontend che legge lo stato
all'apertura invece di tenerlo in memoria.
Tre scelte di modello:
- la scadenza e' un timestamp assoluto (next_measurement_at), non un contatore:
il countdown si ricalcola da li' a ogni caricamento, e lasciarne andare la
differenza sotto zero dara' gratis il contatore del ritardo del punto 3. Al
client vanno i secondi gia' calcolati, non il timestamp: un datetime naive
verrebbe letto nel fuso del browser e il conto sarebbe sfasato dell'offset UTC;
- l'intervallo di misura e' copiato sulla produzione, non referenziato: modificare
la ricetta a produzione avviata non deve spostare una scadenza in corso;
- active_station_id rispecchia la stazione finche' la produzione e' aperta e va a
NULL alla chiusura. Con un vincolo unico sopra, "una stazione = una produzione
aperta" e' una garanzia del database e non un controllo soggetto a race; i NULL
non collidono, quindi le produzioni chiuse si accumulano senza disturbo.
Il fermo linea congela il conto alla rovescia e alla ripresa la scadenza viene
traslata della durata del fermo, non ricalcolata: un fermo non regala ne' toglie
tempo all'operatore. L'autorizzazione del capoturno passa da authenticate_user e
non da un login, che rigenererebbe la sua API key buttando giu' la sessione che ha
aperta altrove.
La migrazione e' stata eseguita davvero, non solo scritta, su uno SQLite usa e
getta: upgrade e downgrade girano e le colonne coincidono con i modelli. La prova
ha trovato un difetto - create_unique_constraint dopo create_table e' un ALTER,
che SQLite rifiuta - ora il vincolo e' dichiarato dentro create_table.
Fuori da questo commit, per stare nei confini del punto 1: l'API espone gia'
pause, resume e close, ma i pulsanti fermo linea e fine produzione restano da
collegare (punto 6), e il rientro forzato sulla misura allo scadere e' il punto 3.
Corretti due difetti trovati strada facendo: env.py non importava ne' Station ne'
ProductionRun, quindi l'autogenerate di Alembic era gia' cieco sulle stazioni; e
task_execute.html, lo schermo con piu' JavaScript dell'applicazione, non era
coperto dal test di sintassi. Aggiungerlo ha richiesto di correggere l'helper, che
validava le espressioni Alpine solo come espressione singola e bocciava
@click="a = false; b = true", forma che Alpine accetta: ora prova entrambe le
letture e fallisce solo se cadono tutte e due.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 7 del documento modifiche del 28/07, terza richiesta di Menoncin.
GET /api/stations ora usa StationWithRecipesResponse, che era gia' definita nello
schema senza che nessun endpoint la usasse. Non costa query in piu':
Station.assignments e' gia' selectin-loaded. In lista compaiono le sole ricette
attive, coerente con cio' che l'operatore vede davvero a quella stazione.
DELETE /api/stations/{id}/recipes azzera le assegnazioni di una stazione senza
eliminarla, cosi' si riassegna da capo. E' idempotente: azzerare una stazione gia'
vuota risponde removed=0, non 404. In tabella e' un pulsante per riga, con
conferma perche' l'azione e' distruttiva.
Il cambio stazione al volo (?station=CODE, override in sessione) serve al
collaudo: senza, provare N stazioni richiede N PC. E' dietro il flag
STATION_SWITCH_ENABLED, default 0. Non e' legato al ruolo admin perche'
/measure/select richiede MeasurementTec, e gatearlo su is_admin avrebbe escluso
proprio chi fa il collaudo. In fabbrica l'identita' della stazione viene
dall'installazione locale, e misurare contro le ricette di un'altra stazione
romperebbe in silenzio la tracciabilita': per questo il codice richiesto e'
validato prima di essere memorizzato - un refuso lascia l'operatore sulla
stazione configurata con un messaggio, invece di incastrarlo su una stazione
inesistente - e quando l'override e' attivo la pagina lo dichiara, con il codice
configurato accanto e un link per ripristinare.
Le traduzioni: pybabel update aveva indovinato dieci voci da stringhe simili
marcandole fuzzy, in entrambi i cataloghi. "Azzera Stazione" era diventato "Crea
Stazione", l'opposto, su un dialogo distruttivo. Non si vedeva perche' la
compilazione salta le fuzzy e ricade sul sorgente italiano, ma sarebbe emerso al
primo build con --use-fuzzy. Tradotte per esteso le 17 stringhe nuove in IT ed EN
e tolti i flag.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Colonna nullable su measurements + migration 003, campo opzionale negli
schemi API (create singola e batch), passthrough nel proxy Flask e timer
lato client in task_execute: parte all'attivazione del subtask, si
resetta su auto-advance e navigazione manuale.
Co-Authored-By: Claude Fable 5 <noreply@anthropic.com>
- Recipe: nuovo campo measurement_interval_minutes (migration 003) con UI nel recipe editor
- Auto-logout: impostazione di sistema configurabile da admin/settings, timer inattività JS
con warning modale 60s prima del logout, tracking eventi utente throttled
- Navbar: aggiunto link "Impostazioni" per admin (desktop + mobile)
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>
- /measure/select: aggiunta miniatura 64×64 accanto al nome ricetta
(object-contain per mantenere l'immagine intera, non croppata).
Lo schema backend RecipeSummary esponeva solo id/code/name/active:
aggiunti image_path e description così la card può rendere thumb
e sottotitolo.
- /maker/recipes: la miniatura passa da object-cover (crop) a
object-contain (fit), per visualizzare l'intera immagine della
ricetta senza tagli.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Both came from the src/ restructure and only show up at runtime, so
the test suite had not caught them.
- src/backend/config.py: env_file was "../../.env", which pydantic-
settings resolves against the *cwd*, not the file. Running uvicorn
or alembic from the project root therefore looked for
../../.env one level above the repo and silently fell back to the
default DB_PASSWORD ("change_me_in_production"), hiding the real
password. Now resolved as Path(__file__).resolve().parents[2] /
".env" so the lookup is always against the project root regardless
of cwd.
- src/backend/models/orm/__init__.py: Station and
StationRecipeAssignment were never imported here, so anything that
triggers Base.metadata.create_all without first importing the
setup router (which has its own Station import) ended up with no
stations / station_recipe_assignments tables. Verified locally:
/api/setup/seed used to fail with "Table tiemeasureflow.stations
doesn't exist" before this fix.
- .gitignore: ignore src/frontend/flask_app/package.json and
package-lock.json (local npm-install artifacts; the Dockerfile
installs tailwindcss directly).
Smoke verified end-to-end: uvicorn + gunicorn + MySQL, login + admin
stations + select_recipe + admin users all 200 OK.
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Aligns the repo with the python-project-spec-design.md template chosen
for V2.0.0. Big move, no logic changes. The 3 pre-existing test
failures (test_recipes::test_update_recipe, test_recipes::
test_recipe_versioning, test_tasks::test_reorder_tasks, plus the
client test_save_measurement_proxy) survive unchanged.
Layout changes
- server/ -> src/backend/
- server/middleware/ -> src/backend/api/middleware/
- server/routers/ -> src/backend/api/routers/
- server/models/ -> src/backend/models/orm/
- server/schemas/ -> src/backend/models/api/
- server/uploads/ -> uploads/ (project root, mounted volume)
- server/tests/ -> src/backend/tests/
- client/ -> src/frontend/flask_app/ (Flask kept; React
deroga is documented in CLAUDE.md, justified by tablet UX, USB
caliper/barcode workflow and Fabric.js integration)
Tooling
- pyproject.toml: monorepo with [project] core deps and
optional-dependencies server / client / dev. Replaces both
server/requirements.txt and client/requirements.txt.
- uv.lock + .python-version (3.11) committed for reproducible builds.
- Dockerfile (root, backend) and Dockerfile.frontend rewritten to use
uv sync --frozen --no-dev --extra server|client; legacy Dockerfiles
preserved as Dockerfile.legacy for reference but excluded from build
context via .dockerignore.
- docker-compose.dev.yml + docker-compose.yml: build context now ".",
dockerfile pointing to the root files.
Code adjustments forced by the move
- Every "from config|database|models|schemas|services|routers|middleware
import ..." rewritten to its src.backend.* equivalent (50+ files
including indented inline imports inside test bodies).
- src/backend/migrations/env.py: insert project root into sys.path so
alembic can resolve src.backend.* imports regardless of cwd.
- src/backend/config.py: env_file ../../.env (was ../.env), upload_path
resolves project root via parents[2].
- src/backend/tests/conftest.py + tests: import ... from src.backend.*
instead of bare names; old per-directory pytest.ini files removed in
favor of root pyproject.toml [tool.pytest.ini_options].
- .gitignore: uploads/ at root, src/frontend/flask_app/static/css/
tailwind.css path; .dockerignore tightened.
- CLAUDE.md: rewrote sections "Layout del repository", "Comandi di
Sviluppo", "Database & Migrations", "Test", "i18n", and all path
references throughout the architecture sections.
Verified
- uv lock resolves 77 packages; uv sync --extra server --extra client
--extra dev installs cleanly.
- uv run pytest: 171 passed, 4 pre-existing failures.
- uv run alembic -c src/backend/migrations/alembic.ini check loads
config and metadata (errors only on the absent local MySQL).
Co-Authored-By: Claude Opus 4.7 (1M context) <noreply@anthropic.com>