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4 Commits
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bfe66a5710 |
fix(production): ruolo e assegnazione stazione su apertura/avanzamento run (#24 backend)
api/routers/production.py: open/cycle/remeasure/pause/resume/close accettavano
qualunque utente autenticato (get_current_user). Nuova dipendenza locale
_require_run_operator (MeasurementTec o Supervisor o admin) sui sei endpoint
di ciclo vita; le letture (current, {run_id} GET) restano aperte a tutti gli
autenticati. Per pause/resume/close si aggiunge al controllo esistente delle
credenziali del supervisore in corpo, che riguarda un'altra persona (chi
autorizza), non chi opera.
services/production_service.py open_run: nessun controllo su recipe.active ne'
sull'assegnazione ricetta-stazione. Nuovo _require_recipe_assigned_to_station:
se la stazione ha almeno un'assegnazione (StationRecipeAssignment), la ricetta
deve esserci, altrimenti 409; una stazione senza alcuna assegnazione resta
libera - stessa regola del filtro in lettura di station_service.list_station_recipes
(join che senza righe non filtra nulla). Ricetta non active -> 409.
NON TOCCATO: src/frontend/flask_app/blueprints/measure.py (stesso filtro sul
lato Flask, lotto B2) e test_measure_station_filter.py - altro agente ci
lavora in parallelo sulla stessa cartella.
Test: src/backend/tests/test_production_runs.py, 6 nuovi test (ruolo su
open/pause, assegnazione rifiutata/accettata/libera, ricetta inattiva).
PROVA: uv run --extra server --extra dev pytest src/backend/tests/test_production_runs.py -q -> 34 passed
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
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feat(measure): il fuori tolleranza si autorizza, non si chiude
Il punto 5 c'era a meta': la schermata apriva il modale del capoturno e bloccava l'avanzamento automatico, ma il modale si chiudeva con Annulla o con un click sullo sfondo, la misura era gia' salvata, e `pendingAdvance` veniva impostato e non letto da nessuno. Era una conferma, non uno sbarramento. Ora l'autorizzazione finisce sulla misura: due colonne, chi ha autorizzato e quando. Finche' una quota e' fuori tolleranza e nessuno l'ha autorizzata, il server rifiuta la misura della quota successiva e la chiusura del ciclo. Non e' la schermata a impedirlo: la schermata risparmia solo il viaggio. Rimisurare la stessa quota resta possibile — il calibro scivola, il pezzo si riposiziona — e una seconda lettura in tolleranza libera il blocco, perche' conta l'ultima lettura di ogni quota. Quante volte si possa riprovare e' il punto 4, e tutte le letture restano comunque a registro. Un warning non blocca: fuori dai limiti di attenzione ma dentro la tolleranza e' dentro la tolleranza. Ricaricare la pagina era il modo piu' semplice per scavalcare il vecchio gate. Non lo e' piu': la schermata chiede al server, all'apertura, se una quota sta aspettando, e si ritrova davanti lo stesso blocco. Sparisce /validate-supervisor, che verificava le credenziali e buttava via la risposta. Al suo posto un endpoint che le credenziali le usa per scrivere l'approvazione dove serve. Il controllo del capoturno si sposta in auth_service, accanto al resto delle credenziali: fermo linea, chiusura e fuori tolleranza fanno la stessa domanda, e solo una delle tre riguarda la produzione. Il file di statistica guadagna authorised_by e authorised_at: mostrava il fallimento e non la decisione, che e' la meta' che un auditor chiede. Migrazione 010: due colonne nullable sulle misure. Le righe esistenti restano nulle — retrodatare un'autorizzazione mai avvenuta sarebbe inventarsi un record di audit, e quelle produzioni sono chiuse da un pezzo. Test: +18 (309). Coprono il rifiuto della quota successiva, la rimisura ammessa, il rilascio del blocco con una lettura buona, il ciclo che non si chiude, il capoturno registrato sulla misura, le credenziali sbagliate e chi capoturno non e', il file di statistica, e il fatto che una produzione chiusa non blocchi la successiva. Aggiunto uploads/statistics/ al gitignore: i test che chiudono una produzione scrivevano nel repository. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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feat(production): la misura torna a cercare l'operatore
Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al primo task di misura da qualunque schermata si trovi. Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e' configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione (measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi di sapere dove riportare l'operatore. Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono. Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla. Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra. Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007. Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql. La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la usa invece di riscriverla. Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |
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55e5e0153f |
feat(production): dai una vita propria alla produzione, lato server
Punto 1 del documento modifiche del 28/07, il prerequisito su cui poggiano i punti 3, 4 e 6. Lo stato di una produzione viveva dentro una pagina del browser: timer, conteggio cicli e flag "produzione avviata" erano variabili Alpine di task_execute.html, e la navigazione fra task e' un ricaricamento completo, quindi cambiando task si perdeva tutto. Da qui il loop di misura che non reggeva, il fermo linea che non aveva nulla da fermare e l'assenza di storico. Nuove tabelle production_runs e production_events (migrazione 005), endpoint REST senza stato in memoria di processo - con un'app di stazione installata su ogni PC il database e' l'unico posto condiviso - e il frontend che legge lo stato all'apertura invece di tenerlo in memoria. Tre scelte di modello: - la scadenza e' un timestamp assoluto (next_measurement_at), non un contatore: il countdown si ricalcola da li' a ogni caricamento, e lasciarne andare la differenza sotto zero dara' gratis il contatore del ritardo del punto 3. Al client vanno i secondi gia' calcolati, non il timestamp: un datetime naive verrebbe letto nel fuso del browser e il conto sarebbe sfasato dell'offset UTC; - l'intervallo di misura e' copiato sulla produzione, non referenziato: modificare la ricetta a produzione avviata non deve spostare una scadenza in corso; - active_station_id rispecchia la stazione finche' la produzione e' aperta e va a NULL alla chiusura. Con un vincolo unico sopra, "una stazione = una produzione aperta" e' una garanzia del database e non un controllo soggetto a race; i NULL non collidono, quindi le produzioni chiuse si accumulano senza disturbo. Il fermo linea congela il conto alla rovescia e alla ripresa la scadenza viene traslata della durata del fermo, non ricalcolata: un fermo non regala ne' toglie tempo all'operatore. L'autorizzazione del capoturno passa da authenticate_user e non da un login, che rigenererebbe la sua API key buttando giu' la sessione che ha aperta altrove. La migrazione e' stata eseguita davvero, non solo scritta, su uno SQLite usa e getta: upgrade e downgrade girano e le colonne coincidono con i modelli. La prova ha trovato un difetto - create_unique_constraint dopo create_table e' un ALTER, che SQLite rifiuta - ora il vincolo e' dichiarato dentro create_table. Fuori da questo commit, per stare nei confini del punto 1: l'API espone gia' pause, resume e close, ma i pulsanti fermo linea e fine produzione restano da collegare (punto 6), e il rientro forzato sulla misura allo scadere e' il punto 3. Corretti due difetti trovati strada facendo: env.py non importava ne' Station ne' ProductionRun, quindi l'autogenerate di Alembic era gia' cieco sulle stazioni; e task_execute.html, lo schermo con piu' JavaScript dell'applicazione, non era coperto dal test di sintassi. Aggiungerlo ha richiesto di correggere l'helper, che validava le espressioni Alpine solo come espressione singola e bocciava @click="a = false; b = true", forma che Alpine accetta: ora prova entrambe le letture e fallisce solo se cadono tutte e due. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com> |