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Tre cose che prima non erano di nessuno diventano regole della ricetta, decise da chi la scrive e fatte valere dal server. Punto 8 — tracciabilita' obbligatoria. Lotto e seriale si dichiarano obbligatori sulla ricetta. L'operatore li inserisce alla selezione, dove il pulsante non si attiva finche' mancano, e la stessa regola vale sulla lista task, raggiungibile anche per link diretto, e sul barcode: uno sbarramento che dura solo finche' qualcuno prende in mano il lettore non e' uno sbarramento. La produzione non si apre e la misura non si salva senza cio' che la ricetta pretende, perche' un valore senza il suo lotto non e' riconducibile a niente, e accorgersene dopo significa accorgersene tardi. Punto 9 — inserimento manuale. Una ricetta puo' vietare i valori digitati, ed e' il valore predefinito: il calibro e' lo strumento, digitare e' cio' che va concesso. Dove e' vietato il tastierino non viene disegnato (non nascosto con i CSS: il markup nascosto e' markup che si puo' rimostrare) e restano correzione e conferma, perche' una lettura sbagliata va cancellata. Il controllo vero e' sul server: una regola che vive solo nel frontend e' un consiglio. Migliorato al passaggio il riconoscimento del calibro. Contava solo la raffica di cifre, cosi' una lettura corta come "9.5" — tre battute — finiva registrata come digitata a mano; ora conta anche l'Invio che il wedge manda dentro la stessa raffica. Senza questa correzione il divieto avrebbe respinto misure legittime. Punto 11 — formattazione delle descrizioni. A capo e grassetto sopravvivono: chi scrive le ricette incolla dal PDF della scheda tecnica e il testo arrivava appiattito, da risistemare a mano ogni volta. Nessun HTML viene accettato o salvato — il testo viene escapato e gli unici tag nel risultato sono quelli prodotti dal renderer. La sanificazione e' questa: non c'e' niente da sanificare perche' non si accetta niente. Le stesse due regole in Jinja e in JS, cosi' una descrizione si legge uguale ovunque. E la descrizione ora si vede anche in esecuzione: era scritta per l'operatore e la vedeva solo chi la scriveva. Migrazione 009: tre colonne sulla ricetta. Le due di tracciabilita' partono false, che e' il comportamento di oggi; l'inserimento manuale parte *vero* sulle ricette gia' esistenti — il default della colonna e' falso, quindi le ricette nuove sono solo-calibro, ma spegnerlo d'ufficio su quelle in uso fermerebbe una linea alla misura successiva. Chi possiede la ricetta lo decide dall'editor. Test: +26 (291). Coprono il rifiuto sul server per lotto, seriale e valore digitato, il calibro sempre ammesso, le regole che sopravvivono alla nuova versione, il tastierino assente in pagina, l'Avvia sbarrato, e il renderer delle descrizioni compreso il caso in cui si prova a farci passare un tag. Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
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2.0 KiB
JavaScript
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2.0 KiB
JavaScript
/**
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* Task descriptions: line breaks and bold, and nothing else.
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*
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* Whoever writes a recipe pastes from the PDF of the technical sheet, and the text
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* used to arrive flattened - every line run into the next, every emphasis lost, to
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* be put back by hand each time. Two conventions carry it now: a newline is a line
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* break, **like this** is bold.
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*
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* No HTML is stored or trusted. The text is escaped first and the only tags in the
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* result are the ones produced here, so a description that contains <script> shows
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* those characters and does nothing. The server-side filter (rich_text in app.py)
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* follows exactly these rules, so a description reads the same whether the page
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* was rendered by Flask or by Alpine.
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*/
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(function (global) {
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'use strict';
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function escapeHtml(text) {
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return String(text)
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.replace(/&/g, '&')
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.replace(/</g, '<')
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.replace(/>/g, '>')
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.replace(/"/g, '"')
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.replace(/'/g, ''');
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}
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/* Escaped text, then the two tags we add ourselves. Order matters: escaping
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after the substitution would turn our own <strong> into visible text. */
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function richText(value) {
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if (!value) return '';
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return escapeHtml(value)
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.replace(/\*\*([\s\S]+?)\*\*/g, '<strong>$1</strong>')
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.replace(/\n/g, '<br>');
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}
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/* Wrap whatever is selected in a textarea in ** **, the way a B button does.
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Dispatching 'input' is what keeps x-model in step: assigning to value alone
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changes the DOM and leaves Alpine with the old string. */
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function wrapSelectionBold(el) {
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if (!el) return;
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var start = el.selectionStart;
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var end = el.selectionEnd;
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var text = el.value || '';
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el.value = text.slice(0, start) + '**' + text.slice(start, end) + '**' + text.slice(end);
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el.dispatchEvent(new Event('input', { bubbles: true }));
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el.focus();
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// Leave the cursor around the same words, now inside the markers.
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el.selectionStart = start + 2;
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el.selectionEnd = end + 2;
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}
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global.richText = richText;
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global.wrapSelectionBold = wrapSelectionBold;
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})(window);
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