api_client._handle_response: su 401 pulisce la sessione Flask e marca
g.session_expired. Un solo after_request (app.py) trasforma le pagine HTML
rimaste in piedi con un errore generico in un redirect al login con flash;
le route JSON/AJAX che già inoltrano il dict di api_client (measure.py,
statistics.py) ricevono session_expired nel corpo insieme al 401.
Backend (riuso della key, bcrypt a tempo costante) resta al lotto A2.
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server: healthcheck su /api/health. client: healthcheck su /auth/login
(pagina di login, raggiungibile senza sessione). depends_on passa a
condition: service_healthy dove dipende da server/client (client->server,
nginx->server+client in dev). Aggiunge WEB_CONCURRENCY=4 e
TRUSTED_PROXY_COUNT=1 nell'environment del server (li legge il backend).
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lot_number, serial_number (export manuale e di produzione), station.code,
recipe.code, subtask.description finivano nel CSV cosi' come arrivavano:
un lotto '=HYPERLINK(...)' apriva un link vivo in Excel/LibreOffice. Nuova
neutralise_csv_cell() in production_export_service.py, importata da
measurements.py: se il campo (spazi iniziali esclusi) comincia con =, +, -,
@, TAB o CR antepone un apice, cosi' resta testo letterale. Applicata solo
ai campi testuali, mai ai numeri.
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Punto 1: useradd -u 10001 app, chown /app (+ /app/uploads sul server),
USER app in tutti e tre i Dockerfile. Stesso UID sul server e sul worker
di visione, che condividono il volume uploads in sola lettura (punto 13).
Punto 2: python:3.11.16-slim (server, client), python:3.13.15-slim
(vision), ghcr.io/astral-sh/uv:0.10.9 (versione locale di `uv --version`).
Dockerfile.frontend: TailwindCSS ora si compila in uno stage separato
dall'immagine ufficiale node:20.20.2-bookworm-slim, non più con
`curl | bash` su nodesource nell'immagine finale.
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WTF_CSRF_TIME_LIMIT=None: la pagina di misura resta aperta ore, il token a
1h scadeva a metà turno. Aggiunto errorhandler(CSRFError) in app.py: risposte
JSON/fetch (Accept, Content-Type, X-Requested-With) ricevono 400 JSON con
csrf_expired, le altre un flash + redirect. Lato B1 (task_execute.html) resta
da gestire client-side, fuori da questo commit.
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Residuo pre-monorepo, dipendenze già in pyproject.toml (extra server).
Nessun riferimento altrove nel repo.
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Copre anche le sottocartelle create a runtime (vision reference images,
cartelle per ricetta/versione), non solo le quattro elencate a mano.
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PUT /api/settings/ non validava nulla: un csv_delimiter vuoto o di piu'
caratteri arrivava intatto nel DB e faceva fallire csv.writer con TypeError
dentro close_run (500, run mai chiuso). Aggiunta validazione per chiave nota
(csv_delimiter 1 carattere fra , ; TAB |, csv_decimal_separator ',' o '.',
auto_logout_minutes vuoto o intero 1-480, company_name/company_logo_path
non vuoti) -> 422 sui valori fuori dominio. Chiavi non note passano senza
validazione (store generico).
Difesa in profondita' in production_export_service._csv_format: un
csv_delimiter gia' sporco nel DB (scritto prima di questa validazione) non
fa piu' fallire close_run, usa ';' e logga un WARNING.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
select_recipe.html e recipe_list.html interpolavano recipe/lot/serial/search
dentro un letterale JS con apici singoli: un valore con `'` chiudeva la
stringa e iniettava chiavi nell'oggetto x-data (CSP con unsafe-eval).
Anche recipe_list.html:222 (toLocaleDateString) aveva lo stesso schema su
current_language. Fix: |tojson_attr ovunque.
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docker-compose.yml: DB_ROOT_PASSWORD, DB_PASSWORD, SERVER_SECRET_KEY,
CLIENT_SECRET_KEY senza default, `config` si rifiuta se mancano.
docker-compose.dev.yml resta con i default (sviluppo). .env.example
documenta l'obbligo in produzione.
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Prima Cp/Cpk usava stdev campionaria e Pp/Ppk la population stdev: stesso
indice due volte, proporzionale. Ora Cp/Cpk (capability a breve termine)
usa sigma_within dalla moving range dei valori consecutivi in ordine
cronologico; Pp/Ppk (performance complessiva) resta sulla stdev campionaria
(n-1). MRbar == 0 -> Cp/Cpk None. Stessa sigma_within per UCL/LCL della
carta di controllo a valori individuali (mean +/- 2.66*MRbar), non piu la
stdev globale che allargava i limiti e nascondeva la deriva.
Aggiunto campo opzionale std_dev_within a CapabilityData.
Co-Authored-By: Claude Sonnet 5 <noreply@anthropic.com>
Il ponte e' in VisionSuite (6f5990c, issue #2 chiusa). Corretti due punti di
questo documento: PyTorch in vs-dxf non c'e' piu' da L2, quindi quel lavoro
non esisteva; e la posa iniziale non serve, misurato — l'ICP converge da solo
fino a 45 gradi. Aggiunta la trappola dell'angolo ambiguo sui pezzi
simmetrici, che e' esattamente il caso dei profilati di Trafilo, e il limite
degli ingressi di scansione non collegabili.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01JyL1sTGpFxx7Qw3xP58eoZ
Decisione A chiusa il 14/09, e revoca la revoca del 09/08: allora il
committente era Trafilo e voleva misurare profilati, adesso il modulo e
un investimento e allo stand guarda chi deve immaginarci il proprio pezzo.
Il taglio per la fiera arriva fino alla misura vera; expected_json resta
dopo. La V3, che e cio che Trafilo ha pagato, scala indietro.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01JyL1sTGpFxx7Qw3xP58eoZ
Decisione F chiusa da Adriano il 14/09: non lo paga nessuno, serve a
prendere lavori futuri. Ne discende che l'unica scadenza del modulo è la
fiera, che Tràfilo va servito col perimetro venduto, e che le ore vanno
separate per non falsare il margine della commessa.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01JyL1sTGpFxx7Qw3xP58eoZ
Verificato sul codice, non sui piani: le fondamenta del 16-17/08 ci sono
tutte, ma pattern matching e DXF compare non sono eseguibili dal grafo —
vs-task registra dieci strumenti, tutti geometrici, e vs-dxf non è
nemmeno negli extra. Il ponte va costruito in VisionSuite.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01JyL1sTGpFxx7Qw3xP58eoZ
Il controllo sui riferimenti esterni scandiva anche i file che git non
conosce. Una copia di comodo di una libreria lasciata in static/js/ --
fabric-debug.js -- sembrava codice nostro e faceva fallire la prova con gli
URL nei propri commenti, ma non sta nel repository e in reparto non ci
arriva mai. Su un checkout pulito la prova passava: falliva solo su chi
aveva quel file, cioe' proprio su chi stava lavorando.
Il filtro ora e' la tracciabilita', non il percorso. Non i pattern di
.gitignore, che non dicono nulla su un file gia' tracciato. Se git non
risponde si scandisce tutto come prima: una prova-guardia che ammutolisce
quando perde l'appoggio e' peggio di una che grida al lupo.
Verificato che morda ancora: un fetch verso un CDN in un file tracciato la
fa fallire.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Il file di test dei limiti di upload scriveva un jpeg vero in
uploads/vision/reference/ a ogni esecuzione: gli mancava la fixture di
dirottamento che test_vision_reference.py ha gia'.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Il gate del fuori tolleranza vale per l'acquisizione e non per la quota:
la regola era pensata per la misura sequenziale e su un evento simultaneo
produceva un blocco permanente.
Piu' il bi-ambiente Python, la versione del motore timbrata al build, la
motivazione della divisione degli extra corretta, e due cose promesse e non
mantenute -- expected_json e image_path -- dichiarate come consegne del
piano 1b invece che lasciate come intenzioni.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Il README dichiarava ancora 360 pass, 0 fail - numero superato dal
lavoro su questo branch. Aggiornato a 390 pass, 1 fail, 4 skip, con
l'ambiente in cui vale (Python 3.11, uv run pytest, senza l'extra
vision) esplicitato accanto: un conteggio senza il suo ambiente non
dice nulla, regola che il progetto applica già alla sezione del worker
di visione poco sopra. Il fallimento riportato è preesistente e
indipendente da questo lavoro (test_offline.py, copia locale di
Fabric.js non tracciata da git).
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
MeasurementCreate.input_method accetta solo usb_caliper|manual anche se
l'enum ORM e il database permettono ormai camera. È voluto: una misura
da camera deve nascere in vision_service.execute_task, mai da un client
che posta JSON direttamente - non c'è dietro né immagine, né grafo, né
engine_version. Commento aggiunto perché non venga "corretto" tornando
alla lettera dell'enum.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
FORBIDDEN confrontava solo il primo segmento del path importato: "from
src.vision.runner import ..." dava radice "src", mai vietata (il
backend importa se stesso di continuo), quindi il test non l'avrebbe
mai vista. Confermato manualmente: la logica vecchia su quell'import
restituisce un insieme vuoto di violazioni. Ora si confrontano i path
puntati per intero contro "src.vision"/"src.vision_worker" come
prefissi, non solo la prima radice.
"Acquire" in FORBIDDEN era un nome di classe/SDK (Balluff "mvIMPACT
Acquire"), mai una radice di import: non poteva mai far scattare nulla.
vs-camera importa sotto lo stesso namespace visionsuite di vs-core
(vendor/visionsuite/packages/vs-camera/pyproject.toml: "il codice si
importa come visionsuite.camera...."), già coperto da "visionsuite":
non c'era una radice separata da aggiungere, quindi è stato tolto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Un build senza la variabile produceva un'immagine che partiva e
rispondeva "healthy" pur fallendo ogni richiesta, /health incluso: non
c'era un healthcheck a dirlo. Tre correzioni: RUN test -n
"$VISION_ENGINE_VERSION" in Dockerfile.vision dopo l'ARG, fallisce
subito con il comando da lanciare; healthcheck su /health nel servizio
vision di entrambi i compose; VISION_ENGINE_VERSION documentata in
.env.example accanto a VISION_WORKER_URL, che già c'era.
Verificato con docker build reale: senza la variabile fallisce al passo
del test con il messaggio atteso; con la variabile impostata l'immagine
si costruisce, il container parte, e python3 -c
"urllib.request.urlopen('http://localhost:8100/health')" - lo stesso
comando usato nell'healthcheck - risponde 200 con l'engine_version
giusta.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
/execute, /preview e /reference-images leggevano l'immagine senza
limite di tipo o dimensione, e /reference-images scriveva su disco con
estensione .png fissa qualunque fosse il tipo reale. Riusa la
convenzione già esistente in files.py (ALLOWED_IMAGE_TYPES,
validate_file_size) invece di inventarne una seconda: tipo controllato
dall'header prima di leggere, dimensione controllata sul corpo letto,
un PDF non è qualcosa che un grafo di visione può misurare.
save_reference_image ora scrive con l'estensione del tipo reale
dell'upload.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
I2: _call_worker lasciava propagare httpx.ConnectError e ReadTimeout
(worker fermo o job oltre i 120s), senza handler in main.py: l'operatore
vedeva un 500 nudo. Ora ConnectError->502, ReadTimeout->504, ciascuno con
un messaggio che nomina il guasto. La forma della risposta è validata
alla frontiera: outputs/failures/engine_version mancanti o un body non-
dict non fanno più KeyError, rispondono 502 "malformed".
M3: il gate del fuori tolleranza (pending_authorisation) girava dopo
_call_worker: un operatore bloccato bruciava un'intera esecuzione di
visione prima di ricevere il 409. Spostato prima della chiamata al
worker; le quote necessarie erano già caricate prima, nessun'altra query
serviva.
Copertura: test_vision_worker_transport.py (nuovo) per i quattro casi di
guasto/malformazione; test_vision_execute.py aggiunge
test_a_pending_fail_blocks_before_the_worker_is_called, rossa prima dello
spostamento del gate.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
_copy_tasks_to_version copiava una lista esplicita di campi che ometteva
vision_json e vision_output: la prima modifica a una ricetta con misure
produceva una versione nuova con i task camera senza grafo. Stessa
famiglia di bug nei percorsi di creazione (POST /api/recipes/{id}/tasks,
POST /api/tasks/{id}/subtasks): i campi erano dichiarati negli schemi ma
mai passati ai costruttori ORM, quindi l'API rispondeva 200 senza
salvare nulla. TDD: test_vision_copy_on_write.py fallisce prima del fix,
passa dopo.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
VisionReferenceImage (migration 013, chained after 012_vision_results):
task_id, path, station_id, device_code, calibration_snapshot,
engine_version, note, expected_json, acquired_at. station_id/device_code/
calibration_snapshot/engine_version/expected_json stay nullable - nessun
endpoint di questo task li popola ancora, arrivano coi Piani 1b/2/4.
save_reference_image salva sotto settings.upload_path (non upload_dir,
come production_export_service). preview esegue il grafo e non salva
niente - comporre non e' misurare, lo asserisce il test.
POST /api/vision/reference-images e /api/vision/preview su require_maker
(non require_measurement_tec di execute): comporre e provare sono lavoro
del Maker, non misure.
Suite intera su Python 3.11.15 locale (uv run pytest -q, SQLite
in-memory per il backend): 1 failed, 373 passed, 4 skipped in 82.35s.
Il fallimento e' quello preesistente e non correlato di
test_no_first_party_script_calls_out (fabric-debug.js locale,
git-ignored) - 371 passed prima di questo task, +2 qui.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Un'acquisizione camera produce N quote nello stesso istante: non c'e "andare
avanti" fra l'una e l'altra, quindi il gate sequenziale di save_measurement
non deve scattare dentro il lotto. execute_task valuta pending_authorisation
una sola volta per l'intera acquisizione (bloccando solo se il fail pendente
non appartiene alle quote di questo task) e passa enforce_tolerance_gate=False
a ogni save_measurement del lotto. Query delle quote ordinata per
marker_number, cosi l'esito non dipende dall'ordine di ritorno di SQLite/MySQL.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Aggiunge POST /api/vision/execute: route l'immagine al worker di visione,
mappa le uscite del grafo sulle quote e le salva con save_measurement -
stesso verdetto, stesso gate del fuori tolleranza di ogni altra misura.
Nuova tabella vision_results (una riga per acquisizione, non per quota) e
input_method 'camera' su measurements.
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Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Ruling R9: separa l'extra vision (runner: 4 pacchetti VisionSuite + numpy)
da vision-worker (fastapi, uvicorn, pillow, python-multipart, sopra vision).
Prima il worker risolveva solo perche' vs-pm2d le lista per conto suo; un
domani lo stub di stazione dovra' incorporare il runner senza trascinarsi
dietro un server web che non gli serve.
Aggiorna Dockerfile.vision e README.md al nuovo extra; il test del worker ora
pinna anche il valore numerico del diametro (non solo la chiave), agganciato
alla stessa tolleranza del test in-process del runner.
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Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Container FastAPI separato (Dockerfile.vision, python:3.13-slim) che
espone run_graph/engine_version del Task 2 via POST /run e GET /health,
cosi' l'immagine del server principale non importa mai VisionSuite.
engine_version() ora legge VISION_ENGINE_VERSION se impostata, altrimenti
ricade su git rev-parse nel checkout di sviluppo, e non inventa mai un
valore: senza nessuna delle due solleva un errore esplicito. Nel container
il fallback a git non puo' funzionare (.git del submodule punta fuori dal
build context), quindi Dockerfile.vision prende il commit come build arg
e lo fissa in ambiente; i compose file lo passano da VISION_ENGINE_VERSION.
Nessuna porta pubblicata e nessuna label Traefik sul servizio vision: e'
raggiungibile solo dal server, su tmflow-net.
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Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
R7: i commenti trascritti verbatim dal brief erano in italiano, contro il
vincolo globale "comments in English". Solo prosa toccata - nomi dei test,
assert, valori, struttura invariati. runner.py verificato: gia' in inglese,
nessuna modifica.
testpaths include src/vision/tests: prima uv run pytest (365 test) non ci
passava mai. Niente conftest.py: un pytest.importorskip a livello di modulo
in conftest.py rompe l'intera sessione, perche' Skipped eredita da
BaseException e _importconftest cattura solo Exception (verificato con
traceback, provato sia su src/vision/tests sia su src/vision come radice).
La guardia sta invece in cima a test_runner.py, prima di numpy (assente
anch'esso su 3.11) - idioma standard di pytest, cattura pulita a livello di
collection. README aggiornato con il comando reale per farli girare.
Aggiunge il sottomodulo vendor/visionsuite (pin f095fcc), src/vision/runner.py
(run_graph/engine_version, pura libreria: niente HTTP, niente DB) e i test.
Deviazione dal brief: vs-task/vs-measure/vs-pm2d dichiarano
requires-python>=3.13 a monte, mentre il monorepo resta a 3.11. L'extra
`vision` porta marker `python_version>='3.13'` cosi' la sync di base
(server+client+dev, 3.11) resta intatta; per lavorare sulla vision serve
`uv sync --extra vision --extra dev --python 3.13`. Ricade sul Task 3: il
worker (Dockerfile.vision) non puo' partire da python:3.11-slim come previsto
dal suo brief, deve usare 3.13.
Sei task TDD: grafo sul task, runner condiviso, worker separato,
esecuzione con salvataggio misure, prova del confine server/VisionSuite,
immagini di riferimento.
Primo dei quattro piani. Si collauda interamente via API, senza camera.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Otto decisioni dal brainstorming, con il motivo di ognuna: motore su
entrambi i lati con versione in lockstep, agente sottile, server che non
importa mai VisionSuite, device a livello PC, esecuzione decisa dalla
stazione, verdetto tenuto fuori dal grafo, sorgente immagine astratta.
Modello dati, API, errori e le quattro domande che restano aperte.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_014BBnuACZSCJqXrMYC3LUMU
Tredici punti su quindici sono in esercizio e nessuno li ha percorsi. Finora il
collaudo era «provare le ricette COLLAUDO-A e B», che è un invito a scoprire da
soli in che ordine e con quali valori — cioè a perdere mezza giornata prima di
misurare qualcosa di utile.
Ordinata perché ogni prova prepari la successiva, e perché le due che vanno fatte
adesso vengano prima: il layout, che si vede solo da un monitor largo, e le
richieste di rete, ora che la Content-Security-Policy è appena entrata in vigore.
Due dettagli verificati sul codice prima di scriverla, perché mandavano a caccia
di pulsanti inesistenti: il timer non parte finché non si preme «Avvio
Produzione», che compare solo dopo il primo ciclo confermato — il primo pezzo è
attrezzaggio, non produzione; e una quota già presa si rimisura cliccandola in
alto, che è la via d'uscita dal blocco fuori tolleranza senza chiamare nessuno.
Detto anche cosa la scaletta non copre, incluso il fatto che su una VPS pubblica
staccare la rete non prova niente: si guarda dove vanno le richieste, e il giro
vero si fa in reparto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Erano fermi allo snapshot V2.0.0 di fine aprile: parlavano di Fasi rev04 da
iniziare, di quattro test rotti e di uno stack che scaricava le librerie da CDN.
Niente di tutto questo è più vero, e un documento di stato sbagliato è peggio di
un documento di stato assente — qualcuno ci si fida.
STATO_PROGETTO: i quindici punti con il loro stato e dove vivono nel codice, cosa
è entrato in V3.0.0 raggruppato per tema, le dieci migrazioni, la suite a 360
pass. In fondo la sezione che conta di più, «cosa non è stato provato»: tredici
punti sono in esercizio e nessuno li ha percorsi su un tablet, il punto 14 non è
mai stato riprodotto su un dispositivo, il punto 12 non è mai stato provato a rete
staccata. Serve a non confondere «i test passano» con «funziona in reparto».
ROADMAP: riscritta intorno a quello che resta e in che ordine — il collaudo prima
di tutto, perché è l'unico lavoro che non aspetta risposte da nessuno, con la
tabella di cosa guardare e come si vede che è giusto. Poi il punto 4 (due o tre
giorni, a decisioni chiuse), l'innesto GAIA e l'installazione di settembre.
Le decisioni aperte sono ora le D-1…D-9 del documento del 28/07, non più le
D-0.x di aprile: la corrispondenza è scritta, così chi torna sui vecchi documenti
non si perde. Stessa cosa per le sette Fasi rev04, con dove è finita ciascuna:
due assorbite, una sostituita, una ridimensionata dal fatto che una rete isolata
rende l'aggiornamento automatico privo di senso.
Lo snapshot V2.0.0 è conservato in docs/archive/ invece di essere sovrascritto.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 12. Le cinque librerie erano già state portate in casa (28ee44b): nessun
template carica più niente dalla rete, il worker di PDF.js è locale in tutti e
quattro i file che lo impostano, i font sono woff2 nel pacchetto. Verificato riga
per riga, e le impronte SHA-256 in VERSIONS.md corrispondono ancora.
Mancava però la seconda metà dell'intervento, e mancava dove conta. La
Content-Security-Policy a sola origine locale esisteva sul backend, cioè sulle
risposte API; le pagine HTML le serve il client Flask, che non mandava alcuna
policy. La regola stava scritta dove non poteva essere infranta e assente dove
poteva. Ora il client la manda su ogni risposta.
Serve meno a difendere e più a non far tornare indietro il punto: un tag verso un
CDN aggiunto fra sei mesi viene rifiutato dal browser alla scrivania, dove c'è la
rete e l'errore si legge in console, invece che in reparto dove la rete non c'è.
Tailwind era ancora agganciato a `tailwindcss@3` nel Dockerfile: stesso difetto
che il documento cita per le librerie del browser, un gradino più in basso. Fissato
a 3.4.19, che è la versione con cui l'immagine in esercizio è stata costruita.
I test non renderizzano niente: leggono i sorgenti, perché il difetto che devono
impedire si scrive in un template e non si vede finché non si stacca la rete.
Controllano anche le impronte — una libreria sostituita sul posto tiene lo stesso
nome e la stessa riga in tabella, e l'hash è l'unica parte che se ne accorge.
Annotato in VERSIONS.md che `html5-qrcode` è l'unica libreria dichiarata e mai
caricata: lo scanner da fotocamera non è incluso da nessuna pagina, il lettore che
l'operatore usa è un campo di testo. Va portata in casa prima di accenderlo.
README aggiornato a V3.0.0: novità della versione punto per punto, ruolo
Supervisor, librerie locali al posto dei CDN, stato dei test.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Punto 14. La segnalazione dell'operatore del 28/07 non era stata circoscritta sul
codice: «le dimensioni delle viste cambiano a seconda del menu». Sono quattro
meccanismi distinti, tutti leggibili senza avere il tablet in mano.
Ogni vista si dichiarava la propria larghezza: sette valori diversi su diciassette
template, e nessuno coincideva con quello della navbar, che sta a max-w-7xl su
tutte. Il contenuto era quindi disallineato dalla barra sopra di sé, e il
disallineamento cambiava a ogni pagina. Il percorso dell'operatore faceva
1280 → 1024 → tutto schermo → 1280 in quattro passaggi.
Il padding verticale mescolava py-8 e py-6 fra viste consecutive, così la prima
card cambiava altezza a ogni schermata.
La barra di scorrimento è classica da 8px e occupa spazio: una pagina lunga la
mostrava, una corta no, e la schermata di misura la toglie sempre. A ogni
navigazione tutto il contenuto centrato — navbar compresa — si spostava di 8px.
La schermata di misura era alta 100vh, che su Android e iOS è l'altezza con la
barra dell'indirizzo nascosta: su un tablet il piede, dove stanno «Fine ciclo
misura» e il tastierino, finiva sotto il bordo.
Ora: .tmf-page e .tmf-page-narrow in themes.css, con i valori esatti della navbar;
scrollbar-gutter: stable; 100dvh dove serve. Due larghezze in tutto il prodotto al
posto di sette, e il criterio è il tipo di pagina — liste, tabelle e tele stanno
larghe, i moduli stanno stretti.
Login e schermata di misura tengono la loro geometria, per i motivi scritti in
docs/architecture/LAYOUT.md e ripetuti in EXEMPT dentro il test: la prima non ha
navbar a cui allinearsi, la seconda non deve scorrere mentre si misura.
Il test è statico e guarda i sorgenti: la vista scritta domani copierà la cornice
dalla vicina, ed è lì che la deriva ricomincia.
Resta da chiedere all'operatore su quale schermo l'ha vista: in verticale su un
tablet quasi tutte quelle larghezze collassano e il difetto non si nota.
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Punto 10. Sceglere una ricetta apriva la lista completa dei task e chiedeva
all'operatore di decidere da dove cominciare prima ancora di aver fatto
qualcosa. Ora AVVIA IN SEQUENZA porta dentro il primo task; la lista resta,
un livello sotto, per quando serve vederla tutta o tornare indietro.
- nuova rotta /measure/start/<ricetta>: memorizza lotto e seriale (prima lo
faceva la lista, che ora si salta), verifica la tracciabilità obbligatoria
e apre il primo task
- GET /api/measurements/task-progress: quante quote ha già preso ogni task di
misura, contate per quota e non per tentativo, delimitate dalla produzione
aperta o, fuori produzione, dall'operatore
- la lista distingue «Incompiuto 1/3» da «Completato 3/3»: un task lasciato a
metà non somigliava più a uno mai aperto
- «Visualizza singolo TASK» non è più riservato al Maker — dire «incompiuto»
senza dare la strada per tornarci sarebbe una lamentela, non una funzione
- nel task «Riepilogo» diventa «Completato» e si apre solo quando il ciclo è
chiuso: altrimenti sarebbe la scorciatoia che rende facoltative le quote
- «Fine ciclo misura» si vede da subito, spento, e dice quante quote mancano;
prima compariva a task già finito, quando non serviva più saperlo
Il pulsante verde del footer diventa «Task successivo»: due bottoni con la
stessa parola addosso sono uno di troppo.
Test: 334 (erano 309). Il side effect dei mock del client Flask ora risponde
per endpoint invece che per turno — una lista posizionale si rompe appena una
pagina fa una domanda in più al server, che è come crescono tutte.
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Uno script che prepara sul sistema quello che i test dimostrano ma nessuno ha
ancora visto su uno schermo: due ricette con impostazioni opposte, perche' i
punti da collaudare le vogliono cosi'.
COLLAUDO-A e' quella da guidare — due task di misura con task documentali prima,
in mezzo e dopo, lotto obbligatorio, digitazione ammessa, intervallo di due
minuti. Serve per il ciclo di misura, il conto alla rovescia che va oltre lo
zero, il ritorno automatico alla misura e il gate del fuori tolleranza.
COLLAUDO-B e' quella da guardare — solo calibro, lotto e seriale obbligatori: il
tastierino non viene disegnato e Avvia non parte finche' mancano i dati.
Le quote hanno limiti scelti perche' ogni esito sia a un tasto di distanza:
10.00 conforme, 10.30 attenzione, 12.00 fuori tolleranza.
Crea anche un capoturno con il ruolo Supervisor: un amministratore passerebbe il
controllo, ma il collaudo deve esercitare il ruolo che usera' l'officina.
Rilanciarlo trova le ricette e si ferma; --replace le rifa' da zero, misure
comprese, che e' quello che serve fra una sessione e l'altra e mai per sbaglio.
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Il punto 5 c'era a meta': la schermata apriva il modale del capoturno e bloccava
l'avanzamento automatico, ma il modale si chiudeva con Annulla o con un click
sullo sfondo, la misura era gia' salvata, e `pendingAdvance` veniva impostato e
non letto da nessuno. Era una conferma, non uno sbarramento.
Ora l'autorizzazione finisce sulla misura: due colonne, chi ha autorizzato e
quando. Finche' una quota e' fuori tolleranza e nessuno l'ha autorizzata, il
server rifiuta la misura della quota successiva e la chiusura del ciclo. Non e'
la schermata a impedirlo: la schermata risparmia solo il viaggio.
Rimisurare la stessa quota resta possibile — il calibro scivola, il pezzo si
riposiziona — e una seconda lettura in tolleranza libera il blocco, perche' conta
l'ultima lettura di ogni quota. Quante volte si possa riprovare e' il punto 4, e
tutte le letture restano comunque a registro. Un warning non blocca: fuori dai
limiti di attenzione ma dentro la tolleranza e' dentro la tolleranza.
Ricaricare la pagina era il modo piu' semplice per scavalcare il vecchio gate.
Non lo e' piu': la schermata chiede al server, all'apertura, se una quota sta
aspettando, e si ritrova davanti lo stesso blocco.
Sparisce /validate-supervisor, che verificava le credenziali e buttava via la
risposta. Al suo posto un endpoint che le credenziali le usa per scrivere
l'approvazione dove serve. Il controllo del capoturno si sposta in auth_service,
accanto al resto delle credenziali: fermo linea, chiusura e fuori tolleranza
fanno la stessa domanda, e solo una delle tre riguarda la produzione.
Il file di statistica guadagna authorised_by e authorised_at: mostrava il
fallimento e non la decisione, che e' la meta' che un auditor chiede.
Migrazione 010: due colonne nullable sulle misure. Le righe esistenti restano
nulle — retrodatare un'autorizzazione mai avvenuta sarebbe inventarsi un record
di audit, e quelle produzioni sono chiuse da un pezzo.
Test: +18 (309). Coprono il rifiuto della quota successiva, la rimisura ammessa,
il rilascio del blocco con una lettura buona, il ciclo che non si chiude, il
capoturno registrato sulla misura, le credenziali sbagliate e chi capoturno non
e', il file di statistica, e il fatto che una produzione chiusa non blocchi la
successiva. Aggiunto uploads/statistics/ al gitignore: i test che chiudono una
produzione scrivevano nel repository.
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Tre cose che prima non erano di nessuno diventano regole della ricetta, decise da
chi la scrive e fatte valere dal server.
Punto 8 — tracciabilita' obbligatoria. Lotto e seriale si dichiarano obbligatori
sulla ricetta. L'operatore li inserisce alla selezione, dove il pulsante non si
attiva finche' mancano, e la stessa regola vale sulla lista task, raggiungibile
anche per link diretto, e sul barcode: uno sbarramento che dura solo finche'
qualcuno prende in mano il lettore non e' uno sbarramento. La produzione non si
apre e la misura non si salva senza cio' che la ricetta pretende, perche' un
valore senza il suo lotto non e' riconducibile a niente, e accorgersene dopo
significa accorgersene tardi.
Punto 9 — inserimento manuale. Una ricetta puo' vietare i valori digitati, ed e'
il valore predefinito: il calibro e' lo strumento, digitare e' cio' che va
concesso. Dove e' vietato il tastierino non viene disegnato (non nascosto con i
CSS: il markup nascosto e' markup che si puo' rimostrare) e restano correzione e
conferma, perche' una lettura sbagliata va cancellata. Il controllo vero e' sul
server: una regola che vive solo nel frontend e' un consiglio.
Migliorato al passaggio il riconoscimento del calibro. Contava solo la raffica di
cifre, cosi' una lettura corta come "9.5" — tre battute — finiva registrata come
digitata a mano; ora conta anche l'Invio che il wedge manda dentro la stessa
raffica. Senza questa correzione il divieto avrebbe respinto misure legittime.
Punto 11 — formattazione delle descrizioni. A capo e grassetto sopravvivono: chi
scrive le ricette incolla dal PDF della scheda tecnica e il testo arrivava
appiattito, da risistemare a mano ogni volta. Nessun HTML viene accettato o
salvato — il testo viene escapato e gli unici tag nel risultato sono quelli
prodotti dal renderer. La sanificazione e' questa: non c'e' niente da sanificare
perche' non si accetta niente. Le stesse due regole in Jinja e in JS, cosi' una
descrizione si legge uguale ovunque. E la descrizione ora si vede anche in
esecuzione: era scritta per l'operatore e la vedeva solo chi la scriveva.
Migrazione 009: tre colonne sulla ricetta. Le due di tracciabilita' partono
false, che e' il comportamento di oggi; l'inserimento manuale parte *vero* sulle
ricette gia' esistenti — il default della colonna e' falso, quindi le ricette
nuove sono solo-calibro, ma spegnerlo d'ufficio su quelle in uso fermerebbe una
linea alla misura successiva. Chi possiede la ricetta lo decide dall'editor.
Test: +26 (291). Coprono il rifiuto sul server per lotto, seriale e valore
digitato, il calibro sempre ammesso, le regole che sopravvivono alla nuova
versione, il tastierino assente in pagina, l'Avvia sbarrato, e il renderer delle
descrizioni compreso il caso in cui si prova a farci passare un tag.
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Il conto alla rovescia non si ferma piu' a zero. Oltre la scadenza continua
nell'altro senso e dice da quanto la linea e' in ritardo, in rosso, su tutte le
schermate del percorso di misura: lista task, riepilogo, scelta ricetta. Un
ritardo va letto, non dedotto. Allo scadere dell'intervallo la misura si
ripropone da sola: cicalino, un avviso di cinque secondi, e l'operatore torna al
primo task di misura da qualunque schermata si trovi.
Un ciclo copre tutti i task di misura della ricetta, quindi solo l'ultimo lo
chiude e fa ripartire l'intervallo. Farlo ripartire al primo avrebbe fatto
misurare una ricetta con tre task di misura tre volte piu' spesso di come e'
configurata. E' il server a decidere quale task chiude il ciclo, perche' e' lui
a conoscere la sequenza: la lista dei task di misura viaggia con la produzione
(measurement_task_ids), che e' anche cio' che permette a una schermata qualsiasi
di sapere dove riportare l'operatore.
Aggiunta la rimisura: si gira il pezzo e si misura di nuovo dentro lo stesso
ciclo, senza chiudere niente e senza guadagnare tempo sulla scadenza. Le due
letture restano entrambe in statistica, che e' il motivo per cui si prendono.
Chi sta gia' misurando quando l'intervallo scade e' in ritardo, non perso: la
banda diventa rossa e lo si lascia lavorare. Portarlo altrove a meta' ciclo
cancellerebbe quote che ha davanti agli occhi senza guadagnare nulla.
Sistemato anche il pulsante "Conferma ciclo" dell'overlay: alzava una bandierina
locale e basta, quindi il ciclo non veniva mai registrato sul server da quella
strada. Ora passa da confirmCycle come il pulsante della barra.
Migrazione 008: il registro eventi della produzione impara task_measured e
remeasure, e la colonna task_id — un task_measured che non dice quale task non
registra niente di utile. I valori nuovi entrano tutti insieme perche' allargare
una enum MySQL riscrive la tabella, stesso ragionamento dei tipi di task in 007.
Verificata su SQLite (batch mode) e in MySQL con --sql.
La logica dell'orologio — come si legge un ritardo, quando suona, dove sta la
misura — vive in un solo posto (production-clock.js) e la schermata di misura la
usa invece di riscriverla.
Test: +10 (265). Coprono il ciclo che non riparte a meta', la rimisura che non
sposta la scadenza, il rifiuto a linea ferma, la sequenza dei task di misura
esposta dalla produzione, i proxy Flask e la validita' JS della lista task.
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Punto 2 del documento modifiche del 28/07, prima richiesta di Menoncin.
Il sistema distingueva un task di misura da uno documentale deducendolo: se aveva
quote era una misura, altrimenti una nota. Conseguenza: un task di misura a cui le
quote non erano ancora state inserite veniva trattato come nota, e il sistema si
comportava in modo diverso a seconda di quanto fosse completa la ricetta.
Nuovo campo task_type su recipe_tasks (migrazione 007) con nota, misura e disegno,
piu' xf_compare e camera_measure gia' nell'enum: allargare un enum MySQL piu' avanti
e' un ALTER su tabella viva, e non costa nulla prevederli adesso.
Il backfill riproduce la classificazione che era a schermo, cosi' nessuna ricetta
cambia comportamento all'aggiornamento: i task con quote diventano 'measure'; quelli
senza quote ma con un disegno allegato diventano 'drawing' e non 'note', perche' e'
gia' cio' che mostravano - chiamarli note sarebbe stato l'unico punto in cui questa
migrazione cambiava le carte in tavola.
Il tipo viene copiato esplicitamente nel copy-on-write del versioning: una nuova
versione che lo perdesse riclassificherebbe in silenzio tutti i task alla prima
modifica di una ricetta. Il task "Technical Drawing" creato d'ufficio quando si
carica un disegno su una ricetta senza task nasce come 'drawing'.
Lato operatore decide ora il tipo, non il conteggio delle quote: fermo linea, fine
produzione, avvio produzione e la barra di produzione seguono il tipo. Dove servono
davvero delle quote da mostrare - elenco marker, tastierino, fine ciclo misura -
resta anche il controllo che ce ne sia almeno una, e un task di misura ancora privo
di quote lo dichiara invece di somigliare a una nota. Nella lista task compare il
tipo, cosi' si vede prima di aprire.
La 007 e' stata eseguita su SQLite usa e getta con tre righe costruite apposta - una
con quote, una col solo disegno, una nota secca - e il backfill le classifica come
atteso. Il backfill girera' sui dati reali del cliente, provarlo a mano non bastava.
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