Il README dichiarava ancora 360 pass, 0 fail - numero superato dal
lavoro su questo branch. Aggiornato a 390 pass, 1 fail, 4 skip, con
l'ambiente in cui vale (Python 3.11, uv run pytest, senza l'extra
vision) esplicitato accanto: un conteggio senza il suo ambiente non
dice nulla, regola che il progetto applica già alla sezione del worker
di visione poco sopra. Il fallimento riportato è preesistente e
indipendente da questo lavoro (test_offline.py, copia locale di
Fabric.js non tracciata da git).
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Ruling R9: separa l'extra vision (runner: 4 pacchetti VisionSuite + numpy)
da vision-worker (fastapi, uvicorn, pillow, python-multipart, sopra vision).
Prima il worker risolveva solo perche' vs-pm2d le lista per conto suo; un
domani lo stub di stazione dovra' incorporare il runner senza trascinarsi
dietro un server web che non gli serve.
Aggiorna Dockerfile.vision e README.md al nuovo extra; il test del worker ora
pinna anche il valore numerico del diametro (non solo la chiave), agganciato
alla stessa tolleranza del test in-process del runner.
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Container FastAPI separato (Dockerfile.vision, python:3.13-slim) che
espone run_graph/engine_version del Task 2 via POST /run e GET /health,
cosi' l'immagine del server principale non importa mai VisionSuite.
engine_version() ora legge VISION_ENGINE_VERSION se impostata, altrimenti
ricade su git rev-parse nel checkout di sviluppo, e non inventa mai un
valore: senza nessuna delle due solleva un errore esplicito. Nel container
il fallback a git non puo' funzionare (.git del submodule punta fuori dal
build context), quindi Dockerfile.vision prende il commit come build arg
e lo fissa in ambiente; i compose file lo passano da VISION_ENGINE_VERSION.
Nessuna porta pubblicata e nessuna label Traefik sul servizio vision: e'
raggiungibile solo dal server, su tmflow-net.
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testpaths include src/vision/tests: prima uv run pytest (365 test) non ci
passava mai. Niente conftest.py: un pytest.importorskip a livello di modulo
in conftest.py rompe l'intera sessione, perche' Skipped eredita da
BaseException e _importconftest cattura solo Exception (verificato con
traceback, provato sia su src/vision/tests sia su src/vision come radice).
La guardia sta invece in cima a test_runner.py, prima di numpy (assente
anch'esso su 3.11) - idioma standard di pytest, cattura pulita a livello di
collection. README aggiornato con il comando reale per farli girare.
Punto 12. Le cinque librerie erano già state portate in casa (28ee44b): nessun
template carica più niente dalla rete, il worker di PDF.js è locale in tutti e
quattro i file che lo impostano, i font sono woff2 nel pacchetto. Verificato riga
per riga, e le impronte SHA-256 in VERSIONS.md corrispondono ancora.
Mancava però la seconda metà dell'intervento, e mancava dove conta. La
Content-Security-Policy a sola origine locale esisteva sul backend, cioè sulle
risposte API; le pagine HTML le serve il client Flask, che non mandava alcuna
policy. La regola stava scritta dove non poteva essere infranta e assente dove
poteva. Ora il client la manda su ogni risposta.
Serve meno a difendere e più a non far tornare indietro il punto: un tag verso un
CDN aggiunto fra sei mesi viene rifiutato dal browser alla scrivania, dove c'è la
rete e l'errore si legge in console, invece che in reparto dove la rete non c'è.
Tailwind era ancora agganciato a `tailwindcss@3` nel Dockerfile: stesso difetto
che il documento cita per le librerie del browser, un gradino più in basso. Fissato
a 3.4.19, che è la versione con cui l'immagine in esercizio è stata costruita.
I test non renderizzano niente: leggono i sorgenti, perché il difetto che devono
impedire si scrive in un template e non si vede finché non si stacca la rete.
Controllano anche le impronte — una libreria sostituita sul posto tiene lo stesso
nome e la stessa riga in tabella, e l'hash è l'unica parte che se ne accorge.
Annotato in VERSIONS.md che `html5-qrcode` è l'unica libreria dichiarata e mai
caricata: lo scanner da fotocamera non è incluso da nessuna pagina, il lettore che
l'operatore usa è un campo di testo. Va portata in casa prima di accenderlo.
README aggiornato a V3.0.0: novità della versione punto per punto, ruolo
Supervisor, librerie locali al posto dei CDN, stato dei test.
Co-Authored-By: Claude Opus 5 (1M context) <noreply@anthropic.com>
Brings the entry-point README in line with the V2.0.0 restructure:
- Replace all server/ + client/ paths with src/backend/ +
src/frontend/flask_app/.
- Replace pip install -r requirements.txt with the uv workflow
(uv sync --extra server --extra client --extra dev).
- Manual setup section uses uv run uvicorn / uv run flask /
uv run alembic / uv run pybabel, all driven from the project root.
- Document the V2.0.0 additions: STATION_CODE per-tablet, /admin/
stations GUI, gunicorn 5x4 + uvicorn 4 worker scaling, X-Forwarded
-For-aware rate limiting (RATE_LIMIT_GENERAL default 300).
- Add tooling section (uv, pyproject.toml, uv.lock, .python-version,
pytest stack).
- Documentation section now points at the new docs/ index plus the
STATO_PROGETTO + ROADMAP architecture pair as the canonical "what
is done / what is next" references.
- Variabili d'Ambiente: add STATION_CODE, RATE_LIMIT_LOGIN,
RATE_LIMIT_GENERAL.
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Restructure README to be more concise: add feature overview section,
architecture diagram with security note, tabular stack listing,
streamlined quick start, and env vars reference table. Move VPS
deployment details to docs/DEPLOYMENT.md to avoid duplication.
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Add password-protected setup page (/api/setup) for DB initialization,
admin creation, and demo data seeding. Dockerize the full stack with
server, client, nginx reverse proxy, and MySQL services. Add project
README with architecture overview, quick start, and VPS deployment guide.
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